di Cristina Modolin  1 Ottobre 2003  Interviste, Specials, Tecnologia

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Pedoni di tutto il mondo: fatevi trasportare. Pig ha testato il primo Human Transporter by Segway.
Per muoversi serve equilibrio. Segway è una società americana specializzata nella ricerca di soluzioni innovative per la mobilità, www.segway.com. Partendo dall’ambito medico e dall’osservazione dei problemi di movimento dei disabili, Segway ha realizzato il primo Human Transporter, un mezzo di trasporto personale studiato per muoversi specificatamente in aree pedonali o densamente popolate senza essere pedoni, o per compiere i percorsi più diversi in modo agile, silenzioso e ecologico…

La prima impressione è quella di salire su un monopattino estremamente evoluto, ma non appena si dà impulso al movimento si riconosce tutta la sofisticata tecnologia implementata. La novità sostanziale è che il movimento è provocato dal corpo stesso, dall’impulso del pilota, poi, Segway HT, sfruttando il processo della Stabilizzazione Dinamica, è in grado di autobilanciarsi e di tradurre gli input esattamente come il nostro orecchio interno regola il senso dell’equilibrio nell’essere umano. Poco più ingombrante di un pedone, Segway può muoversi in tutte le direzioni, ruotare di 360° e superare ogni ostacolo tipico delle aree pedonali.
Realizzato in partnership con importanti società come Texas Instruments, Silicon Sensing Systems, Axicon Technologies, Michelin e la viva partecipazione di Steve Jobs di Apple, Segway HT è già disponibile per il mercato americano a $ 4.950. Presto, un trasporto più umano anche in Italia, dove, Nicola Dallatana, Director Regulatory Affairs Europe (Responsabile delle licenze di conformità per l’Europa, ndr) ci fa sperimentare dal vivo tutta la potenza del nostro baricentro.

Come e quando avete realizzato il brevetto?
Abbiamo iniziato diversi anni fa, studiando una tecnologia che non è poi risultata nel Segway HT e che si chiama Balancing Technology ed è stata utilizzata per la realizzazione di una sedia a rotelle, l’IBOT, che permette al disabile di salire le scale o di elevarsi all’altezza desiderata. Durante lo sviluppo di quel prodotto si è pensato di sperimentare la tecnologia dell’auto equilibrio per il trasporto e la mobilità urbana.
Dall’ambito medico a un uso più diffuso, quindi.
La tecnologia è la stessa, quella del self-balancing, ma in realtà le sue applicazioni per ora sono due: quella medica e quella del trasporto, ma chissà quante ce ne saranno in futuro, è una tecnologia che sarà rivoluzionaria per molti aspetti.

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Trovo affascinante il fatto che questa tecnologia sfrutti l’equilibrio così come viene sperimentato dall’essere umano, è un orientamento nato dall’osservazione delle difficoltà di movimento dei disabili?
Una quindicina di anni fa, Dean Kamen, l’inventore di questa macchina, ha visto un disabile che cercava di salire con la sedia a rotelle su un marciapiede, allora ha cominciato a fissarsi sul perché questa persona non riuscisse a superare l’ostacolo e ha pensato, dunque, di riaffrontare il problema delle sedie a rotelle che sfruttano una tecnologia ormai vecchia di 120 anni. Dean Kamen ha cercato di risolvere questo problema che interessa, soltanto negli Stati Uniti due milioni di persone, altrettante probabilmente nella sola Europa occidentale. Per riuscirci è partito dalla teoria del pendolo inverso. Ha capito che superare l’ostacolo non era una questione di forza ma di equilibrio. Quando noi vogliamo superare un ostacolo ci sporgiamo in avanti fino a un punto in cui ci deve essere equilibrio. Le sedie a rotelle hanno la forza di superare un gradino, ma c’è un punto in cui la macchina perde la relazione con il centro di gravità perché tutto l’asse della macchina è spostato e non ha più trazione e in quel momento sorge il problema dell’equilibrio. La soluzione è arrivata con la teoria del pendolo inverso, (quel processo che provoca equilibrio tra un corpo dal baricentro molto alto e un punto di contatto ravvicinato e in movimento, come tenere in equilibrio una penna sul palmo della mano o un pallone in testa, ndr), Segway HT non fa altro che bilanciare lo spostamento del centro di gravità, è questa l’invenzione. Se io mi sporgo in avanti la macchina va avanti, se mi sporgo indietro indietreggia, la macchina compensa ogni variazione del mio baricentro spostando la base sotto i miei piedi, sale e scende dai marciapiedi, anche alti, perché mantiene l’asse parallela all’ostacolo. Il concetto è geniale ma la realizzazione e le applicazioni non sono affatto banali, sono serviti più di 10 anni di ricerca per sviluppare questa tecnologia.

E’ un particolare sensore il responsabile delle traduzioni e delle trasmissioni di variazione?
Ci sono diversi sensori che si chiamano sensori di movimento giroscopici e che funzionano esattamente come il nostro orecchio interno. Dean Kamen ha replicato su Segway HT la funzione di quest’organo che invia al cervello i dati di variazione di equilibrio. Segway HT rileva e reagisce alle modifiche trasmesse dai sensori. L’implicazione è quella di consentirne un uso altamente intuitivo, è semplice da guidare e lo possono usare tutti coloro che non vogliono prendere la macchina per girare in città.

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Altri vantaggi?
E’ un’invenzione utile a tutti, che potrebbe integrarsi col sistema di trasporto pubblico che arriva fino a un certo punto, sarebbe possibile raggiungere un punto nodale e poi da lì completare il percorso con un Segway HT noleggiato dalla municipalità. Negli Stati Uniti è utilizzato in diversi ambiti professionali e privati, è stato sperimentato dalla polizia, dagli ospedali nelle operazioni di pronto soccorso, dai park rangers, si è diffuso nei campus aziendali e studenteschi, sui campi da golf e si percepisce un vivo interesse in tutti quegli ambiti in cui è necessario girare tranquillamente in mezzo alla gente, è infatti poco ingombrante e si integra perfettamente col concetto di zona pedonale.

Quanto fa e fino a dove può arrivare?
Ci sono tre velocità diverse, principiante, intermedia, avanzata determinate da tre diverse chiavi magnetiche. Al massimo va a 20km/h cioè sei volte la velocità media di un’auto a Londra nell’ora di punta. La batteria completamente carica ha un’autonomia nominale di 28 km ma gli effettivi sono 20 km, basta comunque avere con sé il cavo di alimentazione e connettere Segway HT a una presa per ripartire subito. Tutti i materiali sono ultraresistenti e tutte le parti delicate schermate e sigillate ermeticamente contro acqua e usura. Il design ha vinto molti premi, è un capolavoro di ingegneria ma sa essere sobrio e semplice, nasconde molta più tecnologia di quella che fa apparire.

Quella lì sul display non è la faccina del Mac di Apple? Il sorriso che appare all’accensione fino all’OS 9.x?
Sì l’abbiamo scelto perché è un simbolo di positività internazionale che non va tradotto e in più Steve Jobs si è dimostrato estremamente interessato allo sviluppo di questo progetto.

Segway HT quando sarà disponibile per l’Italia?
Negli Stati Uniti è già in vendita anche per i privati. Qui in Italia siamo in attesa del rilascio imminente delle autorizzazioni da parte del ministero per immetterlo sul mercato. Adesso va identificato un dispositivo legislativo per adeguare Segway HT al codice della strada, attualmente siamo in attesa dell’autorizzazione di libera circolazione sui marciapiedi. C.M.

Di Cristina Modolin, foto di Sara Montali

www.segway.com

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