American Dreamz

di Maurizio Ermisino  1 Giugno 2006  Film

2334_D012_00231R.jpg_cmyk.jpgVe la ricordate la “torta americana”? Paul Weitz, il regista di questo film, insieme al fratello Chris, è stato il regista di American Pie, film scollacciato/adolescenziale di qualche anno fa.
Ora, dopo la torta americana, Weitz si dedica ai sogni americani. Non al Sogno Americano, cioè quello della nazione che offre a tutti la propria occasione, ma i sogni americani, cioè degli americani, che sembrano, come noi, volere solo una cosa: la celebrità, almeno per quei famosi 15 minuti che teorizzava Andy Warhol.
Quello che Warhol forse non poteva immaginare, è che intorno alla celebrità si sarebbe sviluppata una vera psicosi, sia da parte di chi vuole diventare famoso, sia da parte di chi vuole sfruttare questa voglia. No, forse i reality show Warhol non li poteva immaginare.
Così, mentre da noi il Grande Fratello viene vinto da un ex bambino sequestrato, su cui verrà girata una fiction, arriva sui nostri schermi questo film in cui si dimostra che reality e fiction non sono così lontani. E qual è la regola base dei reality: “non basta il talento, devi avere una storia”. Come ce l’ha Augusto De Megni, appunto. E come ce l’ha Sally Kendoo (il cui cognome suona anche come Can do, cioè ce la posso fare), la protagonista del film, cantante abbastanza bionda e abbastanza brava, che però ha il valore aggiunto di una love story con un reduce dalla guerra in Iraq. Lei in realtà lo avrebbe anche lasciato, ma per esigenze di copione è disposta a tenerselo, e anche ad accettare una proposta di matrimonio in diretta. Lui in realtà è stato al fronte un solo giorno, è stato ferito di striscio e rimandato a casa, ma per esigenze di copione…
Sally partecipa ad American Dreamz, una sorta di reality canoro sullo stile dei nostri Popstar o Operazione Trionfo (è ispirato alla trasmissione tv American Idol), condotta da Martin Tweed (un Hugh Grant nella sua versione cinica), presentatore senza scrupoli per cui “quando sei al top c’è solo una direzione dove puoi andare: in alto”. E che ci enuncia l’altra regola base dei reality: “trovatemi dei mostri”. Cioè dei diversi, degli strani. E chi oggi in America può essere il diverso per eccellenza, il “freak”, se non un arabo? Accade così che gli autori della trasmissione gli trovino Omer, ragazzo arabo che ama i musical di Broadway. Che però a sua volta è stato incaricato da alcuni terroristi di immolarsi come kamikaze e far saltare in aria il presidente degli Stati Uniti (un Dennis Quaid attonito come Bush), che presenzierà alla finale dello show per far salire i suoi consensi…
Con buona pace di Andy Warhol, oggi i 15 minuti di celebrità non bastano: “ognuno può stare in tv, voglio essere una star”, sentiamo dire. American Dreamz parla proprio di questa smania di apparire, che non è solo americana: l’aveva rappresentata bene Muccino col suo Ricordati di me, in cui ognuno aveva delle velleità, e la cui domanda più frequente era “tu come mi vedi?” Ma ne ha anche per la tanto discussa sicurezza nazionale americana, che va in crisi per colpa di una semplice trasmissione, e per la comunicazione politica: sentiamo dire qualcosa di sensato e sincero al presidente non appena perde l’auricolare e smette di seguire il copione del suo ghost writer. Ad ogni modo l’America e la tv fagocitano tutto, attraendo ogni cosa irresistibilmente: così l’arabo Omer in finale canta My Way di Frank Sinatra, niente di più americano; e così Sally diventa la presentatrice dello show, e la (sfiorata?) tragedia diventa spettacolo, non distrugge la tv, ma la alimenta. La tv non è più un mezzo, ma un fine.
Forse la critica al sistema è troppo edulcorata per essere definita vera satira, e poco approfondita per risultare sociologica. Forse alcuni personaggi sono ridotti a macchiette. Sì, la torta americana è sempre dolciastra. Ma assaggiandola bene, scopriamo che ha un retrogusto acidulo, perché nell’ambito di una confezione che più pop non si può ci mostra il lato amaro: la realtà in tv non esiste. E siamo disposti a tutto pur di apparire. L’idea del fidanzamento in diretta tv invece è verissima: chiedete a Maria De Filippi…

Uscita: 9 Giugno
Titolo Originale: American Dreamz
Regia: Paul Weitz
Cast: Hugh Grant, Dennis Quaid, Mandy Moore, Willem Dafoe
Distribuzione: UIP
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