Ho sempre sognato da bambino di avere quegli occhiali o visori che si vedono nei film di guerra o di fantascienza.
Quelli che rivelano le fonti di calore. Quelli che al buio permettono di distinguere gli esseri umani, evidenziati da colori caldi: rosso fuoco, arancione e poi giallo, sempre più chiaro, man mano che il calore si disperde. Tutto il resto invece è verde; quel verde fosforescente dei monitor dei vecchi computer, e sta ad indicare l’assenza di forme di vita.
Come nascono le canzoni dei Lali Puna?
Le canzoni le scriviamo io e Markus a casa sui nostri laptop. Poi le portiamo in studio per farle assaggiare agli altri due componenti della band e al nostro produttore Mario Thaler.
A quel punto inizia un lungo lavoro, perché quello che abbiamo in mano è qualcosa di molto elementare: struttura, melodie vocali e testi.
Preferite il lavoro in studio o suonare dal vivo?
Mi piacciono molto entrambi, nonostante siano totalmente differenti.
Non saprei dirti quello che preferisco
Con chi vi piacerebbe collaborare?
Abbiamo già lavorato con Bomb The Bass, Radioactive Man/Two Lone Swordman, Boom Bip e Alias.
Ci piace collaborare con personaggi differenti, possono essere artisti che ammiriamo dal punto di vista musicale ma anche semplici amici.
Ascoltate molta musica? Quali sono le vostre influenze?
I Lali Puna sono un gruppo che prende spunto da direzioni diverse: Kraftwerk, Mouse On Mars, Aphex Twin sul versante più elettronico, ma anche Laurie Anderson o gruppi come Stereolab, My Bloody Valentie, Le Tigre e Young Marble Giants. Senza dimenticare cantautori come Smog, Bonnie Prince Billie e Johnny Cash.
Puoi dirmi qualcosa a proposito dei testi delle tue canzoni?
Questa è una domanda molto ampia, vedrò di farti un esempio. “Faking The Books” (falsificare i libri), la titletrack dell’album ha un significato decisamente politico. Fa riferimento al fatto di falsificare i libri di storia o i voti; più o meno quello che è successo negli Stati Uniti negli anni passati. Il testo ha un significato più generale, si parla di potere politico, di perdita di integrità e di credibilità. E’una canzone molto cinica.
Ps. I Lali Puna saranno in tournee in Italia a fine mese.
Queste le date:
26.04.2004 TORINO – Hiroshima
27.04.2004 PERUGIA - Teatro Pavone28.04.2004 ROMA TBA29.04.2004 BRESCIA - Freemusik30.04.2004 BOLOGNA - Containerinfo: Locusta luca@locusta.net
Il Disco:
In sala si spengono le luci; io indosso i miei visori nuovi di pacca e guardo verso il palco: c’è un gruppo tedesco che suona.
La musica dei Lali Puna si raccoglie intorno alla calda voce arancione di Valerie Trebeljahr (Lali). Infatti quando iniziano a suonare io vedo solo lei.
La componente elettronica, l’uso dei synth, le ritmiche ripetitive e modulari, inizialmente sembrano fredde e inanimate, ma si esaltano nel contatto/contrasto con l’inglese teutonico di Lali.
Piano piano le parole di Valerie, che illustrano la nostra confusa visione del mondo e della società, riscaldano tutto: i suoni (ma senti queste chitarre…) e l’ambiente.
Musica e parole si fondono, la temperatura si alza, posso cominciare a togliermi qualche strato.
Sarà l’effetto dei visori.
Come in una dissolvenza in apertura, emergono anche le figure degli altri membri della band.
Ora riesco a percepirli tutti e quattro, a vedere le loro sagome che prendono colore.
I Lali Puna si sono formati nel 1998 e annoverano componenti di Notwist, Console e Tied
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