Sanjay Patel

di PIG Mag  3 Luglio 2005  Arte, Cinema, Interviste

Senza_titolo_1.jpgL’abbiamo scovato per caso in un blog. Non ci sembrava vero, ma siamo riusciti a conoscere un animatore della Pixar. Ciò che è ancora più strano, è che non gli abbiamo chiesto molto del suo lavoro presso lo studio di animazione, un po’ perché sappiamo che hanno divieto di raccontare e rivelare preziosi segreti, e un po’ perché eravamo senz’altro più incuriositi dalle sue attività extra-lavorative. Infatti, Sanjay Patel si è dedicato alla realizzazione di un libro per bimbi in cui descrive le principali divinità indiane. Il suo tratto è dolce e delicato, divertente, e ha catturato subito la nostra attenzione. E non solo la nostra, perché Sanjay è stato invitato a partecipare alla preziosa Comi-con, la rinomata e prestigiosa convention internazionale del fumetto di San Diego. Ecco cosa ci ha raccontato riguardo alla sua pubblicazione.

Da dove stai scrivendo? Cosa vedi fuori dalla tua finestra?
Veramente, non sto proprio scrivendo nulla. Mia moglie sta battendo sul computer le cose che le detto e io sto guardando la puntata finale di uno show…! Fuori dalla mia finestra c’è una chiesa che ha un enorme parcheggio che non fanno usare a nessuno. Per il resto, sono bravi vicini. Spesso si sentono cori e gente che canta.

Quando hai iniziato a disegnare divinità indiane? E perché?

Beh, suppongo di aver cominciato perché sono indiano. I miei genitori sono molto devoti e avevano un sacco di immagini sacre sparse per casa. Sono cresciuto con quelle immagini. Mi trascinavano con loro durante le preghiere, mi facevano cantare inni, suonare le campanelle, e mangiare le loro offerte. Se ero stato bravo, mio padre mi faceva sedere al suo fianco mentre faceva meditazione, cercando di insegnarmi a fare lo stesso. Per fortuna, ho un’immaginazione molto fertile e passavo tutto il tempo a trovare dei pattern sui tappeti che somigliassero a figure umane o animali, altrimenti sarebbe stato noioso. Ai tempi non mi interessava molto. Mi ha sempre dato fastidio dover essere obbligato a pregare. Da piccolo, mi interessavano GI Joe, i Transformers e tutto ciò che aveva a che fare coi Ninja. In effetti, sarei stato felice se ci fosse stato un dio-Ninja a cui rivolgere le mie preghiere!! Ho iniziato a disegnare gli dei indù subito dopo aver abbandonato l’universita di Belle Arti, la California Institute of the Arts, nel 1996. E’ stato allora che ho iniziato a lavorare alla Pixar, e nel tempo libero mi gingillavo con l’idea di un libro per bambini. Avevo tante idee così ho iniziato a disegnare un sacco di roba, e per qualche motivo sono finito a disegnare Shiva. Probabilmente perché ero attratto da tutti i serpenti con cui di solito è raffigurato. C’era qualcosa di veramente straordinario nella relazione simbiotica tra la divinità e i suoi serpenti. Così ho incominciato a farmi domande e a pensare: ma se non fosse una buona relazione? Se Shiva desse per scontata la presenza dei serpenti? Se non fossero in buoni rapporti?.. e ho incominciato a divertirmi con queste idee, cercando di interpretare i loro umori senza appoggiarmi alle parole. E’ il modo in cui preferisco lavorare.

Qual è il tuo dio preferito e perché?

Mi piace tanto Vishnu, e lo disegno molto spesso. Ha un letto di serpenti in cui dorme e si sollazza. E’ come se fosse la sua bean bag. Mi piace un sacco disegnare i serpenti. E poi Vishnu è la divinità suprema. E’ una specie di sovraintendente dell’universo: si prende cura di ogni cosa facendo in modo che tutto vada per il verso giusto, e si impone quando si compiono azioni cattive.

Quale divinità vorresti essere?

Non vorrei mai essere una divinità. Chi ha voglia di avere tutta quella responsabilità e pressioni continue? E poi non sono bravo a giudicare gli esseri umani, non ho punti fermi, ma vedo solo sfumature e diversi punti di vista.

Cosa c‘è di così affascinante nella religione? E’ veramente possibile per noi, oggi, preservare un lato spirituale?

Questa è difficile… Credo che la religione sia affascinante se la si vive come esigenza personale, non se viene imposta da tradizioni familiari o sociali. A volte credo che la religione sia un modo per impedire dei suicidi. Se non avessimo qualcosa in cui riporre la nostra fede durante i periodi difficili, vivremmo in un caos totale.
E’ difficile rispondere, comunque. I miei sono molto grati per la loro spiritualità. Io credo di essere grato della capacità di immaginazione dell’uomo. Senza l’immaginazione non saremmo nemmeno in grado di credere in Dio. In fondo, la religione è uno sforzo creativo! Personalmente, credo molto nella spiritualità. E’ un modo di tranquillizzare i miei demoni interiori, e di godermi la vita.

Ti sei autoprodotto ‘Little India’ e hai provveduto alla sua pubblicazione da solo. E’ stata una scelta precisa o semplicemente non hai trovato un editore?

Ho sempre voluto fare un libro per bambini. ma principalmente, volevo avere la sensazione di creare il MIO libro. Ho iniziato a realizzare molti libri illustrati e fumetti, ma non sono mai arrivato al punto di terminarli. Quando ho iniziato ‘Little India’ la mia unica intenzione era quella di finire almeno un cazzo di libro!! Così, mi sono imposto degli schemi e delle scadenze molto rigide, che però mi hanno aiutato ad essere organizzato e disciplinato, e hanno fatto sì che terminassi finalmente il mio progetto. L’unica cosa importante era vedere il mio libro stampato, non importa da chi e per quale editore. Tra l’altro il libro ha ricevuto innumerevoli complimenti, e questo, è tutto ciò che potevo augurarmi..

Ti interessa la mitologia in generale? Ti piacerebbe occuparti dei nostri miti e delle nostre divinità pagane?

Sinceramente, non ho interessi specifici nei confronti di nulla. Posso dirti però che mi piace osservare le cose da vicino, e scovare ciò che vi è di divertente, triste, familiare, estraneo nelle cose comuni e quotidiane. Ciò che adoro dei vostri miti e delle nostre divinità è come dei concetti altrimenti vaghi diventino dei simboli inequivocabili. Pe esempio, è assolutamente fantastico che l’infinità del tempo sia rappresentata dalle infinite spirali della coda del serpente Seshna su cui Vishnu dorme. E’ una figata! Un altro esempio può essere dato dal concetto di lealtà simbolizzato in Hanuman che si apre il petto rivelando Lord Rama che vive nel suo cuore.. Adoro questo genere di visualizzazioni, che non hanno bisogno di parole..

Di cosa ti occupi alla Pixar?

Sono animatore 3d e realizzo gli storyboard. Lavoro lì dalla produzione di ‘A Bug’s Life’.

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Ma alla Pixar ci sei finito per caso o era un sogno di quando eri piccolo?
Non saprei, ho incominciato a disegnare molto presto, quando avevo quattro anni. La prima cosa che mi ricordo di aver disegnato era una tigre, ricopiata da un libro di mio fratello. Poi le cose sono andate da sole, grazie anche al supporto della mia famiglia che mi ha sempre incoraggiato.

Di cosa ti stai occupando al momento? Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Per il momento, io e mia moglie ci stiamo dedicando a promuovere il libro e a trovare un editore. Vorrei realizzare delle t-shirt e altro merchandising e cercare di avere tutto pronto per la fiera del fumetto di San Diego, la ‘Comicon’, una delle più importanti di tutti gli Stati Uniti, per la quale sono molto eccitato.
Per quanto riguarda i progetti futuri, beh.. Little India può essere considerato come un’introduzione da cui poi sviluppare singole storie su ogni divinità. Probabilmente mi dedicherò a illustrare la storia di Ganesha, d’altronde è il dio propiziatorio, gli induisti non fanno mai nulla di importante senza prima invocarlo. Anche per questo è la prima divinità illustrata nel libro e gli ho dedicato la copertina…

Hai mai pensato di trasformare le tue illustrazioni in un cartone animato?

No! Non ci penso nemmeno! Ci sono troppi rischi per cui venga una schifezza..
Fidati, se non lo so io !!

Dove ti vedi a 50 anni? e a 70?

Mi piacerebbe poter disegnare fino al mio ultimo giorno di vita.
Qual è il personaggio dei cartoni che ami di più? E quello che odi?
Non ho un personaggio preferito, ma ho un film preferito che è The Iron Giant. Mi ha fatto proprio piangere. Ho avuto la fortuna di collaborare con l’autore durante la lavorazione de ‘Gli Incredibili’. (l’autore è Brad Bird, il cui primo film per il cinema da regista fu appunto The Iron Giant, uscito nel 1999 - ndr). Una volta cresciuto, ho incominciato ad apprezzare i classici della Warner Bros, specialmente quelli diretti da Chuck Jones. Sono anche un grande fan dei cartoni animati giapponesi degli anni ottanta, il mio preferito è Robotek! E adoro anche Miyazaki: è un grande!

Se ti potessi attribuire la paternità di un personaggio dei cartoni, quale sarebbe?
Non sono ancora pronto per essere padre!!!

Non è ironico che la tecnologia ti aiuti a mantere contatti con la tua parte più spirituale?

Direi di sì. La tecnologia mi ha aiutato a veicolare dei sentimenti. In effetti… amo il mio mac!!

Ma la computer graphic è uno strumento oppure un modo di esprimere sentimenti?

Per me è solamente uno strumento. I miei studi in story-telling, design e belle arti mi hanno dato le basi per poter esprimere quello che provo in un modo gradevole. Capita spesso che il computer mi dia risultati pessimi, e mi trovo costretto a fare un passo indietro e mettermi a disegnare con carta e penna. Poi si forza tutto nel computer. E’ assurdo vedere come il computer ti conduca a una serie di linee rette, cerchi perfetti e disegni noiosi se non si ha un’idea precisa di ciò che si vuole realizzare..
Ci sono due momenti che prediligo. Il primo è la pausa pranzo. Di solito, pranzo con i miei amici. Ci raccontiamo storielle divertenti e, forse più spesso, ci lamentiamo dei problemi sul lavoro. Ma la mia parte preferita è il momento di andare a letto e di sognare.. Di solito sogno di fare dei disegni meravigliosi e di dipingere, e tutti sono estasiati dai miei lavori..!!

Se volete farvi un’idea del lavoro di Sanjay:
www.gheehappy.com
www.comic-con.org
www.pixar.com/artistscorner/sanjay/index.html



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