Tsumori Chisato
Intervista tratta dal numero 38 di pig magazine del mese di dicembre/gennaio
Nata in Giappone Tsumori Chisato ha studiato moda alla famosa Bunka School. Nel 1977 entra come head designer per Issey Miyake, con la “Issey Sport Line”. Nel 1990 crea la sua collezione Tsumori Chisato per introdurre poi la sua prima linea uomo nel 2002. Le sue creazioni, semplici nel taglio, sono personalizzate da diversi materiali e stoffe con gioielli applicati, ricami e bellissimi disegni fatti a mano. Tsumori Chisato è una da tenere d’occhio perché non può che andare sempre meglio per questa designer di straordinario talento.
Come è iniziato il tutto?
Ho deciso di iniziare perché avevo bisogno di uno sfogo dove potevo esprimere una parte di me molto più personale. Disegno senza stare a guardare e analizzare le mode del momento, penso solo se questo pezzo mi piace personalmente e se andrebbe bene per la mia collezione: TSUMORI CHISATO.
Prima di diventare una designer cosa volevi fare?
Da piccola cantavo come una pazza… mi sarebbe piaciuto diventare una cantante.
Qual è per te la parte migliore durante il processo e la creazione del design?
Sono molto affezionata a tutti i vari passi dell’evoluzione, ma devo dire che la parte più bella è quando sono lì a pensare a tutte le idee che ho in testa per poi decidere quale realizzare.
Crescere in Giappone ha influenzato molto il tuo lavoro di oggi?
Anche se io personalmente non me ne rendo conto, devo dire che tutti gli Europei e Americani mi ripetono continuamente che i miei design sono molto Giapponesi – Perciò penso che la mia parte Giapponese giochi un ruolo fondamentale nel mio stile.


Le tue stampe hanno uno stile e una bellezza infantile, cosa dicono di te come persona?
Non mi rendo conto neanche di questo! Devo dire che molte volte disegno tutte le stampe a mano. Le disegno istintivamente e mi piacciono molto il tratto e i toni naturali della penna. Trovo, anche, che è molto importante ricordarsi i sentimenti e le nostalgie dell’infanzia.
Perchè hai scelto Parigi come prima città al di fuori del Giappone per far sfilare le tue collezioni?
Volevo far vedere la mia collezione in una delle città più importanti per il business della moda. Ero sicura che avrei trovato qualcuno che mi avrebbe capito al di fuori del Giappone. Da quando ho portato la mia collezione a Parigi ho conosciuto tantissime persone interessanti, e questo mi eccita moltissimo.
Come vuoi essere ricordata?
Niente di speciale.
Giorno o notte?
Scelgo il giorno, per la sua prontezza.
Artista preferito?
Matisse, Picasso.

Scrittore?
Tove Jansson. Io amo Moomin.
Musicista?
Musicisti Giapponesi, Southern all stars, e Yumi Matsutoya.
Da dove prendi ispirazione?
La maggior parte delle mie ispirazioni vengono dai miei viaggi. Anche la vita di tutti i giorni e le persone che conosco mi riempono d’idee e ispirazione.


Raccontaci della tua esperienza da Issey Miyake.
Sono stata benissimo, è stata un’esperienza eccitante e produttiva. Ringrazio tantissimo il Sig. Miyake.
Qual è la lezione più importante che hai imparato durante il tuo periodo da Issey Miyake?
Un lavoro dinamico con ritmi veloci e il lavoro di squadra.
Se non avessi lavorato per lui per chi avresti voluto disegnare?
KENZO.
Dopo tutti questi anni di lavoro, in che modo è cambiata l’industria e la moda stessa?
Diciamo che quando ho iniziato la mia carriera l’industria della moda era molto più lenta e meno produttiva di oggi.

E’ cambiata in peggio o in meglio?
Sono sicura che ci sono anche dei punti in favore…
Ma devo dire che ho qualche critica: il mio parere è che ci sia troppa fretta in generale: non si riesce mai a creare e studiarsi il prodotto con calma.
Poi c’è una crescita esgerata nel mercato di pezzi copiati, un altro fattore negativo di oggi è il fatto che tutto va di moda e esce di moda ad una velocità esagerata.
Chi ammiri di più tra i designers di oggi?
La maggior parte dei vestiti e delle borse che mi voglio comprare sono di CHANEL.
Qual è la parte più sensuale del corpo femminile? Maschile?
Devo dire che non è solo una parte, ma la persona intera.
Come sono la donna e l’uomo che t’immagini quando disegni?
Per la donna: pura, femminile, sexy e positiva. Per l’uomo, una persona moderata.

Cosa manca nel tuo armadio?
Gonne, non me le metto quasi mai, del resto ho l’armadio stracolmo di vestiti e borse…
Qual è il tuo prossimo passo?
Aprire il mio negozio a New York.
Di Sean Beolchini ed Emanuelle Moutinho













Loading... 

Lascia un commento: