Archivio di Giugno, 2005:
Ma quanti dollari?di PIG Mag 21 Giugno 2005 Moda, TrashIl nostro amico Alex parla di cifre sul suo blog, riguardo al fatturato annuale di Nike, e ce lo mostra in maniera particolare, tanto per capire bene la cifra di cui si parla. |
I Loghi più Gaydi PIG Mag 21 Giugno 2005 Trash
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6 gambe e 2 penidi PIG Mag 21 Giugno 2005 Trash
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Insectdi Verbavolant 19 Giugno 2005 Arte, Interviste
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Michael Paulusdi Daniela 19 Giugno 2005 Arte, Interviste
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CCKZdi Umberto Cigognini 19 Giugno 2005 Eventi, Interviste, Musica, Party
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Kasabiandi Depolique 19 Giugno 2005 Interviste, Musica
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Damion Houchendi Depolique 19 Giugno 2005 Interviste, Musica
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DNA79di Janusz Daga 19 Giugno 2005 Interviste, Moda
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Munkdi Depolique 18 Giugno 2005 Interviste, Musica
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A pochi giorni della presentazione di logo, il nuovo canale gay di MTV negli USA,
Un cane molto curioso è stato trovato fuori da un tempio cinese in una località malesiana. Il custode del tempio, quando l’ha trovato, l’ha sollevato per portarlo via ma è rimasto attonito nel vedere che il cane aveva 6 gambe e 2 peni… Nell’incertezza su cosa fare, i devoti del tempio intanto gli hanno dato un nome: Ong Fatt (fortunato), nella convinzione che fosse un simbolo di buona fortuna. Sarà vero?
I personaggi dei cartoni animati hanno un’anima. Hanno anche un proprio carattere. Hanno dei vestiti, modi particolari di parlare, di muoversi. Hanno espressioni proprie. Lo sanno tutti. Quello che non tutti sanno, però, è che i personaggi dei cartoni animati, sotto strati di pelle disegnata a matita, hanno anche uno scheletro. Sì, quella struttura ossea che permette a noi umani di muoverci, ce l’hanno anche loro, altrimenti come farebbe Willy il coyote a rincorrere il pennuto Road Runner? Sono ventidue gli studi fatti da Michael Paulus per scoprire quale sia la struttura ossea di diversi personaggi dei cartoni animati: da Hello Kitty a Titti, da Fred Flinstone a Pikachu sino alle Superchicche. I risultati sono incredibili, soprattutto perché, se paragonati alla parte cartoon, alcuni personaggi sono davvero macabri, come Betty Boop, sex simbol dei cartoni animati anni 30. Se volete divertirvi a fare un gioco, provate a riconoscere i personaggi senza guardare chi sono…
I Kasabian (che prendono il nome da quello di Linda Kasabian, una delle ragazze della Famiglia Manson, poi testimone chiave nel processo contro il leader Charles) sono forse il gruppo indie britannico che negli ultimi mesi ha avuto più successo, Franz Ferdinand a parte. Il loro disco d’esordio (nato in una fattoria nella campagna inglese), una miscela accattivante di rock (’60 e ’70) e nuove sonorità elettroniche, l’unico che negli ultimi anni ha saputo avvicinarsi a certe meraviglie sonore provenienti da Manchester a cavallo tra gli ottanta e novanta (quando l’acid house faceva strage di cuori tra le giovani pop band), è transitato perfino (udite, udite!) con una certa frequenza sulle radio più ottuse e conservatrici d’Europa: quelle italiane…
Questo ragazzo alla vostra sinistra si chiama Damion Houchen, è inglese, di Leicester; nella vita fa il DJ e anche il produttore. Damion (alias Genix) suona musica Trance, un genere che nel nostro paese non riscuote grandi consensi ma all’estero è tra più apprezzati e ballati. Basta pensare che gli eventi di musica trance tra Olanda e UK arrivano facilmente a quota 50 ̇000 partecipanti (“Creamfields” e ”Global Gathering”nel Regno Unito, “Sensation” e “Dance Valley”in Olanda) e che DJ’s come Tiesto, Paul Van Dyk e Armin Van Buuren (tre tra i primi cinque della classifica mondiale) suonano Trance e sono omai considerati al rango di superstar. Un bel giorno Damion (che ho conosciuto qualche mese fa a Lubiana, in Slovenia) si sveglia e decide di provare a battere il record del mondo del più lungo DJ set, appartenente a DJ Blue, un ragazzo ceco che ha mixato ininterrottamente per 81 ore, 6 minuti e 32 secondi. Detto, fatto; Genix ha cominciato a mixare alle nove di mattina del 16 febbraio 2005 a Hinckley, presso il Beaver’s Bar, per finire alle nove di sera del 19 febbraio, esattamente 84 ore dopo.
Vive in un camper in riva al mare e lavora chiuso a 500 gradi. Con la testa “aperta” a 360, gradi. Il suo ufficio è un garage, il surf la sua passione (lo insegna nel tempo libero). E’ l’ultimo vero aborigeno. Si è trasferito a Lignano, ma non per molto. Classe 1980, occhi di ghiaccio e mani segnate dal fuoco. Della fiamma ossidrica. Come i suoi gioielli. Pig vi presenta DNA79, un progetto che parla di fuoco e bellezza. Diademi per principesse del quarto millennio, fatti di ossa e polimeri. Indossate la maschera antigas e i guanti di amianto.
Mathias Modica e Jonas Imbery, oltre che essere i boss della Gomma Records, interessante label berlinese, sono i Munk. Nel loro album d’esordio, “Aperitivo” uscito nell’autunno scorso, i nostri sono riusciti a riunire diversi interessanti nomi della scena musicale electro (e non solo) contemporanea intorno ad un progetto che si pone come un ideale ponte di collegamento con certe produzioni “made in NYC” degli ultimi tempi (vedi DFA e derivati). Concepito tra il 2001 e il 2004 tra Monaco, la Sicilia e New York, “Aperitivo”, sorprende per il suo eclettismo e per i numerosi riferimenti al nostro paese che abbiamo scoperto esplorandolo. Abbiamo approfondito il discorso con metà di Munk, Mathias Modica, “l’Italiano” del duo.