Shout Out Louds – Work

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Nuovo disco per il quintetto di Stoccolma, il terzo, questa volta in compagnia di Philip Ek, produttore di Fleet Foxes e The Shins. Work, l’album della maturità, ci presenta Adam Olenius e i suoi compagni alle prese con l’età adulta. Rimangono inconfondibili le melodie nasali alla Robert Smith, accompagnate però da un impianto sonoro ripulito di ogni urgenza e turbolenza espressiva. Le dieci canzoni in questione scorrono omogenee ed eleganti, incastrate tra raffinati arrangiamenti di fiati e controllate accelerazioni ritmiche. Una nuova veste dai toni dimessi che non manca di affascinare. (Merge)

http://www.myspace.com/shoutoutlouds

Scritto il 15 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Portraits from above – Hong Kong’s informal rooftop communities

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Ci sono luoghi sconosciuti alla gran parte della gente, luoghi che non si vedono, cresciuti autonomamente, senza una planimetria o un perché. Stefan Canham e Rufina Wu, rispettivamente fotografo e architetto, sono andati alla ricerca ed esplorazione delle comunità abusive che popolano i tetti di Hong Kong da quasi più di mezzo secolo. Labirinti di corridoi, lamiere e materiali di fortuna che s’intrecciano con storie di vita quotidiana. Questo volume, già alla seconda ristampa, per la giovane casa editrice tedesca Peperoni Books, racchiude scatti da più di venti appartamenti e planimetrie, ridisegnate dalla stessa Rufina, che dimostrano la genialità di questi piccoli villaggi, ma ne riflettono anche la precarietà, con resoconti degli stessi abitanti, dove si parla di migrazioni e di preoccupazioni sul futuro che la città gli riserverà.
www. peperoni-books.de

Scritto il 15 marzo 2010 da Marco Velardi - Nessun commento »

Marina & the Diamonds – The Family Jewels 

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Essere discretamente gnocca e avere una carrier(in)a da cantautrice paga parecchio in Inghilterra, di questi tempi. Il trio dell’apocalisse – Florence & The Machine, La Roux e Little Boots – diventa un quartetto con Marina & The Diamonds. Due rosse, una bionda e una bruna che però (almeno secondo me) le frega tutte: The Family Jewels è un disco stupendo, che non cade mai. L’esordio naviga nei mari della produzione perfetta e della confezione certificata – “popqualcosa” – ma la voce di Marina, vera Siouxsie pop, si sposa con pezzi che, per irriverenza e fascino, ricordano i migliori Blur. Spettacolo.(679/Warner Music)

http://www.myspace.com/marinaandthediamonds

Scritto il 14 marzo 2010 da Marina Pierri - Nessun commento »

Louise Goldin SS10

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La bravura di Louise la conosciamo già da tempo, più volte ne abbiamo parlato durante gli scorsi numeri. Finalmente la sua creatività è stata riconosciuta anche a livello istituzionale: la giovane designer è stata infatti premiata dal British Fashion Council con il riconoscimento Fashion Forward, che le permetterà di essere finanziata interamente per le prossime due collezioni (AW10 – SS11). Del resto, la sua collezione estiva è davvero notevole: l’estetica barocca settecentesca si mischia a un tributo al lavoro di Gianni Versace, durante anni ’90. Il riferimento alla sua campagna del ’94, con Cindy Crawford e Claudia Schiffer, è infatti evidente nell’uso dei toni pastello – dal pistacchio, al rosa, all’azzurro – e nel richiamo ai vertiginosi babydoll. Brava Louise.

Scritto il 14 marzo 2010 da Fabiana Fierotti - Nessun commento »

Strange Boys – Be Brave

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Con una flemma che neanche Pete Doherty con il suo lamentoso miagolare e un’ etichetta come la Rough Trade, verrebbe immediatamente da pensare alla nuova sensazione indie made in England. Gli Strange Boys invece arrivano da Austin, Texas, e di nuovo hanno ben poco. Persino parlare di revival rende poco l’idea di un gruppo che suona più sixties dei sixties, barcamenandosi tra R&B primordiale, rustiche ballate per chitarre arrugginite condite da armoniche di dylaniana memoria e slanci di garage rock sbilenco a la Black Lips. (Rough Trade)

http://www.myspace.com/thestrangeboys

Scritto il 13 marzo 2010 da Depolique - Nessun commento »

Two Door Cinema Club

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Intervista di Marco Lombardo. Foto di Piotr Niepsuj.

Segnalati dall’autorevolissima BBC Radio come uno dei gruppi da tenere d’occhio nel 2010 i Two Door Cinema Club stanno per pubblicare un delizioso album d’esordio, “Tourist History”. Sono sponsorizzati dalla Kitsuné e adorati dal popolo di internet. Li abbiamo incontrati allo Spazio 211 di Torino lo scorso febbraio, prima di un concerto fulminante, davvero sorprendente. Che siano destinati a diventare le nuove star dell’indie-rock britannico?

Chi sono i Two Door Cinema Club?
Alex Trimble, voce, chitarra e sintetizzatori, Kevin Baird, basso e cori, Sam Halliday, chitarra e cori.

Scritto il 12 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Rob Swift – The Architect

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Di lui si è accorto anche Mike Patton, che dopo averci collaborato benedice l’opera prima di Rob Swift sulla sua etichetta. Il dj del Queens, acrobata dei piatti, si è aperto alla musica europea fino a integrarla nelle produzioni con X-Men e X-Ecutioners. La curiosità nei confronti del jazz e della classica lo ha portato a riscrivere le pagine del turntablism. “Interactive symphonic music”, recita The Architect. E proprio come un architetto dei piatti, Swift incastra ad arte e con estrema originalità loop drammatici di Bach e Mozart, scratch e beat strumentali hip hop. Magia. (Ipecac)

http://www.myspace.com/djrobswift

Scritto il 12 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Pop corn – week 30

CHLOE

Chloe di Atom Egoyan. Chloe ha due motivi principali per cui vi rimarrà in testa e non sto parlando delle strabordanti doti di Amanda Seyfried: il primo che è un film intrigante, soprattutto sotto il profilo erotico-sentimentale, il secondo è che si appoggia sulla lodevole interpretazione dei tre attori principali (J. Moore-L.Neeson e, appunto, A. Seyfried) che rimarranno nelle vostre fantasie ben oltre la trama del film.

Scritto il 12 marzo 2010 da Valentina Barzaghi - 1 commento »

Yeasayer in Italia

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La band americana degli Yeasayer sarà in Italia a presentare il nuovo album Odd Blood per due date a cavallo del prossimo weekend.
Si comincia con Roma, sabato 13 marzo al Circolo Degli Artisti, e si finisce con il Tunnel di Milano, lunedì 15 marzo.
Per info: DNA Concerti
Nell’attesa qui sotto il video del nuovo singolo, ONE, uno dei pezzi forti del disco.

Yeasayer “ONE” By: Radical Friend from ODDBLOOD on Vimeo.

Scritto il 11 marzo 2010 da Depolique - 2 Commenti »

Jonathan, Danielle & Jack Leder

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A Jonathan e Danielle piacciono le belle donne, per questo hanno deciso di investire tutto in Jacques, il loro piccolo progetto editoriale semestrale che vuole cambiare il modo in cui la sensualità viene rappresentata dal resto delle riviste; perché a dirla tutta, chi ha voglia di appendersi in cameretta un poster con una pin-up tutta ossa e niente curve? Viva Jacques!

Com’è nata l’idea di pubblicare Jacques?
Jacques è nato dalla volontà di pubblicare una rivista che potesse essere allo stesso modo veramente sensuale ed elegante. Il nostro obiettivo è di rappresentare le donne nel modo migliore. Non siamo assolutamente una rivista modaiola, e stiamo facendo tutto il possibile per lavorare con ragazze che escono al di fuori dai canoni della bellezza imposti da tutte le riviste di moda. Partiamo dal presupposto che il nostro magazine sia per un pubblico vasto, non solo i soliti lettori tra Parigi e New York. Ci piace l’idea di poter portare un sorriso a lettori in tutto il mondo.

Scritto il 11 marzo 2010 da Marco Velardi - Nessun commento »

Scuba – Triangulation

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Da quando si è trasferito a Berlino, Paul Rose ha allargato gli assi della musica propria e di altri artisti (Distance, Joy Orbison) dal dubstep alla techno, alla house e ad altri territori elettronici. Come da numerologia, la triangolazione tra generi risulta perfetta ed è particolarmente piacevole in Three Sided Shape, così pure l’originalità percussiva di Minerals, l’aggressività electro di On Deck e l’urgenza espressiva di So You Think You’re Special. Triangulation è un disco che esplora nuovi ambiti dei bassi e può essere goduto in cuffia o in pista, senza un minuto di noia. (Hotflush)

http://www.myspace.com/paulhotflush

Scritto il 11 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Club Donny

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Club Donny non è un libro, e nemmeno una raccolta d’immagini di qualche locale notturno semi-sconosciuto, ma un vero è proprio club di appassionati della natura, e delle sue varie forme, che siano piante, verdure e fiori dentro spazi urbani, ma non solo. Club Donny è pubblicato ogni sei mesi in Olanda da Post Editions ed è diretto da Ben Laloua, Frank Bruggeman e Ernst van der Hoeven. Fin ora sono usciti quattro numeri, e credo sia quasi impossibile trovarli se non direttamente dal loro sito, il che è un’ottima scusa per lasciarsi ispirare dalle immagini che ci accolgono in apertura, a cui ovviamente poter aggiungere anche le proprie, nel vero spirito di un club. A metà tra magazine per pollici verdi e newsletter dei soci della cooperativa dietro casa, con un pizzico di grafica azzeccata, Club Donny è proprio ciò che vorreste trovarvi nella buca delle lettere ogni sei mesi.
www. clubdonny.com

Scritto il 11 marzo 2010 da Marco Velardi - Nessun commento »

Kehinde Wiley

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PIG Magazine for PUMA. Intervista di Giovanni Cervi

Nel gelido inverno berlinese è quasi uno shock termico incontrare Kehinde Wiley e parlare di cultura afro, Nigeria e dei prossimi mondiali di calcio sudafricani. (diciannovesima edizione, dall’11 giugno all’11 luglio). Siamo al Bread & Butter e Kehinde è qui per presentare la collezione primavera/estate 2010 di PUMA, della quale ha curato i pattern grafici. L’artista americano è una delle giovani promesse dell’arte d’oltreoceano. Il suo stile è definito “urban”, nella sua pittura lega motivi grafici, colori forti e ritratti di persone quasi sempre scelte in strada, messe in pose che richiamano i capolavori dell’arte passata. Kehinde cerca di trasportare su tela la cultura afroamericana di oggi, un mondo complesso e per molti versi sconosciuto, che va ben oltre lo star system hip hop che tutti abbiamo ogni giorno sotto agli occhi. La convocazione di Kehinde nel team creativo PUMA è stata un modo semplice ed efficace per unire i mondi dello sport e dell’arte al continente Africano. PUMA infatti sponsorizza 12 nazionali di calico africane e, in vista dei prossimi mondiali, ha deciso di allargare il campo attraverso prodotti lifestyle, ecologia e arte. La nuova collezione PUMA Africa è incentrata sulle grafiche di Kehinde su prodotti di abbigliamento, accessori e calzature. L’Africa Unity Kit è invece la terza divisa delle nazionali vestite da PUMA, attraverso le sue vendite si sosterrà il programma Play for Life, teso a salvare la biodiversità in un continente che ha più specie a rischio che simulazioni nelle aree di rigore del nostro campionato. Il terzo passaggio sono i ritratti che Wiley ha fatto agli ambasciatori del calcio africano, Samuel Etò del Camerun, John Mensah del Ghana e Emmanuel Eboué della Costa d’Avorio, che saranno visibili al PUMA Lifestyle Showroom a Milano durante il Salone del Mobile, dal 14 al 19 aprile. Penso sia una scelta coraggiosa quella di PUMA, parlare di Africa oggi significa anche parlare, seppur di riflesso, di povertà, di guerre, di fame, di sfruttamento delle risorse ed ecologia. Al contempo è fare un tributo a un continente che è stato una delle culle della nostra civiltà, che ha una colorata vitalità e passionalità. Benvenga l’unione di mondi così apparentemente lontani, la scelta di unire moda e profondità sociale ed ecologica, l’uso di colori in un pianeta sempre più grigio. Prepariamoci a una primavera cromaticamente esplosiva nel segno di PUMA e Kehinde.

Ciao Kehinde, ci puoi dire come è iniziata la tua collaborazione con PUMA?
E’ tutto nato tramite il dolore che emerge dalla black american street culture ed è al centro di quello che faccio come artista. Viaggiando per il mondo ho iniziato ad interessarmi di decorazioni. Ho fatto un progetto di decorazione di vasi cinesi quando ero a Pechino, poi ho fatto progetti in Africa, in Senegal, in Nigeria.. lì ho usato dei tessuti. Ero interessato al mondo tessile e a usarlo sulle mie cose, delle pellicce colorate ad esempio, mixate con un tocco africano. Era una cosa tra me e i miei amici più che altro. Alcuni brand mi hanno avvicinato interessati, ma ho scelto PUMA per la sua idea di fare questa celebrazione della coppa del mondo ci calcio che sarà in Sud Africa, incentrata sul continente africano, sui suoi colori, sulle decorazioni e sulla natura.

Scritto il 10 marzo 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

The Ruby Suns – Fight Softly

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Si riaffaccia sul mercato la variopinta creatura neozelandese di Ryan Mcphun. Lasciato da parte per il momento il folk psichedelico e ipertrofico venato di world music che ce li aveva fatti conoscere, Fight Softly mostra una band impegnata a sperimentare un territorio decisamente più beat-centrico. Il cuore dell’ispirazione rimangono Brian Wilson e i suoi ragazzi da spiaggia teletrasportati però in uno studio televisivo impazzito arredato con suppellettili proto-digitali. Al centro della scena un gruppo alieno impegnato ad interpretare canzoni popolari provenienti da un’altra galassia. Weird-pop. (Sub Pop)

http://www.myspace.com/therubysuns

Scritto il 9 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

jj

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Intervista di Marco Lombardo. Foto di Mathias Sterner

I jj incarnano alla perfezione il misterioso passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Si muovono in quella terra di nessuno, tra malinconia e speranza, dove il tempo disegna le forme di ciò che saremo mentre stiamo facendo i conti con il passato. Hanno ventanni e vivono a Goteborg, Svezia. In pochi mesi sono passati dai loro letti stropicciati e carichi di umori giovanili alle pagine dei siti e delle riviste musicali più influenti. Sono bastati un singolo, “Nº 1”, e un album, “Nº 2”, di appena 27 minuti, per gridare al miracolo. Il 9 Marzo la Secretely Canadian pubblicherà l’attesissimo seguito, “Nº 3”. Allora la trasformazione di queste due giovani crisalidi sarà irreversibile. E numericamente sempre più quantificabile… Sfuggenti al punto di essere impalpabili, hanno scatenato nella blogosfera una curiosità quasi morbosa, riconducibile a una semplice, atavica, domanda: chi sono i jj? In esclusiva, forse per la prima volta in assoluto, Joakim e Elin, si sono messi a nudo. Siamo orgogliosi che lo abbiano fatto per PIG.
Non riesco a crederci. Dopo tanti mesi, e numerosi tentativi andati a vuoto, sono in procinto di svelare i misteri legati a una delle band più sfuggenti che mi sia mai capitato d’incontrare. I jj sono il gruppo che ho ascoltato e seguito di più da Marzo 2009 quando, sul sito della Sincerely Yours, incrociai il video di My swag, my life: il primo, sorprendente, vagito di una creatura inafferrabile e dolcissima. Colto da un’emozione tutta nuova e cibernetica sono andato in fibrillazione la notte in cui ho ricevuto una mail senza oggetto ma dall’inequivocabile mittente, i jj appunto. Ho capito subito: l’attesa era finita. Il momento delle risposte a tutte le mie domande finalmente arrivato. E’ stato come trovarsi di fronte all’ultima puntata di Lost, prima di chiunque altro. Senza il temuto amaro in bocca di un finale deludente…Mi auguro sia la stessa cosa anche per la serie di JJ Abrams.. (Ecco che ritornano quelle iniziali).

Domanda atavica e primordiale. Chi sono i jj?
Joakim ed Elin.

Siete un duo quindi, me lo confermi?
J: Sì. La maggior parte del tempo.

Scritto il 8 marzo 2010 da Marco Lombardo - 1 commento »

Feature on Designer: Dora Abodi

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Ciao Dora, potresti presentarti per favore?
Certo! Sono una giovane designer ungherese, alle prese con la sua terza collezione prêt-a-porter e in attesa di fama!

Chi non la aspetta! Che programmi hai per oggi?
Devo stampare delle foto della nuova collezione e aggiornare le news sul mio sito. Per ora mi sto preparando per il Design am Rhein fashion designer contest a Düsseldorf e per la presentazione alla New York Nolcha Fashion Week. Niente male no?

Scritto il 7 marzo 2010 da Fabiana Fierotti - 1 commento »

Serena Maneesh – No 2: Abyss In B Minor

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Secondo vero e proprio lp a ben 5 anni dall’esordio per i norvegesi Serena Maneesh, da tempo nella lunga lista dei nostri preferiti.
Accelerazioni kraut-soniche e rumorose sfuriate elettriche alternate ad improvvisi vuoti d’aria tribali mozzafiato e parentesi angeliche marchiate dalla voce spiritata della bionda Elvira, vicinissima alle atmosfere di casa 4AD (Lush, Cocteau Twins…) – guarda caso, la label britannica presso cui si sono accasati. Nonostante la costante impressione di vivere un deja-vu di Loveless-iana memoria, la band capitanata da Emil Nikolaisen si conferma il nome più credibile tra tutti quelli associati ai periodici revival shoegaze. (4AD)

http://www.myspace.com/serenamaneesh

Scritto il 6 marzo 2010 da Depolique - Nessun commento »

PIG Mag 80

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PIG Mag n.80, Marzo 2010

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Si, siamo arrivati al numero 80!

In copertina: jj, fantastico duo di ventanni svedese di Gotheborg,  fotografati da Mathias Sterner e intervistati da Marco Lombardo.

Interviste esclusive a Lightspeed Champion, Two Door Cinema Club, Kehinde Wiley (per Puma). 4 designers al Bread & Butter di Berlino ed al Pitti di Firenze.

I servizi di moda questo mese sono di Yara de Nicola con la nostra Fabiana Fierotti e Kuba Dabrowski insieme a Monika Kucel. Kuba è anche il fotografo del mese.

Gli Street Files sono stati scattati al Bread & Butter di Berlino dal nostro Sean Beolchini.

Scritto il 5 marzo 2010 da PIG Mag - 3 Commenti »

Pop corn – week 29

Revanche

Revanche – Ti Ucciderò di Götz Spielmann. Candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero la pellicola che sono sicura verrà penalizzata al totobotteghino settimanale (come si fa a farlo uscire insieme a Burton e Scorsese?), ma è l’unica che a mio avviso vale davvero la pena di andare a vedere.

Scritto il 5 marzo 2010 da Valentina Barzaghi - Nessun commento »

Marc by Marc Jacobs: new shop in Milan!

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È arrivato il tempo anche per la linea Marc by Marc Jacobs di sbarcare a Milano. Un monomarca della linea giovane dello stilista americano, verrà inaugurato in piazza del Carmine 6, in zona Brera, questa primavera. Sono proprio curiosa di vedere se anche questa volta il designer vorrà fare le cose in grande come a Lisbona, dove ha acquistato uno spazio di 150 mq, per la sola linea giovane. Ci vediamo all’inaugurazione…

www.marcjacobs.com

Scritto il 4 marzo 2010 da Fabiana Fierotti - 1 commento »

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