Air

di Depolique  2 Febbraio 2004  Interviste, Musica

Intervista con gli AIR. Ho sempre immaginato gli Air come i personaggi di un film, o di un serial del passato ambientato nel futuro. Mi vengono in mente gli agenti di Fahrenheit 451, i frequentatori del Korova Milk Bar, persino il Robin Williams di Mork e Mindy. Sarà per la loro immagine, o per come riescono a restituirci frammenti musicali senza tempo, a cavallo tra passato e futuro. Trovarmi seduto al loro fianco mi fa un certo effetto, non sono poi così diversi da me, se non fosse che io sono trafelato e fradicio per la corsa che ho fatto sotto la pioggia milanese per non arrivare in ritardo; mentre i due, con la loro calma olimpica, perfettamente riposati, sembrano essersi teletrasportati da chissà dove.
Sono persone squisite e intelligenti, con le quali si potrebbe parlare per ore di musica, ma non solo. Accendo il registratore, Nicolàs risponde ordinando una diet coke “with ice”: possiamo cominciare.


Da 10000 Hertz Legend a Talkie Walkie…
[NG] Il mondo a volte è così oppressivo, e la musica è la nostra medicina, qualcosa per calmarci.
Nello scorso album abbiamo parlato di quanto sia oppressiva la vita nella metropoli moderna:
la tecnologia, il lavoro, il capo, la fidanzata. Abbiamo tutti una serie di ruoli; dobbiamo essere al tempo stesso: lavoratori, comunicatori, amanti. Eravamo assillati da tutte queste cose, ora siamo più rilassati, non abbiamo più voglia di lottare, abbiamo imparato ad accettare le cose così come sono.
In questo disco avevamo voglia di raccontarci, di entrare in contatto con noi stessi.
Moon Safari e 10000 Hertz Legend parlavano dell’uomo in una situazione precisa: lo spazio e la città; questo disco si concentra sull’essere umano, al di fuori di un contesto. Talkie Walkie è un segreto; sono i nostri sentimenti, le nostre emozioni e le nostre tristezze.

Da Moon Safari a 10000 Hertz Legend…. Qualche rimpianto?
[NG] Non abbiamo nessun tipo di rimpianto a proposito di 10000 Hertz Legend. L’unico, forse, è il fatto che non sia piaciuto a tutti quelli che hanno amato il primo disco; infatti ha venduto meno. Parlando con Thomas (Bangalter ndr) dei Daft Punk, lui mi ha detto che secondo lui, se seicentomila persone hanno comprato quel disco e lo hanno apprezzato, è da considerare un grande risultato, perché è un disco molto estremo.
[JB] Credo che tutto si risolva pensando al fatto che Moon Safari è considerato un classico, ed è difficile per un’artista farne un altro. Quando è uscito, in molti hanno parlato di capolavoro, ma noi non avevamo pianificato nulla, l’abbiamo fatto e basta. Per forza di cose le aspettative che si erano create erano molto alte, e c’era il rischio di deludere qualcuno.

Perché Talkie Walkie?
[NG] Innanzitutto Talkie Walkie è un titolo che ci piaceva; poi in francese si chiama in questo modo, quando ne compri uno sulla scatola c’è scritto proprio così. Inoltre ha a che fare con il nostro modo di parlare inglese essendo francesi; a Nigel (Goodrich ndr) piace molto, ci diceva di pronunciare le parole come ci venivano, senza pensare alla loro corrispondenza esatta con la lingua anglofona.

Avete in mente alter collaborazioni dopo quella duplice con Sofia Coppola (The Virgin Suicide e Lost In Translation) e quella con Baricco?
[JB] Ci piacciono le collaborazioni, ci piace mischiare la nostra musica con altri linguaggi.
Stiamo per registrare qualcosa per gli spot di un canale televisivo gay, si chiama Pink Tv.
Credo che in Francia trasmetterà da gennaio. E’ molto divertente, questi spot sono cosi
“french”.
[NG] Abbiamo registrato dei brani per un balletto, “Near Life Experience”, del coreografo francese Angelin Preljocaj. Parla dell’estasi, quando lo spirito lascia il corpo.
Sarà a Parigi per tutto il mese di dicembre, poi partirà il tour; credo arriverà anche qui a Milano.

Quali sono le canzoni preferite della vostra produzione?
[NG] Oltre a “Playground Love” mi piace “Le Soleil Est Près De Moi”
[JB] A me piace “Run”, “How Does It Make You Feel”, “Talisman”, “New Star In the Sky”, “Caramel Prisoner” e “J’Ai Dormi Sous l’Eau”.

I vostri ascolti al momento?
[JB] Ci saranno una decina di dischi che mi piacciono ogni anno, non sono pochi. Mi piace Kylie Minogue, è bellissima; gli Outkast, i White Stripes, i Queens Of The Stone Age….
[NG] Sì, i Queens sono la miglior rock band in circolazione secondo me. Grandi musicisti e grandi compositori.
Però non compro solo dischi che abbiano stile o classe, ho molti “Guilty Pleasures” come: Coldplay, Robbie Williams, la stessa Kylie Minogue; non me ne vergogno.

E a proposito dell’Elettroclash?
[NG] Fischerspooner è grande, del resto non conosciamo molto.

E la musica francese?
[NG] Il prossimo disco dei Phoenix sarà molto bello, poi Sebastien Tellier.
[JB] C’è una band che si chiama AS Dragon, non ho mai sentito la loro musica, dovrebbero fare rock. Ho visto però delle foto e la cantante è bellissima e molto stilosa.

Quando verrete in tour in Italia?
A marzo, ma non sappiamo ancora nulla del tour; solo che inizia il 18 gennaio a Tokyo.



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