Christian Strike

prova01.jpgUna settimana prima della premiere Europea di Beautiful Losers, tra una installazione e l’altra, davanti ad un cappuccino, abbiamo avuto l’occasione di chiacchierare di arte contemporanea, architettura organica e corporate sponsorship con Christian Strike, curatore di Beautiful Losers e fondatore di Iconoclast Productions (www.iconoclastusa.com) con Aaron Rose, former Alleged Galleries.

Sin da piccolo Christian è stato appassionato di skateboarding e architettura e durante i suoi anni da teenager a Cincinnati, dove continua a vivere tuttora con la sua famiglia (la sua ragazza e il suo cane Oscar), arrivò persino a costruirsi da solo un soffitto a volta in camera. Col susseguirsi degli anni Christian finì con il seguire la strada dello skateboard e dopo una laurea in storia, fondò a cavallo del 1994/1995 la rivista Strength Magazine, che nei suoi 7 anni di crescista fino al 2002, prima che Christian vendette tutto a CCS (uno dei più grossi skateboarding mailorder negli USA), portò per la prima volta nel mondo dello skateboard una rivista di più largo respiro di classici come Trasher. Il punto di svolta di Strength Magazine fu quello di allargare i contenuti dei classici skate magazines includendo spazio per la musica Hip Hop e spazio per artisti legati alla cultura dello skate. Christian, premiato nel 2000 da Cincinniati CityBeat come Best Local Media Entrepreneur Under 30, fu uno dei primi in questo ambiente ad introdurre il concetto della copertina d’artista, filone su cui oggi riviste come Arkitip (www.arkitip.com) e Anthem Magazine (www.anthem.com) hanno creato il loro cavallo di battaglia. In particolare, Christian incominciò a scommettere e a dare spazio ad artisti che non venivano dalle scuole o università d’arte americane, ma dalla strada senza nessun insegnamento ma con una vitalità e freschezza mai viste prima, come Barry Mcgee*.

Nello stesso periodo che Christian coltivava la sua passione e dirigeva il suo staff di giovani creativi dagli uffici di Strength Magazine in Cincinnati, Aaron Rose con la sua galleria Alleged a New York, incominciava a scommettere sugli stessi artisti e a cambiare il volto dell’arte contemporanea che oggi molti conoscono e che Beautiful Losers oggi rappresenta ad un’intera generazione di creativi, di collezionisti e professionisti.

Christian e Aaron si conobbero grazie a questa loro passione e visione comune, e nel 2002 quando Aaron chiuse la sua ultima avventura con Alleged in Los Angeles e Christian lasciò per sempre Strength, Iconoclast Productions era un business ben avviato e Beautiful Losers non solo un’idea, ma un progetto già in fase di sviluppo.
Grazie alla loro visione e all’esperienza di René de Guzman (Yerba Buena Center for the Arts), Thom Collins (Contemporary Museum in Baltimore) and Matt Distel (Contemporary Arts Center, Cincinnati) la mostra ha girato gli USA ed è ora atterrata a La Triennale di Milano (www.triennale.it) per una premiere Europea sensazionale e che di sicuro lascerà il segno in Europa con un tour che vede già come prossime date Lille e Londra, insieme ad una serie di mostre satellite.

Beautiful Losers è la prima mostra multidisciplinare che documenta la scena di artisti legata alla street culture: skating, writing, sottoculture punk e hip-hop e D.I.Y. (Do It Yourself) tipiche delle cittadine americane.
I lavori presentati includono installazioni, pittura, scultura, fotografia, video, design di prodotto e d’abbigliamento degli ultimi dieci anni. È dai tempi della Beat Generation che non si vedeva un gruppo di artisti così coeso. Il mondo dell’arte è stato fortemente influenzato dal loro lavoro, così come il mondo della moda, della musica, della letteratura, del cinema e, strano a dirsi, dello sport.

La mostra è stata inagurata Giovedi 16 Febbraio, alle ore 18.30 per poi rimanere aperta al pubblico fino al 19 Marzo. Ulteriori informazioni possono essere trovate sul sito de La Triennale di Milano www.triennale.it o su www.beautifullosers.it

* (Artista che ha alle spalle una grandiosa personale nel 2002 alla Fondazione Prada di Milano)

La presentazione di questa mostra a Milano è stata resa possible grazie al generoso contributo di Nike e Slam Jam e SINV_

Intervista di Marco Velardi




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