PIG’s Worst Movies of 2008
I film che ho scelto come Worst per questo 2008 non si può certo dire che siano i peggiori in assoluto usciti nelle sale italiane. Ho optato per quelli che mi hanno deluso di più e la delusione può derivare da tanti motivi: un regista che ami che è impazzito, un film che proprio non ti aspettavi sarebbe stato reso così, una pellicola noiosa e molti altri ancora.

Indiana Jones e il tempio del teschio di cristallo
Di Steven Spielberg. Forse la delusione più grande di quest’anno… Ero una fan e lo stavo aspettando da così tanto che un po’ ho pensato che il motivo per cui ci ero rimasta così male era che avevo troppe aspettative, ma poi mi sono detta che non era solo quello… Lo spirito del personaggio è rimasto intatto, ma Spielberg questa volta ha voluto proprio esagerare introducendo temi come la famiglia, un surplus di effetti speciali e… ancora gli alieni!!! Del genere “altre vite dello spazio” Spielberg si può dire sia stato un maestro, ma dopo La guerra dei mondi si sperava si fosse rassegnato… e invece sembra proprio di no! Un brutto modo per chiudere defintiivamente la storia di uno dei personaggi che ha fatto la storia del cinema.

Miracolo a Sant’Anna
Di Spike Lee. Spike Lee non si è risparmiato per quello che prevedeva potesse essere il suo colossal arrivando a… annoiarci fino all’ultimo sbadiglio. Troppi personaggi, troppa storia (quella con la S maiuscola) solo accennata e mai approfondita, troppi luoghi comuni… Insomma troppo di tutto, ma ben fatto di niente. E poi, quel finale… Non ci sono parole, ma non perché sia rimasta senza fiato dalla meraviglia. Non ce ne sono punto.

Speed Racer
Dei fratelli Wachowski. D’accordo che le vicende del cambiamento di sesso di Larry Wachowski hanno fatto il giro del pianeta, ma… c’era bisogno di tutto quel rosa per farlo dedurre a chi ancora non lo sapeva??? A parte gli scherzi, Speed Racer finisce nei “worst 2008” perché, sebbene il lavoro di computer grafica abbinato a live action sia davvero meritevole, li preferivo (come penso un po’ tutti visto il flop in sala) quando erano più dark, e meno da videogame.

Shangay Baby
Berengar Pfahl. Il romanzo scandalo di Zhou Weihui, censurato in Cina, ha avuto una trasposizione cinematografica degna di quelle fatte per i romanzi di Moccia. La curiosa e innamorata Coco, che vive due relazioni parallelamente (una più platonica con l’impotente Tiantian e una solo sessuale con il prestante Mark) è stata trasformata in una sorta di oca odiosa e ninfomane. Si poteva scavare di più nel romanzo…

E venne il giorno
Di M. Night Shyamalan. Ogni volta che esce un film di Shyamalan la critica si agita gridando al capolavoro. Io ogni volta rimango ad assistere incredula. E venne il giorno, a mio avviso, è e rimane solo una furba mossa del regista che dopo un film terribile come Lady in the water, ha deciso di riprendere le tematiche di un suo lavoro di successo come The Village (pericolo che viene da forze sconosciute/conosciute, stato di sospensione della vicenda narrata) solo perché la prima volta aveva funzionato (era piaciuto perfino a me!). Per chi di Shyamalan apprezza la filosofia, la crescita continua di suspance e la costruzione narrativa ne sarà entusiasta… in questo film esaspera il suo stile! Io ne sono uscita solo esasperata…

Un giorno perfetto
Di Ferzan Ozpetek. C’eravamo tanto amati… Potrebbe essere il riassunto del film, ma anche l’epilogo della mia storia con Ferzan, che sembra non si sia più ripreso da Cuore Sacro (che noia) in poi (Saturno Contro è carino, ma poteva fare meglio senza troppe scopiazzature dal suo passato)… E’ come se Ozpetek avesse perso la sua verve narrativa, abbandonandosi a una regia troppo didascalica e prevedibile. Peccato…

L’incredibile Hulk
Di Louis Leterrier. Dopo la noiosa versione di Ang Lee, riprendere Hulk voleva dire farlo risorgere o farlo definitivamente morire. Beh… Qui siamo nel secondo caso… Leterrier ci ha provato usando un cast stellare e cercando di costruire un Hulk più vicino alla serie televisiva che tanto abbiamo amato (quello con i pantaloncini blu che si incazzava se solo gli schiacciavi un piede). La storia, la resa filmica e il “pupazzone”, in verità, mi hanno fatto uscire dal cinema con un vago senso di collera per un fumetto troppo bistrattato dalla cinematografia.

Dr. Plonk
Rolf De Heer. Questo film lo ammetto, finirà nei “worst” solo per un mio modo di pensare (giusto o meno che sia). La storia ambientata nel 1907 è quella di Plonk, scienziato pazzo che trova un modo per viaggiare nel tempo. Rolf De Heer racconta questa storia omaggiando il cinema delle origini, come se fosse un film muto. D’accordo la sperimentazione di generi, ma siamo nel 2008, e mi sia permesso il dubbio che una simile scelta può essere un diversivo per celare una storia stravista.

Sogni e delitti
Di Woody Allen. Non avrei mai creduto di arrivare a mettere Woody Allen (uno dei miei registi preferiti di sempre) nella classifica dei “worst”, ma la delusione per questo suo film è tale che è stato uno dei primi a guadagnarsi un posto. Quello che doveva essere un thriller psicologico, è un affresco i cui personaggi rimangono solo sfumature monocromatiche. E anche in questo caso… il finale. Spero davvero per lui che sia stato il risultato di pressioni di produzione perché sembra davvero che abbia proposto la prima cosa che gli sia venuta in mente.

Il passato è una terra straniera
Di Daniele Vicari. Da Elio Germano mi aspettavo forse una scelta più oculata… Capisco la voglia continua di mettersi alla prova come attore, affrontando un personaggio complesso come quello di Giorgio e un ruolo che richiede anche una scena di stupro. Ma se il tutto viene fatto in maniera approssimativa, tanto che lo spettatore disorientato non capisce se ci è o ci fa, o meglio se sia finito lì a caso o per un motivo (come tutto il resto dei personaggi), allora vuol dire che hai fatto un passo indietro. Per non parlare della trasposizione cinematografica dell’omonimo libro di Gianrico Carofiglio: se nei libri dello scrittore la città è un personaggio vero e proprio della storia, Vicari fa dire a uno dei suoi personaggi che è Bari… poteva essere qualsiasi altro posto.













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