Volcano

di Gaetano Scippa  30 Ottobre 2006  Interviste, Musica

Senza-titolo-1.jpgIntervista tratta dal numero 42 di pig magazine del mese di maggio

Volcanic temper. Il primo gruppo rock ad entrare nelle grazie della Leaf, etichetta londinese piuttosto eclettica, ma conosciuta soprattutto per le sue proposte elettroniche (vedi Murcof o gli Icarus), non poteva che essere un trio altrettanto eclettico proveniente da Chicago. Questa volta niente blues, hardcore, post-rock o house, come vorrebbe la tradizione. I volcano! sono moderni esploratori dell’avant-rock: se da un lato parlano un linguaggio arty che paga pegno ai Deerhoof, agli Xiu Xiu e ai Radiohead più dissonanti, dall’altro mostrano personali segni distintivi pronti a deflagrare in qualsiasi momento. Proprio come un vulcano assonnato e silente, trascorrono periodi di calma apparente interrotti da brusche esplosioni ritmiche, dai rumorosi effetti di Mark Cartwright e dai caotici effluvi di chitarra rincarati dalla schizofrenia vocale di Aaron With…

Ansiogeni a livello cerebrale e fisico, i brani stop-and-go dei volcano! riescono, nonostante tutto, a mantenere un prezioso equilibrio tra aperture melodiche e picchi cacofonici, tra organizzazione e astrazione. Ce ne parla il batterista Sam Scranton.

Vi siete chiamati volcano! per le esplosioni della vostra musica?
Ci siamo dati questo nome in parte perché è stato il primo ad essere proposto senza che nessuno di noi lo odiasse.
Abbiamo probabilmente sentito inconsciamente che sarebbe stato appropriato per la nostra musica e per questo motivo ci avrebbe messo tutti d’accordo, ma non ci siamo imposti di trovare un nome che catturasse il nostro suono.

Il titolo dell’album Beautiful Seizure, invece, da dove arriva?
L’abbiamo preso da un verso cantato da Aaron nel pezzo Red and White Bells. Anche questo nasce da un processo simile a quello per il nome del gruppo: il suono piaceva a tutti, nessuno lo odiava e quindi ecco il titolo. Ciò non significa che non c’è connessione tra i nostri titoli e la musica, solo che non pensiamo mai prima ai titoli.

Come mai siete il primo gruppo rock ad entrare nel roster della Leaf nei suoi dieci anni di storia?
La Leaf ha un catalogo di uscite discografiche decisamente eclettico. Nonostante che la maggior parte di esse siano considerate elettroniche, molte racchiudono in sé più generi. La voce e le melodie di Hanne Hukkelberg sono molto jazzy, i Psapp utilizzano suoni organici, gli Asa Chang and Junray combinano elementi elettronici con la musica tradizionale indiana, mentre gli Hawk and a Hacksaw suonano principalmente musica folk dell’est Europa. Con tutta questa varietà musicale, credo che fosse soltanto questione di tempo prima che un gruppo rock firmasse per la Leaf.

Come siete entrati in contatto con l’etichetta?
Gli abbiamo mandato un demo e a loro è piaciuto.

La maggior parte dei gruppi odia dare una definizione della propria musica, ma sarebbe interessante averne una vostra.
volcano!: gruppo rock con una personalità da cui prendere le distanze. No, sto scherzando. Credo che la nostra band cerchi davvero di raggruppare con coerenza tutte le cose che ci piacciono di più, scegliendo le più belle e tragiche e mischiandole in un’unica cosa.

Si può associare la voce di Aaron a quella di Tom Yorke? Quanta influenza hanno avuto su di voi i Radiohead?
I Radiohead ci hanno influenzato senza dubbio.
A tutti noi piace molto la loro musica, ma la nostra è stata contaminata maggiormente da gruppi come i Deerhoof e gli Xiu Xiu e, per quanto mi riguarda, anche i Genesis del periodo prog.

Di cosa parlano e a chi si rivolgono i vostri testi, che sembrano ironici e aggressivi?
I nostri testi sono a tratti aggressivi, è vero, ma in realtà non sono mai ironici. Spesso Aaron scrive qualcosa di specifico che poi astrae per creare metafore e immagini affinché ognuno di noi possa interpretarle a modo suo.
Quando suona aggressivo è per incontrarsi con l’intensità delle canzoni.

$40,000 Plus Interest: immaginate una vincita alla lotteria o siete indebitati fino al collo?
$40,000 plus interest è la somma esatta che Aaron deve al College in cui è iscritto.

La Lluvia si distingue per l’uso dello spagnolo. Come mai questa scelta?
Aaron ha studiato spagnolo in Argentina e ha iniziato canticchiarlo camminando per strada.
Abbiamo preso questa sua malinconica canzone e le abbiamo fatto un trattamento adatto ai volcano!.

Apple or a Gun potrebbe diventare una hit radiofonica (sempre ovviamente nei circuiti indipendenti)?
Abbiamo scritto questa canzone per caso. Un giorno stavamo provando un pezzo che ha preso una piega completamente sbagliata. Lo abbiamo suonato nei modi più assurdi e alla fine abbiamo scelto la versione più ballabile e divertente.Era esattamente ciò di cui avevamo bisogno in quel momento. Non credo che negli Stati Uniti sfonderà in radio, chissà in Italia…

Quali gruppi state ascoltando al momento?
Josephine Foster, Animal Collective, Juana Molina, Asa Chang and Junray, Lavender Diamond, Dirty Projectors e Brian Eno.

Per cosa saranno ricordate le vostre performance dal vivo?
Per i nostri sound-check, in particolare quando Mark prova certi strani suoni che stordiscono tutti i presenti.
Di Aaron, la gente si ricorderà quando balla in punta di piedi e sputa mentre urla; di me, quando mi arrotolo i pantaloni fino alle ginocchia, mi bagno di sudore e agito scompostamente le mie esili braccia.

Cosa significa crescere a Chicago, una città dalla spiccata tradizione musicale?
Significa poter assistere a tantissimi concerti di gran bella musica e, qualche volta, poterne fare di altrettanto bella.

Come trascorrete le vostre giornate, oltre a fare musica?
Mark lavora in uno studio di incisione vocale part-time e ad un sito web musicale l’altra metà della sua giornata; Aaron è il coordinatore di un centro educativo rivolto alla comunità latina del nord di Chicago; io invece lavoro per un legale, esperto in materia discografica e drammaturgia.

Si può vivere oggi di sola musica?
Noi non possiamo ancora permettercelo.

Siete schizofrenici come le vostre canzoni?
Siamo tutti completamente schizofrenici.

Vi drogate o avete altre dipendenze?
Ti riporto la frase di un testo di Nas: “Life’s a bitch and then you die; that’s why we get high, cause you never know when you’re gonna go (La vita è una puttana e poi muori; ecco perché noi sballiamo, perché non saprai mai quando te ne andrai, ndr)”.

Cos’è che vi eccita?
Una bellezza talmente calda che non può non infiammare.

Vinile o Mp3?
Nessuno esclude l’altro. A me piacciono entrambi.

Quali dischi o libri vi portereste su un’isola deserta?
Music for Airports e On Land di Brian Eno.

Vi ricorderete di Pig quando diverrete famosi?
Vi ricorderete di noi se non lo saremo?



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