Alastair Magnaldo

sconosciuto-4.jpgIntervista tratta dal numero 45 di pig magazine del mese di Settembre.

Figli delle stelle / Eroi di un sogno. Un luna park fatto di sole lune e stelle. Un crepuscolo zuccherino. Il cielo si rompe. Il mare si spacca. La terra trema. E tutto questo diventa un gioco per piccoli avventurieri. Le immagini di Alastair Magnaldo hanno quella poesia luccicosa e notturna che sembra uscita dalle fiabe, ma non quelle di Disney… quelle che ci raccontavano nei dormiveglia, quando mezzi addormentati trasformavamo le parole in immagini. Una vela tra sogno e realtà. Una spaccatura per sbirciare al di là. Tutto qui. Chi vuole fare un salto in cielo?

Sei uno scienziato, fisica e chimica, e le tue fotografie ne risentono, hanno una specie di aura alchemica… come mai questa fascinazione per gli “elementi”?
Infatti, gli elementi che dici non sono l’essenza delle foto ma link tra le scene e le presenze umane. Per me è importante realizzare un’immagine totale e armonica nelle varie parti che la compongono.
E nella tua vita hai un approccio scientifico?
Il termine scientifico porta con sé un bel po’ di idee erronee. Per me “scienza è la gioia di scoprire”, una falsa ingenuità permanente e soprattutto mettersi in uno stato mentale “predisposto alla sorpresa in ogni momento”. Tutto questo si vede nelle mie foto. Potrei anche aggiungere “dubbio” e “incertezza”. Così la risposta è sì, ho un certo grado di approccio scientifico alla vita in generale. Anche se oggigiorno il termine “scientifico” per alcune persone indica l’essere calcolatori, con pochi e freddi sentimenti, concetto che non mi appartiene.
Dall’idea alla stampa… come fai?
Tecnicamente uso tutte le tecniche, moderne e non, che conosco. Artisticamente faccio come un collezionista d’oggetti. Ogni immagine è pensata e poi disegnata in un libro. Quindi aspetto che gli oggetti giusti mi capitino sotto gli occhi, quando viaggio qua e là. A volte ci ho impiegato anche due anni per concretizzare un’idea.sconosciuto-1.jpg
C’è sempre il cielo. Cose che si appendono/esplodono/piovono/scendono… è perché non possiamo farlo nella vita reale? Perché c’entra la religione? Perché?
Hai ragione. Costruisco le scene come se guardassi in faccia un bambino. C’è sempre una storia personale dietro. Ma non ti dico di più. Contrariamente ad altri fotografi che lavorano con i bambini, ad esempio quelle molto estetiche di Loretta Lux (cfr http://www.pigmag.com/content/view/367/30/), nelle mie immagini succedono cose, c’è più interazione che suggestione. La ragione principale è che io do la precedenza alla creatività e all’originalità. Il lato estetico è solo una scusa per esporre un lavoro originale, personale e profondamente unico. C’è un legame tra questa risposta e la più profonda giustificazione al nostro diritto di vivere.
Dopo che scatti in un posto, questo resta com’era prima o muta? Fare una foto modifica il soggetto? C’è un principio di azione/reazione al click?
Un’idea base che metto sempre davanti a me è che uno scenario non è mai bello per definizione, ma perché io o te o qualcuno lo considera tale. Un capolavoro non è tale per dato di fatto ma solo perché lo mettiamo in un museo. Questo principio è applicato spesso. Un panorama semplice è elevato al grado di bello grazie alla forza immaginativa dei bambini (che siamo noi che guardiamo).
Cosa c’è dietro al sorriso della Gioconda?
Beh, quello che ognuno di noi ci vuole vedere. Per me si nasconde il “tanto”, c’è sempre un brivido di scoperta. E’ anche per questo che il cielo è vuoto nell’ultimo pezzo.
I tuoi maestri?
Ho sempre difficoltà con queste domande. Ne amo talmente tanti che non posso davvero scegliere. In questo periodo sto riscoprendo Rilke.sconosciuto-2.jpg
Hai un sogno – o un incubo – ricorrente?
Sì. Finirla di vendere questo pianeta.
In che futuro vivranno i tuoi figli?
Saperlo…
Spero solo che vedranno le cose nello stesso modo dei loro figli.
Il tuo insulto preferito?

Beh… quello che Materazzi ha detto a Zidane!!
Cosa ti ripetevano sempre i tuoi genitori?
“Devi sempre saltarci fuori”. Ho sempre sentito che dovevo assumermi le mie responsabilità.sconosci4.jpg

www.almagnus.com




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