Beh tanto per cominciare si chiama Daniel, come me, il che mi sembra proprio un buon inizio. Simpatico, umile e molto disponibile. Insieme al fratello è riuscito, attraverso uno dei materiali più brutti e grezzi, a creare una borsa che di brutto e grezzo ha ben poco… Ma com’è possibile? C’è chi spende e spande il proprio prodotto puntando sulla qualità del tessuto e chi invece fa l’opposto: Freitag. A giochi fatti, forse, sembra automatico ma pensate 11 anni fa, quando hanno inziato, levando il telo da un camion per farne una borsa. Oggi Freitag è diventato un oggetto di design a tutti gli effetti, esposto anche al MOMA… Quando si parla di idee geniali forse si intende proprio questo.
Come ti chiami?
Daniel.
Quanti anni hai?
34.
Dove vivi?
Zurigo.
Quali sono i veri valori della moda?
Beh… Non mi piace molto la parola moda, secondo me l’elemento chiave è l’aspetto utile di un capo e inoltre mi piace molto quando la gente mischia diversi stili senza vestirsi con uno solo.
Cosa ti rende veramente felice?
Fare un bagno nelle vasche bollenti dell’Islanda.
Nudo?
Certo.
Con donne nude…?
Ancora meglio…(ride)
Cos’è Freitag?
Ieri era considerata una bella idea, una semplice borsa ricavata dai teloni dei camion, dopo 10 anni, quell’idea è diventata un vero e proprio brand e oggi, a quel tipo di borsa, si è dato un nome: “Freitag Bag”. Questo ci spinge a creare nuovi e diversi prodotti sempre nel rispetto del nostro concetto e filosofia
Qual è la cosa più preziosa che hai?
E’ il raggiungere il livello di perfezione che mi prefiggo, così da cercare di essere sempre felice e soddisfatto di quello che faccio.
E che livello ti sei prefisso?
Beh… E’ un processo in continua evoluzione. Quando pensi, realizzi e concludi un progetto, vuoi sempre cercare di evolverlo al meglio.
Da chi partono le idee per tutti i vostri prodotti?
Mio fratello ed io lavoriamo come una squadra curando ogni aspetto che gira attorno al prodotto. Penso che Daniel e Markus insieme costituiscano un unica persona pensate individuale. E’ come se 1+1 facesse 3 invece che 2.
Da quanto tempo siete soci?
11 anni. Abbiamo fondato Freitag insieme e da quel momento non ci siamo mai separati.
Quando hai capito che stavi lavorando su un progetto che avrebbe avuto un futuro certo?
Devo dire che da subito tutti e due eravamo sicuri del successo della nostra idea, sicurezza confermata dai nostri primi clienti: i nostri amici, che non solo chiedevano continuamente di avere una nostra borsa ma portavano altri amici con altre richieste.
Quindi all’inizio era un lavoro completamente manuale?
Assolutamente si. Pensa che non avevamo nessuna competenza: non sapevamo cucire, non sapevamo niente di marketing o di moda è stato veramente il semplice stimolo di avere una borsa bella e resistente. Questo è stato l’approccio iniziale, si è poi trasformato nel perfezionamento e nel dettaglio, come dicevo prima, lavorando per evolvere l’idea al massimo. all’inizio niente è stato pianificato e non esista nessun piano strategico o che altro, si trattava, appena detto, solo di fare una bella borsa.
Chi è il tuo diretto concorrente?
non penso che concorrente sia la parola giusta, sono il tipo che preferisce trarre spunti e imparare dalle cose che fanno gli altri piuttosto che litigare o cercare di schiacciarli, oltre al fatto che penso che il concetto di Freitag sia veramente unico nel suo genere. Se proprio dovessi fare dei nomi, il primo della lista sarebbe Eastpak, capisci però quanto siamo diversi.
Com’è nata l’idea?
Io e mio fratello vivevamo insieme in questo appartamento proprio sopra all’autostrada, che era un punto cruciale di passaggio per i Tir che percorrevano il tratto Amburgo - Palermo. Puoi immaginare quindi come avessimo tutti i giorni i camion sotto i nostri occhi. In quel periodo stavamo cercando il materiale ideale per il tipo di borsa che stavamo progettando e il telone che ricopriva i rimorchi era veramente perfetto: resistente proprio a tute le intemperie. E’ stato proprio come unire i punti ed ecco fatto la prima borsa. Ci siamo subito resi conto dell’importanza del look e dell’aspetto grafico su cui abbiamo dedicato parecchie risorse.
In che cosa pecca se esiste qualcosa?
A volte manca il dettaglio. Questo è l’altro lato della medaglia proprio del tessuto che ha creato il successo della borsa perchè in questo senso è molto limitante proprio per le sue grezze caratteristiche. Per esempio le piccole tasche interne non si possono proprio fare e in questo senso abbiamo trovato una soluzione perfetta, per concetto e per duttilità: Il materiale usato per gli “Air Bag” delle macchine e dei camion.
Il tuo magazine preferito?
Devo dire che non ce n’è uno in specifico. Sono tanti e di vario genere. Per esempio, come appassionato di grafica mi piace molto sfogliare una rivista svizzera molto piccola che si chiama “Soda”, ma anche “Heinz” di tutt’altro genere (business), o addirittura settimanali super trash di gossip italiani. Un’altra rivista che compro spesso si chiama “Intersection”, mensile che parla di macchine.
Che lavoro staresti facendo se non avessi fatto le borse?
Bella domanda. E’ molto difficile da dire, ma considerando che ho studiato come “Graphic Designer” forse adesso sarei in quel ramo, a sviluppare comunque idee miei perchè non mi è mai piaciuto lavorare su idee di altri. Per esempio se avessi fatto questa domanda a mio fratello ti avrebbe sicuramente risposto che vorrebbe aprire un albergo, idea che trovo interessante e che condividio. Questo ti fa capire quanto è difficile darti una risposta… tu pensa che quando ero piccolo il mio sogno era quello di fare il montanaro (ride).
Qual è il prodotto che vende di più?
Il Best Seller è la borsa classica che si chiama “Dragnet”, in assoluto la seconda borsa che abbiamo mai fatto. La prima invece si chiama “Topcat”, tra l’altro esposta nel museo di arte moderna (MOMA) nella sezione del design, che non è altro che la “Dragnet” leggermente più piccola considerando il fatto che forse era troppo grande per un uso quotidiano; scelta che ha pagato.
Perchè avete deciso di usare il vostro cognome come marchio?
Per completare il prodotto certamente avevamo bisogno di un marchio. Ci siamo messi a pensare e a ripensare, cercando il nome perfetto ma non usciva niente di veramente interessante, finche il nostro coinquilino di stanza ci fece notare che stavamo cercando un nome che avevamo già riferendosi al nostro cognome…beh, aveva ragione.
Freitag ha un significato?
Si in tedesco vuol dire Venerdì. E’ molto buffo perchè le persone pensano sia stata una strategia di marketing: “La borsa perfetta per il weekend”. In realtà non ci avevamo neanche pensato.
Quano e perchè ti sei arrabbiato di più?
Sai spesso penso che litigare sia parte del processo, ma non sono veramente il tipo di persona che si arrabbia spesso. Penso che la rabbia può essere funzionale come per esempio quando mio fratello ed io litighiamo, alla fine arriviamo sempre ad un accordo che si rivela sempre la soluzione migliore.
Vuoi litigare con me?
Preferisco litigare con mio figlio che ha 8 mesi.
Beh… mi sembra un pò svantaggiato…
Diciamo di si (ride), ma lo sto preparando per quando sarà più grande.
Hai un ipod?
Si. Ho partecipato ad un concorso in cui sono stato premiato per l’applicazine che abbiamo sul sito che ti permette di disegnare la tua borsa Freitag personalizzata. A tutti i partecipanti è stato consegnato un numero e alla fine della manifestazione hanno fatto un’estrazione per regalare un ipod e pensa te il caso, ecco il vincitore.
Che culo…quanti giga?
Non ricordo ma non credo sia quello che tiene più canzoni.
Quanto costa un litro di latte?
Faccio sempre la spesa online e sinceramente non me lo ricordo.
Cosa ne pensi di H&M?
Devo dire che è molto affascianante: lo ami e lo odi. Sono sempre sorpreso di quanto belli siano i loro prodotti ma alla stesso modo sono sorpreso da come si riducono nel giro di soli 3 mesi. Ho sicuramente un grande rispetto per quello che sono riusciti a costruire e della loro logistica così perfetta, penso però, che il futuro non può trascurare la sostenibilità cosa che H&M a mio avviso fa molto poco. Proprio come Ikea, mi lascia esterrefatto da tutto il concetto e dall’assoluta organizzazione che hanno ma ancora mancano in sostenibilità.
12 Aprile 2007 alle 18:10
MI SPIEGHI X FAVORE COME FAI A FARLA!? non x imitarti certo… ma xk sono molto curiosa di come si possa ricavare una borsa da un copertone! please! cmq molto bravi devo dire…complimenti!! baci
12 Aprile 2007 alle 19:02
mi sono sempre piaciute. però costano un casino. :-(
2 Luglio 2007 alle 12:20
ehehehe sono anni che ho una freitag.. sempre ls stessa sia chiaro… la porterei ovunque.. é unica, super resistente ed imperemeabile e poi é mia solo mia tutta mia :D eheheheh ci sta il mondo dentro.. e mary poppins mi fa na pippa :D
eh é caruccia si.. ma vi assicuro che li vale tutti i soldini che ci spendete :D