Per il suo compito in classe di business, Shea O’Gorman, una bambina americana di 9 anni ha deciso di scrivere una lettera direttamente a Steve Jobs, CEO della sua azienda preferita Apple computer, e suggerire qualche miglioramento per il suo iPod nano. Nella lettera scritta a mano, Shea ha suggerito a Steve di integrare i testi delle canzoni nel display, così che lei e i suoi amici possano cantare sopra le canzoni. Dopo 3 mesi l’azienda ha risposto allla sua lettera e tutta la famiglia si è riunita per leggerla, ma con una brutta sorpresa.

Firmata da Mark Aaker, dell’ufficio legale, Apple ha risposto alla bambina che l’azienda non accetta suggerimenti esterni e che non le era permesso mandarli in quanto non era previsto dalle loro “legal policies“. Una politica atta a proteggere l’azienda da dispute legali nel caso un suggerimento esterno venisse adottato in futuro.

Shea naturalmente si è chiusa in camera piangendo, e i genitori hanno dato la storia ai giornalisti di CBS news, che l’hanno mandata in onda in televisione.

Apple ovviamente si è scusata pubblicamente con la bambina ed ha indetto una riunione al vertice per discutere le loro politiche aziendali nei confronti dei bambini.


Un commento per “Riunione del vertice aziendale dopo aver fatto piangere una bambina.”

  1. Alessandro Dice:

    Beh… letta d’impulso fa ridere,però nn credo sia solo apple e comunque non importa sia una bambina credo siano precauzioni legali comuni… certo un po’ di tatto nn farebbe male…


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