Archivio di Gennaio, 2007:
Orbdi Gaetano Scippa 18 Gennaio 2007 Interviste
Intervista tratta dal numero 44 di pig magazine del mese di Luglio/Agosto. Dub side of the Orb. Gli Orb hanno rivoluzionato la scena elettronica nei primi anni ‘90 inventando un nuovo genere musicale, l’ambient house, basato su una formula tanto semplice quanto efficace: recuperare l’acid di Chicago, rallentare e scaldare i ritmi con il dub, immergere l’insieme (grazie ad abili campionamenti, mixaggi e filtraggi di suono) in atmosfere tra il cosmico e l’ambient degli anni ‘60 e ’70 e, soprattutto, senza mai prendersi sul serio. Dopo quindici anni, delicati cambi di formazione e qualche passo falso (Cydonia) durante il proprio percorso, Alex Paterson e Thomas Fehlman sono tornati con Okie Dokie la coppia geniale e indissolubile che ha reso celebri gli Orb in tutto il mondo. Il primo, il cuore del gruppo, con un passato “hooligano” alle spalle prima ancora che roadie per i Killing Joke e assistente di Brian Eno, ha tirato fuori i geni scozzesi con il suo carattere sanguigno e una bottiglia di whisky; il secondo, la mente, è lo stesso timoniere dalla compostezza austro-ungarica che in silenzio ha manovrato e mantenuto a galla il barcone quando questo, dopo due album capolavoro, stava per affondare. Dopo un inizio non privo di timori reverenziali e animato da tensioni sull’argomento “giochi di ruolo”, il confronto con i due è maturato sull’evoluzione sonora del gruppo fino a concludersi in un’atmosfera amichevole e salottiera. |
The Radio Deptdi Marco Lombardo 18 Gennaio 2007 Interviste
Intervista tratta dal numero 44 di pig magazine del mese di Luglio/Agosto. Pet grief boys. Dopo l’esordio folgorante “Lesser Matters”, entrato di diritto negli annali della pop music contemporanea come un “classico minore”, i The Radio Dept ritornano con un disco controverso e bellissimo intitolato “Pet Grief”, in bilico tra i riverberi e le distorsioni del passato recente e il presente di un’elettronica brumosa ed emozionale. La fragilità dei Pet Shop Boys e il fascino dei Jesus and Mary Chain. Davanti ad uno specchio. Come dei moderni Beach Boys senza gelatina nei capelli. Ho incontrato Johan Duncanson, cantante e autore del gruppo, a Stoccolma, dopo aver seguito la band durante la loro data di Uppsala, qualche giorno prima, per una serie di scatti fotografici. Una tiepida serata primaverile a Stoccolma e Johan in vena di chiacchiere e confidenze. Più di tre ore trascorse in un attimo e qualche bicchiere vuoto abbandonato sul tavolino del bar. Di seguito un breve resoconto, e qualche piccola, inaspettata, rivelazione al vetriolo. |
Gratis al concerto di Jarvis!di Depolique 8 Gennaio 2007 Eventi, Musica
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