Ryan Obermeyer esercita un fascino malato sulla mia mente, come forse solo la Regina delle Nevi l’ha fatto. Si tratta di illustrazioni di fiabe del futuro, classici ancora in divenire, che parlano di un tempo che un giorno sarà lontano, ma che oggi è qui. Almeno è questo che mi pare, ma forse nemmeno lui lo sa, ancora.
La tua fantasia è esplosiva, come l’hai nutrita quando eri giovane? E oggi?
Sono sempre stato appassionato di fantasy e mitologia. Film e letteratura sono stati una fonte primaria di ispirazione. Ho sempre letto fiabe quando ero giovane, andavo in giro con libri pieni di annotazioni, Pinocchio, Alice nel paese delle Meraviglie, Il Mago di Oz. Ne disegnavo i protagonisti. Ho sempre usato la mia fantasia per disegnare. Ah, anche i film per bambini li trovo ricchi di spunti interessanti, anche oggi.
Nei tuoi lavori c’è quasi sempre la Natura, come se tu volessi puntare l’indice sui problemi legati all’ecologia… credi che natura e tecnologia possano coesistere in armonia?
Tutto ciò che riguarda la Terra è davvero degno di un giocoliere. Un centimetro più vicini al sole e bruceremmo, uno più lontani e congeleremmo. Questo equilibrio merita grande rispetto da parte nostra. Io vengo dal Texas, che non è davvero la parte del mondo con più coscienza ecologica. Molte persone semplicemente non hanno rispetto. E’ certamente possibile che natura e tecnologia possano coesistere. La tecnologia è semplicemente una nostra appendice, dobbiamo solo aver fiducia. Ci sono molti esempi positivi, ma questa simbiosi richiede quasi sempre più lavoro, tempo e soldi. Dovremmo volerlo tutti, fare scelte che ci permettano di avere un futuro migliore.
L’arte può essere d’aiuto? Secondo te che ruolo ha l’artista oggi?
Non mi considero un artista ecologico né impegnato, ma l’arte è comunicazione. Un artista dovrebbe essere in grado di veicolare molti messaggi. L’Attivismo non è il mio linguaggio, ma la mia arte può dire qualcosa di importante su qualunque cosa nella quale io creda. L’arte può certamente svegliare le coscienze e far cambiare le convinzioni. Non posso dirti nulla sul ruolo di ogni artista, sarebbe come dire a tutti cosa devono fare. Ci sono senza dubbio delle qualità che rendono un artista importante o di successo… l’integrità, la ricerca, metterci se stesso e creare qualcosa di nuovo. Gli artisti fanno parte di una famiglia allargata, ognuno col proprio ruolo, alcuni sono meno visibili di altri. Io ammiro molto gli artisti “impegnati”, che cercano di cambiare il mondo, politicamente, ecologicamente o socialmente… Puoi far uscire dalla Bibbia i significati che vuoi, puoi decontestualizzare ogni cosa e metterne in rilievo alcune parti, puoi fare cose che neppure l’autore originale immaginava. Questa per me è arte. Mostrare alle persone cose che non immaginavano, anche di loro stesse. Allora hai molto potere e responsabilità.


Hardware e software ci fanno assomigliare a Dio? In fondo… ci danno la possibilità di “creare”…
Credo che spesso si consideri troppo la tecnologia. Tutti possiamo creare qualcosa. Posso rovesciare dei fagioli sul pavimento e usarli per farmi un autoritratto. I fagioli non mi fanno sembrare Dio. Ci sono milioni di modi possibili per creare. Gli artisti hanno creato da sempre senza l’aiuto della tecnologia, che comunque aiuta ad accelerare le cose e a trovare nuove soluzioni. Resta comunque uno strumento o un’arma.
Sei nato a Dallas e ti sei trasferito a New York, poi di nuovo Texas… credo che siano due città abbastanza diverse tra loro…
Sì, ma sono anche simili, finché dai loro quello che ricevi. New York è un vero e proprio micromondo, ci trovi sempre qualcosa di familiare, non importa quali siano le tue origini. Come artista mi ci trovavo bene, ma mi mancavano la natura, i grandi spazi aperti, l’orizzonte e il tempo libero. Credo di essere condannato a sentire sempre la mancanza di un posto. Mi manca. Ci tornerò nei prossimi mesi per lavoro… mi piace saltare di qua e di là. Non so quando mi fermerò, mi piacerebbe vivere all’estero.
Lavori molto per il mercato musicale, copertine di cd, booklets… scegli solo artisti che ti piacciono? Com’è il rapporto con loro?
Amo la musica. E’ di grande ispirazione per me. Preferisco lavorare con artisti che mi piacciono, ma credo che sia tutto naturale… non credo che Justin Timberlake busserà mai alla mia porta, ma se un giorno avessi la possibilità di mettergli un palco di corna di un cervo in testa… Finora sono stato fortunato: i Rasputina sono grandi, ci si lavora bene. Sono una cello-rock band di Brooklyn, New York. Sono un grande amico di Melora, la cantante. Mi piace lo scambio che c’è nel conoscere altre persone, soprattutto musicisti e artisti. Mi insegnano molto, a livello creativo. Cose che poi posso applicare al mio lavoro.

Cosa ascolti mentre lavori?
Di tutto: Air, Tori Amos, Aphex Twin, Badly Drawn Boy, The Beatles, Beck, Belle and Sebastian, Belly, Björk, Blur, Boards of Canada, David Bowie, Ian Brown, Jeff Buckley, The Cardigans, The Cocteau Twins, Coldplay, The Cranberries, The Cure, Depeche Mode, The Flaming Lips, Frou Frou, Goldfrapp, PJ Harvey, Hooverphonic, The Innocence Mission, Jay Jay Johanson, Ladytron, Luna, Lush, Aimee Mann, Massive Attack, Stina Nordenstam, Gary Numan, Beth Orton, Outkast, Peaches, Pet Shop Boys, Brendan Perry, Liz Phair, Pink Floyd, Portishead, Pulp, Radiohead, Rasputina, Royksopp, The Shins, Simon and Garfunkel, Elliot Smith, The Smiths, The Sundays, David Sylvian, per fare un po’ di nomi…
Vorresti essere una rockstar?
Mi piacerebbe stare sul palco. Ultimamente sta lavorando alla mia musica; è dura lavorare per dei musicisti e non essere sul palco. Ho fatto un po’ di backup vocals per Rasputina mentre ero in tour con loro, ero offstage e usavo un microfono wireless, intanto vendevo merchandising vari e il libro con i miei lavori. Dovevo raggiungere note abbastanza alte. Era divertente. A volte mi confondevo quando dovevo cantare e qualcuno mi chiedeva un prezzo.
L’arte digitale rimpiazzerà quella classica?
Non credo. Ma sento dire che la pittura sta morendo.
Io le uso insieme, il digitale mi aiuta col classico e viceversa. Ho fatto un quadro di un armadillo ucciso su una strada, l’ho fotografato molte volte mentre lo dipingevo sulla tela, e intendo usare queste foto per un’installazione animata, in modo da far sembrare che il quadro prenda vita. La vita e la morte in sequenza. Mi piacerebbe un macchinario a forma di cuore che pompa colori attravero tubi trasparenti negli schermi. Ci vogliono un sacco di soldi.
Arte (o persona) che ti ispira?
Sono ispirato casualmente da illustratori, fotografi, pittori, film, persone ed esperienze. Se ne stanno nella mia testa finché non le uso per qualcosa.
Per un po’ sono state le aragoste. Le guardavo in attesa di essere prese e bollite; strano, bello e triste. Il mare e l’orizzonte. Immaginare cosa c’è dietro o sotto. Nessun artista o movimento in particolare. I surrealisti, quando ero giovane. Mi piace il fotografo Nick Knight. Anche la moda e la musica. Trovo ispirazione dappertutto.



Qual è il Sogno Americano oggi? E l’incubo?
L’American Dream è bello. Riconosce diritti e uguaglianza per tutti. Il problema è che qualcuno lo usa come se fosse un ultimatum. Alcuni pensano che i “diritti di Dio” sia un club privato. Alcuni pensano che sia fantastico. Dovremmo stare attenti che i nostri diritti inalienabili non si impongano a quelli degli altri. Credo che molti si vorrebbero svegliare dal sogno Americano. Chiedilo ai nativi americani o alle persone di colore. Tutto può essere un’arma, anche un ideale. Credo che il sogno Americano oggi abbia molto a che vedere col materialismo, lo scopo non è più la felicità ma il possesso.
Come immagini il futuro?
Lo vedo come una grande possibilità. Vedo tutto isolato e automatizzato. Nessuno avrà più tempo. Io ucciderò internet e tutti torneremo a parlarci.
Ti piacerebbe essere un mutante?
Vorrei branchie, ali e zoccoli. O potrei essere Justin Timberlake con le corna di un cervo.
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