Peter Lindbergh

di Carolina  18 Aprile 2002  Fotografia, Interviste

Lindberg_CUTs.jpgIbiza. Io, Carolina Mazzolari. Lui, Peter Lindbergh. Ne approfitto. Io chiedo. Lui risponde… «Ho iniziato a 18 anni facendo il vetrinista, poi sono partito per due anni. Viaggiavo in autostop. Una volta rientrato, mi sono iscritto a una scuola d’arte: non volevo fare il fotografo - volevo diventare pittore… L’ho fatto per un paio d’anni… Ero un artista, perchè se frequenti la scuola d’arte, anche se sei uno “STUPID-IDIOT”, sei comunque un artista… E’ strano, se avessi fatto la scuola di cucina sarei stato solo un cuoco… Comunque dopo questi due anni d’arte, ho iniziato a fare l’assistente per un fotografo, da lì è nata la mia carriera”.


Cosa ti eccita di più nella vita?
Diciamo che per quanto riguarda il mio lavoro, ho già avuto moltissime emozioni. Riguardo ai miei figli, trovo molto eccitante l’idea di farcela come padre. Sapere di aver fatto i passi giusti con loro… beh, quel giorno sarà sicuramente il più eccitante.

E nella fotografia?

Sicuramente il risultato finale delle mie idee su carta e, come dici tu…… l’espressione.

Nel Bianco e Nero cosa ti emoziona?

La risposta è molto semplice… si potrebbe parlare per ore sulle foto in bianco e nero. Il B&N non è quello che si vede: se fai uno scatto così, hai già fatto un passo fuori dalla realtà, eh… devo essere serio????… Il B&N è un’interpretazione del reale… Sei già più avanti dall’essere profano e normale.

Cosa pensi della moda?

Conosco molti designers, e a parte quelli commerciali (quelli delle grandi compagnie), penso che realizzino pezzi d’arte… ed hanno anche una loro filosofia. Esprimono qualcosa, come gli artisti, ma allo stesso tempo danno cibo alle persone che vogliono posizionare il loro ego in un determinato contesto.
La moda è fantastica… hai una carta di credito e diventi ciò che vuoi come vuoi…

E’ come avere un pass per l’individualità del momento….

Esatto. Il pericolo della moda è che qualsiasi idiota, solo con una piccola scheda può avere un identità … è troppo noioso, e anche ingannevole direi… Molti si vantano di qualcosa che non hanno nemmeno creato. Secondo me i fashion designer non dovrebbero vendere certi pezzi o collezioni: dovrebbero tenerli per se stessi. Chi vuole essere chic e all’avanguardia dovrebbe farsi gli abiti su misura; è troppo facile cercare di essere chic con lo stile di qualcun altro…. “it’s boring”.

Visto che hai lavorato molti anni nella moda.
Cosa pensi che sia cambiato?

Sono sempre stato contro al cambiamento del “dettaglio”… spesso è pazzo, a volte la gonna si accorcia, altre volte si allunga, e ogni volta ci vogliono vendere questo come una grande rivoluzione. Ma alla fine la Moda è solo Moda. La cosa veramente interessante sono le caratteristiche che differenziano un creativo da un altro. Per esempio, la differenza di stile fra Lagerfeld e Mc Queen… Ma la moda non cambia mai. Mi ricordo Rey Kawakubo molti anni fa…non la conoscevo ancora, mi ha fatto chiamare in un hotel perché voleva che le facessi il servizio per la sua campagna di “Comme Des Garcons”. Quando vidi i suoi lavori fui scioccato, non avevo mai visto nulla di simile. I suoi abiti erano tremendamente avant-guarde, fantastici…Da allora ho continuato a lavorare per lei.
Gli stilisti e i designers lavorano come pazzi: mille collezioni senza pause, li ammiro molto per questo.
La famiglia Armani è quella che conosco meglio, quasi da 10 anni… Se vedessi la pressione cui sono sottoposti… tutto quello che devono decidere sempre e costantemente… è pazzesco. L’energia che hanno è indubbiamente quello che ammiro più in loro.

Si è sempre discusso sul fatto che i fashion designer non sono artisti. Cosa ne pensi?
La moda non è arte, non bisogna confonderle, è comunque creatività. Se una persona è molto creativa e inventa qualcosa, in qualche modo è un artista. Mi ricordo alla biennale del 1996 a Firenze, Franca Sozzani invitò stilisti ad allestire spazi come se fossero pezzi d’arte…. Molto interessante.

Lavori a stretto contatto con art director, designer e stilisti. Pensi che queste collaborazioni a volte possano soffocare il risultato finale dell’idea?
Sono fortunato perché collaboro con i migliori, che non fanno altro che accrescere e migliorare il mio lavoro. Purtroppo ci sono art director che non hanno mai un’idea, che sono stupidi, con idee noiose, e non sanno mai cosa inventare… allora sì che è monotono ed anche limitante… Quando si è giovani fotografi si hanno sempre idee pazze, rivoluzionarie, ma che alla fine risultano stupide. In più magari hai pure un bravo art director, e credi che sia lui a limitare il lavoro perché non riesce a vedere e a capire certe intuizioni…
Comunque è molto stimolante e interessante imparare a lavorare con gli input di altre persone, anche se bisogna sempre “stand up for your rights”, come direbbe Bob Marley.

Cosa trovi di magico nelle donne?
Il viso è la parte più intensa da fotografare. Il viso di qualcuno… Dico sempre che una foto fantastica con una faccia stupida non ha senso. Molti fanno un sacco di decorazione, ma con un viso stupido a volte abbinato anche a un trucco altrettanto stupido… Io, per esempio, odio il trucco. Specialmente se è un trucco fastidioso; anche sui capelli: tutte queste acconciature…è come mettere un marchio di un epoca sulla persona. Io ho sempre cercato di mantenere la modella libera dell’onda del tempo, in modo naturale, con un’attitudine naturale. La loro.
Le donne sono creature coraggiose, molto più coraggiose degli uomini. Gli uomini o sono stupidi o sono patetici; devono sempre cercare di riempire un ideale, cercano sempre di imporre i loro principi.
Le donne, invece, riescono ad avvicinarsi più alle cose e riescono a sgattaiolare con molta più agilità. Sono più sagaci, molto più intelligenti. Chiaramente ci sono eccezioni”.

C’è qualcuno che ti ha inspirato, influenzato?
“Certo. Si hanno ispirazioni da tanti libri, da tante cose. Si pensa sempre di prendere delle decisioni spontanee, invece si è sempre influenzati da qualcosa o da qualcuno inconsciamente.
Mio figlio Ben, per esempio, vede Scarface in Tv e poi parla come Al Pacino per sei mesi. Ho quasi avuto paura che non riuscisse più a parlare l’inglese…
Si è costantemente influenzati senza nemmeno rendersene conto. Faccio una foto particolare e penso che sia la mia emozione, il mio feeling del momento, il mio chissà cosa… Invece dopo mi rendo conto che l’ho fatto in quel modo perché una singola foto di quindici anni fa mi aveva colpito.
Si hanno sempre e costantemente influenze e input dal passato. Per me non è stato un fotografo in particolare, sono stati tutti insieme. Quello che bisogna fare è capire cosa sono tutte queste influenze e cercare di costruirci qualcosa, ovviamente senza copiare.

In cosa credi?
“Credo che sia fantastico avere tre figli perché ti aiutano a non rincoglionirti con gli anni. Ti possono insegnare così tante cose. Io ne ho tre che vanno dai 15 ai 20 anni, oltre a quello che è appena nato, e più vado avanti più mi rendo conto di quanto la solitudine col tempo possa portarti al rincoglionimento, appunto.

La tua forza?
“Non ho più 25 anni, ne ho quasi 57. Ho visto un sacco di cose, me ne sono successe altrettante. Tante….tante ne ho fatte succedere. E poi arrivi ad un punto in cui hai una certa sicurezza che non c’entra niente con l’essere timido o sensibile, ma con la consapevolezza che devi avere nei riguardi della vita e di quello che ti succede intorno. E’ difficile immaginarlo quando hai 20 anni.
Certe persone si costruiscono una via dandosi determinate regole con cui giocare, disegnando uno schema quadrato da seguire: così possono sentirsi sicuri di se stessi. Invece è più eccitante non farsi regole e cercare di rimanere il più aperti possibile…come posso dire……qualsiasi cosa succeda c’è sempre una via d’uscita o d’entrata, in tutte le cose. Così si fa l’esperienza. Se ragioni in questo modo ti può succedere di tutto anche dieci volte, ma niente arriva a schiacciarti.
L’unica cosa che potrebbe veramente spezzarmi è se dovesse succedere qualcosa ai miei figli. Non nella mia vita privata, ma a loro direttamente.
Il resto non fa differenza, questa è la forza… ti rende veramente sicuro.

Il miglior consiglio che daresti?
Il miglior consiglio è di non spingere mai le situazioni, ma lasciare che ti scivolino addosso….Sì, penso sempre di essermi comportato così, non ho mai spinto niente. Se qualcosa succede, succede…se non succede, non doveva succedere.
Per esempio, io ho sempre voluto fare delle grandi mostre, ma anni fa se si voleva esporre bisognava spingere veramente forte; non l’ho mai fatto, e piano piano, mi sono arrivate da sole.

In Italiano lo chiamiamo “Culo”…
Molti desiderano una cosa così tanto da essere pronti a far di tutto perché succeda. E come risultato non ottengono nulla. Mai, mai spingere troppo.

A cosa servono le fotografie?
Le fotografie servono al fotografo, non penso che facciano molta differenza agli altri… ce ne sono così tante.
Guarda tutte le foto di questi libri e riviste [Peter accenna alla libreria stracolma di riviste alle nostre spalle]: una più o una meno, non fa proprio differenza. Fa bene per esprimere te stesso; se non avessi fatto il fotografo penso che sarei già esploso.

Molti Dicono: “Peter Lindbergh ha definito la donna del ventesimo secolo.”
“Bullshit”…
Niente sarebbe stato diverso se io non avessi mai fotografato, non sarebbe importato niente a nessuno.
Ora che ci penso, una buona risposta per la domanda di prima sul miglior consiglio è di non credere mai che quello che fai abbia un certo peso sulla società; a meno che non faccia qualcosa di veramente utile. Non so… ci sono degli artisti che sono stati importanti per certe persone, ma raramente per il cambiamento del mondo. Sono più che convinto che la fotografia di moda sia una delle ultime cose sulla lista.

Visto che siamo qua, cosa ne pensi del mito di Ibiza?
Ibiza è il posto più noioso del mondo, ma è proprio questo che lo rende chic.
I giovani vengono qui così possono avere libero accesso alle droghe - che non è necessariamente negativo. Poi vanno in discoteca e ascoltano quella brain-killer music. Tanti si sentono come se avessero un’identità che appartiene al posto. “THE PLACE TO BE”… così noioso, non c’è niente di interessante qua a Ibiza.
Magari è interessante dove le star non arrivano….ma se vai al Pacha…
Lì è dove si lanciano tutti questi “personaggi” che sono come veleno per chi è senza emozioni e senza idee. La gente si lascia intossicare da questa “figura delle Star”… Quest’ultime vivono su quello che le altre persone pensano di loro: a partire da Marilyn all’ultimo cantante o attore del momento. Prova a immaginarti una vita come quella di Marilyn: quanto può essere stata stupida e noiosa? Si hanno leggende per ogni tipo di personaggi… Ma a cosa serve?

Il tempo è prezioso?
Il tempo è molto prezioso, specialmente se hai 57 anni.
Ma puoi essere comunque coglione e buttare via un sacco di tempo. Alla fine è un nostro diritto no?

Sei impulsivo o razionale?
“Se parliamo di lavoro, sono molto impulsivo: faccio quello che mi va di fare nel momento giusto. Lo faccio e basta: molto semplice. Non mi formalizzo troppo, non vado più a sfilate da almeno 4/5 anni, così non ho la più pallida idea di quello che succede e allo stesso tempo ho la totale libertà di essere dove voglio; infatti, faccio lavori che non seguono la moda.

Io penso che tu definisca gli abiti con una rappresentazione totalmente diversa da quella che darebbe il designer…
Qualcuno sicuramente lo troverà un punto di ignoranza. Comunque, se è ignoranza, in questo caso mi piace

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
“Sempre mezzo pieno….Bella questa domanda… vedo così tante persone e tutte le volte che parlano penso…ODDIO!?
Il tempo fa sempre schifo, specialmente per alcune persone con cui lavoro, che si lamentano sempre; per loro il bicchiere è sempre mezzo vuoto.”

Si possono cambiare presente e futuro?
“Si può costruire il futuro, ma non lo si può veramente cambiare con le piccole cose della quotidianità. Se pensi che il bicchiere sia mezzo pieno, puoi cambiare un sacco di cose: questo funziona davvero.
Ma il passato è veramente difficile da cambiare. Puoi usarlo per essere meno stupido nel futuro, ma quel che è fatto è fatto… It’s done!

Sei amico del tuo direttore di banca?
[Ride] Bella anche questa ….no, non lo conosco neanche, fa tutto la mia segretaria. La mia “secretary” sì che gli è amica.

Critiche su Lindbergh?
Le critiche sono benvolute: non mi considero una persona particolarmente speciale.
Peter è un casino, è qualcuno che cerca di fare qualcosa che ama veramente, e mentre lo fa intorno ci sono tantissime altre cose, magari anche più divertenti, no? Faccio una cosa veramente fantastica e magari tutte le altre le faccio come un idiota. Capita spesso alle persone famose… Chi non è famoso è molto più ricco, perché ha più tempo per fare altro… Mi sento a volte come se stessi su un razzo, cercando di focalizzare sempre avanti… e non mi rendo conto che intorno a me succedono veramente tante cose.

www.peterlindbergh.com

di Carolina Mazzolari



Lascia un commento: