Insect

WOLVES.jpg Six legged human being with two brains and a big talent. Si chiamano Luke e Paul. Si fanno chiamare Insect, un design group che ha la tana a Londra. Da qui lavorano per tutto il mondo, girano, amano, non scendono a compromessi, e cercano sempre di seguire la propria ispirazione. Check out www.insect.co.uk, perché è primavera e ci sono in giro un sacco di insetti, alcuni bellissimi, altri mostruosi.

Cosa succederebbe se gli esseri umani avessero sei gambe?
L: il prezzo dei calzoni andrebbe alle stelle, avremmo bisogno di scrivanie più grandi e guidare sarebbe follemente scomodo…
P: … ma andremmo da A a B davvero velocemente, e i tutti i produttori di sneaker riderebbero da morire – sei scarpe a persona! Sarebbe ora di andare scalzi!

Com’è stato lavorare al remake di Doctor Who prodotto dalla BBC?
L: Lo stiamo dando per scontato ora, dopo averci passato su tutti i giorni degli ultimi sei mesi – ma è realmente folle – da piccolo ero un grande fan di Tom Baker. Ho il sui autografo! E pensare di essere dietro le quinte venticinque anni dopo e curare le grafiche è davvero uno sballo.

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Cosa ricordate dell’originale degli anni ‘70?
P: i set fatti di cartone, le parrucche ricce, mostri pericolosi, cuscini…
L: comprimari sexy, folli musiche fatte col moog.

Il peggior compromesso che avete dovuto accettare nel lavoro?
L: non ne abbiamo mai fatti di grossi, di quelli che rovinano l’artisticità di un progetto, perché presentiamo solo idee che ci piacciono e che sappiamo saremo felici di sviluppare; ma è triste davvero ammettere che su una base giornaliera il cliente non sceglie MAI le idee che preferiamo…
P: …a questo tipo di compromessi ci siamo abituati, devi solo provarci e non fare il prezioso – e non dare al cliente la possibilità di scegliere una proposta della quale tu non sei felice.

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Paul, ho letto che collezioni poster di anatomia?
P: sì, lo faccio. Parto per dei folli weekend in giro per l’Europa per scovare negozietti e mercatini in Svezia, polonia, Berlino, Russia… e acchiappo qualunque pezzetto di modernariato medico che trovo… nel buio del corpo umano.

Il vostro stile mescola diverse tecniche – fotografia, grafica, illustrazione, collage, overprinting – come lo definireste?
L: non è definibile. Non ci piace categorizzare il nostro lavoro, così cerchiamo di fare ogni volta qualcosa di diverso. Mescolare tutto e buttarlo in tavola. evitare qualunque cosa sembri attuale. altrimenti segui la massa.

I vostri eroi?
P + L: abbiamo grande rispetto per gli artisti di “rottura” di tutte le epoche…Hannah Hoch, Blake, Hipnosis, Eduardo Paolozzi, Basquiat, Seen, Peter Phillips, Banksy, Hamilton, Tilson, Keiichi Tanaami… la lista è infinita…

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Il vostro legame con la strada è molto forte (i vostri amici, pictures on
walls, santa’s ghetto…)…si direbbe che amiate camminare ed esplorare…

P: siamo sicuramente influenzati dall’ambiente, da quello che ci circonda e dalle persone con le quali collaboriamo Banksy, Eine, Mode 2 etc.. che sia quel pozzo sabbioso che è Londra o la verde campagna britannica…
L: è importante essere consapevoli di quello che ci circonda, dal momento che la gente è sempre più incatenata alle proprie scrivanie! e vive in un mondo internet/virtuale e sempre meno in quello vero.

Che mi dici della street art?
L: ‘Street Art’ è un termine molto ampio – alcuni artisti ci piacciono, altri no. Noi eravamo entrambi graff-heads da giovani e ciò ha indubbiamente influenzato il nostro stile. Ora la street art è un movimento di dimensioni mondiali, con tantissime varianti e stili diversi; è una delle cose più eccitanti al mondo. Be there or be no where!.

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I mostri/mutanti che create sono dentro di voi o fuori?
P: dentro i nostri bui cervelli, ma ispirato dal mix culturale delle persone che stanno vivendo a Londra in questi tempi, specialmente nelle zone dove viviamo Luke e io. Un melting pot culturale che nei nostri sobborghi raggiunge le 150 lingue parlate. Oggi non puoi avere cose più diverse.

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Cosa c’è sul vostro comodino? E sulle pareti delle vostre camere da letto?
P: una foto della mia futura moglie, Charlotte, e una vasta collezione di vecchie stranezze da laboratorio Modellini di cervelli, globi oculari, provette, etc…
Il vostro legame con la musica è particolarmente forte….
P: nasce dal fatto che gestivamo un club nell’East London ai tempi della nascita di Insect, nel ‘97, ed eravamo dj e organizzatori di serate – è durata tre anni. Poi un po’ di anni fa ci siamo ritrovati con gli altri ragazzi che gestivano il club con noi e abbiamo iniziato qualche progetto musicale; eravamo a Scarborough (North England). Così uscì ‘The 21st Century Fix Album’ su Berlins Tresor records (“The House of Fix” N.d.R.)… poi siamo andati in tour per l’Europa, suonando in Svizzera, Francia, Berlino… ma ora siamo fuori, ma Luke sta lavorando al suo nuovo progetto ‘Wolves’ con il produttore Roberto Kan… non hanno ancora un contratto ma hanno già qualche concerto da fare a Londra nei prossimi mesi.

La copertina più bella che avete mai visto?
Tutte quelle di Lex Records (UK).

Cd, vinile, cassette o MP3?

Vinile / MP3

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Cosa c’è nella vostra autoradio?
Non molto, qualche folle scarafaggio metallico ha deciso di farci il nido dentro!
Ma prima che la dirottassero la Blaupunkt stava suonando…
Madlib & MF Doom, Beethoven, Tuung, Death from above 1979, Mr Dead…




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