2.jpgIntervista tratta dal numero 39 di pig magazine del mese di febbraio

If you’re happy and you know it Clap Your Hands (and say Yeah!)

Alec Ounsworth è il cantante dei Clap Your Hands Say Yeah; uno dei casi discografici dell’anno. Ancora una volta sono bastati un ottimo disco autoprodotto (album del mese sul numero 38 di Pig) e delle recensioni entusiaste on-line a portare una band all’attenzione del pubblico e della critica internazionale, segno inequivocabile che forse internet non è il male della discografia e che è la qualità della proposta musicale a fare la differenza…



I nostri vantano punti di contatto con due delle band più chiacchierate degli ultmi tempi, entrambe canadesi: i Broken Social Scene e Arcade Fire. Se con i primi la band di Alec ha in comune il percorso che li ha portati alla luce; con i secondi le similtudini sono di carattere prettamente musicale; una certa passione per sonorità di stampo new wave anche se il quintetto di Brooklyn ha un tiro decisamente più indie. Intrappolato in un incubo promozionale tra Spagna, Germania e Italia, la voce dei CYHSY trova un po’ di tempo per Pig.

(Guardando la copertina di Pig con Tying Tiffany) E questa chi è?
E’ Tiffany!

Non la conosco, è una modella?
Anche, è una ragazza italiana che ha appena fatto un disco; conosci le Suicide Girls?
No, sono una band?
Suicide Girls è un sito internet americano, una sorta di community dove ragazze che hanno in comune passioni come musica, tatuaggi, piercing e altro hanno la possibilità di avere uno spazio proprio dove interagire tra loro e con gli altri e dove mostrarsi come preferiscono, anche senza veli…

Lei è una delle Suicide Girls italiane.
Mmm… interessante.

Hai voglia di raccontarmi brevemente la storia dei CYHSY?

Non c’è molto da raccontare, ci siamo incontrati circa due anni fa, così è cominciata la nostra storia. Diciamo che piano piano, con il tempo, ho trovato i musicisti di cui avevo bisogno per le canzoni che scrivo.
Ho incontrato Lee nel Massachussets, Tyler e suo fratello si sono spostati a NYC e così abbiamo iniziato a suonare con altri, un insieme di conoscenze comuni. Poi la solita trafila, prove, prove e una serie di concerti…

Quindi ora state tutti nella stessa città…

Sì, siamo tutti a Brooklyn.

E come funzionano le cose, tu scrivi le canzoni e poi le arrangiate insieme?

Sì, le canzoni sono mie, nascono in modi diversi; poi a seconda dei casi le costruiamo insieme.

Quindi scrivi musica e testi?

Sì.

Hai avuto in passato altre band?

No, è la prima.

Quanti anni hai?

27

Quando hai cominciato a suonare?

E’ da tempo che suono la chitarra e il pianoforte; e poi ho sempre ascoltato musica ossessivamente per tutta la vita. Credo che questo sia un po’ il background (tanti ascolti e un po’ di pratica …) di tutti quelli che fanno questo “mestiere”, si tratta di una sorta di evoluzione dalle proprie radici, anche se l’istinto gioca un ruolo fondamentale.

Allora parlami un po’ di queste tue radici musicali…

(ridendo) Quanto tempo abbiamo?

Ti dico io quando fermarti…

Oggi in aereo ascoltavo “Astral Weeks” di Van Morrison, Neil Young “Tonight Is The Night”, Trombone Tom Waits, Bob Dylan “Bring It All Back Home” Fletwood Mac… Questi sono solo alcuni nomi…

E i primi album che ricordi di aver comprato?

Che ho comprato fisicamente credo “Bleach” dei Nirvana, il primo che ricordo di aver ascoltato invece credo sia “The Freewheelin Bob Dylan”… ma anche “Sgt. Pepper” dei Beatles è una delle mie prime vere e proprie esperienze d’ascolto. Ci sono poi tantissimi oldies… Temptations, Otis Redding, Smokin Robinson & The Miracles, Arteha Franklin, Beach Boys… Sono tutti artisti che ho ascoltato da giovanissimo ma proprio per il loro enorme talento continuo ad ascoltare ancora oggi.
Hai un computer?
Sì.

La vostra storia ricalca un po’ quella dei BSS; ottime recensioni su internet, un album gettonatissimo nel circuito del filesharing e un gran passaparola… a che punto sareste senza tutto ciò?

Non me ne intendo molto di come funzionano queste cose, ci sono diversi modi di comunicare; le cose di questi tempi vanno così.
Non saprei dirti come sarebbe andata anni fa… probabilmente sarebbe stato più difficile, probabilmente ci avremmo messo più tempo, forse però saremmo riusciti lo stesso ad arrivare a questo punto.
Alla fine è la musica quella che conta, a prescindere dai modi o dai mezzi attraverso cui viene veicolata.

Sempre a proposito di internet… ho fatto una ricerca: sai che nessuno parla male del vostro album d’esordio?

Nessuno?

Sì, nessuno; è un fatto molto curioso, avete messo tutti d’accordo..
Incredibile.

Senti ma spiegami questa cosa: in Europa avete un contratto discografico (con la Wichita) e in America no?

Negli Stati Uniti abbiamo la nostra etichetta, ma lavoriamo con ADA Distribution, che ci aiuta nella distribuzione; sapevamo che in Europa avremmo avuto bisogno dell’aiuto di un’etichetta per tante cose tra cui anche i tour.

E degli Arcade Fire cosa ne pensi, vedi qualche somiglianza tra loro e voi ad eccezione di una comune passione per la new wave?

Devo ammettere che non li conosco un granchè, ho sentito solo qualche pezzo e non sono in grado di dare un giudizio sulla loro musica.

Molte persone hanno accostato la tua voce, il tuo modo di cantare a quello di Thom Yorke (Radiohead); cosa ne pensi?

Sì, sì lo so… è molto divertente, ci sono un paio di album dei Radiohead che apprezzo tantissimo. E’ facile per altri fare questo accostamento, io però non riesco a fare paragoni: è la mia voce!

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Lavori?
No, ho smesso. Siamo in tour dal primo di settembre ormai.

Ho visto che avete suonato con gli Scissor Sisters…

Sì, è vero. Non li conoscevo tanto, ma devo dirti che sono molto energetici e divertenti dal vivo; e poi sono molto gentili…

Concordo, li ho visti a Barcellona due anni fa e mi hanno conquistato. E’ il gruppo più famoso con cui avete suonato?

Credo di sì; sì, sicuramente.

Che lavoro facevi prima?

L’ultimo lavoro che ho fatto, per circa un anno e mezzo, è stato il carpentiere. Ristrutturavo e costruivo case a Filadelfia.

E
gli altri?
Alcuni si occupavano di design e grafica; un altro lavorava in una compagnia di investimenti.

Che programmi avete per il futuro?

A Gennaio cominceremo a lavorare al nuovo disco; non dovrebbe prenderci troppo tempo perché le canzoni sono per la maggior parte già pronte.

redo che sarà pronto per aprile anche perché a febbraio siamo di nuovo qui per una serie di concerti, anche da voi.
E quando pensi sarà pubblicato?

Probabilmente non ad aprile, ma verso maggio o giugno;
nel periodo corrispondente all’uscita del nostro debutto.

Hai mai pensato alla possibilità di vedere remixate alcune tue canzoni come autore?

Non me ne intendo molto di remix…

Non ti piace la musica elettronica?

Sì, mi piace ma penso che una canzone tendenzialmente debba restare così com’è nata; farne qualcos’altro mi sembra eccessivo.
Non ho molta dimestichezza con la materia… Ho un disco che si chiama “24 Remixes.. 24 o 29 non ricordo…
“26 Remixes For Cash”… sì esatto di Richard D James, Aphex Twin. Non ricordavo quanti fossero (ridendo)… Credo che lui faccia un ottimo lavoro con questo tipo di cose…

Quindi potremmo affidare a lui un remix di uno dei tuoi pezzi…

Sì, solo a Richard D James… No a parte gli scherzi, non lo conosco abbastanza, ma credo sia un genio, pur non essendo io un intenditore.

Che cosa hai chiesto a Babbo Natale?

Denti più forti.

Di Michael Cavaliere



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