
Queste fantastiche Converse All Star sono state disegnate da Timothy Lilies, uno studente americano, durante un suo internship presso Converse. Data prevista di uscita: Luglio 2005. Luogo di uscita? Per ora sconosciuto. Ci ricordano molto le famose Partick disegnate da Faile. (Via Josh Rubin)

Come vincere la vorza di gravità? Un paio di ragazzi di Berkeley, ci suggeriscono un bel modo per rendere un po’ più particolare la propria festa… Sfidando la forza di gravità… Guardate un po’ qua… (via Boing Boing)
Dj e produttore, Etienne de Crecy è stata una figura chiave dietro all’ascesa della “French Touch” nel mondo dell’elettronica degli anni 90. Etienne de Crecy ha dimostrato il suo talento di producer con il progetto “La Chatte Rouge” ed in particolare con l’album dei Motorbass “Pansoul” uscito nel 1996. Questo lavoro è nato dalla collaborazione con Philippe Zdar (Cassius) e ha per primo dato un chiaro segnale dell’evoluzione di tutta la scena. Meno di un anno dopo Pansoul, Etienne ha pubblicato “Super Discount” proponendo alcuni dei suoi brani uniti a quelli di Air e Alex Gopher (inclusa la traccia diventata poi un classico house, “Prix Choc”). Molto è cambiato nella scena dalla pubblicazione di Super Discount, album visionario non solo nelle sonorità ma anche nel prevedere la rapida invasione degli “hard discount” dopo l’introduzione dell’euro.
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Dopo aver celebrato la vaghezza e la caducità dell’essere in “Non E’ Per Sempre”, dopo aver cantato della mancanza di punti di riferimento in “Quello Che Non C’è”, giunge finalmente a compimento l’ultimo capitolo dell’opera marchiata Afterhours. “Ballate Per Piccole Iene”, il nuovo atteso album, arriva dopo tempi di curiosità assortite relative alle illustri compartecipazioni che ne hanno accompagnato la produzione. Anticipato in tutte le salse dalla notizia della liaison artistica con Greg Dulli, questo disco è nato anche sotto gli sguardi paterni di John Parish (al fianco, negli anni, di Sparklehorse, Eels e P.J. Harvey) e Davey Ray Moor (ex Cousteau, già al lavoro con Cristina Donà e Mambassa).
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Sneakers vendute ad arte!
Open 11 am – 7pm, seven days a week! Proper è in California, ed è un’esperienza unica nel panorama degli store di sneakers. Intanto vende solo quelle, e una serie di T-shirt celebrative del logo e della filosofia di Proper: gli ultimi modelli e le serie limited edition, esposte in contemporanea alle opere d’arte durante gli eventi organizzati apposta per divertirsi come nelle streets, con stile, tra amici.
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A Roma ci sono 2 modi per essere stilosi e un’unica insegna per 2 negozi di streetwear da visitare in nome dello stile: Be Cool. Stessi proprietari ma storie molto diverse. Il primo, storico Be Cool è stato aperto al quartiere Parioli, la zona più ordinata della capitale, dove presenta un disordine che si può amare o detestare, ma che è tutto da ammirare per scegliere gli articoli più giusti.
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La scoperta più fashion di Los Angeles!
California shopping! FIND è un progetto itinerante che ricerca le ultime tendenze della moda e del design. Le trova e le presenta al pubblico come un evento davvero unico. La responsabile di FIND ci fa scoprire uno shopping diverso, che ha stile da vendere:
Cos’è FIND?
FIND è un evento di lifestyle per chi è interessato e coinvolto nel fenomeno fashion. Stylist, designer, artisti, maniaci della musica che si trovano insieme per condividere e ricercare esperienze sui nuovi trend emergenti.
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Va bene, non si tratta sicuramente di qualcosa che andrete a comprare domani. Però è spettacolare, nel concept e nelle forme: futuribili, algide, perfette. Del resto, chi l’ha progettato si chiama Marc Newson e non è proprio l’ultimo arrivato in questioni di design. L’aereo Kelvin 40 lo abbiamo visto in mostra al Design Museum di Londra, che a Newson ha dedicato una grande retrospettiva, appena conclusa. www.marcnewson.com

Tokyoflash ci ha abituato ad orologi sempre più strani, dedicati più che altro a chi ha voglia di cimentarsi a capire come funzionano. L’EG by EleeNo Wrist Watch è solo uno degli ultimi. Sul sito trovate anche una spiegazione di come funziona, ovviamente in giapponese.
http://tokyoflash.com
(English here) Sotto i cieli notturni di una lontana New York City si muovono come lupi. Sono Patrick McNeil, Aiko Nakagawa e Patrick Miller, ma si chiamano Faile. Il loro stile trasuda grande mela, facendo colare la pop art più iconoclasta insieme alla cultura street più selvaggia, lasciando un alone malato come forse solo chi sta a New York può. Dalle strade di Brooklyn sono arrivati a collaborare con il mondo della moda (da Comme des Garçon a Onitsuka Tiger) senza vendersi e a pubblicare libri tematici ai quali contribuiscono artisti da tutto il mondo. Sotto i cieli notturni di una lontana New York City si muovono come lupi, per dare magia a un muro dove tutti gli altri ci pisciano, con una bacchetta magica a serramanico che ti apre gli occhi. Finalmente.
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Della sbornia di ecstasy e acid house, che da Manchester (al tempo “Madchester”), a cavallo tra gli ottanta e i novanta, si estese a macchia d’olio ben oltre i confini britannici, Ed Simons e Tom Rowlands sono i figli naturali. I fratelli chimici nascono artisticamente nella caldissima seconda Summer Of Love, al tempo dei primi rave; mentre l’”Hacienda”, il club per eccellenza, accendeva le notti mancuniane e polarizzava l’attenzione mondiale, suonando una musica che proprio da lì partiva. Quando i New Order fecero propria la lezione di Kraftwerk e Moroder, filtrandola attraverso la house che arrivava dall’America, finendo per influenzare gli stessi musicisti e dj di Detroit; quando il rock britannico veniva infettato dal virus della nascente club culture, con effetti sorprendenti – basta pensare a fenomeni come gli Happy Mondays, a pietre miliari come il debutto degli Stone Roses o all’esperienza “Screamadelica” dei Primal Scream -, i due prendevano appunti: pronti a sonorizzare la seconda parte del decennio…
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martedì 01 marzo 2005
Due anni fa un disco come “Lycanthropy”, esordio del poco più che ventenne londinese Patrick Wolf, aveva fatto conoscere al mondo un brillante e giovanissimo talento. L’album metteva in mostra le grandi potenzialità di questo ragazzo, dall’immagine androgina e naif, capace di fondere pulsazioni elettroniche con arrangiamenti e orchestrazioni “classiche”. La sua abilità con sequencer, laptop e altre stregonerie tecnologiche, combinata ad una dotta educazione musicale (Patrick suona un’infinità di strumenti), trovava espressione in un electropop dalle tinte noir e dal forte lirismo. A distanza di un paio d’anni il nostro torna con un disco decisamente più maturo; ad ascoltarlo non lo si attribuirebbe certo ad un artista poco più che ventenne. “Wind In The Wires” è un viaggio all’interno di un immaginario musicale senza tempo; Patrick, spinto da un ulteriore maturazione vocale e dal desiderio di cimentasi maggiormente con quegli strumenti (violino, viola, arpa ecc…) che suona da quando era bambino lascia in secondo piano i beats dell’esordio per concentrarsi su melodia e arrangiamenti…
Immaginato durante un viaggio in treno tra Londra e il Devon, il disco, che parla della ricerca della libertà personale, prende corpo all’interno di uno chalet di legno su una scogliera della Cornovaglia. Il giovane Patrick è un personaggio apparentemente timido, che però si apre e si entusiasma parlando della sua musica; l’abbiamo incontrato nel suo hotel milanese, nel corso di una “toccata e fuga” nel nostro paese.
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L’abbiamo incontrato appena prima del suo dj set nel noto locale milanese, Magazzini Generali, dove assieme ad Arnaud Rebotini, l’altra metà dei Black Strobe, si è esibito in un set tra piatti ed effettiere. Ivan Smagghe, ex-commesso di uno dei negozi di dischi più rinomati di Parigi, è divenuto in breve tempo un’icona dell’hype internazionale grazie alla reputazione costruita come dj radiofonico all’interno di Radio Nova ma soprattutto grazie alla sua abilità di selezionatore e mixatore al Pulp Club. Qui Ivan è stato resident per 4 anni di seguito dell’acclamata serata “Kill the Dj” dalla quale prende nome il suo mix-cd “How to kill the dj”, pubblicato nel 2004 dalla Tigersushi Records. L’altro mix “Suck my deck” uscito sempre sulla stessa label è già un culto per gli intenditori. Nonostante la sua “poco più che” disponibilità siamo riusciti a strappargli quest’intervista.
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Probabilmente ha cominciato a pensarci insieme ai suoi due soci, Wolfgang Ahlers e Kristyan Geyr, a 44 anni, quando aveva un negozio di abbigliamento, di quelli con marche “uniche ed esclusive”. In soli tre anni e mezzo, si è trovato per le mani quello che oggi è uno dei maggiori luoghi d’incontro per brand mondiali dello street wear.
650 per la precisione, che si confrontano in un clima che ha piu l’aria di una festa che dura 72 ore, tra fiera ed eventi in città. Colorata, divertente e creativa, con il nome più semplice del mondo, il BREAD & Butter è degnamente entrato nell’olimpo degli eventi ai quali non si puo mancare, e Karl Heinz (e soci) tra le interviste che dovevamo fare…
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Da undici anni, esiste un nome che rimbalza dai salotti più chic ai locali più underground di Milano. E’ un nome che unisce le diversità con lo scopo di distruggere quella che viene considerata comunemente come “normalità”. E’ un’avventura, come amano definirla i suoi ideatori, ma è anche una verità talmente imponente, da dare un sonoro schiaffo a tutte quelle serate milanesi fatte di calciatori e modelle. E’ musica elettronica, grafica, installazioni, teatro, fotografia e cinema. Mesdames et Monsieurs: Pervert.
Pervert è un’avventura nata alla fine di gennaio di 11 anni fa in un ex locale per scambisti di coppia vicino alle colonne di San Lorenzo… La leggenda vuole che in quello scantinato, durante l’ultima guerra, venissero trovati molti cadaveri e lo stesso locale fosse infestato e permeato da una maledizione… Cosa che comunque non vietò a Ivan e Cristian, art directors della serata, di ottenere un immediato successo come serata strictly gay più coinvolgente della città. Dopo qualche anno passato ad organizzare party solo per l’elite gay i due decisero che quel tipo di serata gli stava troppo stretta e allargarono gli orizzonti delle collaborazioni aprendosi al mercato eterosessuale…
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Beh tanto per cominciare si chiama Daniel, come me, il che mi sembra proprio un buon inizio. Simpatico, umile e molto disponibile. Insieme al fratello è riuscito, attraverso uno dei materiali più brutti e grezzi, a creare una borsa che di brutto e grezzo ha ben poco… Ma com’è possibile? C’è chi spende e spande il proprio prodotto puntando sulla qualità del tessuto e chi invece fa l’opposto: Freitag. A giochi fatti, forse, sembra automatico ma pensate 11 anni fa, quando hanno inziato, levando il telo da un camion per farne una borsa. Oggi Freitag è diventato un oggetto di design a tutti gli effetti, esposto anche al MOMA… Quando si parla di idee geniali forse si intende proprio questo.
Come ti chiami?
Daniel.
Quanti anni hai?
34.
Dove vivi?
Zurigo.
Quali sono i veri valori della moda?
Beh… Non mi piace molto la parola moda, secondo me l’elemento chiave è l’aspetto utile di un capo e inoltre mi piace molto quando la gente mischia diversi stili senza vestirsi con uno solo.
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Tre giorni di tempo per scoprire i migliori designers in giro per i padiglioni del BBB. Chi sono, cosa fanno e come hanno iniziato. Ne abbiamo scelti otto, e gli abbiamo fatto le solite domande…
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