Mi trovo negli uffici della EMI italiana e davanti a me c’è uno dei musicisti più interessanti al momento. Tutto normale visto che sono un giornalista musicale e fare interviste a musicisti, soprattutto se interessanti e cool, è il mio mestiere. Se non fosse… Se non fosse che io sono seduto mentre lui, Erland Oye, cantante dei Kings of Convenience, sta ballando e saltando per tutta la stanza a ritmo del primo singolo del suo nuovo disco solista. Balla con trasporto, accennando a volte movimenti pelvici degni del migliore John Travolta…
La musica è sicuramente puro materiale da dance-floor con i suoi ritmi Electro boogie gentilmente forniti dal genietto di New York Morgan Geist, anima del progetto Metro Area. Finita la canzone come per incanto si lascia andare sulla sedia pronto per l’intervista.
Benvenuti nello strano mondo di Erland Oye.
Puoi descrivere il tuo disco ai nostri lettori?
“Unrest” è un disco che è nato viaggiando. Avevo voglia di creare qualcosa che fosse divertente e ballabile. Trovare un solo produttore che avesse voluto registrare tutte le canzoni per me sarebbe stato impossibile, così mi sono deciso ad intraprendere un viaggio in giro per il mondo lavorando con tutti i musicisti elettronici con cui sentivo una connessione. Gente come Morgan Geist di New York, Bjorn Torske dalla Norvegia e Jolly Music da Roma. Un anno esatto in giro per il mondo alla ricerca di un suono.
Si può dire che Unrest sia un disco di musica elettronica. Da dove é nata la tua passione per questo genere? Il disco di remix dei Kings of Convenience pensi sia stato una svolta per la tua musica?
Ho iniziato ad ascoltare la musica elettronica per caso, incuriosito da alcuni miei amici di Bergen (qui Erland fa il modesto essendo i Royksop i suoi amici di Bergen, nda) che lavoravano nell’ambito dance ed elettronico. La passione con cui si parlava di questa musica mi ha incuriosito e lentamente ho iniziato ad apprezzarla sempre di più. A questo punto un disco di remix non poteva che essere un passo naturale per me. Penso che Unrest si muova sempre su questa via.
Come ti sei trovato a lavorare con i Jolly Music?
Stupendo penso che i Jolly siano una delle realtà più importanti musicalmente adesso. Hanno un loro suono che è molto legato al luogo dove vivono. Non sono interessato a sentire un musicista italiano che suona inglese, così i Jolly sono al 100% italiani, anzi romani direi.
Come va la tua nuova vita da dj?
Mi sto divertendo molto a girare come dj. Esperienza sicuramente diversa. Con i Kings of Convenience abbiamo un pubblico completamente diverso, anche la musica è molto differente (per definire la musica dei KoC i critici inglesi si sono scomodati a creare un nuovo genere New Acoustic Movement, nda). Così la performance dei miei dj set si carica di nuovi aspetti. Mi piace molto far ballare la gente. Cerco sempre di farli divertire, cercando ogni tanto di inserire qualche chicca che “educhi” un po’ il mio pubblico. In ogni caso non sono un grande tecnico dei giradischi. Più contenuti che tecnica.
Che dischi suoni di solito?
Un po’ di tutto. Alcune tracce dal mio disco. Canzoni che apprezzo molto adesso come quelle dei Rapture e dei LCD Soundsystem più un sacco di classici ‘70, ‘80.
Muzic magazine ti ha messo tra le 50 cose più hot del 2003! Contento?
Sono al numero 42, per essere precisi. Fa sempre piacere essere riconosciuti. Poi credo molto nel valore di questo disco. Spero che piaccia e che la gente si diverta ascoltandolo.
Intervista di Ambrogio Ferrario
www.erlendoye.com
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