L’Enfer

di PIG Mag  1 Giugno 2006  Film

IMG_9465.jpgLe premesse per andare a vedere erano buone e le aspettative alte.
Prima di tutto perché l’Enfer è tratto dal progetto di Kiewslowski, la trilogia del “Paradiso, purgatorio e inferno”.
E poi perché Tanovic, in fondo, è il regista di No man’s Land, un ottimo debutto cinematografico pieno di intuizioni e contenuti che gli valse l’Oscar nel 1999. Tornando a L’Enfer, si può riassumere brevemente, e forse superficialmente, dicendo che si tratta di una storia di sentimenti..


Il film si incentra sulle routine di vita di tre sorelle, Sophie, Celine e Anne. La prima è sposata con figli ma vive all’ombra dell’amante del marito, di cui è tristemente a conoscenza da parecchio tempo. La seconda è una studentessa della Sorbona, impegnata oltre che negli studi, in una relazione clandestina con il suo professore universitario, sposato ovviamente, e di cui conosce bene figlia e moglie. La terza, Celine, sembra condurre una tranquilla al limite del deprimente.
Celine è l’unica ad occuparsi della mamma, rimasta inferma e per questo ricoverata in una clinica geriatrica.
Dallo svolgersi delle vite delle tre sorelle, e dai brevi incontri di Celine e sua mamma, capiamo che nella famiglia è radicato un grosso trauma che nessuna delle quattro donne è riuscita a superare e che intralcia in qualche modo la loro felicità. Un dramma irrimediabilmente connesso con la figura paterna.
Le tre sorelle, inoltre, hanno perso i contatti tra di loro, e Sophie e Anne hanno trascurato il rapporto con la madre. Tanovic si insinua nelle pieghe delle tre storie personali delle donne cercando di trovare le tracce di quel trauma che tanto le ha cambiate e ha fatto sì che scegliessero strade tortuose che comunque non portano alla soddisfazione personale.
La figura più interessante, sebbene poco visibile, è quella di Carole Bouquet nei panni della madre. La donna ha perso la capacità di parola e vive su una sedia a rotelle. Ma il suo spirito, severo e implacabile, si esprime maestosamente attraverso lo sguardo, uno sguardo che non ha perso il suo carisma e che nessuno sembra poter mettere a tacere.
Una donna con una forza e una determinazioni senza pari, che però si trasformerà presto in una prigionia di cui le figlie e lei stessa rimarranno vittime.
Il film è indubbiamente ben confezionato, ha un buon ritmo e indaga in maniera molto sottile e acuta in quello che sono i drammi della vita. Quello che mi chiedo però, e non relativamente solo a questo singolo film, ma più in generale nel mondo della finzione, sia essa cinematografica, televisiva o letteraria, è il motivo.
Perché bisogna parlare di sentimenti ed emozioni solo in relazione ai drammi?
Perché bisogna avere sempre delle situazioni limite ai confini con il paradosso per sviscerare la natura umana e le sue reazioni di fronte al dolore? Non è una scappatoia troppo semplice?
E’ facile dare un quadro della complessità del male di vivere e delle infinite sfaccettature dell’infelicità di fronte a vite straziate e a situazioni difficili. Ma c’è dolore anche nella più banale delle vite, o in quelle apparentemente tranquille e serene, e credo sia molto più interessante e stimolante analizzare quel tipo di situazioni più subdole piuttosto che quelle conclamate.
La vita è, in fondo, una giostra di luce e ombra, di momenti difficili alternati a colpi di fortuna, non è per forza necessario mostrare vite colpite dalla sfortuna o dai drammi, per ricordarsi che che esiste un lato negativo di tutto. Ma, a prescindere da questa personalissima divagazione, L’Enfer racconta proprio questo, l’inferno, appunto, che si può scatenare all’interno di una persona, o di una famiglia.
Oltre al finale molto intenso, che non vi sveliamo per ovvi motivi – anche svelare i finali è uno dei piaceri sadici che danno soddisfazione – molto bella la parte in cui una delle due sorelle, Anne, sostiene un esame all’università e racconta la storia di Medea, mentre la telecamera svolazza come una farfalla su un’altra sorella, Sophie, in un gioco di rimandi molto efficace.
Se l’intento era quello di restituire un’idea dellla sofferenza nella sua completezza, non si può dire che non sia stato raggiunto.

Uscita: 9 Giugno
Titolo Originale: L’Enfer
Regia: Danis Tanovic
Cast: Emmanuelle Béart, Karin Viard Marie Gillain, Carol Bouquet
Distribuzione: O1 Distribution


Un commento per “L’Enfer”

  1. Eya Dice:

    Chiara V. Dehò? non ce ne sono molte al mondo! Il film non l’ho visto ma mi ricorderò di farlo.. così come non vedo te da circa 15 anni !!! se vuoi rompere la tradizione la mia email ce l’hai allegata a questo commento!

    Enrico’75 “Eya”

    ps. se mi sbaglio .. ooops!
    pps. ti devo rendere un cd ;)


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