Intervista tratta dal numero 42 di pig magazine del mese di maggio
Hysteric Glamour. Abbiamo deciso di incontrare uno dei pionieri dello street style giapponese: Nobuhiko Kitamura. Kitamura è fondatore e designer di Hysteric Glamour, brand che ha appena inaugurato un nuovo negozio nella città di Roppongi, in Giappone, in cui ciò che è figo diventa fighissimo per il nirvana del consumismo. Nei vent’anni passati Hysteric Glamour ha contribuito alla creazione di una delle scene più avant garde del nostro mondo e, collezione dopo collezione, ha raggiunto la via che porta ai nostri cuori.
Questi ultimi anni hanno visto un grande incremento di fashion brand giapponesi che si sono fatti le ossa nella scena street, con la conseguenza che la vita dei vari trend è diventata più breve.
Una cultura della moda come questa può esistere solo in Giappone; il suo andare contro l’ha portata ad avere uno stile unico che ha richiamato l’attenzione del resto dell’Asia, dell’Europa e degli USA. Hysteric Glamour è uno dei marchi pionieri in questo campo.
Hysteric Glamour è nato nel 1984 per volere del designer Nobuhiko Kitamura. Anche se è attivo da più di venti anni H. G. mette ancora in primo piano la propria integrità, non solo nella moda ma anche nella musica, nella fotografia, nell’arte e nei vari appuntamenti culturali.
Kitamura è nato nel 1964 a Sangenjaya, ora ha quarantuno anni e vive a Tokyo. Un vero fermento di Tokyo, un testimone vivente della città che è il punto focale della cultura in Giappone.
Kitamura ha scoperto la musica quando era alle elementari:
“uno dei miei fratelli maggiori era un fanatico dei Beatles e aveva tutti i loro poster appesi alle pareti della sua camera! Andavo a casa sua durante i weekend e mi chiedevo sempre come potessero essere così adorati dei ragazzi con i nasi così grandi e i capelli a forma di fungo. Quando ero in quinta aveva un biglietto in più e mi portò a vedere Suzi Quatro. Non sapevo nemmeno cosa fosse il rock. Vidi questa ragazza sul palco che cantava con uno strumento. Ero esterrefatto dalla vista di qualcosa che non avevo mai visto prima.”
Il suo interesse verso la musica crebbe quando cominciò la scuola media. Fu in quegli anni che l’essenza del rock iniziò a dare una forma al suo carattere e Hysteric Glamour ebbe i primi germogli.
“Alle medie i miei compagni ascoltavano il rock: Queen, Kiss e Aerosmith stavano diventando popolari in Giappone. La mia famiglia non era ricca, non avevamo nemmeno un registratore, ma io comprai lo stesso “Alive” dei Kiss. La copertina era uno shock!” Il rock era agli albori nella terra del Sol Levante e mentre Kitamura cambiava i gusti musicali, i Queen e i Kiss fecero là il loro primo tour.
“Mi imbattei in un programma radiofonico, col dj che introduceva una canzone dicendo “ho un singolo prezioso oggi”, era “Piss factory” di Patty Smith. Esplosi letteralmente quando sentii il piano e la voce! Non capivo una parola d’inglese ma sentivo qualcosa che era indiscutibilmente nuovo per me e per gli altri ascoltatori. Da lì iniziai a cercare il punk, il progressive rock etc.”

Con tutta quella musica nelle sue giornate non avrebbe stupito se il giovane Kitamura avesse scelto di fare il musicista. Ma non fu così.
“Formai una band l’ultimo anno delle medie, ma capii che non avevo talento. Vedevo molti che suonavano meglio di me così pensai di fare semplicemente l’ascoltatore. Ero anche appassionato d’arte così indirizzai il mio interesse verso le copertine dei dischi. Liberavo l’eccitazione che mi dava la musica creando artwork.
Mantenni vivo il mio amore per l’arte anche nelle scuole secondarie, disegnavo copertine per band che non esistevano, rifacevo le cover dei Kiss ad acquerelli. Feci anche un modellino della testa di Rod Stewart in argilla mentre i miei compagni di classe facevano schizzi di Van Gogh. Facevo sempre cose così.”
Erano anni nei quali seguiva il suo cuore, capendo allo stesso tempo che il suo gusto estetico era diverso da quello degli altri.
“Ero al secondo anno delle scuole medie, l’adolescenza e l’interesse per il sesso che cresceva (sorride). Vidi sulla guida che alla Tv era in programma “Blow up”. Restai alzato aspettandomi qualcosa sul sesso, invece era il film di Michelangelo Antonioni. Era incredibile! Chiaramente, era diversissimo da quello che mi aspettavo, ma sentivo come se avessi potuto sbirciare nel mondo dei grandi. Il giorno dopo i miei compagni parlavano di un qualche film comico giapponese, io mi sentivo in un’altra dimensione. Fu allora che sentii per la prima volta di essere diverso dagli altri. Dopo quella prima esperienza arrivarono i Monty Python, registrati su cassetta e imparati a memoria, e film con gli Yardbird, Jane Birkin etc. Quei giorni ebbero un grande impatto sulla mia vita.”
Ma non solo musica, copertine di dischi, arte e film, Kitamura iniziò ad interessarsi anche di moda.
“I miei anni di scuola secondaria erano quelli dei mods. Mi immersi totalmente in “Quadrophrenia” dei The Who! Guardavo le foto e mi chiedevo chi fossero i mods, mi chiedevo anche “cosa sono fish and chips? Ho incontrato quella moda attraverso la musica. Quando il film arrivò in Giappone io non potei andare perché ero troppo piccolo. Lo volevo vedere disperatamente, non mi davo pace; scappai da scuola e riuscii ad intrufolarmi ad una prima. E’ stato grande! Quando uscii ero Jimmy, il protagonista, in persona.
Cercai allora i cappotti mods e le giacche con tre bottoni, ma erano troppo difficili da trovare qui. Proprio allora Men’s Bigi (un marchio tradizionale molto importante al tempo) uscì con abiti con giacche a tre bottoni, ma erano troppo costosi. Non potevo permettermeli così andai a Shibuya e li comprai di seconda mano. Anche Fred Perry costava troppo così trovai delle polo simili usate. Lo stesso per un cappotto in stile mod in un negozio militare. Indossai tutto e andai al cinema. Gli spettatori prima guardarono stupiti chiedendosi cosa stessi indossando ma all’uscita mi chiesero tutti dove avevo trovato quei vestiti. Ero così orgoglioso. Ho continuato a comprare vestiti rifacendomi alle copertine dei dischi di band come New York Dolls, Kiss, Aerosmith… Prima fu la musica, scavando più a fondo scoprii la moda.”
Dopo il diploma Kitamura voleva entrare nel mondo del lavoro il prima possibile e pensò che lavorare nel salone di un parrucchiere, dove lavorava un suo amico, gli potesse dare la possibilità di incontrare musicisti, artisti, creativi. Aveva già deciso, doveva solo aspettare di avere i soldi per pagare la scuola da estetista. Ma il fato cambiò decisamente la sua idea. A Shinjuku, in centro a Tokyo, aprì una nuova accademia della moda. Le ragioni per il suo cambio di idea non sono mai state così chiare.
“C’era una nuova accademia della moda al quarantatreesimo piano del Shinjuku Centre Building. Quella zona era una Mecca per i dischi importati e i bootleg. La frequentavo già da un po’ di anni. Il presidente era lì da solo e mi vide gironzolare. La vista era magnifica e sapevo che volevo essere in quella scuola. Io ero a pochi giorni dal diploma, ma l’accademia aveva già chiuso le iscrizioni. Il presidente mi disse che erano comunque aperte, così la scelsi. Pensai che l’industria della moda fosse più vicina al mondo della musica dei parrucchieri… e tutti i negozi di dischi erano nei paraggi!”
Improvvisamente era in una scuola di fashion designer, e non aveva la minima idea di come vivesse un designer.
“Pensavo che dovessero solo disegnare e progettare. Non avrei mai pensato di dover mettere io gli spilli sui tessuti. Ho sempre pensato che graphic design, moda e ogni altra forma creativa fosse la stessa cosa per me.”
Così iniziò a fare vestiti. Anche se la scelta della scuola è stata quantomeno accidentale la sua ambizione e la sua determinazione erano superiori a quelle degli altri. Andò alle classi serali e terminò il corso di quattro anni in tre. Vinse molti concorsi e conobbe molta gente ed ebbe opportunità di fare dei lavori per l’industria dell’abbigliamento sebbene fosse ancora uno studente.
“Tra i seniors c’era Yoshio Wakatsuki, che partecipò agli show parigini di Comme des Garçons e ogni tanto dava una mano per quelli di Kansai Yamamoto. Quando avevano bisogno li aiutavo anche io. Un altro dei miei migliori amici lavorava per Ozon Community (uno dei marchi più affermati e noti nel mondo dei teenager), cercavano gente nuova così mi presentò. Guadagnavo 2.000 yen per ogni design e 3.000 per scegliere i colori. Facevo degli schizzi a scuola e lavoravo alle collezioni dopo le lezioni. Ero uno studente ma guadagnavo bene, cominciavo a pensare che avrei potuto camparci.”
Le cose andavano bene ma sapeva che non avrebbe potuto continuare a lavorare part-time. Dopo il diploma Kitamura cercò un lavoro a tempo pieno, ma fu un fallimento. Nessuna delle sue domande fu accettata. Il direttore di Ozon Community gli presentò Tokio Kumagai, un freelance designer che lavorava per Fiorucci, Rodier, Bini, Yve e che aveva una sua produzione di scarpe in Francia dal 1981. Tokio offrì a Kitamura un lavoro, ma il fato ancora una volta lo stava aspettando dietro l’angolo.
“Mentre stavo andando nello studio di Tokio Kumagai per cominciare, ricevetti una telefonata dal direttore di Ozon. Mi disse che stava aggiungendo una nuova linea di produzioni e che mi voleva per lavorarci. Mi disse di non accettare il lavoro da Tokio, che lì non sarei stato IL designer. Anche se mi aveva presentato lui Tokio ora mi diceva di lasciarlo! E la sua proposta era davvero affascinante: potevo avere il mio brand. E lo studio era ad Harajuku. In quel periodo le grandi compagnie cercavano giovani creativi per lanciare nuovi marchi. Pensavo che potesse essere una buona opportunità. Dissi a mr. Tokio che avevo deciso di andare all’estero, era il 1984 e iniziai a lavorare per Ozon Community.”
Era la nascita di Hysteric Glamour, per una moda casual destinata alle ventenni e Nobuhiko Kitamura ne era il capo designer.
“Tutto cominciò con la scelta del nome. Guardai molte parole scritte sui dizionari. Quelle che passarono tutti i livelli di selezione furono hysteric e glamour. Alla compagnia non piacevano, dicevano che ci voleva qualcosa di più onirico, sognante, ma io insistetti. Così cominciai a lavorare giorno e notte sulla prima collezione. Avevamo un piccolo studio nel magazzino di Ozon, con un solo telefono. L’idea era di creare dei capi con gli elementi che tenevo chiusi nel mio cassetto mentale, cose alle quali non smettevo mai di pensare, idee che non avevo mai usato ma alle quali avevo un attaccamento emotivo molto forte. Guardavo molte magliette da bowling e di stile hawaiano, che piacciono sempre a prescindere dalle mode. Credo di essere stato molto influenzato da questi stili americani.”

La sua prima collezione attirò molte attenzioni per le sue camice aloha con motivi ripresi da fumetti e vecchi giochi americani. Da subito H.G. fu premiato dal pubblico e dagli addetti ai lavori e guadagnò molte pagine sulle riviste. Presto arrivarono anche i primi negozi in proprio.
In quel periodo le produzioni autoctone erano al massimo in Giappone. Tokyo era diventata la fashion city agli occhi del mondo grazie a questo mix di designer giovani e affermati. E Hysteric Glamour era parte della Tokyo Collection. A Kitamura non interessava molto, dava la precedenza alle idee e al suo gusto.
“Dopo la terza collezione mi annoiai e pensai che dovevo trovare un approccio diverso. Stampai immagini fotocopiate di Betty Page sulle magliette e disegnai aggeggi sadomaso, sembravano il patterne delle sciarpe di Hermes. Presi ispirazione dai libri di Andy Warhol. Sono della generazione DC (Design Characters), che era l’antitesi di quello. Mi piacciono i vestiti di Kawakubo-san e Yamamoto-san ma non pensavo che tutti dovessero indossare quei tipi di capi. Una volta ho sentito dire che non puoi avere il diritto di disegnare una tua collezione se non dei tuoi prototipi. Credo che sia dannatamente vero. So quanto costi fare una collezione, in soldi ed energie, e deve essere totalmente nuova. Penso solo che debba venire fuori dal cuore, ogni volta. Allora pensavo che si dovesse uscire con un tema diverso ogni anno, poi capii che non era necessario. Così pensai alla mia passione per il mondo erotico di Blow Up, per i fumetti americani, per gli horror e per il rock e li buttai nei miei vestiti.”
Lungo l’arco di tutta la seconda metà degli anni ‘80 Kitamura usò design che dimostravano il suo amore per la cultura underground: stampe hippy, variazioni del tessuto denim, magliette dell’Uomo Ragno, grafiche di ispirazione flower power e lollypop… Il numero dei fan affezionati cresceva, anche per il fortissimo legame tra moda e cultura che nessun’altra casa aveva mai fatto in Giappone.
Nel 1988 aprì il primo negozio a New York, frequantato da Keith Haring, Iggy Pop, DJ Larry Lavan e altri esponenti della controcultura della Grande Mela. La fama di Hysteric Glamour cresceva anche fuori dal Giappone.
L’ingresso negli anni ‘90 vide anche la nascita di un nuovo marchio femminile d’alta moda targato “Hysterics”. Alla linea casual se ne aggiunse una più sofisticata, con giacche e camice. Nel 1991 Hysteric Glamour UK debuttò con Gimme Five di Londra con delle magliette. C’è da dire che non era inaspettato, ma il benvenuto di Hysteric Glamour fu enorme da parte della scena artistica europea. La voce dei Primal Scream, Bobby Gillespie, e i Soul2Soul sono sempre stati grandi fan della casa giapponese. La cosa strana è che è accaduto tutto in modo naturale e spontaneo, non c’è mai stato un vero piano per spingere Hysteric Glamour fuori dal Giappone.
“Davo le t-shirt agli amici stranieri che incontravo a Tokyo e loro le indossavano una volta tornati a casa. Un giorno mi chiamò il manager di Francesco Clemente e mi invitò a una sua inaugurazione. Incontrai per caso la moglie di Clemente a New York. Mi disse che Keith le dava sempre soldi per comprargli delle cose Hysteric… le chiesi chi fosse Keith e lei rispose Keith Haring. Sballai!!!”
Tra gli anni ‘80 e ‘90 Kitamura portò avanti anche altri progetti. Pubblicò il libro fotografico intitolato “hysteric”, un’altra icona di Hysteric Glamour.
“Avevamo fatto così tanti cataloghi e shooting per Ozon Community che capii che la loro qualità dipendeva dal fotografo, a prescindere dai modelli e dagli abiti. Così decisi di pubblicare un libro di foto, non un catalogo. In quel periodo volevo fare anche cose diverse dalla moda.”
La serie di “hysteric” non ebbe molto successo, anche perché non seguiva esattamente Hysteric Glamour. Il quarto libro però ebbe molta attenzione in Giappone e anche in tutto il mondo grazie al fotografo Daido Moriyama.
“L’art director di “hysteric”, Osamu Wataya (anche lui un fotografo) chiese al leggendario fotografo Daido Moriyama di lavorare con noi. Mr Moriyama disse che avrebbe fatto qualche scatto, perché non l’intero libro allora? Così dopo un anno pubblicammo un libro di 360 pagine e fu un successo. Giornali, gallerie e riviste di fotografia videro il libro e pensarono che noi eravamo diversi. Ricevemmo anche delle proposte dall’estero, da alcuni musei per far parte delle loro collezioni permanenti.”
Mr Moriyama firmò anche il sesto e l’ottavo libro della serie. Contemporaneamente Kitamura pubblicò con la crew di Gimme Five un libro fotografico di Mark Lebon. Questo approccio influenzò molto i fotografi d’oltreoceano. Uno di questi fu Terry Richardson.
“Terry Richardson ci chiese di sponsorizzarlo mentre era in Giappone. Qui l’industria dell’abbigliamento tende a tenere separati i vestiti dai fotografi, ma gli artisti stranieri capirono bene che il nostro approccio era diverso.”
Nel 1999 Kitamura pubblicò il libro “Terry Richardson Hysteric Glamour” e fece mostre a Shibuya l’anno successivo. Hysteric Glamour continuò a collaborare anche con fotografi giapponesi: Nobuyoshi Araki e Hajime Sawatari. la serie “hysteric” arrivò all’undicesimo volume, dal 2001 fu sostituita dalla “hysteric one-eighteen”. La pubblicazione di libri fotografici è ormai uno dei core project di Hysteric Glamour, ma l’espansione del fashion business non si ferma: la linea bimbi “Hysteric mini” e quella uomo, “Three Hysteric xxx”, basata su grafiche ispirate al mondo surf, militare e agli abiti da lavoro degli anni ‘60/70 e al mondo della musica sono del 2001.
Hysteric Glamour conquista in questo modo una clientela trasversale che include persone interessate alla moda e all’arte senza distinzioni di età, diventando in venti anni una realtà enorme.
Il gusto della sfida non è sparito nel 2006. La nuova linea per bambini, “Joel Hysteric” è di quest’anno. Diversamente da “Hysteric mini”, che era fatta per piacere alle madri, la nuova nata è pensata per piacere ai padri, con elementi che richiamano il rock sembra una versione più piccola dei vestiti per gli adulti. Richiama l’ossessione dei maschi adulti per l’abbigliamento. Sta avendo molto successo in Giappone.
Un altro progetto di Kitamura coinvolge Andy Warhol, si chiama semplicemente “Andy Warhol Line” . Kitamura ha ricevuto un’offerta ufficiale dalla fondazione Warhol e una parte dei ricavati andrà a giovani artisti. Nel 2006 si sigilla una collaborazione con Andy Warhol che è sempre stato una grande fonte di ispirazione per Hysteric Glamour. Questa collaborazione ha avuto un antefatto quasi premonitore.
“Nel 1986 un mio amico francese era in un locale a New York, indossava un mio maglione. Un tipo gli disse che l’illustrazione sul maglione era interessante, era Andy in persona. Il mio amico mi chiamò subito e io vendetti la mia macchina per comprare un biglietto per volare a New York, per la prima volta nella mia vita. Incontrai una ragazza giapponese nel famoso club del Lower East Side, Save The Robots, il ragazzo di sua sorella lavorava per Andy. Pregai di vederlo ma lui era via. La segretaria mi promise un appuntamento per la mia seguente visita a New York. Il mese successivo seppi della morte di Andy.”
“In seguito ebbi la possibilità di incontrare Gerard Malanga e lo aiutai con una sua mostra personale, pranzammo insieme e mi raccontò storie della madre di Andy Warhol etc. Quando Billy Name venne in Giappone per la sua prima mostra fece il pre-party nel mio ufficio. Queste coincidenze e Billy mi condussero alla collaborazione con la Andy Warhol Foundation. Quando vennero in Giappone mi offrirono ufficialmente la collaborazione per Tokyo. Ho pensato che fosse meglio accettare la proposta, piuttosto che fare un’operazione su larga scala. Personalmente poi avevo letto così tanti suoi libri ai miei inizi… L’accordo prevedeva anche un rientro delle spese per noi. Se c’è vita dopo la morte credo che Andy mi stia guardando. Penso che la Factory negli anni ‘60 e ‘70 sia stata un posto davvero eccitante ed è sempre presente nei miei pensieri. Se avessi incontrato Andy quella volta a New York sicuramente avrei rifiutato la collaborazione con Ozon. Per me Andy è ancora vivo, visto che non l’ho potuto incontrare allora.”
Oggi il numero dei negozi che vendono Hysteric Glamour solo in Giappone sono 50 e ci sono molti negozi nel mondo, Hong Kong, Los Angeles, UK, etc. Non c’è mai stato un marchio con un approccio così originale e supportato così ampiamente. La scena della moda giapponese ha visto numerosi marchi andare e venire, pochi rimangono.
In tempi duri Hysteric Glamour è sempre pioniera nella scena fashion, grazie al suo legame col mondo underground.
Quest’anno ha aperto un negozio a Roppongi, città faro per i trend setter, dove si incontrano e mixano il mondo della moda, dell’economia e della politica; Hysteric Glamour continua a esprimere la sua originalità tenendo sotto controllo i vari trend.
“Dobbiamo sempre andare avanti, essere pionieri in nuovi campi. Tokyo è sempre più veloce e sensibile nel recepire cose nuove. E’ importante esprimere novità con un approccio eccitante. Io mi considero un rappresentante di Tokyo, visto che ci vivo e lavoro. Sono felice quando ci vedo cose nuove. Hysteric Glamour fondamentalmente è ancora lì, alla ricerca di cose originali e creative, non appartiene a nessun posto. Quando ti fermi in un posto sei destinato a deprezzarti. Sono convinto che sia stata una scelta giusta decidere di non far parte del mainstream negli ultimi venti anni.”
Intervista a Nobuhiko Kitamura
Foto di Becky Coppelia Yee
Testo di Takashi Suzuki. Traduzione di Kaori Nishida
Assistenti Fotografa: KawaC e Yamauchi
Vestiti di HYSTERIC GLAMOUR
5 Marzo 2007 alle 14:00
[...] Si chiama Electra French, ha la sua base a Glasgow in Scozia ed è un brand completamente indipendente e profondamente ispirato a Nobuhiko Kitamura e alla sua linea di abbigliamento Hysteric Glamour (per saperne di più leggetevi l’intervista su Pig Magazine) e Yasuharu Tanaka (Superlovers), pionieri dello street style giapponese. L’idea di fondo è quella di utilizzare audaci e stimolanti stampe che si ispirano alla moderna cultura nipponica. Tutte le t-shirt sono stampate utilizzando stencil ispirati al graffiti style e rigorosamente tagliati a mano; questo metodo consente di avere veri e propri pezzi unici in totale distacco da sostanze chimiche ed inquinanti. Electra French ha anche disegnato e stampato magliette per alcune indie e/o electro band (Afterchristmas, Motormark e Matchsticks). Andate a visitare il loro shop online; oltre alla lista completa della collezione, troverete anche degli sconti! [...]
6 Giugno 2007 alle 11:23
[...] innovativo e ironico Hysteric Glamour che nasce dall’estro e dalle mani di Nobuhiko Kitamura fondatore e designer del brand ccreato nel [...]
6 Giugno 2007 alle 16:53
2ND EMIRATES MILLIONAIRE SHOW 2007, November 29th to 1st December Second Edition, Madinat Arena Dubai
Good morning.
UAE. In 2006 there were 59,000 UAE millionaires who owned US $408 billion and the number of UAE millionaires is growing 5% each year because of the rapid growth of UAE economy according to Emirates Today Arabic newspaper. The 60% of those millionaires (35,400) were women.
So I inform you of the 2nd Emirates Millionaire Show 2007 organized by Divine Events LLC Dubai( visit web site http://www.emiratesmillionaireshow.com ). This year’s second edition of the Emirates Millionaire Show will be held at the luxurious hotel of Madinat Jumeirah-Dubai from 29th of November to 1st of December. “Madinat Jumeirah is the new city of Arabia and is the only authentically Arabian-styled resort in Dubai featuring unique UAE architecture and design. This luxury beachfront resort captures the natural beauty of the region in a true re-creation of ancient architectural proportions…”.
Venu : Dubai, Madinat Arena( its part Jumeirah group in their madinat Jumeirah complex ).
Date : from 29th November till 1st December 2007.
Profile of the Show : luxury products.
Visitor Profile: Royal Family,VVIPs, VIPs, CEOs, Business Group members, Dubai ladies club, Russian Comunity,etc.
Thanks.
Regards
Gaetano Adinolfi
http://www.emiratesmillionaireshow.com
2ND EMIRATES MILLIONAIRE SHOW 2007, November 29th to 1st December Second Edition, Madinat Arena Dubai