Old Boy la vendetta suona sempre due volte. Incontriamo Park Chan-Wook mentre sorseggia il terzo cappuccino consecutivo della giornata. Non parla inglese, né tanto meno italiano. E’ timido, schivo, sorride con vergogna, spesso dimentico che qui non si usa prodigarsi in inchini per ogni cosa. Trincerato nell’angolo del tavolo dove abbiamo fissato l’intervista, sembra molto imbarazzato e stanco. E’ tutto il giorno che risponde a domande sul suo film Old Boy, che dopo aver vinto il Gran premio della Giuria alla scorsa edizione di Cannes, finalmente è uscito anche nelle sale italiane. Tanto per farvi capire il genere, Tarantino ha definito Old Boy ‘ il film che avrebbe sempre voluto fare..’. Il film ha tutti gli ingredienti giusti per essere considerato un capolavoro: amore, odio, violenza, compassione, senso di colpa, tenerezza, azione e ironia. Il tutto condito da un modo originale e interessante di gestire l’immagine…
Old Boy parla soprattutto di vendetta e dà una nuova sfumatura a quel concetto di onore tipico della tradizione orientale. E’ il secondo capitolo di una trilogia, la trilogia della vendetta, iniziata tre anni fa con il film “Sympathy for Mr. Vengeance” e che terminerà l’anno prossimo con l’ultimo episodio “Sympathy for Lady Vengeance”.
Il suo film è basato su un manga. E’ solito leggerli? Quali ha apprezzato di più? Ci può raccontare come è stato il passaggio dal manga al film? Ci sono delle scene, che sono state omesse?
Non conosco bene il mondo dei fumetti, anche se li leggo volentieri. Generalmente li scelgo in base ai suggerimenti di persone che ritengo più esperte di me. Finora ho letto quasi tutte cose giapponesi, e ritengo che in Giappone ci siano molti geni del fumetto al giorno d’oggi. In Corea traducono alcuni fumetti francesci, gli italiani non sono ancora arrivati. Mi è capitato anche di sfogliare fumetti americani, ma in genere le mie letture si concentrano sulla produzione giapponese, sui manga. Per quanto riguarda il rapporto tra il fumetto di Old Boy e il mio film, le storie, nei particolari e negli svolgimenti, sono completamente diverse. Non c’è il motivo dell’odio dell’amico del passato, piuttosto che il motivo della prigionia o il motivo della vendetta, sono tutte storie personali costruite per il film e non c’è nulla preso dal fumetto originale. Però, ci sono alcuni elementi che sono rimasti uguali. Anzitutto, la prigionia avviene in una situazione privata, quasi di rapimento o di sequestro di persona. Non c’è stata una condanna a seguito di un legittimo processo, e quindi l’imprigionato non sa perché è recluso, chi lo ha recluso, dove ..quando… per quanto tempo etc. Direi che questo è il primo elemento di somiglianza con il fumetto: non si sa quando è cominciata, perché è cominciata né tantomeno quando finirà la prigionia. L’altro elemento in comune col manga, è che la prigionia finisce per caso. Un bel giorno il protagonista si trova che la porta è aperta e può finalmente lasciare la cella. Grazie a questi elementi di contatto con il manga ho avuto un grandissimo aiuto, e per questo dico che il film è tratto dal fumetto. Vorrei anche sottolineare che generalmente, in un thriller, colui che compie una malefatta tende a nascondersi, a scomparire, mentre in Oldboy il perpetrante la tortuna si presenta, telefona, lascia degli indizi. Anche questo tratto è stato preso dal manga ed è un risvolto interessante su cui basare un film.
Cosa farebbe se venisse imprigionato senza motivo?
In realtà, mentre giravo il film ho proprio cercato di mettermi in quest’ottica e in questo ordine di idee. Credo che per prima cosa mi farei delle domande.
Chi ha potuto imprigionarmi? Chi è che può odiarmi così tanto? Che cosa gli ho fatto io per spingerlo ad odiarmi così tanto?… Questi sono i tre passaggi che potrebbero portarmi a capire che cosa e perché mi sta succededo tutto questo. C’è una scena in particolare in cui mi riconosco, e ammetto che io forse avrei proprio fatto così. Ed è quando Dae-su comincia a scrivere su un quaderno l’elenco delle azioni cattive che ha compiuto nella sua vita, nella speranza di trovare un indizio, una spiegazione per riuscire a sopportare la prigionia.
Molto sinteticamente, si può dire che Old Boy parla di un uomo che incontra degli ostacoli.
Ostacoli alla libertà, all’amore, alla felicità. Qual è stato l’ostacolo più grande che ha incontrato durante la realizzazione del film?
La difficoltà più grande nella lavorazione di Old Boy si è verificata nel momento in cui il film era finito e bisognava iniziare la postproduzione. Avevo fatto un contratto con la casa di distribuzione, ma il produttore, dopo aver guardato il girato del film, aveva chiesto di togliere la scena dell’incesto. Avevano paura che il film potesse venire censurato o addirittura poteva essere vietato. Io ci tenevo tantissimo alla scena, era una parte importante del film. A quel punto, non ho potuto far altro che minacciare di andarmene e lasciare il film incompiuto. Ci siamo in qualche modo accordati con il produttore anche se periodicamente ricevevo visite in cui mi chiedeva di togliere la scena in questione. Per fortuna, sono riuscito a convincere tutti che la scena doveva rimanere e non avrebbe creato grossi problemi. In effetti, è andata così, anche se il film è poi stato vietato ai minori di 18 anni.
E’ peggio l’impossibilità a raggiungere la felicità o la mancanza di libertà?
Da Coreano, rispondo la mancanza di libertà…
Possiamo considerare lo spaesamento di Dae-su, una volta uscito di prigione, una metafora/un parallelo allo spaesamento dei coreani in seguito all’incredibile crescita economica del paese avvenuta in un arco di così poco tempo?
Non ho girato il film con queste intenzioni. Old Boy non ha finalità di critica politica o di atteggiamento critico della società coreana contemporanea. E’ anche vero che un’opera d’arte può essere interpretata in modi differenti ed è bello che ognuno di noi possa trovare idee, concetti e sfumature diverse in un film. Che poi il mio film esponga temi riconducibili alla società coreana o riconducibili alla società universale o a una certa direzione che il mondo sta prendendo, queste sono considerazioni personali assolutamente possibili e lecite.
Ma non era mia intenzione occuparmene.
In questo periodo vengono acquistati molti diritti di diversi film asiatici da parte di major americane per fare un remake. Cosa ne pensa di questo processo di occidentalizzazione? Le hanno proposto l’acquisto dei diritti di qualche suo film?
Per quanto riguarda i remake, direi che non mi interessano, non mi va di dire cose che altri hanno già detto. A volte ci penso, però, mi capita di vedere un film o pensare a una trama e dire.. ‘chissà come potrebbe essere rifatta questa scena!’; credo sarebbe divertente trovare un modo per rigirare una parte di un film a modo mio. Se ne avessi l’occasione probabilmente mi occuperei del remake di Blade Runner, Macbeth e Hamlet. Sono tutte e tre opere che hanno testi molto forti alle spalle. Nel caso di Ridley Scott, beh, è evidente che non ha letto il testo.. Io rimarrei molto più fedele al racconto. E nel caso delle due tragedie di Shakespeare, in molti hanno tentato varie versioni cinematografiche, e mi piacerebbe scoprire come un orientale come me potrebbe interpretare il testo. Per quanto riguarda il remake di un film che parte da una sceneggiatura originale, credo mi piacerebbe rifare ‘Strangers on a train’ di Hitchcock.
Ha finito di girare la terza parte della trilogia? Cosa dobbiamo aspettarci?
Sì, ho completato la trilogia. E’ che la trilogia è nata per caso. I film sono la tesi, l’antitesi e la sintesi del concetto di base.
Il primo, Sympathy for Mr. Vengeance, parlava di vendetta, era girato in maniera molto sobria, era schietto, duro, scarno.
Old Boy racconta la prigionia. E’ colorato, ha tanti dialoghi, tante scene, tanta musica. Il terzo sarà la conclusione di tutte le storie che si sono aperte. E la vendetta sarà compiuta da parte della donna, che finora è stata trascurata volontariamente.
Cos’è la pornografia per lei?
La pornografia è tutto ciò da cui ti aspetti tanto e che ti eccita prima di entrarci in contatto, ma che poi non ti lascia che annoiato.
Il momento della giornata che preferisce e perché?
Il mattino. Perchè tutto ricomincia di nuovo.
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