I personaggi dei cartoni animati hanno un’anima. Hanno anche un proprio carattere. Hanno dei vestiti, modi particolari di parlare, di muoversi. Hanno espressioni proprie. Lo sanno tutti. Quello che non tutti sanno, però, è che i personaggi dei cartoni animati, sotto strati di pelle disegnata a matita, hanno anche uno scheletro. Sì, quella struttura ossea che permette a noi umani di muoverci, ce l’hanno anche loro, altrimenti come farebbe Willy il coyote a rincorrere il pennuto Road Runner? Sono ventidue gli studi fatti da Michael Paulus per scoprire quale sia la struttura ossea di diversi personaggi dei cartoni animati: da Hello Kitty a Titti, da Fred Flinstone a Pikachu sino alle Superchicche. I risultati sono incredibili, soprattutto perché, se paragonati alla parte cartoon, alcuni personaggi sono davvero macabri, come Betty Boop, sex simbol dei cartoni animati anni 30. Se volete divertirvi a fare un gioco, provate a riconoscere i personaggi senza guardare chi sono…
Chi è Michael Paulus?
Vivo a Portland, Oregon, negli Stati Uniti, dove mi occupo di arti grafiche, realizzo cortometraggi e videoclip, e qualche volta anche colonne sonore.
Come e quando hai iniziato?
Ho frequentato una scuola d’arte per un anno, ma poi l’ho lasciata. Per potermi permettere la retta universitaria sono dovuto andare a lavorare in Alaska, in un’azienda per la macellazione del salmone.
Da quando ho lasciato gli studi ho sempre dipinto e mi sono sempre dedicato a progetti creativi.
Come hai avuto l’idea che anche i personaggi di fumetti e cartoni animati potessero avere uno scheletro?
Quest’idea mi è venuta solo negli ultimi anni. Quando ero piccolo, mi piaceva curiosare nei vari libri di scienze che i miei tenevano in casa. Mi piacevano molto l’architettura, l’astronomia, e gli animali, specialmente gli uccelli. Uno dei volumi che mi affascinava di più riguardava l’anatomia umana. In questo libro c’era una raffigurazione a tutta pagina del corpo umano. Era suddivisa in strati di carta trasparenti sovrapponibili e ogni strato mostrava delle parti differenti del corpo. Uno gli organi, uno il sistema circolatorio, uno i muscoli.. e per ultimo lo scheletro. A parte questi ricordi, che sicuramente mi hanno influenzato, ciò che mi ha veramente portato a disegnare scheletri era la testa enorme di Charlie Brown o lo strano muso, fisicamente innaturale, di Willy E. Coyote. Quando si è piccoli non ce ne si accorge nemmeno, ma prestando un po’ di attenzione mi sono reso conto che qualsiasi altro personaggio dei cartoni è sproporzionato, ha delle caratteristiche distorte. Queste piccole o grandi distorsioni sono importanti perché caratterizzano ogni singolo personaggio. Personalmente mi piaceva l’idea di rappresentare queste stranezze da un punto di vista fisico, come se il personaggio esistesse veramente con quelle fattezze. Così ho deciso di investigare “clinicamente” in modo più o meno obiettivo la struttura di alcuni personaggi, esattamente come farebbe uno scienziato con un organismo vivente che presenta caratteristiche particolari. L’ho fatto per capire come sono veramente e per vederli in una nuova luce.

A parte Pikachu ed Hello Kitty i personaggi presi in considerazione sono tutti quelli del panorama americano. I fumettisti giapponesi tendono ad esagerare le forme dei loro personaggi (generalmente occhi e testa molto grandi e corpo sottile), e spesso creano dei protagonisti davvero particolari; hai mai pensato di riprodurre uno di questi personaggi?
E’ vero, i personaggi giapponesi probabilmente potrebbero essere dei soggetti migliori date le loro caratteristiche, ma ho voluto concentrarmi su personaggi che mi fossero più familiari. Sono quelli con cui sono cresciuto e tutto il discorso è parte di un approfondimento personale.
Qual è stato il personaggio più complesso da riprodurre?
Direi Fred e Barney perché erano i più “umani”. Cioè, in realtà sono uomini, ma comunque hanno caratteristiche assurde. Inoltre, li considero i più difficili anche perché, dopo figure come Hello Kitty, le Superchicche o The Shmooo, i Flinstones erano quelli più plausibili e meno spettacolari.
Il tuo personaggio preferito?Io amo la riproduzione di Hello Kitty…
Hello Kitty è stato il primo ed è anche il mio preferito perché esaltava il contrasto tra la tenerezza del personaggio e la realtà mostruosa delle scheletro. Stessa cosa per le Superchicche, visti i loro scheletri spaventosi!


Chi o cosa ti dà ispirazione?
Credo di essere ispirato dalla storia e dagli avvenimenti storici.
Anche la scienza è fonte di ispirazione, e, infatti, amo molto l’era delle scoperte scientifiche raggiunte nel periodo che va dal tardo 1800 all’inizio del 1900. Durante quegli anni, la scienza era considerata la nuova religione. E in qualche modo lo è ancora, anche se la tecnologia la sta sorpassando. Da un punto di vista estetico, adoro i vari aggeggi e i macchinari scientifici di quel tempo. Sono stati creati in base ad esigenze pratiche, ma riflettono molto bene il senso estetico di allora. Colleziono barometri di quel periodo, specialmente francesi e tedeschi; e ho appena finito di costruire un modellino in scala I:5 di un aereo impiegato nella prima guerra mondiale, che ha richiesto quasi due anni di tempo per essere ultimato. Dunque, trovo che le cose più piacevoli racchiudano un mix di arte e scienza.
Sul tuo sito ho visto che usi diverse tecniche artistiche: qual è la tua preferita e perché.
Mi piace usare diversi mezzi. Capisco anche l’approccio di chi sceglie una precisa tecnica e la porti avanti, cercando di migliorarsi, ma lo trovo abbastanza limitante. Ho tante idee diverse e per ognuna è giusto che usi differenti mezzi espressivi. Cerco di trovare il giusto modo di esprimere il concetto. In questo modo è molto più difficile. Bisogna imparare ad usare diversi materiali e rendersi conto delle loro potenzialità. Richiede molto tempo da dedicare alla ricerca e alla realizzazione di prototipi.
C’è una canzone o un genere di musica che ascolti quando crei?
Di solito ascolto tantissima musica drone ad alto volume. Non ascolto quasi mai niente che sia melodico.
Gyorgi Ligetti, Glenn Branca, Esra Sims, John Zorn, molta musica sperimentale e musica noise/ambient. Trovo che la voce umana sia fonte di distrazione.

Credo che ogni artista abbia un luogo, concreto o astratto, nel quale cerchi rifugio dal mondo reale. Qual è il tuo?
Diciamo che penso meglio o riesco ad astrarmi dalla realtà in presenza di macchinari come i ventilatori o quelli che emettono rumori costanti e ripetitivi. Quando ero piccolo, ero abituato a sdraiarmi accanto al nostro aspirapolvere. Quel coso era dannatamente rumoroso, ma io ci mettevo lo stesso la testa vicino al motore. L’aria mi soffiava in faccia e a me sembrava di abbandonare il mio corpo. Poteva succedermi qualsiasi cosa intorno ma era come se io non ci fossi. Facevo finta che stessi urlando e che anche gli altri stessero gridando qualcosa ma nessuno poteva sentire, potevamo solo comunicare a gesti, come se fossimo nel mezzo di un’immensa tempesta. Penso che i miei gusti in fatto di musica dipendano da questo…
C’è qualcuno col quale ti piacerebbe collaborare?
Non credo. Non sono molto bravo a collaborare con gli altri. Devo avere tutto sotto controllo, probabilmente. E mi piace vedere il lavoro individuale. Mi piace il risultato finale; il processo creativo mi interessa solo parzialmente.
Hai un progetto speciale al quale stai lavorando?
Ho dei progetti per dei video che mi piacerebbe molto fare. E’ da un anno che non mi occupo di filmati…


Qualcosa che ti piacerebbe fare e che non hai ancora fatto?
Mi piacerebbe poter usare una 35mm per girare qualche filmato di pochi minuti ciascuno. Il mio approccio ai film è molto visivo..
L’arte serve per comunicare con gli altri o per esprimere se stessi?
Prima di mostrare le mie opere al pubblico, ero felice di realizzare i miei lavori sapendo di essere l’unico spettatore, il solo testimone. Sembrava che le opere avessero una vita propria e mi sembrava già sufficiente. Dopodichè, ho iniziato ad avere bisogno di una risposta, un’opinione, anche dagli altri per capire se potevo coinvolgerli. Ultimamente, l’idea di comunicare è importante per me.
Quali cartoni animati guardavi da piccolo? E ora?
Non guardo più cartoni, al momento. Non mi piacciono proprio. Mi piace più pensare che le persone siano dei personaggi. Ma quando ero piccolo guardavo sempre i Peanuts, i cartoni della Warner Bros e quelli di Hanna-Barbera. Ero affascinato dalle animazioni 3D in stop motion e gli show tipo Rudolph the Red Nosed Raindeer (Rudolph la renna dal naso rosso) o quello intitolato David and Goliath, che di solito venivano mandati in onda ogni anno, in occasione delle vacanze natalizie. Questi ultimi due erano anche un po’ paurosi, ma non riuscivo a staccarmi dalla tv. Inoltre, verso gli anni ‘70, in America erano molto di moda i “puppet-movie” realizzati dai The Krafft, come Sigmund and the Seamonsters, HR Puff-n-stuff, the Bugaloos. I Teletubbies sono i discendenti diretti dei cartoni dei Krafft Brothers. Solo più strani.

Meglio i cartoni vecchia maniera con animazioni fatte a mano o quelli digitali (tipo Pixar)?
Mi piacciono i vecchi cartoni, quelli disegnati a mano. Perfino le vecchie mega produzioni cinematografiche della Disney degli anni ‘50. Speed Racer.
Leggi o leggevi fumetti? Quali?
Non ho mai letto fumetti di nessun genere. Mi causano insofferenza e noia. Immagino che non mi piaccia il formato..
Ci sono scheletri nel tuo armadio?
..Oh, sicuro. Nel mio armadio convivono scheletri di ogni genere.

Che mestiere pensavi di fare da piccolo?
Volevo essere un Guardia Forestale. O un etologo. O un architetto (già da piccolo avevo il complesso di Napoleone).
Cos’è la pornografia?
La pornografia è come vengono chiamate le immagini o i materiali che eccitano e ci tirano fuori dal perbenismo o dalle stronzate puritane in cui viviamo. Se vivessimo in una società più aperta non avremmo bisogno della pornografia, o magari non esisterebbe nemmeno. La pornografia può essere erotica, ma la maggior parte della produzione mi sembra statica e poco creativa. Esattamente come tanti film holliwoodiani..
Hai una macchina del tempo che ti permette di visitare il passato. In quale epoca andresti e perché?
Mi piacerebbe tornare di nuovo al periodo che va dalla prima alla quinta elementare. Credo che sia il momento in cui si passa dall’innocenza alla consapevolezza (o corruzione).
C’è qualcosa, qualsiasi cosa, che vorresti dire a qualcuno?
Continua così. Vai bene.
Se volete vedere tutti i personaggi studiati da Michael Paulus, questo è il suo sito ufficiale: www.michaelpaulus.com
Traduzione di Chiara V. Dehò
16 Aprile 2007 alle 14:45
E’ un lavoro fantastico, peccato che molte immagini siano troppo piccole per poterle vedere bene.
Dagorix
10 Maggio 2007 alle 15:27
Non sò se ridere o piangere, che diavoleria. Io più che questi farei gli scheletri delle odiose Bratz!
22 Settembre 2007 alle 21:17
trovo i tuoi lavori assolutamente straordinari
22 Febbraio 2008 alle 02:42
Quello di Betty Boops è favoloso, mi piacerebbe sapere come ti sia venuto in mente
19 Giugno 2008 alle 14:20
WOW BELLISSIMO PROVA QUELLO DI hELLO kITTY