L’aereo come al solito è in ritardo. Stefania è già a Milano Linate pronta a portarla sul set dove Giuseppe, Simon, Matteo e tutti gli altri la stavano aspettando. Finalmente l’aereo atterra e in un attimo è già sul set. Sotto con il trucco, poi il parrucco, poi lo styling e per finire sotto le mani di Giuseppe che subito stampa quello sguardo e quella timida malizia che ha stregato tutti. Valentina, la sua agente, è rimasta a Roma con febbre a 39. Peccato. A proposito: congratulazioni. Il tempo era poco, il suo aereo ripartiva alle 20:00. Decide di passare la notte a Milano e tornare a casa la mattina dopo per prendere tutto il tempo necessario affinchè il servizio su PIG fosse perfetto. Dopo aver pucciato i piedi nella piscina, aggiustato il lavandino della cucina con una pinza, e schiacciato un piatto con i tacchi, il servizio è fatto. Manca solo il cibo in pancia e l’intervista. Decidiamo di andare prima a mangiare e dopo di raggiungere Martino, il padrone della location, in un pub per fare l’intervista con calma di fronte a un drink. Dopo esserci persi per le vie di Milano arriviamo al locale dove subito ci rendiamo conto che la musica cubana era un po’ alta per parlare, allora ci chiudiamo in macchina e cominciamo a parlare. Vincet Gallo uno dei suoi maestri. La cantante Rock un’altra delle sue vocazioni. Il cavallo la sua prima passione. L’etologia il sogno che aveva da bambina.
Violante, la ragazza ambigua e indecisa del film di Giovanni Veronesi con Silvio Muccino, “Che ne sarà di noi”. A maggio la vedremo ancora in Raul, un film tratto da “Delitto e Castigo” di Dostoyevsky. Come nel film Violante sembra essere estremamente timida e insicura. Un po’ impaurita dalle domande che le farò, ma poi ti stupisce spogliandosi di tutto, nel film e nei racconti. Quando le chiedo chi è il suo eroe ci pensa un po’ e con un pizzico di malinconia, si accorge che forse un vero eroe non ce l’ha. Poi le si illumina il viso e lo trova nel famoso gorilla innamorato: King Kong. Forse ha proprio bisogno di essere salvata dalle sue paure. Si fa baciare da un dentista dopo essersi fatta curare i denti. Ridendo, sostiene che le siano venuti i gomiti a punta dopo una scena un po’ convulsa in cui si è trovata a strangolare un’altra donna, e dice che nelle scelte difficili della sua vita ascolta molto i segnali che il destino le regala. La profezia di Celestino però non l’ha letta e l’Alchimista l’ha lasciato a metà. Segni particolari: Toro con ascendente Leone. Si inizia, sono le 2:30 del mattino…
Dove sei nata?
A Roma.
E vivi a?
Roma
L’anno di nascita non lo vuoi dire?
No…
Se dovessi inventarne uno?
Beh…direi il 1950
Pensavo volessi ringiovanirti, come fanno tutte le donne…
No, perché è un periodo che mi affascina molto, anche se forse gli anni ‘70 mi appartengono di più.
Pensi di essere un’attrice?
A me piacerebbe poter vivere più cose nella mia vita, per esempio cantare e suonare mi piace molto. Credo che in realtà preferirei molto più essere una musicista. Sento che è una cosa che mi porto dentro sin da piccola ma che, a causa di tutte le mie insicurezze, non sono mai riuscita a coltivare come avrei voluto.
E come la combatti la tua insicurezza?
Seguo il destino. Cerco di aggrapparmi ai segnali che ricevo dal mondo e farmi aiutare da loro nelle scelte più difficili.
Allora hai letto l’Alchimista o La Profezia di Celestino?
La Profezia di Celestino no… invece l’Alchimista l’ho solo iniziato e poi lasciato a metà perché non trovo mai il tempo per leggerlo, anche se mi stava piacendo molto.
Ma quindi Violante, se non fosse diventata un’attrice, oggi la vedremmo in tutti i negozi di dischi?
Mi piacerebbe pensarla così perché mi stimola ancora crederci e chi lo sa… Forse un giorno anche in questo caso, seguirò il mio istinto. Sai a me piacciono tante cose, da bambina per esempio avrei sempre voluto fare l’etologa (colui che studia il comportamento animale n.d.r.).
Passione per gli animali…?
Diciamo che fare un lavoro dove ci si possa isolare dalle metropoli e stare in mezzo alla natura soltanto in compagnia di animali mi ha sempre affascinato, come nel passato anche oggi.
A cena ti ho sentito dire che vai a cavallo, vero?
Si. E’ uno sport che ho praticato per 13 anni anche se adesso ci vado raramente…
Hai ancora un tuo cavallo?
Sì. Si chiama Pourquoi Pas. Un anglo-arabo-sardo che bacio e accarezzo sempre!
Sai la classica storia romantica del cavallo che prendi da quando è puledro e che cresce con te tutta la vita, a livello agonistico soprattutto, è una storia che trovi solo nei libri. Di solito hanno già avuto delle storie prima che diventi il tuo cavallo, e sono sicura che lui si portava dei segni del suo passato che faceva pagare a me: a volte mi buttava a terra assolutamente a tradimento. Ma io reagivo sempre con carezze e baci cercando di comprenderlo sempre, fino che, dopo un paio d’anni sono riuscita a stabilire con lui un ottimo rapporto di fiducia e lui ha smesso di gettarmi a terra!
Sei fidanzata?
Sì.
E sei gelosa?
A volte.
Mi racconti un bel ricordo che hai, anche recente, servizio di PIG a parte chiaramente…
(ride) Devo dire che forse adesso sto vivendo un periodo particolarmente felice in cui sicuramente mi rimarranno dei ricordi bellissimi per tutta la vita. Un momento dove il pubblico riconosce di più il lavoro che ho fatto. Un momento nuovo, molto intenso e molto forte.
Sei una star?
(ride) Non lo so… Sai, alla fine cosa vorrà mai dire fare la star oggi?!? Se volesse dire elevarsi a tale livello da non riuscire più a vivere le cose normali e quotidiane della vita, distaccandosi dall’umanità più vicina e dalle persone di tutti i giorni, spero proprio di no. Assolutamente no.
E i tuoi genitori ti aiutano a gestire tutto questo?
I miei si, abbastanza, anche se credo che siano persone un po’ fuori dagli schemi, credo che alla base siano rimaste persone di grande semplicità.
Ma questo meccanismo cinematografico non ti fa un po’ paura?
Eh beh… Un po’ sì…Cerco comunque di non farmi catturare dalla paura e vivermela per come viene, facendo nel mio lavoro delle scelte pensate e verso direzioni ben precise. Sai, il non poter più camminare per strada magari per una semplice pubblicità sarebbe difficile da accettare, ma se la popolarità dovesse arrivare per un qualcosa in cui hai creduto e su cui hai dato l’anima allora sarebbe molto più facile conviverci e rimanere con i piedi per terra.
Mi fa anche paura il successo che ti obbliga a metterti in discussione e chiederti troppe volte chi sei, o che percezione hanno gli altri di te. Può diventare una cosa ossessiva perché metti in gioco la tua immagine. Un po’ come se Violante diventasse anche degli altri anche se lei vorrebbe essere e rimanere solo di se stessa…E’ una cosa difficile da spiegare che mi fa paura…

foto © Giuseppe Toja for Pig magazine
Hai fratelli o sorelle?
Ho tre fratelli più piccoli.
Li senti spesso?
Sì.
Che musica ascolti?
Più che altro musica rock.
Tipo?
Mhhh… i dEUS…
E chi sono?
Sono un gruppo belga fantastico. Fanno una musica rock abbastanza raffinata.
Scarichi musica da Internet?
No, ma solo perché non lo so fare.
Film?
Potrei essere tentata, premettendo che la qualità non sia scadente…Anche se mi rendo conto che non va incontro alle aspettative dei produttori e che il mercato ne potrebbe soffrire.
Fisicamente…Ti piaci?
Abbastanza…
Come persona?
Mah…insomma…abbastanza, anche se ritengo di essere un po’ prigioniera di certi miei modi di essere. Dovrei migliorare e capire un po’ più di cose su me stessa.
Che cosa manca al cinema italiano?
Forse una creatività un po’ più sperimentale, anche se devo ammettere che un po’ si incomincia a vedere.
E rispetto al cinema americano?
Va beh…prima di tutto i budget pazzeschi e quindi la posssibilità di avere molto più tempo di lavoro a disposizione, più materiale. Troppe più cose.
E te, che cosa dai al cinema italiano?
Al cinema italiano non lo so. So cosa do a me stessa quando faccio questo lavoro. Cerco con la mia sensibilità di conoscere e vivere i personaggi che interpreto, imparando sempre qualche cosa da loro.
Il futuro?
Non mi chiedo molto quello che sarà del mio futuro. Preferisco farmi delle domande sul presente.
Quali?
Mi chiedo se quello che faccio è veramente quello che voglio senza compromessi, perché non vorrei rischiare di intrappolarmi in qualcosa che in realtà non mi appartiene fino in fondo. Vorrei un giorno guardare indietro ed essere felice e contenta delle scelte fatte. Guardo il presente per poter poi guardare il passato con soddisfazione.
E oggi come rispondi a questa domanda?
Oggi voglio fare quello che già sto facendo e voglio cercare di farlo sempre meglio e imparare sempre di più.
In cosa sei più brava degli altri?
Sono domande che non mi faccio mai. Mi concentro su quello che è il mio personaggio cercando di farlo al meglio senza stare a pensare se sono più brava io o gli altri. Vivo il mio momento, senza fare paragoni.
Ma quando ti rivedi?
Eh…Quando mi rivedo delle volte è tremendo…
In “Che ne sarà di noi” dove sei stata tremenda?
Ma sai, gli errori li sento al momento… Per me è evidente…Lo percepivo quel giorno e sapevo che mancava quel qualcosina che facesse in modo che l’ingranaggio veramente fluisse come avrei voluto. A volte però migliorano anche rispetto a come tu pensavi…
Ma c’è un errore evidente nel film?
Errori evidenti no, ma ci sono delle cose che avrei fatto in modo diverso, anche se non me la sento di mettere in luce niente di particolare perché penso che, a volte, non siano scelte intenzionali di nessuno ma siano semplicemente cose che accadono, cose che del resto forse vedo solo io.
Vorresti scrivere una sceneggiatura tua?
Partendo dal presupposto che a me piacerebbe fare tutto, adesso non è un’esigenza che sento o a cui penso.
Regia?
E’ già più vicina di una sceneggiatura, ma anche la regia è qualcosa che ancora non palpita in me.
Cinema o teatro?
Tutti e due.
Cosa hai fatto in teatro?
Beh… Il primo spettacolo che ho fatto era scritto da Neil Labute che è anche una regista cinematografica e si chiamava Bash. Era composto da tre atti e io facevo un pezzo a due proprio nel terzo atto. Mi ricordo che era un testo veramente pazzesco, molto cinico e duro. Questo è stato il mio primo spettacolo e ricordo che era al Colosseo Ridotto a Roma. Poi quest’anno ho debuttato al festival della Versiliana davanti ad una platea enorme e devo ammettere che in quell’occasione è stata un prova solo salire e fare uno spetttacolo davanti a tutta quella gente.
Ti sei divertita?
Tantissimo.
Le critiche che ascolti di più?
Quelle del pubblico che va a vedere il film. Loro sono le persone più importanti. Le critiche che leggo sui giornali ovviamente mi toccano, ma tanto io sono la prima ad essere ipercritica con me stessa, quindi spesso se qualcosa è andato storto lo so già e finora non è mai capitato di avere una critica completamente discordante da quello che pensavo di aver fatto.

foto © Giuseppe Toja for Pig magazine
Cosa pensi di Vincent Gallo?
… è bravo ma è veramente tremendo… È pazzo…Ha bisogno di mille attenzioni su di sé ed è estremamente egocentrico e poi… Secondo me anche un po’ sadico…(ride)… Un paranoico, insomma. A parte questo come artista a me piace tantissimo e quando ho lavorato con lui, anche se erano solo quattro pose, volevo imparare tutto e seguire tutto. Ogni cosa che faceva. Stravolgeva. Rifaceva al momento tutta la sceneggiatura e prepararsi le cose era totalmente inutile. Era un gioco che però mi piaceva. Il cercare di capirsi al momento in modo totalmente improvvisato, sapendo di avere una persona davanti a te che sapeva esattamente ciò che stava facendo e assolutamente sicura di sé mi stimolava veramente tanto. Credo che sia una cosa che aiuta molto la spontaneità nella recitazione. Ero attentissima a quello che diceva per cercare di capire e interpretare al meglio ciò che intendeva. Devo dire, un tipo di lavoro molto stimolante e creativo.
…Mi dai una parola per i seguenti personaggi:
Ben Stiller
Ma come fai a descriverlo con una parola?… è così tante cose…mhhhh…è figo…(ride)
Brad Pitt
Un pezzo di pane.
Enrico Silvestrin?
Ma se poi si incazza?…(ride)…Impomatato…(ride)… No dai, diciamo… “tergiversale”.
Stefano Accorsi?
Jocker.
Johnny Depp
Il Marlon Brando dei miei tempi.
Quando lavorerai con lui?
(ride)…Dimmelo te quando lavorerò con lui…(ride)
Ma glielo hai mai chiesto?
A LUI?!?!? Magari! E dove lo incontro?
Chiami il suo agente, no?
Ma no dai, è orribile chiedere: “posso lavorare con te per favore?”…(ride)
Perché, che ti frega?
(ride)…Ma che deve fare lui scusa? …Mica decide lui, almeno credo.
Hugh Grant?
Figo…(ride)…Molto English!
Quanto ti hanno pagato per l’ultimo film?
Non mi ricordo.
Quanto sono importanti i soldi?
Mah, cerco sempre di pensare che non lo siano anche se però capisco di essere una privilegiata che non si è mai trovata in una situazione di “non denaro”. Mi chiedo se in una situazione così sarei veramente così brava da dire che non lo sono, però cerco di non dargli troppo valore.
Chi è l’uomo della tua vita?
Ufff…Ma che domanda difficile…Non lo so.
Povero ma bello, ricco ma brutto o brutto e povero ma intelligente?
Mhhh…Fammi vedere…Fammi rileggere la domanda…Mhhh…Sai cosa? È che a me spesso i brutti piacciono quindi, in questo senso, per me non è un problema…
…E il povero?
No, non è un problema, ma dipende da cosa deriva la sua povertà. Se è per scarsa ambizione, o scarsa intelligenza o semplicemente la poca voglia di fare allora sì…
Insomma, due cuori e una capanna o due persone con una bella villa?
Assolutamente due cuori e una capanna!
Quanti segreti hai?
Un pochetto…
Me ne dici uno?
Mhhh…Vediamo un segreto poco importante…Mhhh…Beh, che sono timida te l’ho già detto quindi non è più un segreto…Mhhh…Ufff…Beh, adesso non me ne viene in mente neanche uno.
Ti fai le canne?
Si…ma vedi, per tornare alla domanda di prima, io di solito dico la verità per questo non ne ho molti (di segreti) e i pochi che ho non mi vengono in mente ora.
Fumi le sigarette?
Due al giorno. Fumavo di più prima ma poi ho avuto dei problemi alla gola e il medico mi ha consigliato di non fumarne più di cinque al giorno e pian piano sono scesa a due. Poi, figurati, a me piace moltissimo cantare e quando mi calava la voce era veramente una fatica, anche per il lavoro che faccio, perdere la voce è terribile, non posso permettermi che succeda soprattutto per colpa del fumo.
Il tuo fiore preferito?
I fiori mi piacciono tantissimo. Ci sono tanti fiori e sono tutti belli. Non ne ho uno in particolare.
Telefilm preferito quando eri bambina?
Fonzie…(ride)… E Arnold…
Il cartone animato?
Mah, forse il preferito era Paul e Nina…
E cos’è? Una cosetta più normale come i Puffi?
Beh i Puffi…I Puffi son così…
E Chobin?
…(ride)…Si bello… Ma che angoscia…
…Angoscia?
Ma si dai…Non ti angosciavano quegli occhi lì tipo (imitazione da vera attrice: ”qua qua qua qua”)… Era un po’ strano, cupo. Ma perché, vogliamo parlare della cupezza di Bero?
E adesso chi è sto Bero…?
Ma dai…Era il figlio con tre dita, giallo con gli occhi a mandorla e i capelli blu. Dai…C’erano sempre queste ambientazioni di cimiteri isolati con tutti i rami neri e secchi…allora?!!?…Bem il nemico del Male.
Mah, sarà…Io sono cresciuto con Mazinga!! E porto ancora rispetto! Va beh, dai…
Lo usi Internet?
Sì.
Chatti?
L’ho fatto un paio di volte.
E che nick name avevi?
Cercavo di prendere “Lamù” ma c’era già…(ride)
E con chi hai chattato?
Una volta mi sono divertita a studiare il comportamento di una persona in chat. Volevo cercare di entrare nella sua testa dandogli le risposte che voleva sentire per vedere come reagiva. Mi sono divertita ma ho perso subito l’entusiamo per le chat.
Suona il telefonino… E’ il fidanzato. La mia discrezione ha voluto che facessi il gesto di uscire dalla macchina ma un segno di Violante mi ha fatto capire che non c’era problema. Ho cercato di distrarmi e non ascoltare ma mentre spiegava al fidanzato (con il quale mi scuso per averla rapita per una giornata) che eravamo chiusi in macchina alle 2:30 di notte, sapevo che era una situazione poco credibile e le mie orecchie si sono accese; lui le fa una domanda e Violante con una risatina anche un po’ nascosta risponde:”un po’”…sono curiosissimo!
Chiamata finita.




foto © Giuseppe Toja for Pig magazine
Vai…
Dicevamo?
Di che?…(ride)
Ho perso il filo.
E adesso?…(ride)
Semplice, mi leggo un’altra domanda…
Ah si, giusto!…(ride).
In che rivista sogneresti di apparire?
O Vogue o Rolling Stone USA!…(ride)
Ti ricordi la prima cosa che hai pensato quando hai visto PIG?
Sì.
E cosa hai pensato?
(ride)…Ho pensato: che figata questo giornale!
Su dai…Molto gentile…Tanto la copertina ormai te la becchi lo stesso quindi puoi anche dire la verità senza problemi…
(ride)… No davvero. Avevo comprato l’uscita con Gwen Stefani in copertina, molto bella.
Grazie allora. Mi dici la cosa meno bella che ti ha fatto indossare Matteo oggi?
Devo dire che mi piaceva quasi tutto, ma la cosa che mi è piaciuta meno alla fine non me la sono messa…(ride).
E la cosa più bella?
Beh…La cosa più bella era la gonna di Vivienne Westwood e la maglietta dei Guns’n Roses.
Hai mai girato scene pericolose?
Una volta dovevo strozzare un’attrice mentre si dimenava in modo molto brusco e devo dire che ci siamo veramente distrutte tutte e due; ne porto ancora i segni…(ride). Un’altra volta, in quello stesso film dovevo accoltellare un uomo e…(ride)…siccome non avevano il coltello di scena mi hanno dato una specie di chiavistello lunghissimo e dovevo fare tipo così…un’altra scena da vera attrice che sarebbe difficile da descrivere… E dovendo farlo con una certa velocità passandogli molto vicino dovevo anche stare molto attenta a non colpirlo veramente…(ride).
Cosa pensi degli 11 Oscar che ha vinto il Signore degli Anelli?
È un film che, su tanti premi, forse li meritava tutti. Devo però dire che vedere un film che prende 11 Oscar e vince tutto è un po’ noioso…
…Diresti la stessa cosa se avessi partecipato anche te?
Sì, infatti sono rimasta piacevolmente stupita anche dei 12 David per Che ne sarà di noi. Ma se le cose vanno così vuol dire, si che un film è bello, ma anche che le giurie non hanno molta scelta.
A cosa non rinunceresti mai?
Alla mia libertà d’azione.
L’amicizia tra un uomo e una donna esiste?
Secondo me si.
Hai un migliore amico?
L’avevo, poi abbiamo litigato ed è diventato ex.
Hai un eroe?
(ride)…King Kong…(ride)…lui si che è il mio eroe!
Aspetti di essere salvata?
(ride)…Forse si.
Cosa fai quando sei triste?
…Mi buco…(ride)…No scherzo. Quando sono triste divento apatica…
…Morta sul letto…
Si… Sto ore a fissare il vuoto.

foto © Giuseppe Toja for Pig magazine
La tua più grande paura?
Mi viene l’angoscia solo a pensarci…Mhhh…
Ma esiste?
Ne ho mille. Cambiamo domanda, va…(ride)
Ma con chi parli dei tuoi problemi?
Non con PIG…(ride)…O con il mio fidanzato o con le mie amiche.
E con i tuoi genitori?
Anche. Ma in genere sono una persona che si risolve i problemi per i fatti suoi.
…E ce la fai sempre?
No! (ride)
Perché ti hanno presa per “Che ne sarà di noi”?
Perché pensavano che un personaggio che dovesse rimanere un po’ ambiguo io potessi rappresentarlo bene, poi l’età che cercavano era giusta…
…E il tuo prossimo film?
Dovrebbe uscire “Raul” a maggio, che è un film tratto dal libro “Delitto e Castigo” e io interpreto il personaggio di Sonia che è una prostituta redentrice.
Ti è piaciuto?
Si molto, anche perché il libro lo trovo bellissimo e penso che Dostoyevsky scriva in modo quasi cinematografico, tanto è vero che a volte mi ritrovavo sul set e rivedevo molto bene le scene del romanzo.
Ti trucchi spesso?
Da bambina tantissimo. Tutti i giorni dopo scuola. Adesso decisamente meno.
Vuoi farmi qualche domanda?
Sì. Secondo te ci sono stati tanti buchi neri neri nelle risposte?…(ride)
I buchi neri in un’intervista non sono mai belli, quindi stai tranquilla che non li trascriverò.
Bene bene…(ride)…mi fai leggere tutte le domande?
Tieni…
Legge la domanda: “sei stata mai baciata da un macellaio?”
Una volta sono stata baciata da un dentista…
Ma eri consenziente?
Devo dire che ero un po’ tramortita dall’anestesia…(ride). Assolutamente non si è approfittato di me, però…Insomma ero andata a farmi vedere i denti e quando tutto era finito e mi ero già alzata dal lettino, lui si è avvicinato e mi ha baciata. Devo dire che l’ho vissuta veramente come un’esperienza onirica, è un po’ come se in quello stesso momento volessi baciarlo anche io. Poi è finito tutto lì chiaramente, ma è stata un’esperienza sicuramente strana.
Un’altra domanda che non ti ho fatto?
Legge…
No nessuna. Basta così.
La domanda meno bella che ti ho fatto?
Legge…
Ah si…”perché ti hanno presa in questo film”.
Ti sei divertita oggi?
Sì.
Si sono fatte le 3.30 di notte, che ne dici di andare tutti a dormire?
Si si…Andiamo!
Grazie
Prego…(ride)
3:30 del mattino.Carichiamo Simon e Stefania in macchina, andiamo a casa di Martino, che nel frattempo era passato a prendere dei cornetti caldi, saliamo, Violante dà un morso, saluta e scappa a letto. Buona notte.
Intervista a Violante Placido di: Daniel Beckerman.
Foto Di Giuseppe Toja

foto © Giuseppe Toja for Pig magazine

foto © Giuseppe Toja for Pig magazine
15 Ottobre 2008 alle 14:50
ma cn ki è fidanzata violnte placido alla fine????????????