Quantum Of Solace

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Di Marc Forster. Ovvero la caduta del James Bond di Daniel Craig (spererei di poter dire la caduta definitiva di James Bond, ma vista la recente carenza di idee dei blockbuster made in U.S.A. non azzarderei). Sono tanti i problemi di questo film, ma uno su tutti è che della trama non si capisce un cavolo: c’è Bond che reduce dal trauma sentimentale visto in Casino Royale (che era ancora decente) cerca di superarlo e intanto affronta una missione in cui conosce una gnocca da urlo che finisce a fargli da psicologa (incredibile, non se la tromba!). La pellicola è una carrellata di locations diverse, dal Lago di Garda a Siena, da Londra ad Haiti, e di sequenze d’azione sempre più spettacolari. Nonostante ciò lo sbadiglio arriva lo stesso, soprattutto quando vedi il personaggio di M (la donna tutta d’un pezzo che vive solo per il lavoro) trasformato in un surrogato di madre di Bond che si fa il bagno ai profumi per rilassarsi dopo la faticosa giornata. Orrore! Se non avete di meglio da fare…

Scritto il 31 marzo 2009 da Valentina Barzaghi - Nessun commento »

La Terra Degli Uomini Rossi – Birdwatchers

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Di Marco Bechis. Il film che aveva fatto tanto rumore durante la scorsa kermesse veneziana, è poi finito rapidamente nel dimenticatoio all’uscita in sala. Non essendosi portato a casa nulla, tutti coloro che durante il festival dicevano “ah, da vedere” per non sembrare troppo poco acculturati, ci hanno ripensato ripiegando su un più veritiero “sì, ma che mattone”. Chi conosce Bechis, sa che non stiamo parlando di un regista notoriamente leggero: suo era l’indimenticabile, ma crudo, Garage Olimpo sui desaparecidos argentini. Anche questa volta il tema è politico e l’intento finale è la denuncia. 2008 Mato Grosso do Sul (Brasile): a pochi passi gli uni dagli altri vivono fazendeiros, possidenti di coltivazioni transgeniche che trascorrono il loro tempo a guardare gli uccelli insieme ai turisti di passaggio, e gli indios, legittimi abitanti di quelle terre ridotti in condizioni di schiavitù. Per le condizioni inumane di vita, molti giovani arrivano al suicidio e sarà l’ultimo di questi a scatenare la ribellione generale. Da vedere se volete avere una panoramica su quello che accade ancora dall’altro lato del mondo.

Scritto il 31 marzo 2009 da Valentina Barzaghi - Nessun commento »

Blog of the Month: “Polkadots & Vodkashots”

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Intervista a Maja Casablancas di Fabiana Fierotti.

Ciao! Presentati.
Hei! Mi chiamo Maja Casablancas e vengo da Oslo, l’unica vera città della Norvegia. Hah. 

Quanti anni hai?
18. Finalmente!

Scritto il 31 marzo 2009 da Fabiana Fierotti - Nessun commento »

Mix leaf

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Più passa il tempo più lo sviluppo tecnologico facilita le cose, almeno in alcuni campi, come quello del djing. Il 4 Leaf iPod Platform è una piattaforma che permette a 4 dj di suonare insieme e sfidarsi. Ognuna delle quattro “foglie” raccoglie le canzoni contenute nell’iPod, il software e lo schermo touch screen fanno il resto, facilitando il mixaggio e fornendo anche dei piatti virtuali su cui far girare gli Mp3. Sembra che a Parigi siano impazziti per questa invenzione di Matthew Blythman. La vita è sempre più un gioco.

Scritto il 30 marzo 2009 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Energie SS09

di Ilaria Norsa. Foto di Sean Michael Beolchini. Modello Jacob Dahlstrom at Elite Models.

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Styleclash e rock’n’roll attitude per la collezione estiva di Energie, un viaggio a ritroso nel tempo tra colori anni ‘70, elementi fifties e dettagli sportivi all’insegna di un’estetica casual tra contemporaneo e vintage. Tre sono i mood in cui si divide la collezione: 70’s Pop, Techno Navy e Rockabilly in the ‘50s. L’ispirazione spazia dalle copertine dei vecchi 45 giri all’universo dei college americani e del rock’n’roll di “American Graffiti”, dalle banchine del porto di NY agli yacht club di Portland.

www.energie.it

Scritto il 30 marzo 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Ooga Booga Store

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Intervista a Wendy Yao di Fabiana Fierotti

Ooga Booga è una sorta di “bazar”, a Los Angeles, dove non mi stupirei di trovare ogni sorta di oggetto: libri, vestiti, opere d’arte, accessori sono solo dei piccoli esempi, visto che c’è chi entra in cerca di pizza o manicure. Wendy, la proprietaria, lo ha aperto per dare piena e libera espressione alle culture indipendenti, nonché agli artisti emergenti più sperimentali. All’interno dello shop si può assistere a vari tipi di eventi: dalle letture ai concerti, dai dj set alle proiezioni video.

Scritto il 29 marzo 2009 da Fabiana Fierotti - Nessun commento »

Bands Around: Little Boots

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Vice Live Tour @ Tunnel – Milano

Nome? Little Boots Età? 24 Da dove vieni? Blackpool, England Cos’hai nelle tasche? Mollette per capelli, batterie, dollari, euro, pounds e bacchette cinesi Qual è il tuo vizio segreto? Qualche volta rubo cose dai negozi. Solo cose piccole come rossetti o ovetti Kinder. Non so perché. Solo nei grandi centri, mai negozi piccoli. Chi è l’artista/band più sorprendente di oggi? Heartbreak, un incredibile duo italo disco da Londra. Loro ti romperanno il cuore, ma vorrai ancora innamorarti di loro. Di chi sei la reincarnazione? Probabilmente Calligola, corrispettivo latino di Little Boots. Che poster avevi nella tua camera quando eri piccola? Take That Ci dici il nome di un artista o una canzone italiana? Love In Your Eyes di Gazebo

Scritto il 29 marzo 2009 da Meschina - Nessun commento »

Boy

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Intervista a Scott Sternberg di Ilaria Norsa.
Foto di Scott Sternberg.
Models: Michelle Williams & Kirsten Dunst

Scott Sternberg era stufo marcio della proliferazione di creativi presuntuosi ed aspiranti tali, opinionisti e disoccupati travestiti da coolhunters, saputelli ed esperti di tendenze, “tuttologhi” e scienziati della lasagna, fanatici e sputasentenze, ciarlatani e improvvisati vari: in una parola era stufo degli “insiders a tutti i costi”. Così nel 2003 ha mollato un lavoro rispettabile e ben retribuito per mettersi a fare cravatte. Pirla direte. Genio, direi. Voleva creare qualcosa di genuino e non banale, tradizionale ma speciale, ma dire che si è sacrificato per la causa non è del tutto corretto… Una cravatta tira l’altra e nel 2004 Scott ha lanciato una collezione vera e propria: “Band Of Outsiders” (naturalmente); in breve ne ha fatto uno status symbol e si è poi goduto lo spettacolo. Per un po’: fin quando si è accorto di avercene fin sopra i capelli anche di tutti i cliché sulla moda femminil, o forse solo finché non si è accorto che il potenziale della sua creatura non si era esaurito e che al mondo mancava ancora qualcosa. Ha quindi regalato a “Band of Outsiders” una sorellina: sbarazzina, sexy e sartoriale. L’ha chiamata “Boy”: confuso direte, tutt’altro direi… Pensate a qualcosa di preppy – e con preppy intendo qualcosa di classico, un po’ fighetto ma disinvolto e molto cool; giovane, ma elegante e sartoriale; basico con un pizzico di snobismo, così esteticamente azzeccato da dare quasi fastidio, così spontaneo da darvi sui nervi. Pensate a un servizio fotografico fatto un po’ per caso, senza trucco né parrucco, con un fotografo e una modella improvvisati: sì, non so, una modella a caso, tipo Kirsten Dunst o Michelle Williams. Benvenuti nel meraviglioso mondo di Scott Sternberg.

Scritto il 28 marzo 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Loney Dear – Dear John

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La vita, per Emil Svanangen, non ha previsto un copione da protagonista. Una verità semplice, soffocante, come la malinconia di queste canzoni straordinariamente arrangiate. Vorrei possedere l’influenza di Pitchfork e trasformarlo in un principe azzurro. Non scherzo. (Polyvinyl Records)

Scritto il 28 marzo 2009 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Marissa Nadler – Little Hells

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Marissa ha ventisette anni e viene da un piccolo paese del Massachusets. E’ autrice di un folk celestiale, abitato da personaggi spettrali, sempre in bilico tra immaginazione e realtà. Un mondo raccontato in trasparenza, sognando ad occhi aperti. (Kemado Records)

Scritto il 27 marzo 2009 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Arnaud Loumeau

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Ancora una volta il Wok Store ci presenta un artista interessante, le cui opere verranno ospitate all’interno del negozio milanese a partire dal 12 marzo. E questa volta più che mai, secondo me, l’artista in questione assomiglia al negozio, o quantomeno alla direzione estetica che lo store ha preso con le sue scelte d’avanguardia in materia di abbigliamento (e non solo). Questa volta sarà il giovane Arnaud Loumeau a presentarci il suo universo creativo, universo fatto di grafiche caleidoscopiche, colori vibranti e combinazioni cromatiche che impressionano la retina. Nato trent’anni fa a Poitiers ma residente a Tolosa, appassionato di Fluxus, optical art e arte primitiva, nelle opere di Arnaud si colgono influenze della cultura indiana e di quella messicana, unite a una palese inclinazione per l’universo digitale, una predilezione per i videogiochi e un amore dichiarato per la cultura pixel. Badate però, le grafiche sono fatte a mano. Il 13 Wok ve lo presenta, ci mette i drink, qualche disco e naturalmente un bel po’ di vestiti interessanti… Preparatevi per un overdose di colore.

Scritto il 26 marzo 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Filthy Dukes – Nonsense In The Dark

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Venuti a galla con l’affaire nu-rave duca Olly e duca Tim hanno surfato l’onda indie dance con qualche remix di cui non ho memoria. L’album d’esordio poi arriva fuori tempo massimo e non brilla nemmeno per originalità, barcamenandosi tra SMD, SW e Presets. Next? (Fiction)

Scritto il 26 marzo 2009 da Depolique - Nessun commento »

Muffe luminose

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Queste luci/cartoni del latte di Anatomic Factory quando sono spenti sono totalmente bianchi, quando si accendono il contenuto prende il sopravvento e conquista il contenitore, rivelando un sorprendente mondo di muffe colorate (realizzate da Bombo).

www.anatomicfactory.com

Scritto il 25 marzo 2009 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Korean shop

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Seul. Distretto di Gangham. E’ qui che la moda dei giardini verticali ha fatto un upgrade. L’architetto Minsuk Cho di Mass Studies ha progettato il nuovo shop della designer balga Ann Demeulemeester ricoprendolo quasi interamente di vegetazione. L’idea dell’architetto era di trasformare la palazzina di tre piani, circondata da grattacieli, in una specie di organismo vivente. L’aspetto è molto minimal e sinuoso, raffinato, la curiosità è sapere come si sta dentro. se ci sono odori, fiori, insetti, vespe. Se qualcuno dovesse capitare da quelle parti in primavera ce lo faccia sapere. Grazie.

Scritto il 25 marzo 2009 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Dälek – Gutter Tactics

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L’hip hop corrosivo dei Dälek all’apice della sperimentazione. Droni che sfidano le leggi del metal, beat che martellano tutt’uno con l’mc mentre recita testi politici, shoegazing puro. Ascolto difficile ma trascendentale per chi crede nella reincarnazione dei Public Enemy. (Ipecac)

Scritto il 25 marzo 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Whaleless Berlin

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Dopo Londra, La Rochelle e il Festival della Creatività di Firenze, e in attesa del Festival della Fotografia Europea di Reggio Emila, Whaleless fa tappa a Berlino, dal 27 Marzo al 12 Aprile. La locatin è la Strychnin Gallery e gli artisti sono trenta, provenienti dalle più diaparate parti del pianeta, dall’Italia alla Colombia, dalla Cina all’Argentina: Ashley Wood, Catalina Estrada, Stuart Semple, Wayne Chisnall, Lee Baker, Arianna Carossa, Squp, Chris Bonobo, Ryan Obermeyer, Zaelia Bishop, Aurélien Police, Nicoz Balboa, Giuliano Sale, Silvia Argiolas, Kokomoo, Tamara Ferioli, Marie Luise Emmermann, Bethany Marchman, Jenny Bird, LostFish, Lisa Mei Ling Fong, Angie Mason, Chris von Steiner, Comoseta, Ansgar Noeth, Guillermo Rigattieri, Karin Andersen, Mimi S, Madeline Von Foerster e Zoe Lacchei.

Whaleless è un progetto artistico dedicato a tutti i creativi che vogliono esprimere la propria indignazione, rabbia, incredulità, vergogna e preoccupazione nei confronti della lenta estinzione dei grandi mammiferi marini. Inquinamento, pratiche di pesca insostenibili e i sonar di ultima generazione sono solo alcune delle cause che stanno mettendo a rischio di estinzione le balene. L’obiettivo che Whaleless si pone è comunicare la “consapevolezza” e il rispetto per l’ambiente che ci circonda.

Partner ecologico in quest’occasione è la Whale and Dolphin Consevation Society, alla quale andrà una percentuale delle vendite delle opere in mostra. (http://www.wdcs.co.uk/media/flash/whalebanner/content_pub_en.html)

http://www.flickr.com/photos/whaleless/

http://whaleless.blogspot.com/

http://www.new.facebook.com/group.php?gid=29218023061

http://www.whaleless.com/

Scritto il 24 marzo 2009 da PIG Mag - Nessun commento »

Bollywood fa il remake di Ritorno al futuro

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Molti di voi saranno già con le mani nei capelli a gridare “al sacrilegio!”… Come fare a darvi torto? A Bollywood sembra che la crisi non la sentano nemmeno e continuino a sfornare remake di vecchi capolavori hollywoodiani. Il web non ci da ancora una panoramica dettagliata della produzione, ma le fonti informano che con tutta probabilità saranno le due stars (se così si possono definire visto che nel resto del mondo non se li caga nessuno) Akshay Kumar e Aishwarya Rai i protagonisti della pellicola. Mentre Zemeckis con tutta probabilità ha avuto un arresto cardiaco, Bob Gale – lo sceneggiatore della saga originale – dice di non esserne stato informato. Unica fortuna su cui possiamo contare è che, a meno che non vi vogliate male e ve lo andiate a cercare, da questa parte del globo non lo vedremo mai.

Scritto il 24 marzo 2009 da Valentina Barzaghi - Nessun commento »

N.A.S.A – Spirit Of Apollo

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Non basterebbero i 300 caratteri disponibili per la recensione ad elencare gli ospiti coinvolti nel progetto stellare di Squeak E.Clean e Dj Zegon. Hip-Hop sì, ma futuribile. Potrebbe essere altrimenti con M.I.A., Lykke Li, Santogold, Tom Waits e David Byrne a fare la differenza? (Anti)

Scritto il 24 marzo 2009 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Flickr buddy of the month: Hasisi Park

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A cura di Sean Michael Beolchini.

Come ormai avrete capito, ogni mese ci piace girovagare su flickr e dopo ore perse dietro foto di belle figliole, paesaggi mozzafiato e tanti maghi del photoshop si trovano anche delle piccole gemme di fotografia amatoriale, che non dovreste lasciarvi sfuggire!!!

Scritto il 23 marzo 2009 da Sean Beolchini - Nessun commento »

Yuksek – Away From the sea

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Il francese Yuksek, non inventa nulla nei cinquanta minuti che ritaglia al suo esordio sulla lunga distanza. Si limita a copiare a destra e sinistra con un entusiasmo genuino e coinvolgente, guadagnandosi assoluta approvazione. French-blog-house, se non l’avevate capito. (Barclay)

Scritto il 23 marzo 2009 da Marco Lombardo - Nessun commento »

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