Yeasayer in Italia


La band americana degli Yeasayer sarà in Italia a presentare il nuovo album Odd Blood per due date a cavallo del prossimo weekend.
Si comincia con Roma, sabato 13 marzo al Circolo Degli Artisti, e si finisce con il Tunnel di Milano, lunedì 15 marzo.
Per info: DNA Concerti
Nell’attesa qui sotto il video del nuovo singolo, ONE, uno dei pezzi forti del disco.

Yeasayer “ONE” By: Radical Friend from ODDBLOOD on Vimeo.

Scritto il 11 marzo 2010 da Depolique - 2 Commenti »

Jonathan, Danielle & Jack Leder

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A Jonathan e Danielle piacciono le belle donne, per questo hanno deciso di investire tutto in Jacques, il loro piccolo progetto editoriale semestrale che vuole cambiare il modo in cui la sensualità viene rappresentata dal resto delle riviste; perché a dirla tutta, chi ha voglia di appendersi in cameretta un poster con una pin-up tutta ossa e niente curve? Viva Jacques!

Com’è nata l’idea di pubblicare Jacques?
Jacques è nato dalla volontà di pubblicare una rivista che potesse essere allo stesso modo veramente sensuale ed elegante. Il nostro obiettivo è di rappresentare le donne nel modo migliore. Non siamo assolutamente una rivista modaiola, e stiamo facendo tutto il possibile per lavorare con ragazze che escono al di fuori dai canoni della bellezza imposti da tutte le riviste di moda. Partiamo dal presupposto che il nostro magazine sia per un pubblico vasto, non solo i soliti lettori tra Parigi e New York. Ci piace l’idea di poter portare un sorriso a lettori in tutto il mondo.

Scritto il 11 marzo 2010 da Marco Velardi - Nessun commento »

Scuba – Triangulation

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Da quando si è trasferito a Berlino, Paul Rose ha allargato gli assi della musica propria e di altri artisti (Distance, Joy Orbison) dal dubstep alla techno, alla house e ad altri territori elettronici. Come da numerologia, la triangolazione tra generi risulta perfetta ed è particolarmente piacevole in Three Sided Shape, così pure l’originalità percussiva di Minerals, l’aggressività electro di On Deck e l’urgenza espressiva di So You Think You’re Special. Triangulation è un disco che esplora nuovi ambiti dei bassi e può essere goduto in cuffia o in pista, senza un minuto di noia. (Hotflush)

http://www.myspace.com/paulhotflush

Scritto il 11 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Club Donny

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Club Donny non è un libro, e nemmeno una raccolta d’immagini di qualche locale notturno semi-sconosciuto, ma un vero è proprio club di appassionati della natura, e delle sue varie forme, che siano piante, verdure e fiori dentro spazi urbani, ma non solo. Club Donny è pubblicato ogni sei mesi in Olanda da Post Editions ed è diretto da Ben Laloua, Frank Bruggeman e Ernst van der Hoeven. Fin ora sono usciti quattro numeri, e credo sia quasi impossibile trovarli se non direttamente dal loro sito, il che è un’ottima scusa per lasciarsi ispirare dalle immagini che ci accolgono in apertura, a cui ovviamente poter aggiungere anche le proprie, nel vero spirito di un club. A metà tra magazine per pollici verdi e newsletter dei soci della cooperativa dietro casa, con un pizzico di grafica azzeccata, Club Donny è proprio ciò che vorreste trovarvi nella buca delle lettere ogni sei mesi.
www. clubdonny.com

Scritto il 11 marzo 2010 da Marco Velardi - Nessun commento »

Kehinde Wiley

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PIG Magazine for PUMA. Intervista di Giovanni Cervi

Nel gelido inverno berlinese è quasi uno shock termico incontrare Kehinde Wiley e parlare di cultura afro, Nigeria e dei prossimi mondiali di calcio sudafricani. (diciannovesima edizione, dall’11 giugno all’11 luglio). Siamo al Bread & Butter e Kehinde è qui per presentare la collezione primavera/estate 2010 di PUMA, della quale ha curato i pattern grafici. L’artista americano è una delle giovani promesse dell’arte d’oltreoceano. Il suo stile è definito “urban”, nella sua pittura lega motivi grafici, colori forti e ritratti di persone quasi sempre scelte in strada, messe in pose che richiamano i capolavori dell’arte passata. Kehinde cerca di trasportare su tela la cultura afroamericana di oggi, un mondo complesso e per molti versi sconosciuto, che va ben oltre lo star system hip hop che tutti abbiamo ogni giorno sotto agli occhi. La convocazione di Kehinde nel team creativo PUMA è stata un modo semplice ed efficace per unire i mondi dello sport e dell’arte al continente Africano. PUMA infatti sponsorizza 12 nazionali di calico africane e, in vista dei prossimi mondiali, ha deciso di allargare il campo attraverso prodotti lifestyle, ecologia e arte. La nuova collezione PUMA Africa è incentrata sulle grafiche di Kehinde su prodotti di abbigliamento, accessori e calzature. L’Africa Unity Kit è invece la terza divisa delle nazionali vestite da PUMA, attraverso le sue vendite si sosterrà il programma Play for Life, teso a salvare la biodiversità in un continente che ha più specie a rischio che simulazioni nelle aree di rigore del nostro campionato. Il terzo passaggio sono i ritratti che Wiley ha fatto agli ambasciatori del calcio africano, Samuel Etò del Camerun, John Mensah del Ghana e Emmanuel Eboué della Costa d’Avorio, che saranno visibili al PUMA Lifestyle Showroom a Milano durante il Salone del Mobile, dal 14 al 19 aprile. Penso sia una scelta coraggiosa quella di PUMA, parlare di Africa oggi significa anche parlare, seppur di riflesso, di povertà, di guerre, di fame, di sfruttamento delle risorse ed ecologia. Al contempo è fare un tributo a un continente che è stato una delle culle della nostra civiltà, che ha una colorata vitalità e passionalità. Benvenga l’unione di mondi così apparentemente lontani, la scelta di unire moda e profondità sociale ed ecologica, l’uso di colori in un pianeta sempre più grigio. Prepariamoci a una primavera cromaticamente esplosiva nel segno di PUMA e Kehinde.

Ciao Kehinde, ci puoi dire come è iniziata la tua collaborazione con PUMA?
E’ tutto nato tramite il dolore che emerge dalla black american street culture ed è al centro di quello che faccio come artista. Viaggiando per il mondo ho iniziato ad interessarmi di decorazioni. Ho fatto un progetto di decorazione di vasi cinesi quando ero a Pechino, poi ho fatto progetti in Africa, in Senegal, in Nigeria.. lì ho usato dei tessuti. Ero interessato al mondo tessile e a usarlo sulle mie cose, delle pellicce colorate ad esempio, mixate con un tocco africano. Era una cosa tra me e i miei amici più che altro. Alcuni brand mi hanno avvicinato interessati, ma ho scelto PUMA per la sua idea di fare questa celebrazione della coppa del mondo ci calcio che sarà in Sud Africa, incentrata sul continente africano, sui suoi colori, sulle decorazioni e sulla natura.

Scritto il 10 marzo 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

The Ruby Suns – Fight Softly

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Si riaffaccia sul mercato la variopinta creatura neozelandese di Ryan Mcphun. Lasciato da parte per il momento il folk psichedelico e ipertrofico venato di world music che ce li aveva fatti conoscere, Fight Softly mostra una band impegnata a sperimentare un territorio decisamente più beat-centrico. Il cuore dell’ispirazione rimangono Brian Wilson e i suoi ragazzi da spiaggia teletrasportati però in uno studio televisivo impazzito arredato con suppellettili proto-digitali. Al centro della scena un gruppo alieno impegnato ad interpretare canzoni popolari provenienti da un’altra galassia. Weird-pop. (Sub Pop)

http://www.myspace.com/therubysuns

Scritto il 9 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

jj

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Intervista di Marco Lombardo. Foto di Mathias Sterner

I jj incarnano alla perfezione il misterioso passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Si muovono in quella terra di nessuno, tra malinconia e speranza, dove il tempo disegna le forme di ciò che saremo mentre stiamo facendo i conti con il passato. Hanno ventanni e vivono a Goteborg, Svezia. In pochi mesi sono passati dai loro letti stropicciati e carichi di umori giovanili alle pagine dei siti e delle riviste musicali più influenti. Sono bastati un singolo, “Nº 1”, e un album, “Nº 2”, di appena 27 minuti, per gridare al miracolo. Il 9 Marzo la Secretely Canadian pubblicherà l’attesissimo seguito, “Nº 3”. Allora la trasformazione di queste due giovani crisalidi sarà irreversibile. E numericamente sempre più quantificabile… Sfuggenti al punto di essere impalpabili, hanno scatenato nella blogosfera una curiosità quasi morbosa, riconducibile a una semplice, atavica, domanda: chi sono i jj? In esclusiva, forse per la prima volta in assoluto, Joakim e Elin, si sono messi a nudo. Siamo orgogliosi che lo abbiano fatto per PIG.
Non riesco a crederci. Dopo tanti mesi, e numerosi tentativi andati a vuoto, sono in procinto di svelare i misteri legati a una delle band più sfuggenti che mi sia mai capitato d’incontrare. I jj sono il gruppo che ho ascoltato e seguito di più da Marzo 2009 quando, sul sito della Sincerely Yours, incrociai il video di My swag, my life: il primo, sorprendente, vagito di una creatura inafferrabile e dolcissima. Colto da un’emozione tutta nuova e cibernetica sono andato in fibrillazione la notte in cui ho ricevuto una mail senza oggetto ma dall’inequivocabile mittente, i jj appunto. Ho capito subito: l’attesa era finita. Il momento delle risposte a tutte le mie domande finalmente arrivato. E’ stato come trovarsi di fronte all’ultima puntata di Lost, prima di chiunque altro. Senza il temuto amaro in bocca di un finale deludente…Mi auguro sia la stessa cosa anche per la serie di JJ Abrams.. (Ecco che ritornano quelle iniziali).

Domanda atavica e primordiale. Chi sono i jj?
Joakim ed Elin.

Siete un duo quindi, me lo confermi?
J: Sì. La maggior parte del tempo.

Scritto il 8 marzo 2010 da Marco Lombardo - 1 commento »

Feature on Designer: Dora Abodi

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Ciao Dora, potresti presentarti per favore?
Certo! Sono una giovane designer ungherese, alle prese con la sua terza collezione prêt-a-porter e in attesa di fama!

Chi non la aspetta! Che programmi hai per oggi?
Devo stampare delle foto della nuova collezione e aggiornare le news sul mio sito. Per ora mi sto preparando per il Design am Rhein fashion designer contest a Düsseldorf e per la presentazione alla New York Nolcha Fashion Week. Niente male no?

Scritto il 7 marzo 2010 da Fabiana Fierotti - 1 commento »

Serena Maneesh – No 2: Abyss In B Minor

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Secondo vero e proprio lp a ben 5 anni dall’esordio per i norvegesi Serena Maneesh, da tempo nella lunga lista dei nostri preferiti.
Accelerazioni kraut-soniche e rumorose sfuriate elettriche alternate ad improvvisi vuoti d’aria tribali mozzafiato e parentesi angeliche marchiate dalla voce spiritata della bionda Elvira, vicinissima alle atmosfere di casa 4AD (Lush, Cocteau Twins…) – guarda caso, la label britannica presso cui si sono accasati. Nonostante la costante impressione di vivere un deja-vu di Loveless-iana memoria, la band capitanata da Emil Nikolaisen si conferma il nome più credibile tra tutti quelli associati ai periodici revival shoegaze. (4AD)

http://www.myspace.com/serenamaneesh

Scritto il 6 marzo 2010 da Depolique - Nessun commento »

PIG Mag 80

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PIG Mag n.80, Marzo 2010

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Si, siamo arrivati al numero 80!

In copertina: jj, fantastico duo di ventanni svedese di Gotheborg,  fotografati da Mathias Sterner e intervistati da Marco Lombardo.

Interviste esclusive a Lightspeed Champion, Two Door Cinema Club, Kehinde Wiley (per Puma). 4 designers al Bread & Butter di Berlino ed al Pitti di Firenze.

I servizi di moda questo mese sono di Yara de Nicola con la nostra Fabiana Fierotti e Kuba Dabrowski insieme a Monika Kucel. Kuba è anche il fotografo del mese.

Gli Street Files sono stati scattati al Bread & Butter di Berlino dal nostro Sean Beolchini.

Scritto il 5 marzo 2010 da PIG Mag - 3 Commenti »

Pop corn – week 29

Revanche

Revanche – Ti Ucciderò di Götz Spielmann. Candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero la pellicola che sono sicura verrà penalizzata al totobotteghino settimanale (come si fa a farlo uscire insieme a Burton e Scorsese?), ma è l’unica che a mio avviso vale davvero la pena di andare a vedere.

Scritto il 5 marzo 2010 da Valentina Barzaghi - Nessun commento »

Marc by Marc Jacobs: new shop in Milan!

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È arrivato il tempo anche per la linea Marc by Marc Jacobs di sbarcare a Milano. Un monomarca della linea giovane dello stilista americano, verrà inaugurato in piazza del Carmine 6, in zona Brera, questa primavera. Sono proprio curiosa di vedere se anche questa volta il designer vorrà fare le cose in grande come a Lisbona, dove ha acquistato uno spazio di 150 mq, per la sola linea giovane. Ci vediamo all’inaugurazione…

www.marcjacobs.com

Scritto il 4 marzo 2010 da Fabiana Fierotti - 1 commento »

The Time And Space Machine – s/t

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Discografico e giornalista, poi musicista e produttore con una passione innata per la pischedelia Richard Norris firma alla tenera età di 45 anni il suo primo vero lp solista. Nato all’alba della Summer Of Love, affermatosi con i The Grid durante la seconda estate calda (quella segnata dall’avvento dell’acid house) e resuscitato – in coppia con Erol Alkan nel progetto Beyond The Wizard Sleeve – in contemporanea della terza (secondo la formula a lui cara 67-88-09), “Norra” racconta un viaggio lungo quattro decadi: dalla West Coast alle Baleari passando per il krautrock e l’acid house.(Tirk)

http://www.myspace.com/thetimeandspacemachine

Scritto il 4 marzo 2010 da Depolique - Nessun commento »

jj – Nº3

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Non è passato neanche un anno da quando i jj hanno incantato tutti con il loro album d’esordio Nº2. Uscito in sordina per l’etichetta dei The Tough Alliance, si è poi rivelato uno dei vertici musicali del 2009. Con Nº3 il giovanissimo duo di Goteborg torna sulle scene a tempo di record, alzando la posta in gioco: distribuzione internazionale grazie all’americana Secretely Canadian e tour negli States con gli xx.
Rimane immutata la straordinaria qualità della proposta: pop pastorale e balearico condito di ritmiche caraibiche e incursioni narcolettiche in territori R&B. Smells like teen spirit. (Secretely Canadian-Sincerely Yours)

http://www.secretlycanadian.com/artist.php?name=jj

Scritto il 3 marzo 2010 da Marco Lombardo - 1 commento »

Blog of the Month: The Impossible Cool

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Ciao Sean, come stai?

Ciao Fabiana, bene grazie, tu?

Non c’è male, lavoro…lavoro…lavoro! Tu cosa stai facendo?
Sto modificando il video di una campagna online che ho diretto recentemente.

E dove ti trovi esattamente?
Nel mio appartamento a New York City. Mi sono appena trasferito dall’East Village.

Scritto il 3 marzo 2010 da Fabiana Fierotti - Nessun commento »

The Buckshot Lexicon

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Si dice sempre che le certezze sono poche, ognuno ha le sue, acquisite durante i vari periodi della propria vita e diventate parte fondamentale di essa. Una delle mie certezze è lo scrittore Jeff Rian, scoperto grazie a Purple, quando ancora non c’era distinzione di parte, e la prosa si sposava in armonia con la moda più sperimentale. Mi ricordo ancora l’attesa nel ricevere The Buckshot Lexicon, comprato direttamente online, e della felicità con cui lo divorai lentamente, lettera dopo lettera, dalla A di Abstraction alla Z di Zero, assaporando la giustapposizione di parole raccontate da Jeff ad immagini di Anders Edstrom. Un insieme che ancora oggi, dopo 10 anni, trovo magico e senza tempo, e per cui avrei sperato in un seguito. Anche se forse quel seguito non verrà mai, e toccherà scriverci il nostro alfabeto da soli, o come Jeff aveva anticipato nella sua introduzione, all’inizio di un nuovo decennio in cui Tumblr ha ormai preso il sopravvento, lo visualizzeremo e basta.

www.purple.fr

Scritto il 3 marzo 2010 da Marco Velardi - Nessun commento »

Clouds, Rain, Air

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Eviana Hartman, editor per Nylon, Teen Vogue, Vogue e altri, da qualche anno ha lanciato il suo brand, Bodkin, inizialmente insieme alla designer Samantha Pleet. Per la stagione ss10, la Hartman ha pensato a una linea eco-friendly tutta concentrata sul concetto di vestibilità. “Sentivo di aver bisogno di qualcosa da indossare a un matrimonio, ma anche ogni giorno”, ha precisato durante un’intervista. Poi, quasi naturalmente, i temi sono diventati le nuvole, la pioggia, l’aria, come se fossero direttamente proporzionali alla comodità e alla leggerezza, che in effetti trasmettono.

www.bodkin.us

Scritto il 2 marzo 2010 da Fabiana Fierotti - Nessun commento »

Lightspeed Champion

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Intervista di Depolique. Foto di Piotr Niepsuj

C’è stato un tempo in cui ogni volta che andavo a Londra finivo per incontrare Dev; nei club, nei ristoranti, alla fermata del bus nel cuore della notte. Mi chiedevo se fossi io nel posto giusto o fosse lui ad essere ovunque. Poi non l’ho più visto, probabilmente perché si era trasferito a New York, e non mi sono più posto il problema. Soltanto ora, dopo averlo conosciuto, ho capito che si tratta di una delle persone più iperattive e prolifiche al mondo e che probabilmente possiede anche il dono dell’ubiquità. Ventiquattro anni appena e tantissime cose per la testa, buona parte delle quali messe in pratica – non solo musica ma anche fumetti, racconti, foto e chissà quant’altro – Dev nasce negli States ma viene adottato da Londra. Comincia a suonare giovanissimo: piano, violoncello, chitarra, basso, batteria e via; come per altri il primo amore è il punk ed è proprio con il punk che si fa notare. I suoi Test Icicles infatti arrivano, gettano scompiglio e scompaiono lasciando una bella traccia prima dell’arrivo del Nu Rave. Da quel momento in poi il nostro decide di correre da solo, imbraccia una chitarra e si rinomina Lightspeed Champion. Vola a Omaha negli States e registra a casa Bright Eyes Falling Off the Lavender Bridge il suo primo album, un’intima raccolta di canzonette in chiave acustica. A due anni e una miriade di progetti differenti di distanza Dev torna con Life Is Sweet! Nice To Meet You, nuova inversione di rotta, un disco maestoso, arrangiato e a tratti quasi eccessivo, ennesima prova di un talento fuori dal comune.

Ciao Dev come stai?
Sto bene, davvero bene.

Cosa hai combinato in questi due anni?
Tantissime cose, Vediamo di fare un po’ d’ordine. Ho ascoltato tanta musica, ho cominciato a scrivere canzoni per altri…

Scritto il 2 marzo 2010 da Depolique - Nessun commento »

Il Pan Del Diavolo – Sono All’Osso

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Sono in due ma picchiano come un esercito, come Leonida e i suoi alle Termopili: pronti a vendere cara la pelle. Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo, menestrelli indemoniati non spartani ma siciliani, brandiscono un paio di chitarre e una gran cassa ma paiono armati fino ai denti, anzi alle gengive. Niente elettronica (grazie a Dio) ma tanta elettricità, un vero e proprio tsunami. Canzoni che ruggiscono, che pungono come calabroni ed entrano in circolo come il veleno. Al bando rime e smancerie, questi sono inni furiosi da cantare, recitare a squarciagola ed imparare a memoria.
Uno spottone per un paese che ultimamente non è più poi tanto “bel”, che risponde al pre war folk con la canzone della nostra, nuova, Grande Depressione.
Un lavoro fiero e vero, di quelli da esportazione, fatto come si deve, una volta tanto, registrato alle Officine Meccaniche, ben prodotto da Fabio Rizzo e mixato da JD Foster (già a fianco di Calexico, Ribot e Vinicio Capossela) e si sente. Facciamoci riconoscere. (La Tempesta)

http://www.myspace.com/pandeldiavolo

Scritto il 2 marzo 2010 da Depolique - Nessun commento »

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Photographer: Kuba Dąbrowski, Stylist: Monika Kucel, Model: Lan Tran Hai.

Scritto il 2 marzo 2010 da PIG Mag - Nessun commento »

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