Isabella Santacroce: Revolver
La balistica del cuore: mi sono svegliato stamattina e ho scoperto di essere morto …bang bang… sono caduto a terra e forse non ho mai amato. Revolver è il nuovo romanzo di Isabella Santacroce. Non capita spesso. Leggo delle parole e sanguino. Poi me ne vado in giro a mostrare la ferita, la cicatrice, con orgoglio, come se avessi vissuto un’esperienza illuminante. Che devo urlare al mondo. Mi fa questo effetto leggere i libri di Isabella Santacroce… Fluo, Destroy, Luminal, Lovers… Per il suo bisogno di scrivere, di vivere, di sentire e amare… Per il suo bisogno di dare vita… non ho ancora capito a cosa… forse alla noia… forse alla vita stessa. Nelle sue storie raccoglie tutti i fluidi che escono e entrano nel corpo, nell’animo, nel cuore. E ci fa naufragare dentro i suoi personaggi e il lettore. Dolcemente. Scrive di chi si vende, di chi è ossessionato da un amore, di quanto il sesso possa essere catarsi e annullamento, e di quanto non sia vero, scrive della madre di tutte le droghe, che è l’apatia, il male di vivere, il sentire di non riuscire a vivere. Crea personaggi tanto marginali ed estremi quanto veri, abbandonati in un mondo che guarda e basta; mentre il suo sguardo è iniettato d’amore. E di proiettili. Attendiamo di vedere Luminal, il film… produzione inglese e regia di Andrea Vecchiato, che ha anche fatto questi scatti.
Le avevo chiesto di scrivere qualcosa per Pig… sulle foto che ha fatto per noi; su Revolver, il nuovo romanzo; sulle prime cose che ha scritto e sulla religione; su cosa stesse succedendo nel mondo al momento della sua nascita; sui suoi personaggi e sul film; sulla notte.
Isabella Santacroce ci scrive qualcosa a proposito del suo nuovo libro:
Una stanza d’albergo. Il suo pavimento. Il soffitto. La carta sulle pareti. Il silenzio. Strisciare in ginocchio fino alla finestra. Un rettangolo piccolo. Una tenda pesante. La strada di sotto. I passanti. I protagonisti del freddo. Dei tredicenni sui gradini che fumano e bevono birra. I sogni cattivi che arrivano e picchiano forte. Del sangue sul viso. I segni rossastri di una continua battaglia. La guerra di tutti. Raggiungerli. Mangiarli per riempirsi lo stomaco. Almeno sentirli. Chissà dove vivono. Quali abiti indossano. Se sono alcolisti. Dei delinquenti. Psicopatici da chiudere in gabbia. Ora prendi la mira con calma. Guardali dritto negli occhi. Gridagli di stare fermi. Non muoversi. Gridagli siete in ostaggio. Brutti bastardi. Vi odio. Vi cerco da sempre. Revolver. Nove mesi per costruirlo. Chiusa nella serra con i ciclamini e le ortensie. Io piantata nel fango. Scrivevo proiettili. Prendevo la mira con calma. Con forza. Premevo il grilletto. Colpivo dei mostri. Nell’appartamento di fianco una sommossa. Muratori albanesi e bestemmie. Martelli pneumatici. Pareti distrutte a mazzate. Pavimenti divelti. Ho sparato le frasi con le cuffiette. La musica altissima per non sentire il fracasso dell’operaio indefesso. Di fuori la nebbia. Io all’improvviso sopra una zattera. Sola sul mare in tempesta. La lenta guerriglia. Dello spavento. Sono sempre più fragile per questo sono ancora più forte. Revolver non è un libro. Revolver è un’arma. Puoi puntarla contro la merda. Puoi puntartela contro la tempia. L’importante è avere coraggio. Indossare spaventi quasi fossero abiti e iniziare a ballare fortissimo. Quando sono nata c’era già tutto. L’erba. Le case. Le strade. Le intere famiglie. I padri. Le madri. Sorelle. Fratelli. La gente al lavoro. In vacanza. Le coppie. I matrimoni. Le femmine incinta. Le gabbie. La felicità. La sofferenza. La vita. La morte. le televendite. Gli scrittori. I poeti. Gli animali domestici. I bambini che morivano in africa. Della politica. Le auto. Le feste. Le discoteche. I negozi. I ristoranti. I violentatori. I pedofili. Le suore. I preti. I conventi. La chirurgia estetica. Le farmacie. Le anime buone. I poveri cristi. Le croci. Il signore dio nostro. Le messe. Le bomboniere. I ricchi. I disgraziati. I malviventi. I missionari. Le riviste per sole donne. I cinema porno. Le sigarette. Le droghe. gli alcolici. Le caramelle. I camionisti. Le scuole. Maestre. Alunni. Pagelle. Il carretto con le merende. La ghiaia. La ricreazione. Le fiche. I cazzi. La masturbazione. I presentatori. La musica. I baci. Il sesso. I cazzotti. Le risse. L’estate. Le altre stagioni. Gli incubi. I sogni. Gli amici. Le foto. La spiaggia. I bagnini. I turisti. Le biciclette. Dell’altro. Andavo a scuola dalle suore. Non studiavo mai niente. M’interessavano solo le lettere. M’esercitavo nell’alfabeto. Le vocali. Le consonanti. Volevo usarle per scrivere. Alla fine l’ho fatto. Temi in classe alle elementari. I viaggi lisergici. Inventavo tutto. Scrivevo solo un sacco di frottole. Storie incredibili. M’inventavo il reale perché quello vero mi ha fatto schifo da subito. C’erano suore dovunque nella mia infanzia. Credo per questo ho studiato organo liturgico dopo. Da grande. M’affascinavano queste eroine vestite da zorro. Anche la chiesa. L’altare. quelle madonne. Dio sulla croce coi capelli sugli occhi. Era diverso quel mondo dall’altro in cui vivevano tutti. Una specie di luttuoso fumetto di stravaganze. Preferivo le suore ai miei coetanei. Erano meno reali per me. Quasi cadute dall’alto. Senza la carne. Fatte di plastica morbida. Le elementari mi sono piaciute. Non si allarmavano quelle devote dei miei silenzi. Mi lasciavano scrivere. Anche d’estate stavo con loro. In montagna c’era un convento. Dormivo con le religiose. Mi facevano il bagno. Scrivevo il giornalino settimanale che leggevano tutti ridendo. Raccontavo cos’era successo in quei giorni ma in maniera distorta. Si divertivano del loro cucciolo strambo. Ascoltavo la musica. L’ho fatto sempre. Prima alla radio. Poi comprandomi i dischi. Ascolto track in repeat. Mi piace quello che provoca in me. L’ossessione del suono. Del ritmo. La danza. Non scrivo mai senza. Per Revolver ho ascoltato radiohead. p.j. harvey. Placebo. balanescu quartet. Sigur ros. L’ho scritto con un vecchio computer portatile che si spegneva se non mi muovevo con grazia. Dovevo appoggiare una pila di libri sul retro perché non lo facesse. A volte ho usato pure una pentola. Volevo fosse lui il primo a conoscerlo. Quel pc derelitto che ho usato per anni. Che ha viaggiato con me nei posti più assurdi. Che mi ha sopportato per un sacco di tempo. Che è caduto non so quante volte. Avevo deciso di romperlo una volta terminato il pistola-romanzo. Di scaraventarlo per terra e prenderlo a calci. A mazzate. Di tagliarlo con la sega elettrica. È ancora con me. Nella mia stanza migliore da cui vedo il cielo coperto dagli alberi. L’ho chiuso mettendogli un fiocco. M’ha fermato il rispetto. La tenerezza che ho provato infilandogli dentro il corpo di Angelica. La protagonista di quello che ho fatto. Quella donna che sembra una pazza. Che fuma moltissimo. Che un giorno si compra una scimmia. Quella donna-elefante un po’ schizofrenica. Dolce. Terribile. La solitudine. Revolver è stato con me per tutti quei giorni. Se mi domando come nascono i miei personaggi guardo i miei polsi. Nascono sotto la pelle. Escono dalle vene. Sono il mio sangue. Li uccido alla fine. Faccio lo scempio. Voglio allontanarli. Scaraventarli lontano per ritrovarmeli addosso. Demon e Davi sono l’omicidio che amo. Le ho fatte a pezzi. Ricordo il dolore e la voglia che avevo di non rivederle. Dimenticarle al più presto. Mi sono mancate da subito. Rivederle nel film che ha fatto Andrea Vecchiato è stato violento. Avrei voluto dirgli che mi aveva tradito. Che le attrici erano pessime. Non ci sono riuscita. Quello che ha creato è bellissimo. Emozione che piega. Andrea è riuscito a farle risorgere senza distruggerle. Amo la sua poesia. La sua potenza. Per me lui è l’incontro importante. Parliamo di notte al telefono. A volte soffro d’insonnia. Sto sveglia e guardo la notte. Leggo Victor Hugo. Ascolto il rumore del vento. Fumo le sigarette. Vado a trovare l’inquilino del piano di sopra. È un pittore alto due metri con gli occhi celesti. Come animale domestico ha questa medusa che pare sciolta nel acqua. Dipinge tele giganti con dei cavalli al galoppo. Non dorme. Va a letto di giorno. Mi fa sedere sulla poltrona a forma di erba e racconta. Storie di viaggi in Giappone. Di anal sex. Di bambole. Di acidi da infilarsi nelle pupille. Spesso mi trucca. Compra per me dei maquillage di Chanel e poi inizia. Mi dipinge di rosso le labbra. Mi mette la cipria bianchissima. Il mascara e l’ombretto sugli occhi. Poi facciamo teatro alle tre di mattina. Alle quattro. Sono felice ci sia. Sopra di me. Pochi scalini soltanto. Quando rientro guardo i miei animali di plastica. Ho tre squali. Due elefanti. Un asino. Una mucca. Una giraffa. Una pecora. Un gorilla. Due conigli. Una manta meccanica che nuota nella vasca da bagno. Vorrei si animassero un giorno. Ciò che più amo sarebbe. Il mio sogno. Giocattoli che all’improvviso si muovono. Parlano. Interagiscono. Capiscono. Amano. Come Teddy l’orsetto di Intelligenza Artificiale. Meraviglioso. Non esserci.
www.isabellasantacroce.com
Intro di Giovanni Cervi. Foto di Andrea Vecchiato






Cinema, Film, News: Pop Corn
Cinema, Eventi, Film, News: A Dress For The Revolution
Cinema, Film: Looking For Eric
Fotografia, Libri: Your Golden Opportunity Is Comeing Very Soon
Fotografia, Libri: Sunbird
Fotografia, Libri: H.P.
Dvd: Milk
Dvd: Revolutionary Road
Cinema, Film: Garage
Cinema, Film: I Love Radio Rock
Loading... 

22 Commenti per “Isabella Santacroce: Revolver”
carl ha scritto:
4 novembre 2006 alle 16:01
ancora
Sally Sox ha scritto:
4 novembre 2006 alle 16:02
adorabile santa
GIUSEPPE COSTANTINO BUDETTA ha scritto:
5 novembre 2006 alle 10:57
Napoli, 5/11/2006
Oggetto: lettura di tre delle mie innumeri poesie.
Gentile poetessa desidererei conoscere il Suo parere (spassionato) su queste tre poesie che allego.
Una casa editrice di Udine diretta da Anna K. Valerio, in accordo con la libreria AR di Salerno ha stampato un mio romanzo “Vento di terra” presentato alla Fiera del Libro di Torino (4-8 maggio).
L’editore Andrighetti di Ferrara ha stampato una raccolta di 20 dei miei racconti.
La casa editrice la Carmelina di Ferrara ha pubblicato in questi giorni un mio romanzo giallo “Giallo Fiordaliso.”
Grazie per l’attenzione e saluti
Giuseppe Costantino Budetta
A B I S S O
L’abisso è dentro di noi.
Il tempo lo scava
sempre più profondo,
il buio della nostra vita
lo rende più orrendo.
La nudità dei sentimenti,
la vanità delle nostre azioni,
l’egoismo che ci accompagna,
fanno l’abisso
sempre più immenso.
Nascosta nei cuori
è la voragine profonda.
D’istinto noi stessi la copriamo
coi mille aspetti della falsità.
Ed intanto aumenta, ci rode
ed il cuore ne soffre.
Povero e solo,
in tutti il nostro cuore sincero
che nulla vede,
ma sente i più puri sentimenti.
Povero cuore,
qualcosa di momento in momento
ti scava, ti rode, ti ruba
il valore dell’esistenza.
GIUSEPPE COSTANTINO BUDETTA
GUERRA DI CAMORRA
Polvere s’alza…
palpebre infuocate
ed in periferia
c’è guerra
di camorra.
Per la via
un morto
ammazzato.
Sul marciapiede
merda di cane.
Segatura su sangue
aggrumato
che alle folate
di vento resiste.
Ha le spalle alla gente
il morto ammazzato.
Marzo svaria
di ora in ora…
Sole cangiante
brusche ventate….
GIUSEPPE COSTANTINO BUDETTA
BASQUIAT
Fosti vento
che strisciando
stride forte
e scie colorate
su mura trasandate
trasformando
esistenza
e penitenza
in Arte disperata.
Alieno alienante
strisciante ululante
per le strade
di Nuova York
che putredine e melma
stilla dai bassifondi
dai cunicoli dei metrò
da sweet luminescenti
e dalle limousine.
Melma stillarono
sui tuoi colori
gli anni struggenti
orfani dei Kennedy
il sesso facile
ante AIDS
soldi e shopping
alcool e droga.
Col canto di Madonna
eri la strafottenza
che Nuova York
accoglie e annienta
nella notte vasta
solo intervallo
al caos giornaliero.
Col l’accelerazione
di ciclone che impazza
su tentacoli di cemento
misto a smog fosti
flesch di fulgidi colori
su violenze senza legge
e su vuoti putrescenti.
bob ha scritto:
15 dicembre 2006 alle 16:58
ciao gente stò cercando disperatamente il film luminal non sò se si trova o no ma se qualcuno può dirmi qualcosa questa e la mia mail vi rego di farmi sapere info@eltekservice.com
Valerio ha scritto:
20 dicembre 2006 alle 19:59
Ottimo libro ragazzi, come tutti quelli della Santacroce… Bellissime pagine e stile azzeccato. E’ anche un ottimo regalo
pixel ha scritto:
25 gennaio 2007 alle 16:07
La scrittrice modella. Stessa scuola di asia argento. l’estetica che propone il niente. Irritante.
loredana nitti ha scritto:
10 marzo 2007 alle 17:40
un genio la santacroce.
Lilly ha scritto:
16 marzo 2007 alle 01:41
le sue parole si commentano da sole….
un brivido…
violet ha scritto:
27 marzo 2007 alle 09:32
Caro/a pixel se pensi che la Santacroce e l’Argento rappresentino solo un’estetica che propone il niente vuol dire che Tu, oltre a non capire un C***O di arte, nn hai nemmeno la minima idea di cosa siano Destroy, Zoo (per citare solo due dei capolavori della SAntacroce)o Scarlet Diva e Ingannevole è il cuore + di ogni cosa (interpretati e diretti magistralmente Da Asia Argento). NOn bisogna essere delle cesse per valere qualcosa, ed essere belle e sensuali nn vuol dire essere vuote e superficiali, come magari chi giudica senza conoscere….
p.s GIUSEPPE COSTANTINO BUDETTA la tua poesia BASQUIAT mi ha commosso, un bellissimo omaggio ad un artista tanto grande quanto snobbato.Grazie.
BASQUIAT
Wish of Death ha scritto:
1 maggio 2007 alle 00:44
Che si propongano bassezze inumane( con bambine..animali..percosse) e si crogiolino drammi adolescenziali di natura sociopatica solo per crearsi la fama di dark lady, se non biasimevole,e’ alquanto triste.Complimenti a tutti i perversi pedofili che si giovano di certe righe malsane riguardanti giochi di sessuali di bambine e ,alle tredicenni, un mesto rammarico per tutte quelle adolescenti che ,nel periodo confusionale dei turbamenti si lasciano trascinare in questa lordura incosapevolmente.
Svegliatevi…è solo questione di far soldi sulla pelle di ingenui e sulle voglie di repressi.
NevadaGaz ha scritto:
1 maggio 2007 alle 00:57
In Italia, come al solito, viene osannata un certo tipo di “scrittura” cosìddetta “alternativa”, buona solo per riempire le teste vuote di adolescenti in preda a crisi sessuali e/o psicologiche.
Esiste un fitto sottobosco di autori che narrano svariati argomenti, senza incappare nel solito meccanismo legato alla vendita del sesso tramite scrittura.
Tutto questo fenomeno legato alla Santacroce è a dir poco insulso…eppur un sacco di gente si lascia abbindolare dalle sue idiozie…puro fenomeno di mercato studiato a tavolino.
C’è chi ha il coraggio di chiamarla “poetessa”!!!
Ritengo sia più poetico lo strillare del fruttivendolo!!!
Non aggiungo altro.
ODIO TUTTI VOI E QUELLI COME VOI!!!
elisa ha scritto:
8 maggio 2007 alle 14:12
gentilmente:MUORI.
alfxx ha scritto:
14 giugno 2007 alle 08:31
un nostro collega è rimasto favorevolmente impressionato dalla tua immagine e dai tui libri….vorrei coscerti e vederti anch’io….
Ciao
eros ha scritto:
14 luglio 2007 alle 22:22
senza parole.. condannate ciò che non comprendete
io mi sono persa nelle sue frasi..le sue parole sono eco nella mia mente che riportano in superficie bellissimi mostri..
una sera eravamo nello stesso locale e i miei occhi annebbiati non ti hanno vista..
ho sentito freddo dopo..
panapp ha scritto:
22 luglio 2007 alle 00:55
Isabella Santacroce genio (o poco ci manca). Caro NevadaGaz, non è corretto dire che faccia parte del filone truculento/splatter/post-pulp italiano per convenienza e puro mercato per il semplice fatto che praticamente l’ha inventato lei!!!
Roby ha scritto:
13 agosto 2007 alle 16:30
La Santacroce come ogni Genio che si rispetti viene attaccata ferocemente dagli stupidi. Coraggio Santacroce stai facendo tu la storia della Letteratura Contemporanea. Non ti curar dell’invidia dei piccoli, tu sei Grande,
Roby
Varanasy ha scritto:
1 novembre 2007 alle 21:22
Fluo è l’emblema dell intensita che vorrei dare a me e alla mia vita…ed è forse il libro piu denso che abbia mai avuto la fortuna di leggere..avrei pero preferito che fosse stato scritto dalla santacroce che avevo nella mia testa..una gran donna senza volto che ha gia capito tutto di tutti…non una darkettona kitsch con la maglia del blind guardian…ecco non avrei mai immaginato che la santacroce fosse cosi canonica nella sua categoria.
Questa forse non e delusione ma consapevolezza..di un qualcosa che poi e qualcos altro…molto fluo.un saluto a sil.
Angelo ha scritto:
21 gennaio 2008 alle 11:57
se queste frasi mi mandano in tilt il cervello vuol dire che di letteratura non capite nulla. oggi come oggi questi “fenomeni” vengono osannati senza motivo alcuno se non quello di portare tanti soldi alle case editrici. vergognatevi tutti e leggete cent’anni di solitudine di marquez. quella sì che è magia pura. altro che frasi demenziali senza senso come quelle riportate sopra. ragazzi svegliatevi. leggete cose sensate.
Luca ha scritto:
22 febbraio 2008 alle 01:28
Ragazzi.. si porà essere anche una brava scrittrice .. alternativa .. dark .. contemporanea… Ma già come si concia e come si comporta… sembra che sia legata al suo personaggio… forse vuole esserlo..
Una domanda : Venderebbe così tanto se non andasse in giro con guinzagli.. e parocchi per cavalli ? MAh .. poi tutto è : de gustibus
Dorian Moody ha scritto:
27 luglio 2008 alle 17:19
consiglio ‘l’Aleph’ di Borgès….forse il libro contemporaneo più bello mai scritto… e cmq, la Santacroce è la Santacroce…a prescindere dalle distinzioni di generi e genii… l’importante è volere e sapere osare…rompere taboo e tradizioni….
Giuseppe Costantino Budetta ha scritto:
14 ottobre 2008 alle 14:51
Napoli, 14/10/2008
SECENTESCHI PROCLAMI
Isabella, amo tutto di te.
Vorrei però parlarti di altro.
Si parla spesso di moderno Barocco. Riporto questi versi di (autorevoli) Autori del Seicento.
Sento trombe e taballi
..……
Onde dorate e l’onde eran capelli
navicella d’avorio un dì fendea
…………………………….
Il termine Barocco fu usato per indicare un tipo di architettura del Seicento irregolare e bizzarra ed esteso ad altri aspetti artistici e letterari dell’epoca. In poesia, dominò il manierismo fondato sul canone della meraviglia con l’uso della metafora, della sensualità e musicalità della parola. In letteratura, si levavano proclami energici alla modernità (contro gli antichi).
Riporto alcune frasi estrapolate dalla lettera scritta su un giornale, in data odierna. La lettera è dell’Onorevole Mariapia Garavaglia, Ministro dell’Istruzione del governo ombra – PCI. La ministra eleva proclami energici in nome della modernità (come nel Seicento).
“Riformisti del NO”. Frase secca che mette a K.O. Priva di senso.
“Vorremmo più scuola per i nostri bambini”. Proclama vuoto: “Credere, obbedire, combattere.”
“Insegnati più preparati e motivati, con aggiornamento obbligatorio a carico dello Stato in settimane sabbatiche.”
Circa un milione d’insegnati dovrebbe seguire corsi pagati dalla Stato in settimane di vacanza (sabbatiche). Il ministro ha calcolato la spesa complessiva? Considerazione non manieristica: un bravo insegnante selezionato come tale, si aggiorna trovandone il tempo. Si presume che un insegnante bravo ami lo studio di per sé. Si facciano indagini accurate. I docenti più seri e preparati sono anche i più aggiornati, spesso penalizzati perché lavorano in sedi disagiate. Sono i raccomandati che vogliono solo aumenti stiupendiali e vacanze sabbatiche, in nome di falsi aggiornamenti.
Se vi sembra che l’istruzione costi molto, provate con l’ignoranza. Si dice che nella scuola si entra per raccomandazione (politica). La ministra ombra, ne sa qualcosa? A chi interessa veramente il merito?
Sono un professore universitario che per diversi anni ha svolto anche il ruolo di presidente di commissione negli esami di Stato. Elenco alcuni errori di studenti, per lo più universitari:
Uso improprio dei verbi ausiliari.
Frasi scritte col soggetto al singolare ed il predicato verbale al plurale.
Uso improprio di alcuni verbi. Ad esempio, secernere per indicare i fenomeni di assorbimento.
Abuso di aggettivi e di forme passive.
Ignoranza di concetti basilari di chimica e fisica.
Gravi carenze nelle lingue straniere e nel latino (per non parlare del greco), nei licei classici.
E’ solo questione di aggiornamento professionale? Le frasi del Ministro Ombra, sono o no secenteschi proclami?
Giuseppe Costantino Budetta
Va' ha scritto:
10 dicembre 2008 alle 14:00
De Sade era alternativo e ribelle per la sua epoca. Questa solo perchè fa frasi corte (probabilmente non è capace di farne di lunghe) e mette un pompino alla seconda pagina del libro viene osannata: non ha inventato niente di nuovo e se non si facesse così tanta pubblicità con la sua estetica provocatoria non sarebbe dove è adesso.
I fenomeni come lei sono condannati alla gloria più vana che possa esistere e, in quanto tale, un gloria infinitamente più brutta di chi non ne ha affatto.
Lascia un commento: