Nathan Fake

di Gaetano Scippa  30 Ottobre 2006  Interviste, Musica

nathan01.jpg

Intervista tratta dal numero 42 di pig magazine del mese di maggio

Poco fake , molto talento. Nato e cresciuto nella contea di Norfolk in Inghilterra, Nathan Fake ha cominciato a comporre musica quando era ancora ragazzino. Oggi, a soli ventitre anni, è considerato un prodigio e il suo talento l’ancora di salvezza per una scena elettronica contemporanea ormai alla deriva. Dopo una lunga benché precoce gavetta iniziata nel novembre del 2003 con la pubblicazione del suo primo singolo Outhouse per la Border Community (l’etichetta del suo idolo James Holden), Nathan ha visto il suo nome girare sempre di più nei circuiti che contano. Da allora la sua ascesa è stata scandita, oltre che da coinvolgenti live-set in giro per l’Europa, da una serie di singoli di successo come Watlington Street per la Saw Recordings di Satoshi Tomiie, The Sky Was Pink (remixato dallo stesso Holden) e Dinamo per la Traum Schallplatten, fino al 12 pollici Drowning in a Sea of Remixes che ha anticipato, tanto per prolungarne l’attesa, il suo album di debutto…

Drowning in a Sea of Love, che a sorpresa strizza l’occhio al popolo indie-rock, sta riscuotendo consensi ovunque, facendosi premiare per il suo spiccato senso melodico, per il gusto progressivo ed epico delle sue composizioni sognanti e, non da ultimo, per la sua vena sperimentale, meno ingenua di quanto ci si sarebbe aspettati. Scambiamo due battute al volo con il timido e sorridente Nathan, al termine della sua performance milanese a Elita, per conoscerlo meglio e perché, ne siamo sicuri, sentiremo ancora parlare di lui.

Qual è il tuo vero nome?
Nathan Fake.

Quanti anni hai?
Ventitre.

Vivi a Norfolk?
Al momento vivo in un paese che si chiama Reading, ma tra due settimane torno a Norfolk.

Cosa ci fai a Reading?

Mi sto diplomando in Arte e Design al College.

Cosa fai a parte musica?
Se non sono in giro a suonare, esco con gli amici, ascolto musica, cazzeggio.

Non ti piace essere considerato un dj?
Esatto, preferisco essere riconosciuto come compositore anche perché come dj faccio veramente schifo.

Però abbiamo notato che ti diverte suonare dal vivo…
Beh sì, anche perché mi piace improvvisare e fare rumore. E poi condivido questo divertimento con il mio amico Vincent Oliver, che con il suo laptop cura la parte visiva.

In effetti la tua musica evoca immagini: hai mai pensato di farne un dvd con i visuals di Vincent?
Sì, ne abbiamo già parlato e ci stiamo lavorando.

Lo sai che sei uno dei nomi su cui punta l’attuale scena elettronica?
Yeah, ne sono consapevole.
Come mai hai scelto l’etichetta di James Holden?
Adoro tutti i suoi lavori. Così ho pensato di mandargli le mie prime demo che, per fortuna, gli sono piaciute.

Come definiresti il tuo sound?
Direi che faccio musica elettronica melodica, abbastanza colorata e anche un po’ psichedelica.

Con quale musica sei cresciuto?
Ho trascorso la mia adolescenza ascoltando di tutto, ma se devo darti dei nomi ti dico Aphex Twin, Orbital, Mogwai e Four Tet.

E oggi?
Mi piacciono Chris Clark della Warp, i Lightning Bolt e gli Animal Collective. Trovo questi ultimi davvero unici, fantasiosi e selvaggi.

Come reagiranno dopo l’ascolto di Drowning… quelli che ti seguono fin dagli inizi?
Non lo so. In effetti i miei primi singoli erano maggiormente dance, quindi potrei averli spiazzati. E’ anche vero che l’imprevedibilità fa parte di un artista, ma mi piace pensare che il disco sia accessibile. E’ la cosa più importante.

Come avviene il processo di composizione delle tue canzoni?
E’ molto variabile. A volte ci arrivo per caso giocandoci intorno, altre volte ho un’idea ben precisa in testa e provo a metterla giù. Per questo album ho scritto tutte le tracce praticamente insieme, nell’arco di due mesi. Non ci sono grandi idee dietro le mie canzoni e queste non parlano di cose particolarmente importanti. Dietro c’è solo l’ispirazione, dettata dalle emozioni del momento.

Hai mai pensato di cantarci sopra oltre a realizzarle?
In realtà canto già in diversi punti, anche se le canzoni sono prevalentemente strumentali e la voce non si sente molto.
In Grandfathered, per esempio, è letteralmente mascherata dal muro di suoni.

Come mai hai scelto di usare una tastiera Casio?
Perché è una tecnologia vintage dal suono carino e molto facile da usare.

Se ti invitassero contemporaneamente a un festival indie come Benicassim e a uno più elettronico come il Sonar, quale sceglieresti?
(ride) E’ già successo e alla fine sono finito nel cast di Benicassim, il prossimo luglio.

Cosa pensi del revival new wave e brit?
Il fenomeno è divertente perché viene periodicamente lanciato da riviste come l’NME e tutti dietro a seguire quei gruppi. Personalmente non riesco a seguirli, sono troppi e non mi interessano più di tanto.

Però anche tu sei stato recensito dall’NME…
(ride) E’ vero. E anche bene, direi. Mi fa piacere avere un seguito nella scena indie, non sento di appartenere a un genere piuttosto che a un altro.
E poi anche lì ci sono dei gruppi come i Radiohead che mi piacciono molto.

Foto di Sean


6 Commenti per “Nathan Fake”

  1. JO Dice:

    COGLIONE TI HO SENTITO A ROMA RIPRENDITI

  2. °mass.D° Dice:

    la mia guida nel 3D
    unico nel suo genere trasforma quella che è la percezione uditiva in percezione visiva/d’immaginazione: sonorità come input per la trasformazione percettiva.Nathan sei il numero 1 !!!

  3. thelicious Dice:

    solo un grande !!!!!!!

    aspetto con ansia nuove tracce……

    jo sei solo un cazzone !

  4. Anonimo Dice:

    jO ! SE SEI ANDATO A SENTIRE NATHAN X MANGIARTI LE CHICCHE O PER FARTI DI ALTRE DROGHE SINTETIKE DEL CAZZO, SEI PROPRIO UN COGLIONE MENOMATO MENTALE!!! POI VABBè, PUò E NN PUò PIACERE MA NN PUOI E NON DEVI DIRE DI RIPRENDERSI AD UNO CHE TRA QUALCHE TEMPO SPACCHERà ALLA GRANDE.SONO 3 ANNI CHE LO SEGUO E FIDES CE NE SONO POCHI COME LUI.,,,ANKIO IN ATTESA DI NUOVE TRACCE SULLE ORME DI “Drowning In A Sea Of Love”..

  5. °mass.D° Dice:

    jO ! SE SEI ANDATO A SENTIRE NATHAN X MANGIARTI LE CHICCHE O PER FARTI DI ALTRE DROGHE SINTETIKE DEL CAZZO, SEI PROPRIO UN COGLIONE MENOMATO MENTALE!!! POI VABBè, PUò E NN PUò PIACERE MA NN PUOI E NON DEVI DIRE DI RIPRENDERSI AD UNO CHE TRA QUALCHE TEMPO SPACCHERà ALLA GRANDE.SONO 3 ANNI CHE LO SEGUO E FIDES CE NE SONO POCHI COME LUI.,,,ANKIO IN ATTESA DI NUOVE TRACCE SULLE ORME DI “Drowning In A Sea Of Love”..

  6. DAMN! Dice:

    Nathan assieme a holden stanno facendo un bel lavoro…se nn ci fosse gente come loro …tutto sarebbe omogeneo…(jo scusa ma tu nn capisci niente di musica)


Lascia un commento: