Il Sogno si avvicina

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Dopo ben 50 anni dall’ultima personale, Dalì torna a Milano con una mostra a Palazzo Reale, dal nome “Il sogno si avvicina”. Dal 22 settembre al 30 gennaio 2011 sarà possibile ammirare i capolavori del visionario Dalì, insieme a un corto mai proiettato in Italia, girato insieme a Walt Disney, dal titolo “Destino”. Sinceramente, non vediamo l’ora di andare.

Scritto il 8 settembre 2010 da Fabiana Fierotti - Nessun commento »

Philip Selway – Familial

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Prima uscita solista per il drummer dei Radiohead. Un disco di ballate fragili ed essenziali, appena sussurrate da una voce che è rimasta in disparte per troppi anni e ora è pronta a prendersi il suo momento di gloria, con garbo e pudore. Dieci inni intimisti che ricordano Nick Drake ed evocano stanze bianche e fiori alle finestre. La scrittura è di buon livello anche se a tratti risulta un troppo monocorde e ripetitiva. Phil non è Thom Yorke ovviamente, la distanza è abissale, ma la favola del gregario che sorprende con le sue doti nascoste è sempre affascinante. (Nonesuch)

http://www.philipselway.com/

Scritto il 8 settembre 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Matthew Dear – Black City

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A tre anni da Asa Breed, Matthew Dear (aka Audion, Flase e Jabber Jaw), che si è sempre riservato il suo vero nome per il materiale più pop, torna con un lp di canzoni. Come prima, più di prima new wave, funk, electro pop e uno stagionato indie rock, tra synth e ammiccamenti tribali, mettono in opera le idee del producer canadese. Lo scenario però è più oscuro e malinconico, e mentre il nostro si staglia in controluce come fosse un David Byrne suonato che farfuglia in un night di Berlino, passiamo dagli Hot Chip ai Depeche Mode, tra una lunga odissea disco Little People (Black City) e ascensioni degne dei TV On The Radio (Gem).(Ghostly)

http://www.matthewdear.com/

Scritto il 7 settembre 2010 da Depolique - Nessun commento »

Feature on Designer: Liesemarie Schulte

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Liesamarie è stata una bellissima scoperta fatta mentre mi informavo sui nuovi designer che hanno debuttato durante la graduate fashion week di Londra. Tratti fondamentali: un’estetica assolutamente unica e un immaginario particolare.

Ciao, come stai?
Molto bene, grazie.

Cosa ci racconti di bello?
Ultimamente sto lavorando ad alcuni progetti nuovi e molto interessanti e sto cercando di buttarmi su nuove esperienze e sfide.

Scritto il 7 settembre 2010 da Fabiana Fierotti - Nessun commento »

Vans Zero Lo

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Il designer di Supreme NYC, Luke Meier e Vans si sono messi insieme per una nuova fortunata collaborazione che ha dato vita alla Zero Lo, una scarpa praticamente da gentleman. Tutto, dal più piccolo dettaglio, sembra infatti curato alla perfezione, innalzando un modello tipicamente da skate a qualcosa di ben più sofisticato.
www.vans.eu

Scritto il 6 settembre 2010 da Fabiana Fierotti - Nessun commento »

Lo scivolo per gli inferi

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Sei in una metropolitana sovraffollata e ti trovi davanti uno scivolo. Che fai? Storci il naso pensando ai possibili germi o rischi o non ci pensi due volte e ti ci butti? Sono anche decisioni come queste che possono dare uno svolta alle nostre giornate. Iniziare la routine quotidiane in modo infantile potrebbe essere la chiave della felicità. Forse a questo ha pensato Volkswagen con questo progetto di comunicazione virale.
www.youtube.com/watch?v=W4o0ZVeixYU

Scritto il 6 settembre 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Röyksopp – Senior

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A un anno e mezzo di distanza da Junior, l’ultima fatica discografica del duo norvegese, viene alla luce, come ampiamente annunciato, la controparte artistica di quel disco. In Senior i Royksopp raccolgono il materiale più introspettivo e umorale di quelle febbrili session di registrazione. Una raccolta di brani strumentali, bucolicamente interstellari, che evocano l’artigianalità elettronica di Vangelis e ci proiettano in una dimensione cosmica retrofuturista. Tra i cinguettii di improbabili uccellini alieni e le melodie malinconiche emesse da una astronave alla deriva. (Pias)

http://royksopp.com/

Scritto il 5 settembre 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Il giorno dei minitrifidi

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Tanto tempo fa su queste pagine si parlò di Guerrilla Gardening, il cittadino che si riappropria degli spazi verdi trascurati dalle istituzioni. Poi sono arrivati i giardini verticali, gli architetti che si riappropriano dei giardini. Ora Abe fa un passo in più, ritornando alla guerriglia urbana green, con un pizzico di street art. vecchi contenitori del latte etc etc che diventano vasi da appendere ai muri della città. Il futuro viene sempre dal basso. www.crosshatchling.co.uk

Scritto il 5 settembre 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

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Questo il numero di t shirt in serie limitata che saranno disponibili in tutto il mondo presso i rivenditori 55DSL. Si tratta di un progetto davvero interessante che vede la fotografia sposarsi con il mondo della moda in un sodalizio di tutto rispetto. Nell’immagine la t shirt realizzata da Gavin Watson, rinomato fotografo cresciuto a pane e punk britannico. Le altre due sono state realizzate da Diedlastnight e dal nostro Sean Michael Beolchini.

www.55dsl.com

Scritto il 4 settembre 2010 da Fabiana Fierotti - Nessun commento »

!!! – Strange Weather Isnt’it

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Sembra passato un secolo dall’ultimo Myth Takes, figuriamoci dal 2004 di Me And Giuliani. Se pensiamo che Nick e la sua banda hanno cominciato sul finire dei novanta, ci rendiamo conto dei km fatti a portare in giro il loro spumeggiante disco punk. Registrato a Berlino, il nuovo lp poco aggiunge, forse toglie, pulisce, mette in ordine per lo più gli elementi storici del suono della band: dal noise bianco al nero del funk. Come una festa di Capodanno, ma senza botti, che apre le porte a un nuovo anno. In fondo crescere, è anche invecchiare. (Warp)

http://www.myspace.com/chkchkchk

Scritto il 4 settembre 2010 da Depolique - Nessun commento »

Zola Jesus – Stridulum II

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Nika Roza Danilova ripubblica in versione estesa l’EP che l’ha confermata come una delle più degne eredi della wave di Siouxie, passando per le più recenti bombe indie-goth Bat For Lashes e Fever Ray. Eliminando le scabrosità noise degli esordi, la sua voce si accosta a sublimi tensioni angeliche à la Cocteau Twins, proposte nel breve ma intenso intervallo di sole nove tracce. Ritornare per un momento alle nebbie melò dei dark, dimenticando i wayfarers e le prosopopee summery del glo-fi. Un bignami che ci spiega come l’estate possa essere infinitamente malinconica. Cerone bianco “oblige”. (Souterrain Transmissions)

http://zolajesus.com/

di Marco Braggion

Scritto il 3 settembre 2010 da PIG Mag - Nessun commento »

Blog of the Month: Robe Per Terra

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Violetta Gatti è stata una delle prime persone a rubarmi il cuore a Milano. Non solo perchè credo sia dannatamente geniale, ma anche perchè è davvero un essere unico nel suo genere. Ho voluto che fosse lei a raccontare la storia del suo folle blog e di come tutto è iniziato…

Questo blog è nato un giorno che avevo la febbre ed ero chiusa in casa ad annoiarmi e siccome avevo finito tutta la quarta serie di Una mamma per amica e nessuno mi scriveva su facebook, ho deciso di impegnarmi in qualcosa di costruttivo, tipo leggere le istruzioni della stampante e installare lo scanner. Così poi ho iniziato a scannerizzare la mia collezione. All’inizio non volevo fare proprio una collezione, io amo le collezioni ma ho avuto una brutta esperienza durante l’infanzia che mi ha segnato duramente. Avevo raccolto tantissime saponettine profumate e colorate, tutte piccine e con delle forme graziosissime, un giorno torno a casa e la donna delle pulizie le aveva sciolte. E’ stato un trauma, tutti quei cagnolini e cuoricini e fiorellini bellissimi sciolti in un’unica palla informe, ci sono rimasta malissimo e mi è passata la voglia di collezionare. I fogliettini sono più una cosa che ho iniziato a raccogliere per caso, tipo le attrici famose che dicono “non volevo fare l’attrice, ho accompagnato un’amica al provino e hanno scelto me”. Camminavo e mi è capitato di trovare delle fototessere o delle lettere d’amore strappate oppure le liste della spesa con gli errori di ortografia, poi quando ho trovato il numero 2, il biglietto di condoglianze, ho deciso che avrei dovuto raccoglierli tutti perché sono estremamente affascinanti. Li ho messi tutti in una scatola che fra l’altro è appropriata perchè l’ho presa nel laboratorio di un falegname vecchio e morto che aveva lasciato tutte le sue carabattole a dei miei amici che erano gli unici che gli volevano bene. E’ una bella storia. Non è facile come potrebbe sembrare, ci sono dei rischi: per esempio una volta una moto in corsa ha perso un post it e io ho dovuto buttarmi in mezzo alla strada per prenderlo, ero troppo curiosa. E poi mia mamma dice che un giorno toccherò qualcosa di infetto, prenderò una malattia gravissima e morirò anzitempo in un letto d’ospedale e lei non verrà a curarmi perché me l’aveva detto. Mio padre invece dice che qualcuno mi farà causa per aver pubblicato i fatti suoi senza permesso, mi trascinerà in tribunale e verrò spogliata di tutti i miei averi. E’ un lavoro duro ma io continuo: il mio massimo obiettivo è un barbone che siede tutti i giorni in Piazza Cinque Giornate a scrivere fittissimo su un quaderno. Passo di lì spesso e mi piacerebbe chiedergli se me lo fa leggere, magari pensavo di comprarglielo, chissà che belle le follie di un barbone. Però un po’ mi vergogno e poi l’ultima volta che ho parlato con un barbone mi ha chiesto di fargli un pompino e lì altro che malattie.

www.robeperterra.blogspot.com

Scritto il 3 settembre 2010 da Fabiana Fierotti - Nessun commento »

The Geometry of Pasta

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A volte ci vuole davvero poco per ridefinire il modo di vedere le cose, basta mettere insieme uno chef Inglese con la passione per la cucina Italiana, Jacob Kenedy, e una grafica con la passione per i libri di cucina, Caz Hildebrand. Il risultato? Un ricettario che, con precisione minimalista, mette a nudo le forme di uno degli ingredienti Italiani più apprezzati al mondo, la nostra amata pasta. The Geometry of Pasta gioca sulle dimensioni e le peculiarità di un cibo che se abbinato alla salsa corretta, facendo attenzione alla giusta cottura, può diventare un piatto prelibato senza confronto. Con l’impressione di trovarsi immersi in un dizionario, iniziando dagli Agnolotti fino ad arrivare agli Ziti, passando tra Dischi volanti, Gnocchi e Rigatoni, Jacob e Caz ci raccontano ricette, piccoli segreti, e argomenti da tavola che vanno oltre i suggerimenti preconfezionati che spesso si trovano sui pacchetti di pasta, di cui scommetto avrete la dispensa piena…
o magari anche no, e quindi quale occasione migliore per fare un po’ di scorta!
www.geometryofpasta.co.uk

Scritto il 3 settembre 2010 da Marco Velardi - Nessun commento »

Maxime Buechi

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Intervista di Ilaria Norsa. Foto Sean Michael Beolchini

Contrariamente a quello che credono i più, Sang Bleu non è solo una rivista, bensì un progetto crossover che spazia dai tatuaggi alla letteratura, dall’antropologia alla moda, dalla sociologia all’arte contemporanea. Una famiglia, composta da persone che condividono lo stesso sentimento culturale e il medesimo approccio intuitivo nei confronti dell’attività umana. Maxime Buechi ne è il carismatico fondatore che – con il suo background eterogeneo, gli interessi poliedrici e una passione per i tatuaggi – sei anni fa ha dato vita a una delle pubblicazioni indipendenti più interessanti su scala mondiale. Un progetto versatile e in continua evoluzione che spazia ben oltre i campi dell’editoria: magazine di cultura contemporanea underground? Libro? Periodico di body art, bondage e feticismo? Casa editrice? Piattaforma artistica multiculturale? Blog? Le sfaccettature sono molteplici, troppe per etichettarlo: così, per capirne di più, l’ho incontrato a Milano in occasione dell’uscita del quinto numero del magazine e ho scoperto che quella dei tatuaggi è solo una copertura…

Come viene in mente a un ragazzo nato in un paesino svizzero di creare una rivista ispirata al mondo dei tatuaggi?
C’è sempre stato un desiderio in me di mettere assieme le cose che mi piacciono, i miei interessi e tutto ciò che trovo importante per la mia identità. E’ difficile spiegare l’ordine in cui sono avvenute le cose, ma proverò a cominciare dal principio. Alla base di tutto sta il mio interesse per tutto ciò che caratterizza l’apparire, l’apparenza osservata in una prospettiva sociale…

Scritto il 2 settembre 2010 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Blonde Redhead – Penny Sparkle

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Ottavo disco per Kazu Makino e i gemelli Pace. Messa da parte ogni irruenza no wave il trio newyorchese si lascia sprofondare in un nuovo universo sonoro, arredato di drum machine e sintetizzatori. Le melodie non sono mai state così limpide e malinconiche, le chitarre mai tanto languide e soffuse. Complice il capolavoro in fase di produzione del duo Van Rivers & The Subliminal Kid, già responsabile dell’esordio di Fever Ray, i Blonde Redhead raggiungono in Penny Sparkle una sintesi e una profondità di sfumature da lasciare esterrefatti, riuscendo a mutare definitivamente pelle pur rimanendo riconoscibilissimi. Il matrimonio tra la perizia elettronica del team di produttori svedesi e le canzoni ispirate del gruppo è esplosivo, quasi alchemico, mentre il tocco magico in fase di missaggio di Alan Moulder fa il resto. La voce di Kazu è costantemente in trance estatica, sensuale e distaccata, Amedeo invece ci regala uno dei brani più belli della band di New York: Will there be stars, armonica e spaziale. Un album gigantesco. (4AD)

http://www.blonde-redhead.com/

Scritto il 2 settembre 2010 da Marco Lombardo - 1 commento »

Invasori spaziali

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Che goduria più grande potrebbe esserci per un appassionato deli anni ‘80 che vedere lo spazio del proprio salotto invaso da questo divano? La parte estetica è meravigliosa, retrò e contemporanea allo stesso tempo. Fondamentale è la comodità, ma questa per ora mi è incognita, nel caso si mette in bella mostra in una sala d’aspetto. Onore a Igor Chack, il designer.

www.igorchak.com

Scritto il 2 settembre 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Micheal Sontag

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Tenevamo Michael Sontag sott’occhio già da un po’ di tempo e dopo il successo ottenuto durante la settimana della moda di Berlino, abbiamo avuto conferma che non ci sbagliavamo. Con una collezione controversa, per via dei pantaloni oversize che non hanno ricevuto molti consensi, il designer ha saputo tuttavia dimostrare il proprio talento nello sfruttare al meglio le forme della silhouette femminile, giocando con i tessuti e ottenendo fluenti geometrie. Vedremo cosa saprà regalarci in futuro…

www.michaelsontag.de

Scritto il 2 settembre 2010 da Fabiana Fierotti - Nessun commento »

Skream – Outside The Box

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Sono passati quattro anni dal primo “urlo” di Ollie Jones, quello che ha aperto le nostre orecchie al mondo del dubstep. Da allora molto è cambiato: Skream è rimasto un po’ in sordina e chiassosi producer hanno trasformato il genere in qualcosa di irriconoscibile. Dopo aver rischiato di perdersi, Ollie rialza con orgoglio la testa e abbatte tutti con Outside The Box. Un disco vario e umorale, emotivamente epico. Il suono estremamente potente dei bassi e non solo, accompagna l’incedere atmosferico e progressivo delle composizioni. Pezzi come l’intro sognante Perferated, l’r’n’b rivisto di I Love The Way – con un sample di Jocelyn Brown – o il dub robotico di CPU fanno venire i brividi sulla pelle. Se How Real è il future pop che l’Hyperdub vorrebbe pubblicare, bisogna aspettare Wibbler per l’unica traccia d’assalto vecchia maniera, mentre Finally sancisce la collaborazione eccellente con La Roux. Il finale con dedica a un amico scomparso sarebbe degna chiusura, ma il ragazzo preferisce farci tornare al sorriso con The Epic Last Song al ritmo di jungle. Ed è un trionfo. (Tempa)
http://www.myspace.com/skreamuk

Scritto il 1 settembre 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Delorean

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Intervista di Depolique. Foto di Sean Michael Beolchini

Ekhi, Igor, Guillermo e Unai. I Delorean nascono nei Paesi Baschi, a Zarautz, più o meno una decina di anni fa. E’ passato così tanto tempo che sembrano non ricordarselo nemmeno. E’ la classica band di amici che comincia giovanissima e continua a suonare insieme. Arrivati al momento in cui si decide se fare sul serio o meno, se continuare o lasciar perdere – mentre alla spicciolata si trasferiscono a Barcellona, per fuggire da un contesto che cominciava a stare loro troppo stretto – i nostri cambiano un pezzo, Guillermo prende il posto di Tomas. I Delorean di oggi, quelli di “Subiza” – disco tra quelli da ricordare di questo duemilaedieci, per le sue melodie, l’energia, i colori e le vibrazioni positive che è capace di sprigionare – , quelli che suonano da headliner al Sonar del Dia, nella “loro” Barcellona, di fronte ad un pubblico che mesi addietro avrebbero fatto fatica a immaginare di radunare, non sono quelli degli esordi che suonavano punk. Non sono nemmeno quelli che con il tempo hanno abbracciato sonorità new wave e poi sempre più elettroniche, che si sono rimboccati le maniche per provare a fare il grande salto e ci sono riusciti, arrivando a farsi conoscere ed amare anche all’estero, salutati ovunque come l’indie band spagnola più famosa nel mondo. Ho conosciuto Ekhi, leader del quartetto, grazie ad amici comuni poco più di un anno fa e oggi sediamo uno di fronte all’altro fuori da un tipico bar della città catalana. Allora non immaginavo assolutamente che avrei trovato “Seasun”, punta di diamante del loro EP “Ayrton Senna”, nella mia playlist dell’estate duemilanove né che “Subiza”, avrebbe fatto la stessa fine dodici mesi dopo. Forse però loro quel disco l’avevano già in testa, era lì che aspettava solamente di prendere forma. A giudicare dai loro racconti c’è voluto un bel po’.

Ciao Ekhi come stai?
Non benissimo, ho passato un weekend terribile. Venerdì ho cominciato a sentirmi davvero male…

Scritto il 1 settembre 2010 da Depolique - Nessun commento »

Palermo 2

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Photographer: Sean Michael Beolchini, Styling: Ilaria Norsa, Assnt Styling: Fabiana Fierotti, Assnt Photographer: Yara De Nicola, Make-up:, Francesco Paolo Catalano, Models: Manfredi Trapolino, Ettore Passarelli, Andrea Palazzotto e Giorgio Randazzo

Scritto il 1 settembre 2010 da PIG Mag - 1 commento »

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