Marc è un uomo felicemente sposato. Un bel giorno prende la decisione di tagliarsi i baffi. Attende con ansia la moglie per farle una sorpresa, ma lei sembra non accorgersi di niente. E non se ne accorgono nemmeno amici e colleghi. Il problema è che, secondo tutti, i baffi non li ha mai avuti.
Per la prima ora il film scorre brillante e teso, grazie anche ai bravi Vincent Lyndon e Emmanuelle Devos, scivolando da commedia intimista a thriller dell’anima. All’inizio si sorride, si aspettano le reazioni dei personaggi, e le contro reazioni di Marc. Poi, secondo uno schema classico del cinema, si comincia a dubitare del punto di vista del protagonista, che all’inizio siamo portati a sposare: è lui ad essere pazzo, o attorno a lui c’è un complotto? La sua percezione della realtà, che coincide con la nostra, è esatta, o siamo vittime, con lui, di un abbaglio?
Si crea insomma una certa suspence, un’attesa carica di dubbi, una certa sete di verità. Che però, è bene dirlo, non verrà saziata. Il film, opera curiosa e raffinata, e anche intelligente (almeno in partenza) non dà risposte. Man mano che Marc comincia a girovagare senza meta, nella seconda parte, la sceneggiatura, e quindi il film, comincia a girovagare con lui, fino a perdersi. Non avremo risposte, almeno non soddisfacenti, anche se ci rimangono degli spunti, delle impressioni su cui riflettere. È un peccato, perché era molto interessante questa storia pirandelliana su apparenza e essenza. Siamo quello che sentiamo di essere noi, o siamo come la gente ci vede? Chi siamo in realtà? E ancora, il film offre spunti sulla vita di coppia e sull’abitudine: vivendo accanto a una persona a lungo forse finiamo per non vederla più, per non accorgerci di lei? Così è, se vi pare.
Uscita: 16 Giugno
Titolo Originale: La Moustache
Regia: Emmanuel Carrere
Cast: Vincent Lindon, Emmanuelle Devos, Mathieu Amalric,
Distribuzione: Nexo
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