Rock ‘n’ Roll Robot - E’ una lunga strada quella che porta al disco d’esordio degli LCD Soundsystem, la creatura personale di James Murphy. Colui che viene considerato da quasi tre anni il re Mida della scena underground di New York, grazie al lavoro della sua etichetta (la DFA); quello che ha “lanciato” il fenomeno del punk-funk o del dance-punk. Uno che dovunque abbia messo le mani negli ultimi tempi ha combinato sfracelli; uno che, fatte le debite proporzioni, viene da paragonare ad un certo Pharrell, il re Mida dell’hip hop. Quello che ha scalato, e fatto scalare, le classifiche mondiali producendo brani come “Like I Love You” di Justin, “Beautiful” di Snoop Dogg “Milkshake” di Kelis e “I’m a Slave 4 U” di una certa Britney. Come Pharrell è metà dei Neptunes così James è metà dei DFA (acronimo per Death From Above), creatura nata dall’incontro con Tim Goldsworthy (compagno di Lavelle ai tempi d’oro della Mo’Wax) nel 1999, quando entrambi erano al lavoro con David Holmes.
James viene dal punk; dopo aver militato in un paio di band ed essersi dedicato a lungo al lavoro di tecnico del suono, complice probabilmente qualche esperienza ecstasyante, viene risucchiato nel vortice della dance music.
L’incontro con Tim è la scintilla che appicca l’incendio.
Nel 2002 esce il primo singolo per la neonata etichetta DFA: si tratta di “House Of Jealous Lovers” dei Rapture, un brano che non ha certo bisogno di presentazioni…
Inutile dilungarsi sulla storia della band di San Francisco, raccolta da sotto un ponte di New York, trasformata dai due e lanciata in hyperspazio.
Complice un altro singolo, “Losing My Edge”, proprio a nome LCD Soundsystem, la Grande Mela si scopre ai piedi di Murphy e Goldsworthy; e il resto del mondo ai piedi di New York.
I due continuano a lavorare, licenziando una serie di singoli, per Juan Maclean, Black Dice, e altri; tra le uscite spiccano quelle di James con la sua band, perle come “Beat Connection”, “Give It Up/Tired” e l’incredibile “Yeah”, saranno questi a dare le coordinate del nuovo fenomeno musicale: funk, tanto, tantissimo basso, ritmiche da dancefloor, e turbini di percussioni e campanacci.
Con l’esordio dei Rapture, ottobre 2003, la DFA va in prima pagina, insieme ai suoi allievi, plasmati “a sua immagine e somiglianza”: ascoltateli prima di “Echoes”…
A chiudere l’anno, per chi non era stato attento, ci pensa la compilation “DFA #1”.
Ma non c’è un momento per fermarsi e rifiatare: fioccano le richieste per i remix, anche illustri (Junior Senior e N.E.R.D.), che sono uno meglio dell’altro (vedi Le Tigre e Unkle).
Il recupero di sonorità post-punk e new wave è ormai tendenza; complice anche la precedente esplosione del fenomeno electroclash, spuntano emuli e seguaci ma anche validissime bands come i !!!, il cui bassista è in condivisione con quello degli LCD. Murphy e Goldsworthy però ci tengono a chiudere l’anno in bellezza, e a seguito dell’accordo con una major, la EMI, fanno di nuovo il punto della situazione: “DFA Compilation #2”; fondamentale.Fine gennaio, tre anni dopo “Losing My Edge”, esce l’attesissimo esordio sulla lunga distanza degli LCD Soundsystem. Una logica poco rock e molto dance per arrivare al debutto: tanti singoli e poi un album.
A chi si aspettava un prodotto pressochè noto, fatto di sides, b-sides e qualche inedito, James risponde con due cd: su uno gli arcinoti singoli, sull’altro solo pezzi inediti.
Saremmo stati qui a cantarne le lodi lo stesso, probabilmente, ma tanta abbondanza ci ha dato un motivo in più.
Abbiamo tra le mani il terzo capitolo di un’ipotetica trilogia; quella che si è aperta con “Echoes” dei Rapture ed è transitata per “Loden Up Now” dei !!!.
Un album eterogeneo che ha come comune denominatore un suono che già conoscevamo: grooves, funk, linee di basso sporche e autoritarie, citazioni musicali autobiografiche e una gran dose di ironia. Il tutto orchestrato dalla voce (è la Mark E. Smith, leader dei Fall) e dalla sapiente mano di Murphy che dirige con cura la sua crew, composta da Pat Mahoney (batteria), Nancy Whang (tastiere e voce); Tyler Pope (bassista “sharato” con !!! e Outhud) e Phil Mossman (chitarre, percussioni, keys e basso) ex-Sabres Of Paradise.
Le influenze che guidano la musica di Murphy, e che lui non ha mai nascosto (guardate il testo di “Losing My Edge” o anche solo di “Movement”) vanno dal punk al kraut rock, dalla disco music alla balearic house, dalla new/no wave ai chemical beats.
Nel suo disco ci sono tutti: Can, Kraftwerk, Suicide, Larry Levan, Daft Punk, Velvet Underground, PiL, Sonics, Germs e molti altri; e lo sapevamo già, perché ce l’aveva detto lui…
La sorpresa è che si tratta di un disco vario, perché riprende e si allontana dalle precedenti uscite LCD, alcuni brani infatti sono quantomeno inaspettati.
“Movement”, singolo apripista, è un punk robotico e furioso, con pioggia di feedback finali e distorsioni garage.
“Tribulations” sa di electroclash: basso in levare, anni ’80, New Order + Moroder.
“Never As Tired As I’m Waking Up” è una pop ballad in salsa brit, con venature psichedeliche.
Ma è “Great Release”, a base di piano e melodia, la vera intrusa del disco, che ci solleva e ci accompagna fino alla fine del disco, ipotetico commento audio di un film che termina senza parole, di quelli che fanno cadere qualche lacrima, ma di gioia: perché è andato tutto bene.
Così noi, di fronte a questa traccia, che chiude in maniera insolita un grandissimo album, ci troviamo un po’ spiazzati, con i conti che quasi non tornano; e ci viene voglia di ricominciare l’ascolto. Ed è proprio qui che sta il trucco.
Intervista con James Murphy

The Rapture (“Echoes”), !!! (“Louden Up Now”) e finalmente l’esordio degli LCD Soundsystem; possiamo considerare questo disco “l’ipotetico” terzo capitolo di una trilogia?
Non credo, o per lo meno non per me; dal momento che non ho avuto niente a che fare con “Louden Up Now”, e dal disco dei Rapture è passato un bel po’ di tempo. Quello che abbiamo in comune è che siamo tutti qui, a New York… però posso capire come giornalisti e riviste di musica possano trovare qualcosa in comune tra questi album.
Come nascono i brani degli LCD Soundsystem?
Ogni canzone è un caso diverso; quello che la maggior parte di queste hanno in comune è che sono state per molto tempo nella mia testa. Nel momento in cui vado a registrarle cerco di fare il tutto il più velocemente possibile. In modo da non perdere gli spunti, le idee che ho avuto. Altre canzoni invece nascono al pianoforte, altre ancora sono il frutto di un’illuminazione che ho quando sono in studio a produrre altre band, oppure quando sono lì appositamente per lavorare sul mio materiale.
Personalmente credo che “Yeah” sia il tuo miglior brano; la prima volta che l’ho sentito sono rimasto a bocca aperta. Potresti dirmene uno a cui sei particolarmente legato?
Al momento mi piace moltissimo “On Repeat”, una delle tracce del nuovo album.
Trovo che sia un brano diverso, molto scarno; di solito faccio brani con uno spessore maggiore, più potenti. Volevo fare una canzone più anemica meno indicativa del mio stile.
Il vostro primo singolo è del 2002; come mai è passato tanto tempo prima dell’album?
Sono stato veramente occupato: i dischi della DFA, lavori di produzione, concerti con la band, date come dj; e poi mi sono anche sposato…
Bisogna aggiungere anche che la nostra non è una band normale, come le altre, che decidono di fare un disco e si chiudono in studio. Poi mi piaceva l’idea di fare tanti singoli, come fa la maggior parte degli artisti dance, poi però succede spesso che gli album non sono un granchè; forse perché non gli hanno dedicato abbastanza tempo. Io invece mi sono preso tutto quello di cui avevo bisogno.
Come si intuisce dal testo di “Losing My Edge” sei un grande appassionato di musica: qual è stato il primo vinile che hai acquistato?
Il sette pollici di “Fame” di David Bowie.
Sei considerato un po’ un re Mida (il re frigio che ricevette il dono di trasformare in oro tutto ciò che toccava), a livello musicale… lo conosci? Ti aspettavi tutto questo successo?
Sì, lo conosco, ma non vorrei certo scomodare questo tipo di paragone: la gente cambia, oggi magari gli piace tantissimo quello che faccio, domani chi lo sa?
Comunque non mi aspettavo niente di tutto ciò; siamo in due (io e Tim), per noi è già un onore avere la possibilità di lavorare insieme. Cerchiamo di fare le cose che ci piacciono sperando che possano piacere al maggior numero di persone possibile. Ci rende orgogliosi sentir parlare dei nostri dischi, anche se c’è un’eccessiva gelosia da parte di alcuni nei nostri confronti. E poi a dire la verità sono molti di più gli articoli che escono su di noi, dei dischi che vendiamo…
Com’è stato lavorare con i Liquid Liquid? Per voi sono stati una grande influenza?
E’ stata un’esperienza terribile (nel senso buono del termine), davvero divertente.
Per me e Tim sono forse la band che preferiamo in assoluto, per questo volevamo fare con loro un lavoro davvero speciale, quindi siamo stati molto attenti e abbiamo fatto solo una canzone (“Bellhead” contenuta su DFA#2- Depo)
Come funziona il vostro show? Un mio amico vi ha visti a Benicassim, mi ha parlato di una ragazza giapponese e di un set incredibile…
Dal vivo siamo una sorta di cover band…
Quando avremo l’occasione di vedervi dal vivo?
Credo che saremo in Italia nella seconda metà di Aprile; anche se dobbiamo ancora pianificare il tutto.
Un artista su cui scommetteresti per il 2005 o che vorresti avere alla DFA?
Gli Hot Chip, sono veramente bravi. Mi piacerebbe molto lavorare con loro, il problema è che siamo molto lenti a “reclutare” band per la DFA.
Che cosa è successo con i Death From Above 1979 (duo canadese autore di un noise-trash-punk primordiale fresco di firma con la Vice Records, che aveva lo stesso nome dell’etichetta DFA; invitato a cambiare nome ha reagito con insulti e minacce di un certo spessore nei confronti di Murphy e socio)? Ho letto delle dichiarazioni abbastanza pesanti da parte loro nei tuoi confronti…
Ero in tour quando è successo tutto; sapevo della loro esistenza già da un po’, fino a qualche tempo fa erano sotto contratto per un’etichetta indipendente canadese. Non c’era nessun tipo di problema perché noi eravamo una piccola realtà di New York e loro una piccola realtà in Canada. Poi hanno firmato per una major di NY (la Atlantic che distribuisce la Vice Records- Depo) e ci sono stati dei contatti per cercare di risolvere quello che stava diventando un problema (la gente ci chiedeva se si trattasse della band mia e di Tim), purtroppo io ero lontano, in tour. Non abbiamo mai parlato direttamente con loro; c’è stata molta confusione: managers, Atlantic, i nostri avvocati e alla fine si è arrivati a Death From Above 1979. Io non ero lì per dire di sì, per me è ok, ma a noi andava benissimo. Non volevamo certo boicottarli o far cambiar loro completamente nome. Qualcuno (non noi) ha fatto delle altre proposte, tanto per fare, aspettando che io tornassi a New York. Loro hanno reagito pensando si trattasse di un rifiuto al nome Death From Above 1979, si sono arrabbiati moltissimo e hanno detto quello che hanno detto..
Mi dispiace molto per quello che è successo, anche perché sono una buona band e temo che questa polemica abbia ritardato l’uscita del loro album.
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