E’ stato amore a prima vista quello per le Cocorosie. Un anno e mezzo fa le abbiamo inseguite in giro per l’Italia pur di incontrarle, di conoscerle e di ringraziarle per quel turbinio di emozioni scaturito dall’ascolto del loro meraviglioso album d’esordio. Non fu solo la loro musica artigianale e retrò, una boccata d’ossigeno in un periodo di superproduzioni, svariati revival rock e crescenti contaminazioni elettroniche, a colpirci; fu anche la storia che le vedeva come protagoniste. La storia di due sorelle poco più che ventenni che dopo anni vissuti in lontananza si rincontrano a Parigi, diventano amiche e cominciano a fare musica insieme. Bianca e Sierra sono due ragazze molto naif; a prescindere dalla loro musica senza tempo, è quello che raccontano, il modo in cui si comportano, si vestono e si propongono a farle sembrare delle graziose “marziane” venute da chissà quale pianeta e da quale epoca…
Alla vigilia dell’uscita di “Noah’s Ark”, il loro secondo album, il “rumore” intorno al duo è cresciuto esponenzialmente: da piccolo “caso” a fenomeno di costume nel giro di quattro stagioni. Memori delle attenzioni dedicate loro in passato, Bianca e Sierra ci hanno concesso la loro compagnia per mezza giornata, un onore all’interno di una schedule fittissima. Siamo abbastanza emozionati per questo nuovo incontro; lungo il tragitto che ci porta al loro albergo mi chiedo se per caso si ricordano di noi, se sono cambiate da quando le ho conosciute: timide, semplici e vagamente spaurite. Arriviamo nella hall con qualche minuto d’anticipo; mentre aspettiamo le intravedo in lontananza, intente a finire la colazione, incrocio il loro sguardo, non è cambiato, sembra quello di un bambino appena nato che osserva timoroso quello che succede intorno a lui cercando di intuirne il significato. Passa qualche minuto e sono da noi, ci appioppano una brioche morsicata e spariscono. Si ripresentano poco dopo con tanto di ammazzacaffè: una bottiglietta di J&B a testa per movimentare la giornata fin dal mattino, o più probabilmente per scacciare l’imbarazzo. Cerchiamo di farle sentire a loro agio ma sembrano abbastanza sulla difensiva, forse dopo due giorni di interviste sono anche stufe… Poco a poco però si sciolgono (non per merito del whisky che rimane pressoché intatto) e cominciano a prenderci gusto, a divertirsi e a scherzare insieme a noi. Parliamo un po’ di tutto, anche di musica, fino a trovare un argomento che appassiona entrambi…
D: Daniel
G: Depolique
G: Dove siete state ieri sera?
Bianca: In giro a camminare per la strada
D: Da dove venite?
Bianca: Hawaii
Sierra: New York
D: Ti piacciono le Hawaii?
Bianca: Non molto
D: Perché?
Bianca: Hanno un’energia psichica molto dark
D: E a te New York piace?
Sierra: Sì… vivo nel quartiere italiano
G: Allora parli Italiano?
Sierra: “Poco”
D: E tu che lingue straniere parli?
Bianca: Un po’ di Spagnolo
G: Vi ricordate il nostro primo incontro?
Bianca: mmm…
D: (ridendo) Depo intende dire se aveva fatto colpo su di voi…
Bianca: Ho un lontano ricordo positivo di te
G: (imbarazzato) L’anno scorso abbiamo fatto un’intervista un po’ travagliata… una parte prima di un vostro concerto, l’altra dopo…
Bianca: No era stato divertente, ma dove eravamo?
G: A Torino
Bianca: Ah sì, la città del caffè al cioccato
Sierra: Sei sicura? Non mi sembra fosse quella
Bianca: Torino è famosa per il suo caffè al cioccolato?
D: A dire il vero Perugia è famosa per il cioccolato
G: Che cosa avete fatto in tutto questo tempo?
Bianca: Abbiamo fatto il disco, abbiamo ballato e siamo state in tour
D: Che lavori avete fatto?
Bianca: Ho lavorato nel dipartimento di fotografia dell’Università, insegnavo stampa. Poi a ho fatto la cassiera Brooklyn… Ed infine ho provato a fare la cameriera qui in Italia, a Spoleto

D: Quanto tempo fa?
Bianca: Tre anni fa, terribile
D: Perché?
Bianca: Mi occupavo dei turisti stranieri; solo che facevo fatica a prendere le ordinazioni(?!). Ho capito che ero più brava a lavare i piatti
D: Te ne sei andata o ti hanno licenziata?
Bianca: Lavoravo per un mio caro amico, non ci sono stati problemi
D: Ma portavi i piatti in tavola cantando?
Bianca: (ride) a volte
D: E tu?
Sierra: Io facevo la cameriera
Bianca: Lei si che era una bravissima cameriera
G: Ah si? E quanti piatti portavi?
Sierra: Sei. E poi ho fatto anche la tassista… la tassista con la bicicletta
G: Dove?
Sierra: A New York
D: E potevi rifutarti di prendere qualche cliente troppo pesante?
…
G: E tu sei mai salita sul suo taxi?
Bianca: No, me lo sono persa
D: Siete amiche?
Sierra: Lo siamo state in passato…
D: E adesso fama, successo, ricchezza e corruzione vi hanno cambiato e non lo siete più?
(risate)
G: Siete ricche?
Sierra: No
G: Quante copie avete venduto di “La Maison De Mon Reve”?
Bianca: Non lo sappiamo
G: Io una l’ho presa…
Bianca: Ne abbiamo vendute sicuramente di più di quanto ci aspettavamo
D: Come vi siete ritrovate a fare musica insieme?
Bianca: E’ stata un’idea un po’ pazza nata così… come quando con un amico o con tuo fratello dici “Facciamo un film!”
D: O un giornale…
Bianca: Non avevamo progetti, abbiamo deciso e l’abbiamo fatto
D: E come sono andate avanti le cose? Avete registrato le vostre canzoni, e poi?
Sierra: Le abbiamo date a diversi amici, poi sono finite nelle mani giuste
D: E come avete reagito quando vi hanno contattato i responsabili della casa discografica?
Eravamo sorprese, contente, scioccate; non ce lo aspettavamo
D: Ed è lì che è iniziato il turbine di corruzione, denaro, invidia?
(risate) Sierra: Noooo!

G: E il primo concerto?
In un bar che ha chiuso, lo Stinger, a Brooklyn; abbiamo suonato solo tre canzoni
G: Perché?
Bianca: un amico ci aveva chiesto di suonare per un compleanno, così ci siamo preparate in fretta e furia
D: Invece il primo concerto importante?
Sierra: Subito dopo il primo concerto abbiamo iniziato a suonare frequentemente. Però il primo…
Bianca: All’Università di New York
D: Nervose?
Bianca/Sierra: Siii
G: E il peggiore?
Bianca: Tanti purtroppo; ci influenza molto l’ambiente in cui suoniamo
G: In Italia?
Sierra: No; …beh forse a Roma
G: Perché?
Abbiamo suonato in un club enorme, un posto triste
G: Qual è la cosa più bella di essere un musicista?
Sierra: Il cioccolato svizzero
Bianca: Singing the gods
G: E la cosa più brutta?
Bianca: Dover spiegare, parlare della nostra musica
D: Potete parlarci un po’ della vostra musica?
(risate)
D: Siete mai cadute sul palco?
(grasse risate)
Sierra: No, sul palco mai, ma sono caduta dalle scale e ho rotto la mia arpa; ero davvero triste.
D: Ne hai presa un’altra più bella suppongo?
Sierra: No purtroppo
Bianca: Quella era un’arpa antica, fatta a mano
G: Siete contente di quello che fate?
Sierra: Sì, certamente
Bianca: Sì…
D: Bianca non mi sembri molto convinta…
Sierra: Il suo problema è che ha un’altra grande passione che ogni tanto la assale e la distrae…?
Sierra: Tagliare i capelli, adora tagliare i capelli
G: Beh, potrebbe essere il tuo prossimo lavoro…
Bianca: Ho tagliato i capelli per anni ma non mi piace essere pagata per farlo
D: Vi sentite le regine di qualcosa?
Sierra: Regine…?
D:..di qualsiasi cosa: regine della vostra musica, del vostro mondo…. dei vostri fidanzati…
G: Siete fidanzate?
Bianca: Sì
G: Ok allora io vado, s’è fatto tardi… Daniel ti lascio le domande, ci sentiamo dopo…
(risate) Sierra: Mi piacerebbe sentirmi più regina di quanto mi senta…
Bianca: Forse ti senti più un re?
Sierra: Sì, mi sento più come un re
Bianca: Siamo i re dei nostri fidanzati
D: E loro sono le regine?
Bianca: Sì
D: Cosa fate per rendere questo mondo un mondo migliore?
Bianca: Aiuto le signore a portare la spesa a casa
Sierra: Nel mio quartiere c’è una vecchina che dirige il traffico in modo che i bambini possano attraversare la strada senza problemi. Lo fa anche quando non ci sono bambini… e anche quando non ci sono macchine… perché ha bisogno di un obiettivo, ha bisogno di sentirsi importante per qualcuno. Ogni volta che passo da quelle parti cerco di assecondarla chiedendole il permesso per attraversare
D: Avete un iPod?
Bianca/Sierra: No
D: E un sito internet?
Bianca: Non è niente di speciale… cocorosie.com
G: Ieri sera ho controllato e non c’era niente…
Bianca: Oh no! E’ vero, è scaduto a maggio… ci costerà un casino riaverlo indietro!
Sierra: Nooo!
D: Scaricate musica da internet?
Bianca/Sierra: No, mai
G: Comprate dischi?
Bianca: Io compro molto vinili usati
Sierra: No
G: L’ultimo?
Bianca: Un disco di Bob Marley; compro molta musica vecchia e poi…. “36 Chambers”, il primo disco del Wu Tang Clan
D: Ho scoperto di recente la vostra musica; lui l’ha fatta sentire a mio fratello e mio fratello l’ha fatta sentire a me; ce l’ho anche sul telefonino
Sierra: Facci sentire
… “I’ll always be by your side… even when you’re down and out…”
D: Non si sente un granchè…
Sierra: No, si sente benissimo
Bianca: Cool, mi piace come viene fuori il suono, come esce la musica da questo piccolo altoparlante
(Continuiamo l’intervista con le canzoni delle Cocorosie che escono dal telefonino di Daniel in sottofondo)
Sierra: E’ un bel telefono!
D: Ti piace? Avete un cellulare?
Bianca: Sì, dei telefonini preistorici
D: Che telefonino?
Bianca: Un Samsung?
Sierra: Io non ce l’ho
D: E se qualcuno ti cerca?
Bianca: Lei ha un cercapersone; è l’unica rimasta in tutti gli States con un cercapersone
D: Come trovate la vostra musica: triste? Io personalmente la trovo molto rilassante, ma qualcun altro potrebbe definirla triste… poi lì (guardando il trucco di Sierra) vedo anche una lacrima …
Sierra: Personalmente credo che la nostra musica sia molto allegra.
Quando abbiamo cominciato pensavo che non saremmo state in grado di fare musica allegra, non so perché… però sorprendentemente è venuta fuori così.
G: Bianca tu sei d’accordo?
Bianca: Sì, considerando che ci piace molto sia la musica triste sia quella allegra (la musica dance o altro), definirei la nostra musica seria… anche se contiene degli elementi malinconici…
D: Siete due persone felici?
Sierra: Sì
Bianca: Sì, con alti e bassi
D: Vi picchiate mai? Non so.. tirate di capelli…
Sierra: Oh no!
G: Guarda che Bianca ti sta guardando con una faccia che dice: “e quella volta che…”; non mi convinci
Sierra: Ci sono stati dei litigi…
D: Per cosa? Per colpa di uomini?
No…
G: Per questioni musicali?
No
D: Vi ritenete fortunate?
Sì
D: Dove andrete in vacanza?
Bianca: Vorrei passare l’inverno in Messico
Sierra: Io invece nel Nuovo Messico
Bianca: Non so se si possa parlare di una vacanza; ho tantissime cose da fare… se non altro è una vacanza rispetto ai tour e ad altri impegni
D: Qual è il peggiore compromesso a cui siete scese in ambito musicale?
Sierra: Penso che siamo state veramente fortunate, non abbiamo mai incontrato persone disoneste, tutti quelli con cui lavoriamo e abbiamo lavorato fino ad oggi sono delle persone splendide
D: Fate uso di droghe?
Sierra: No
D: Mai fatto?
Sierra: Ne ho provata qualcuna
D: Quale?
Quando ero al liceo ho provato un po’ di cose, ma mai droghe pesanti
D: Usate il computer?
Bianca: Usiamo le email… ma niente di più
G: Facciamo un gioco: adesso io dirò una serie di parole, voi dovete rispondere con la prima cosa che vi viene in mente ok?
Sierra: Vai (tutte le risposte sono accompagnate da grandi risate)
G: Sintetizzatore
Bianca: Sintetico
Sierra: 80s

G: Carroarmato
Bianca: Ordine
G: Telefono cellulare
Bianca: Japan
Sierra: Italiani
G: Pig
Sierra: Charlotte’s Web (un libro)
G: Michael Jackson
Bianca: Microonde
Sierra: Bello
G: LSD
Bianca: Papà
Sierra: Primi anni del liceo
G: Banjo
Bianca: Barba
Sierra: Deserto
G: Grattacielo
Bianca: Apocalisse
Sierra: Cristalli
G: Condom
Bianca: Non mi viene in mente nessuna parola; però mi vengono in mente tutti quelli che ci sono sul cortile del retro di casa mia… è pieno di preservativi usati che lanciano dalle finestre
G: Woodstock
Sierra: Lingerie
Bianca: (ride e chiede spiegazioni sulla risposta)
G: Un libro che vi viene in mente?
Bianca: “Norma Jean, the Jumping Bean” (un libro che fa parte di una collana per insegnare ai bambini a leggere ?!)
G: E un film?
Bianca: “White Chicks”, il mio film preferito
Sierra: “Wayne’s World”
G: Il primo attore che vi viene in mente?
Bianca: Gerard Depardieu
Sierra: Io purtroppo non ricordo i nomi della celebrità; è una specie di blocco, forse non mi interessa quel mondo
D: Quanti metri quadrati è grande casa vostra?
(dopo una serie di confronti con la stanza in cui ci troviamo)
Sierra: 40
Bianca: 30
D: Quanti amici in più avete da quando avete registrato il disco?
Sierra: Zero
G: Beh, due in più li avete…
Bianca: Sì! Due. Stavo escludendo le persone che abbiamo conosciuto per lavoro…
D: Che cosa vi fa arrabbiare? Sembrate abbastanza tranquille, anche la vostra musica è tranquilla…
Sierra: Mi arrabbio quando vedo qualcuno che picchia qualcun altro. Mi faccio coinvolgere, e divento tutta rossa
Bianca: Quando vado in un negozio e i commessi mi controllano temendo possa rubare qualcosa solo perché non sono vestita in maniera elegante…
D: Avete in mente di farvi (o avete fatto) operazioni di chirurgia plastica?
Bianca/Sierra: Mai
D: Cosa pensate di Marte?
Sierra: Suppongo che mio padre venga da Marte
Bianca: Non lo so, non l’ho mai visto
G: La prima volta che ci siamo incontrati mi avevate raccontato che il prossimo album sarebbe potuto essere un’Opera classica, o comunque qualcosa di completamente diverso; invece non ho trovato “Noah’s Ark” così differente dal suo predecessore…
Sierra: Ti piace?
G: Sì, molto; anche se mi sembra una sorta di prosieguo del discorso iniziato con “La Maison De Mon Reve”. Siamo forse arrivati alla definizione di una sorta di Cocorosie-style?
Sierra: Questa è una cosa positiva. Sono contenta che ci siano elementi del nostro modo di fare musica, del nostro stile anche in quest’album. Anche perché quando abbiamo cominciato a lavorare sul nuovo disco non sapevamo se “esistessero” veramente le Cocorosie. Sapere che qualcosa si è trasferito da un lavoro all’altro significa che esiste inevitabilmente un’essenza delle Cocorosie. Avevamo cominciato a lavorare su un’Opera, ma non siamo riuscite a finirla; non abbiamo trovato lo spazio necessario, nella nostra immaginazione, né l’energia per finirlo.
Credo che quest’album sia più vicino all’Opera del precedente: nel suo essere più drammatico, eterogeneo, tribolato; nel suo raccontare storie così diverse tra loro.
D: Chi scrive la musica e chi le parole?
Sierra: Non abbiamo regole, ogni volta succede in maniera diversa, in modo spontaneo
G: Avete nuovi giocattoli?
Bianca: Un paio
G: Adesso quanti ne avete?
Bianca: Qualcuno si è rotto; più o meno sempre lo stesso numero. Alcuni arrivano, altri ci lasciano; è un po’ come il ciclo della vita…
G: Una cosa che mi sono sempre chiesto è come fate quando un giocattolo si rompe; lo fate aggiustare?
Bianca: Credo che sia parte del processo evolutivo della nostra musica il fatto di utilizzare “strumenti” che in un prossimo futuro potrebbero non esistere più, le cui sonorità non possono essere ricreate.
Credo che il continuo cambiamento sia una delle qualità della nostra musica
G: E del titolo cosa ci dite?
Sierra: Ci è venuto in mente mentre eravamo alle prese con la canzone; nata da un’epifania.
Non abbiamo pensato troppo, è stato automatico sceglierlo come titolo anche dell’album.
G: Se foste Noè che animale portereste sulla vostra arca?
Bianca: la giraffa, l’unicorno, la zebra
D: Perché questo disegno in copertina?
Bianca: Perché no?
G: Chi l’ha fatto?
Bianca: Io
D: Chi si diverte di più tra loro tre?
Bianca: (risate) Non lo so…
G: E Spleen (l’artista francese che le ha accompagnate in tour e che si occupa della parte ritmica)? È diventato anche lui un membro delle Cocorosie?
E’ come un cugino per noi. E’ un Care Bears Cousin!
Bianca: Te li ricordi i Care Bears Cousins (i Cugini degli Orsetti del Cuore)?
G: No, mi ricordo gli Orsetti del Cuore, ma i loro cugini no
(Per chi non dovesse ricordarselo gli Orsetti del Cuore sono dei peluches che hanno avuto un grandissimo successo negli 80s conquistando anche tv - cartoni animati - e cinema – ben tre film da protagonisti ; ogni personaggio aveva un disegno sul petto che richiamava il suo nome ed un colore diverso)
Bianca: (in uno spagnolo quasi perfetto) i Cugini degli Orsetti Del Cuore erano dei peluche simili, solo che non erano orsi; c’era il leone, l’elefante. Al contrario degli orsetti, che abitano sulle nuvole, i loro cugini abitano nella giungla.
G: No, non li conosco, però di Orsetto Del Cuore ne ho uno
Bianca/Sierra: (in fibrillazione) Quale???!!!
G: In italiano si chiama Brontolorso.
I miei genitori me lo regalarono dopo che gli ruppi così tanto le scatole per averne uno che al posto di prendermi quello che volevo, Dormigliorso, mi presero quello brontolone.
Bianca/Sierra: Quello arrabbiato? Con la nuvola sul petto??
G: Si esatto ha una nuvola con la pioggia sul petto
Bianca/Sierra: (quasi urlando) Grumpy Bear!!
(urla ed euforia incontrollata si impossessano delle sorelle Casady)
Sierra: Non ci credo, ci stai prendendo in giro; giura!
G: Giuro, vi manderò una foto via mail; è stato il mio peluche preferito per tutta l’infanzia, non potrei mai mentire su una cosa del genere
Bianca/Sierra: Come si chiama?
G: Gigino
Bianca: Gli Orsetti Del Cuore in francese si chiamano “Bisounours”, infatti sul nuovo album c’è una canzone che si chiama così. (manca parte della lunga discussione delirante seguita sull’argomento)
G: Ok, direi che noi avremmo finito… dopo un centinaio di domande… ne avete qualcuna da farci voi?
Bianca: mmm… a me è bastato sapere che hai un Orsetto Del Cuore
Sierra: Perché vi chiamate Pig?
D: Perché ci piaceva il nome, soprattutto a mia mamma. In verità sta per People In Groove
G: Noi cosa pensiamo della vostra musica ve l’abbiamo detto; chiudiamo con un vostro giudizio sulla nostra intervista; come vi è sembrata? Noiosa, normale, divertente, la più bella che avete fatto in vita vostra…(per esempio)
Bianca: Molto divertente
G: Da uno a dieci?
Bianca: Per Gigino meriterebbe un dieci, per il resto otto e mezzo
Sierra: E’ stata l’intervista meno faticosa della mia vita
D, G: Uao, grazie! E’ stato un piacere rincontrarvi, ci vediamo presto
Bianca/Sierra: Ciaoooo!
Di Depolique e Daniel Beckerman
21 Dicembre 2006 alle 17:14
[...] Si chiama “The Adventures of Ghosthorse & Stillborn” il nuovo LP di Bianca e Sierra Casady, le nostre amate Cocorosie, e uscirà per Touch & Go il 9 aprile 2007.L’avevo preannunciato qualche giorno fa, ora posso essere più preciso. Il disco è stato prodotto da Valgeir Sigurdsson, produttore di Bjork, e registrato in Islanda. e i nostri informatori dicono che “segna un indubbio - e centrato - progresso nella proposta musicale del duo, che ora si avvale di una ritmica presente e pulsante e di un’attenzione per i suoni mai così accurata”. Nell’attesa leggete qui l’intervista a Bianca e Sierra di Daniel e Depo alla vigilia dell’uscita del precedente “Noah’s Ark”. ps photo by Sean Michael per Pig Magazine Leggi altri articoli di Depop » Altri articoli in Friends, Uscite » [...]