PIG’s Best Music of 2008: Albums

Ladyhawke – s/t (Modular)
Pip Brown firma il disco pop dell’anno. Magic, My Delirium, Back Of The Van, Paris Is Burning e Dusk Till Dawn: 5 singoli 5, cose da altri tempi. Il suo esordio a metà tra Stevie Knicks e remix generation è già un best of.

MGMT – Oracular Spectacular – (Columbia Records)
Belli e dannati, con due visini da cover story e un look da guerrieri firmati Cassette Playa. Premesse da hype infondato, finché ascolti Oracluar Spectacular e tutto comincia a girare in un caleidoscopio di flashback e flashforward.

Hercules & Love Affair – s/t – (DFA)
Dopo anni d’agitazione nell’underground la disco music torna sotto i riflettori. Andy Butler ne scrive il manifesto con Kim Ann Foxman e Nomi, mentre Antony canta il nuovo inno. C’è chi parla di miglior disco dance a stelle e strisce del decennio… Un motivo ci sarà.

Cut Copy – In Ghost Colours – (Modular)
Tim “DFA” Goldsworthy lancia il trio australiano nello spazio. I Cut Copy entrano di soppiatto nell’Olimpo del dance rock usando la porta sul retro. Cosa diranno Soulwax, LCD Soundsystem e !!! ?

Mystery Jets – Twenty One – (Rough Trade)
“Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla”. Blaine e compagni ne hanno un sacco e sanno bene come fare. Miglior indie band britannica. Garantisce Erol.

Last Shadow Puppets – The Age of the Understatement – (Domino)
Il bambino d’oro Alex Turner sorprende tutti e con l’amico Miles Kane da alle stampe un mezzo capolavoro sospeso tra Scott Walker e Morricone. Chiamatele ragazzate…

Santogold – s/t – (Down / Lizard King)
Ai detrattori che aspettavano di tacciarla come semplice clone di M.I.A. Santi White ha risposto coi fatti. Il suo esordio è furbo e piacione, pop e crossover, quanto basta per tirare tutti dentro. Disco “d’oro”.

Lykke Li – Youth Novels – (LL Recordings)
Non un singolo, non due, ma un intero album. Bjorn produce, ma lei…che voce. Bella, sexy, praticamente una diva. Basta guardarla negli occhi e vedere come si muove sul palco.

Sébastien Tellier – Sexuality – (Record Makers)
Un pianista che gioca coi synth o un robot a lezioni di piano? Poco importa. La passione di Sexuality non ha eguali e la sinergia Sebastien e Guy-Man è quella da ricordare in questo duemilaeotto.

Crystal Castles – s/t – (Last Gang Records)
In principio era 8 bit music, poi sono arrivati i Crystal Castles. Electro, pop, glitch e punk parti di un amalgama perfetta. Poi la voce di Alice che entra e fa terra bruciata. Come un phon accesso all’apice di un bagno caldo.
+3
Fuori per un pelo ma meritevoli di premurose attenzioni: il primo vero lp dell’astronauta Lindstrøm, Dear Science, disco della controversa svolta pop dei TVOTR e l’omonimo esordio dei Fleet Foexs, già un classico moderno.

Lindstrøm – Where You Go I Go Too – (Smalltown Supersound)















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