Namosh

di Depolique  17 Maggio 2006  Interviste, Musica

01.jpgIntervista tratta dal numero 39 di pig magazine del mese di febbraio

Fine novembre 2005 A Berlino fa freddo, freddissimo. Poche ore ed è subito neve. Il giorno passa tra esplorazioni di negozietti di dischi e visite alle case discografiche, inframezzati da black tea roventi che rendono decisamente sopportabile il clima ostile; di notte sono i live di Röyksopp, Booka Shade, Wolf Parade e della nostra amica Masha Qrella, innaffiati da fiumi di lager autoctona, a riscaldare l’atmosfera.


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Cogliamo l’occasione per fare visita a Namosh, artista di origine turche autore di un pop elettronico davvero interessante; il suo nome è saltato fuori chiacchierando con gli Who Made Who intenti a lavorare ad un remix di un suo pezzo. Abbiamo appuntamento con Namosh per cena in un sushi bar di Prenzlauer Berg.

Come ti chiami?
Namosh

Quanti anni hai?

24

Dove sei nato?

Nel sud della Germania, dove i miei parenti si sono trasferiti negli anni ’60 dalla Turchia.

Quindi sei tedesco?

Non completamente; sono cresciuto qui, ho un passaporto turco ma non sono turco, sono Zazà, è un piccolo gruppo in Turchia (gruppo etnico che abita nel Sud Est della Turchia), che parla un’altra lingua; insomma sono un misto…

Che cosa hai fatto prima di dedicarti alla musica?

Ho cominciato a fare musica, cantare e ballare prima di andare a scuola ed è rimasta l’unica cosa che ho fatto fino ad ora. Avrei preferito anche non andarci a scuola…

Che studi hai fatto?

Ho fatto fino al decimo anno e poi bye bye…

Dicevi che hai cominciato da piccolo… come?

Ho cominciato cantando a casa e registrando su nastro insieme a mia sorella… facevamo anche dei duetti.
Abbiamo tonnellate di cassette; lei aveva dodici anni io nove. Non avevo la possibilità di fare molto di più perché non avevo un multitraccia.
Poi ho comprato un 4 tracce ho cominciato a registrare non più solo voci, anche suoni, dal momento che non avevo ancora una tastiera. Il risultato era qualcosa di molto strano mancando completamente la sezione ritmica…

E poi?

Ho cominciato a comprare synth e tastiere con gli amici; poi, credo nel 2000, ho preso una drum machine e ho iniziato a divertirmi cercando di ricreare quei beats che mi piaceva sentire.

Ora con cosa lavori? Usi anche dei software?

I software solo per registrare, tagliare, equalizzare e comprimere… Preferisco macchinari old fashioned…

E tua sorella? Ti aiuta ancora?

A volte… L’anno scorso faceva la seconda voce nei miei show. Poi cantavamo insieme dei pezzi a cappella e cominciavamo a divertirci e a lottare sul palco… Tutto molto divertente…

Ora sei da solo sul palco?



Parlami un po’ del tuo show; mi hanno raccontato cose davvero interessanti…

E’ difficile raccontarlo; potrei dirti dei dettagli… E’ uno show: suono, canto, ballo sul palco… Mando della basi, c’è un sampler per la voce… E’ una cosa decisamente da dilettante… ho dei costumi di scena che metto quando mi esibisco. Immagino sempre di avere alle mie spalle una band che mi accompagna, ma sono da solo…

Quindi sei il frontman di te stesso…

Sì, esatto.

Hai un contratto discografico?

Sì, con la Bungalow. Sono usciti due singoli, l’ultimo dei quali è stato “The Pulse”, con il remix degli Who Made Who. L’anno scorso è uscito un EP in vinile per la Pale, un’etichetta di Berlino.
A marzo, o giù di lì, comunque dovrebbe uscire il mio album.
Sì infatti avevo trovato un tuo brano su “Berlin Insane Vol. 2” della Pale… e poi un altro brano su una compilation della Necton “Electric Pop Vol. 4”, sei in ottima compagnia: ci sono anche Röyksopp, Daft Punk e altri…
Non lo sapevo, non mi hanno informato; ma va benissimo!

Allora se il disco esce a marzo sarà praticamente finito?

No, nelle prossime due o tre settimane devo rivedere un po’ i brani e rimetterci le mani sopra. Devo capire un po’ che tipo di canzoni voglio sull’album e anche il tipo di feeling; non vorrei ci fossero solo canzoni electro veloci.

Quante canzoni hai scritto?

Sono una trentina; vorrei arrivare a 13.

C’è qualche artista che apprezzi particolarmente?

Dovrei sentire quella compilation di cui mi parlavi; sicuramente contiene brani di artisti che mi piacciono. Non conosco l’intera produzione degli artisti che mi piacciono, posso dirti un brano o due; i miei gusti cambiano di continuo. Quest’autunno ho ascoltato molto Nina Simone… Poco tempo fa un DJ di Berlino che si chiama Brian Cares mi ha dato un suo mixato dance davvero interessante.

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Potendo scegliere, lavoreresti con…?
Chaka Khan! Ho sentito che sta ad Heidelberg; visto che tra due settimane suono lì potrei contattarlo.

Quindi stai suonando molto in giro?

Sì, anche domani ho un concerto.

Verrò a vederti!

No, non a Berlino; domani suono a Mosca…

Peccato! Senti ma in Italia sei mai venuto?

Ho suonato a Roma… e a Milano.., quest’anno forse… Sì, a marzo per un party.

Senti, torniamo un attimo indietro; mi hai detto che appartieni ad una popolazione turca, gli Zazà… pensi che questo ti abbia influenzato nel tuo modo di esprimerti?
Credo a livello inconscio; sono stato due anni fa nel mio paese per la prima volta e ho scoperto di avere tantissime cose in comune con la mia gente. Sono stato a Tunceli, dove vivono i miei nonni, è un posto bellissimo, nel deserto, con un fiume… Davvero meraviglioso, purtroppo ci sono problemi con il governo turco: la popolazione è controllata da militari e alle nove di sera scatta il coprifuoco. Quando sono stato io là non era così rigida la situazione; ora purtroppo le cose si sono complicate.

E a Berlino? Come ti trovi? E’ ancora il posto giusto dove essere per fare musica?

Vivo qui da quando ho sei, sette anni. E’ un ottimo posto dove stare, da cui partire per girare il mondo e dove tornare. Ci sono molti artisti e persone interessanti qui con cui ho buoni rapporti, però i miei amici sono altri.

Hai mai pensato di trasferirti altrove?

Sì, ma sono troppo pigro…

Riesci a mantenerti con la tua musica?

Sì, vivo con i concerti; in attesa che esca qualcosa di mio e nella speranza di vendere qualche disco.

E dopo il disco cosa farai?

Voglio andare in tour, anche in Italia; dove se non hai un disco in uscita non ti fanno suonare (ridendo)…
Poi ho mille altri progetti in corso che attualmente sto trascurando ma che mi piacerebbe portare a termine… Radio, arte, compilations…
E’ un periodo molto intenso, ho tantissime cose da fare, anche perché accetto sempre tutte le proposte che mi fanno ma poi mi trovo sovraccaricato di lavoro.

Senti ma il video di “Cold Cream” che c’è sul tuo sito (www.namosh.de)?

E’ opera di Alec Autofire and Motion Man, sono due grandissimi amici…
adesso sto lavorando a quello di “The Pulse”.

Quindi oltre ai suoni ti piacciono anche le immagini?

Sì, guardo tantissimi film

Dimmi un regista che ti piace?

Amo tutti i film di Lynch e Kubrick…

E Twin Peaks l’hai visto?
Ho visto la prima serie in dvd da un amico l’anno scorso; siamo rimasti svegli tutta notte! Io mi sto rivedendo tutti gli episodi perché quando è uscito in tv in Italia ero troppo piccolo…

E com’è la seconda serie?

Eccezionale, sempre più delirante! Ma dimmi un po’ di questo video di “The Pulse”… Se ne stanno occupando due ragazzi Inglesi che vivono qui a Berlino. E’ una cosa molto divertente, ci sono mostri, clown con delle telecamere montate in testa che ballano…

Senti Namosh in bocca al lupo per il disco e speriamo di vederti presto in Italia…
Spero anch’io di tornare presto nel vostro paese!

Intervista di Depolique e Eileen Casierii, foto di Eileen Casieri



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