Il terzo ed ultimo giorno del Sonar, visti i bagordi della noche precedente, parte dei ricordi della quale sono vagano senza meta in qualche remota zona del cervello, inizia davvero faticosamente. I momenti salienti della giornata da tabella di marcia sono l’intervista a Cornelius e ai Devo e conseguente live della band di Akron Ohio, assente dalle scene da un ventennio.
Cibalgina, doccia e qualche parola buttata lì a casa e Mr. Mister e Depo sono pronti ad uscire per l’intervista al geniale muscista nipponico visto dal vivo la sera precedente.
Meschina è più di la che di qua, inutile quindi separala da coperte e divano.
A fare da filtro tra noi e Cornelius the genius ci sta Riki, agente, traduttore e tuttofare dell’artsta.

Se avete visto Lost In Translation (la scena in cui Bill Murray “interagisce” con il regista per lo spot del whisky) potete immaginare come le risposte chilometriche di Cornelius venissero tradotte a monosillabi da Riki e farvi un’idea del copione della nostra chiacchiarata a quattro.
Dopo esser stati investiti di un improbabile incarico di promoters per l’Italia di Cornelius (venghino le agenzie concerti nostrane a contattarci per portare da queste parti uno show davvero incredibile) sayonara e via.
Recuperiamo Meschina e Nacho che vagavano inspiegabilmente, carramba, proprio sotto all’hotel e voliamo dai Devo.
Ad attenderci la truppa di Qoob, capitanata da Gae che bombarda di domande il quintetto americano che si trincera dietro a un tavolino per respingere i suoi attacchi frontali e forse rimpiange di essersi riunito.

Al Sonar del dia, dove c’è gente che ha ancora tanta voglia di divertirsi, lo salutiamo con l’esibizione dei sempre deliziosi Junior Boys.

Proprio mentre ci accingiamo al ritorno a casa scoviamo tra la folla uno che se avessero organizzato questa manifestazione venticinque anni fa sicuramente vi avrebbe suonato: Mr. Alexander Robotnick.
L’ultima notte non offre granchè, secondo il nostro punto di vista, o forse siamo semplicemente così stanchi e sopraffatti dalla fame (vedi sotto) da convincerci di ciò.

Fatta eccezione per i Devo, i Mogwai (di cui però abbiamo sentito il soundcheck) e il live di Matthew Dear, l’idea di mischiarci con il pubblico di Jeff Mills, Dave Clark, Miss Kittin non ci passa lontanamente per la testa.

Quindi dopo aver visto lo show dei Devo, che hanno dato e daranno sempre la paga a tutti i posers statuari dell’indie rock d’oggigiorno, Matthew Dear e Fangoria

una sorta di Bertè spagnola passata dal punk al pop elettronico, accompagnata da due super travoni onstagee dal suo fido pubblico gay friendly, facciamo ritorno a casa.

Domani ci aspetta un lungo viaggio alla volta dell Italia. A presto.
Depo, Mr. Mister & Meschina (foto, anche quella di Bill)
29 Giugno 2007 alle 19:36
ahahahahahaha! ma che foto salano fuori quando cliccate sulle foto sopra???
ahahahahahaha
voi siete fuori
29 Giugno 2007 alle 19:36
MA CHI E’ IL BELLO CON IL PANINO GIGANTE?! ME GUSTA WOW!
30 Giugno 2007 alle 20:01
esaustivo ed esauriente!
3 Luglio 2007 alle 01:51
woo haaa!
3 Luglio 2007 alle 16:34
ma l’è uno spétacolo…
soprattutto la spanich version della Berté..
incredibbile…….
http://www.apricot-juice.com
4 Luglio 2007 alle 21:14
Cheers from the Cote D’Azur…Depo for president.
Don’t Stop Believin’
10 Luglio 2007 alle 14:39
minchia che sito di giustoni. fighetti sfigati ahhhaaahhaaaaa