etienne_3.jpgDj e produttore, Etienne de Crecy è stata una figura chiave dietro all’ascesa della “French Touch” nel mondo dell’elettronica degli anni 90. Etienne de Crecy ha dimostrato il suo talento di producer con il progetto “La Chatte Rouge” ed in particolare con l’album dei Motorbass “Pansoul” uscito nel 1996. Questo lavoro è nato dalla collaborazione con Philippe Zdar (Cassius) e ha per primo dato un chiaro segnale dell’evoluzione di tutta la scena. Meno di un anno dopo Pansoul, Etienne ha pubblicato “Super Discount” proponendo alcuni dei suoi brani uniti a quelli di Air e Alex Gopher (inclusa la traccia diventata poi un classico house, “Prix Choc”). Molto è cambiato nella scena dalla pubblicazione di Super Discount, album visionario non solo nelle sonorità ma anche nel prevedere la rapida invasione degli “hard discount” dopo l’introduzione dell’euro.

Ora, Etienne de Crecy si ripresenta con Super Discount 2:
non un revival del primo album, ma una nuova chiave di accesso ai club in compagnia di grandi talenti del calibro di Philippe Zdar, Alex Gopher, DJ Mehdi, Boom Bass e Julien Delfaud.

Questa volta però Etienne ha trovato una forma più conveniente dei discount:
le tracce hanno i nomi di programmi per la condivisione di mp3

Quando hai iniziato a fare il dj?

Ho cominciato a fare il dj dopo essere diventato produttore, intendiamoci, quando abbiamo iniziato a comprare i dischi avevamo anche un mixerino e due piatti e mixavamo a casa, ma esibirsi in una serata è stato dopo l’uscita di Supermotard nel 1996. La prima serata è stata a Londra in un locale e ha funzionato, era la prima volta che facevo il dj, molto tempo dopo aver iniziato a produrre dischi.

Quale musica ha influenzato il tuo percorso di vita oltre che professionale?

Tutta la musica è interessante e ti influenza ma la musica che faccio è quella che ha realmente cambiato la mia vita, lo stile che mi caratterizza oltre che improntato dalla techno ha radici anche più profonde. Da ragazzo mi piaceva la new wave e più tardi l’hip hop. C’era qualcosa di molto lontano tra questi due stili musicali, ma quando sono approdato alla techno ho trovato uno stile che riusciva ad unire bene le due cose. Da un lato c’è il suono ritmico ed elettronico che si trova nell’hip hop, e dall’altro hai tutta l’atmosfera new wave dei flangers e degli effetti; per me la techno riusciva veramente a riunire le due cose.Dopo ho saputo che anche i pionieri di questo genere avevano cominciato mixando new wave con musica disco.

Qual’e’ il tuo rapporto con il pubblico e quanto poi questo influisce poi sul tuo lavoro in studio?

Dopo l’uscita del primo Suprdiscount ho girato parecchi locali per la promozione e quando mi sono fermato per il progetto Tempovision mi sono totalmente allontanato dalla scena. Per un anno ho smesso di fare il dj e mi sono messo a fare musica lontano dall’influenza delle discoteche. Riprendi il tuo spirito e fai altro. Quando sono tornato ad uscire mi sono trovato scollegato. Invece ora faccio serate molto regolarmente in modo da rimanere sempre in contatto con l’energia positiva che si sprigiona nei club, posti dove la gente va per divertirsi, c’è molta gioia e buono spirito. Da questo nasce poi la volontà di produrre Superdiscount 2, volevo fare un disco per i club, un disco con un buon suono electro, fresco, non dark , per poter far festa. La cosa che ho scoperto con la musica elettronica è che nei club, con dei buoni sound system, nel momento in cui il suono raggiunge certi livelli succede qualcosa di magico, è per questo che nasce Superdiscount 2, per poter rientrare nei in questi luoghi piuttosto che in qualche risto-design o negozio di abbigliamento.

Come mai i nomi delle tracce di super discount 2 sono quelle dei siti di condivisione di musica come audiogalaxy o morpheus?

Il primo album aveva come titoli i 10 migliori slogan da super discount, e quando ho provato a cercare quelli per il nuovo album non trovavo che idee meno d’impatto. Poi un mio amico mi ha suggerito l’idea di utilizzare la musica gratuita su internet, è ancora più “cheap” che Superdiscount, è gratis e sta rivoluzionando l’industria della musica.

Pensi che la musica elettronica abbia un qualche ruolo nel sociale?

Non penso che la musica elettronica abbia un ruolo nel sociale. Ho il presentimento che questa musica non abbia un messaggio, penso che possa riflettere la sua epoca per il suo lato impersonale, non c’è un riferimento, non c’è spettacolo. Quello che ho amato all’inizio era il fatto che i produttori non comparivano sulle copertine dei dischi, il lato disumanizzato della musica, tipo Kraftwek.

Di Lorenzo Fassi & Umberto C

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