Jonas & Francois
Intervista di Valentina Barzaghi. Foto di Maciek Pozoga.
Jonas & Francois, 27 anni, sono i due filmmakers di Parigi che si sono fatti conoscere grazie al premiatissimo video di “D.A.N.C.E.” per Justice, realizzato in collaborazione con SoMe. Da allora è stata una parabola in continua ascesa, che li ha portati l’anno scorso a collaborare nientemeno che con tre pop stars di fama mondiale come Madonna, Timberlake e Timbaland per il video di “4 Minutes”, che non annoverano tra i loro lavori più riusciti ma che, mandato a loop per mesi, ha acceso parecchi riflettori su di loro. Nonostante tra le altre collaborazioni possano contare anche il sempre oculato Kanye West, per il video di “Good Life”, Kavinsky per “Testarossa Autodrive” o The Presets per “Talk Like That”, sono onesti nell’affermare che solo con i video non ci riescono a campare, ma che anche fare commercials può essere divertente: basta osare, riuscire a fare la differenza. Geometrici, colorati, semplici, ad effetto: il loro stile, nato con un connubio pop tra girato e grafica, è inconfondibile. Anche se ormai in molti tentano di scopiazzarlo, è difficile stare al loro passo: Jonas & Francois si rinnovano di continuo e come il vino che bevono a litrozzi da buoni francesi, migliorano col passare del tempo. Reduci dalla loro ultima fatica, il video di “Kilometer” per Sebastien Tellier, proprio ora si stanno dedicando ad un periodo che amano definire “preliminare”, in cui sperimentano nuove tecniche, inquadrature e stili registici. Chissà cosa ci riserveranno ancora…
Ciao ragazzi! Come state?
Congelati
Cosa state facendo? Dove siete?
Jonas: Sono in Francia, a casa, sulla mia sedia da lettura; guardo il mio computer e ho il mouse in mano.
Francois: Sono a Parigi, a casa, schiacciato sul divano con il laptop sulle mie ginocchia (sì, lo so… non va bene per il…) tentando di rispondere alle tue domande (per il magazine dei tre porcellini… ah ah ah… scherzo).
Arrivate da un periodo di duro lavoro? Ho sentito che stavate finendo l’ultimo video di Tellier…
Sì! Abbiamo lavorato forte, come se fossimo in un videogame fuori di testa, tipo Connect 4, Boggle e Scramble. Seriamente… a parte quello che vede la gente, che è solo la cima dell’iceberg (sto parlando del risultato finale, del video), noi scriviamo anche una buona quantità di video e commercials che poi non vanno da nessuna parte… è un aspetto della nostra vita da registi: lavoriamo tutti i giorni, ricerchiamo, scriviamo, proviamo a fare un sacco di cose con le nostre macchine da presa, sperimentiamo effetti video… attualmente ci siamo buttati in un sacco di questi lavori “preliminari”.
Tornando a Tellier… L’idea era quella di mostrarlo come una sorta di Gainsbourg-Timberlake-Guru. Volevamo realizzare un video in cui fosse visto come una star sexy e venerata, con intorno un sacco di ragazze adoranti, ma il tutto doveva comunque avere uno stile molto francese. Diciamo che non ci è dato sapere esattamente dove siamo o quando, l’idea era quello di mostrare un genio nel suo elemento, con qualcosa di allucinatorio (gli occhiali 3D), la sua violenta fame che traspare dalla camera e qualche bel culo da tastare. Volevamo rappresentare una pazzia gentile e dolce, solo a tratti sensuale… niente di eccitante o provocatorio, ma tranquillo, con un’atmosfera rilassata, quasi immobile. Solo gli hot dogs hanno un richiamo sessuale esplicito, il resto è tutto molto convenzionale e, dopo tutto, è esattamente come volevamo fosse. E’ stato un video divertente da realizzare e nato con le migliori intenzioni, proprio come potrebbe essere un video per Richard Clayderman (pianista francese).
Com’è stato lavorare con Sebastien?
E’ come un lecca lecca al caramello. Dolce, delizioso, vuoi sempre di più da lui perché in fondo lo ami. Il ragazzo è davvero adorabile, oltre che un vero brillante.
Vi potete descrivere l’un l’altro?
J: Enigmatico, introverso e soffice fuori. Vorrei parlarti del suo lato interiore, ma non abbiamo molto tempo e onestamente potresti avere uno shock scoprendo quanto è sensibile.
F: Un po’ sparso, ritardatario, amabile quanto basta.
Allora… siete davvero giovani, avete 27 anni entrambi se non mi sbaglio, ma la vostra scalata al successo è inarrestabile. Come avete iniziato a lavorare nel campo dei videoclip? Ve lo saresti aspettati un simile successo?
Sì, abbiamo entrambi 27 anni. Ora sappiamo di certo cosa vogliamo ci accada, ne abbiamo parlato con Marty McFly (da Ritorno al Futuro) giusto ora… A parte gli scherzi… Abbiamo sempre realizzato i video che ci piacevano, con il risultato che erano esattamente come li avevamo pensati in fase di lavorazione. Siamo comunque molto critici verso noi stessi. Parlando dei successi, ci teniamo a dire che comunque non è stato sempre tutto così facile come può sembrare… Cerchiamo sempre di vedere come reagisce l’audience, come lo trova la band, in quali cose dobbiamo ancora crescere e quali sono troppo tardi aggiungere. Fare le cose senza pensarci, fare video seguendo sempre la stessa direzione, solo per il proprio divertimento, è RIDICOLO. Noi abbiamo sempre mirato al risultato. Certo, qualche volta ci siamo riusciti, altre no. E’ per questo che riteniamo che la fortuna del momento abbia davvero poco a che fare con il reale successo, in tutti i sensi; è più una storia d’intelligente combinazione di talenti, come per il video di D.A.N.C.E.
Parlando appunto di D.A.N.C.E. per Justice. Come vi è venuta l’idea e come l’avete poi realizzato tecnicamente?
Per prima cosa abbiamo fatto il teaser per l’Ed Banger Rec vol 2. L’idea era quella di animare la cover dell’album disegnata da SoMe. Il tutto ha avuto un buon riscontro e quindi la Ed Banger ci ha chiesto di fare D.A.N.C.E. nello stesso modo, con una versione su T shirt. Non ci aspettavamo certo tutto questo successo, ma ce lo godiamo ancora oggi. Il nostro rapporto con la Ed Banger è super, amiamo quei ragazzi e il loro spirito.
Vi ricordate il momento esatto in cui avete avuto il vostro primo lavoro?
Il primo che ha avuto un lavoro è stato Francois: lavorava nel sud della Francia, nella raccolta del grano. Era davvero giovane e aveva pochi soldi. Dopo siamo diventati amici.
Vi considerate famosi?
J: Ogni tanto prendiamo i costumi scintillanti e ascoltiamo Michael…
F: No davvero. Sarebbe da bulli; molta gente è più famosa di noi, si può vedere solo da Youtube credo… Cosa rende una persona famosa? Penso che non significhi nulla, ognuno può essere famoso, basta che faccia quello di cui si occupa in modo fuori dal comune. No, non ci sentiamo famosi. Ci conoscono solo le persone interessate al nostro lavoro, non è lo stesso.
Ma se doveste scegliere, qual è il lavoro che preferite tra quelli che avete realizzato fino ad oggi?
E’ una domanda un po’ ambigua… Il migliore potrebbe essere D.A.N.C.E. per Justice perché è anche il più famoso tra quelli realizzati fino ad oggi, oltre che il più premiato e riconosciuto. Altri che ci piacciono sono quelli hip hop: sono assolutamente pazzi.
E qual è, invece, quello a cui siete maggiormente legati, se ce n’è uno in particolare?
Sulla carta, sicuramente quello di Madonna, davvero creativo. Poi però è stato veramente difficile da trattare e il risultato finale non ci ha reso del tutto felici. Guardandolo ora, ci sarebbe piaciuto che fosse un po’ diverso. Sul serio, l’idea era davvero incredibile, con un sacco di potenziale! Madonna ne era innamorata, ma un anno dopo (ora) abbiamo capito che non ci eravamo mossi nella giusta direzione… capita…
A proposito del video di 4 Minutes… Siete giovani e avete già diretto pop stars del calibro di Timbaland, Timberlake e Madonna. Come vi siete trovati con loro sul set?
E’ andato tutto veramente alla grande sul set; gli artisti sapevano esattamente cosa fare, d’altronde fare le stars meticolose e irraggiungibili è una cosa stupida, che non aiuta i registi. Erano tutti molto disponibili e preparati sul da farsi. Certo, come situazione era abbastanza surreale, ma poi è stato più semplice del previsto, anche perché sono dei professionisti, allenati per lavorare duramente per molte ore sul set.
Ok… fatelo per me che son una fan… Descrivete Madonna a chi non avrà mai la possibilità di lavorarci insieme?
Come tutti d’altronde, si aspetta molto dal tuo lavoro, ti mostra quello che vorrebbe fosse il risultato, ma vuole che tu faccia altrettanto con lei. L’abbiamo trovata una persona sincera e possiamo dire che la cosa ci ha sorpreso. E’ adorabile e quindi è facile lavorare con lei, anche perché vuole essere sull’intera lavorazione del video, dalla A alla Z (davvero… dallo storyboard al montaggio), ma sta a sentire quello che dici. Questa è una cosa da non sottovalutare!
Una cosa divertente accaduta sul set?
J: Madonna ci chiamava “weirdos”, perché voleva vederci correre da una parte all’altra del set, come animaletti impazziti.
Come organizzate il vostro lavoro sul set?
Facciamo tutto insieme. Stiamo entrambi dietro al monitor, così come vicino alla camera ad annoiare i tecnici. Abbiamo un ottimo rapporto con il nostro direttore della fotografia. Ci piace che le cose riescano nel modo giusto e aiutiamo ognuno a dare il meglio di sé.
Tra tutti gli “young talents” che ho intervistato, mi sembrate quelli che lavorano di meno con low budgets. E’ così o mi sbaglio?
Lavoriamo ANCHE con low budgets, ma se non si vede credo sia un buon segno! E’ ovvio che se hai l’opportunità di lavorare con più soldi e gli artisti che ti piacciono, francamente… perché mai dire di no? La nostra casa di produzione (EL NINO) al momento è una delle migliori perché ci dà la possibilità di lavorare ad alcuni dei progetti più fighi che ci siano in circolazione! Credo sia raro, vista la competizione che c’è in giro… quello che voglio dire è che ormai non basta più avere una buona idea!
Da quanto tempo fate parte della EL NINO e com’è cominciata la vostra collaborazione con loro?
Abbiamo iniziato tre anni fa con il video per Kavinsky.
C’è qualcuno dei vostri colleghi che stimate in modo particolare?
Megaforce, sono come un’associazione, una famiglia allargata. Hanno un sacco di idee, sono dei geni e riescono a reinventarsi di continuo. Anche noi siamo giovani talenti giusto? Il meglio lo devi ancora vedere. Yes Olalala yes!
Ma c’è qualcosa di frustrante nel vostro lavoro?
Avere buone idee che non riescono ad essere realizzate e vedere poi le cose orribili che invece vengono prodotte. Qualche volta succede!
Ma avete mai avuto problemi economici a causa del vostro lavoro? Ci riuscite a vivere?
No. Realizzare video musicali non paga, se non che in presenza di un grosso budget, cosa che però non accade pressoché mai, se non con grandi pop stars! Questo è il motivo per cui facciamo anche molti commercials, nonostante i videoclip rimangano il nostro primo amore.
A proposito di star… Che mi dite di Kanye West? Com’è cominciata la collaborazione con lui?
Kanye è un artista straordinariamente dotato. Riesce sempre a guardare avanti, è attento su ciò che è innovativo e che gli può essere utile, soprattutto per quanto riguarda i video. Non esageriamo pensando che insieme a Bjork e Radiohead sia uno dei maggiori scopritori di talenti video oggigiorno, godendo anche di buon successo di critica per la sua musica. E’ stato davvero figo lavorare con lui, anche perché se dice qualcosa, lo fa sempre in modo intelligente!
In tutti i vostri lavori l’aspetto grafico ha sempre una parte di rilievo… Cosa vi piace di questo processo e quanto dura la post produzione in questi casi?
L’aspetto grafico non si raggiunge solo dipingendo e ci piace enfatizzare questa cosa nei nostri video. Un sacco di altri elementi intervengono per dare al lavoro ultimato una “veste grafica” innovativa. Sono queste le cose su cui ci concentriamo di più, per lavorare sì con la grafica, ma in un modo differente.
E cosa mi dite invece del video per Kavinsky?
Allora… Lui è arrivato da noi con un’idea particolare che riguardava una sorta di mondo oscuro: aveva un’immagine di una serie degli anni ‘80, di un videogame e di un fumetto americano… ovviamente aveva anche la storia.
A noi è rimasto da sviluppare tutti questi elementi, assemblarli e costruirne la versione animata. Abbiamo lavorato con una combinazione di 2D e 3D, sia fissa che animata, come nelle serie di fumetti. Abbiamo fatto tutto da noi, come per D.A.N.C.E.
Se doveste rappresentare il termine “vergogna” usando una sola immagine, quale scegliereste?
Una qualsiasi di un porno spagnolo… Stiamo scherzando dai…
Mi dispiace non essere stata a Parigi in Ottobre per il vostro evento insieme a Flairs… Com’è andata?
E’ stato tutto organizzato nello spazio Amélie Poulain, era tutto imballato! Ma a differenza del contesto, il lavoro che abbiamo presentato non era colorato (come lo era il film di Amélie) , ma bianco e nero. Abbiamo venduto il dipinto originale della clip per un prezzo non molto alto ed è stato bello vedere la gente che se ne andava con una, due o un’intera serie di stampe. I Flairs hanno fatto un buon concerto ed è stata una nottata incredibile.
Chi è, tra gli artisti con cui avete collaborato, quello di cui serbate il miglior ricordo? E il peggiore?
Il prossimo. In entrambi i casi.
Chi sono i vostri registi preferiti?
Spike Jonze, David Fincher, Clint Eastwood e i fratelli Cohen.
E l’ultimo film visto al cinema che vi è piaciuto?
The Wrestler. Mickey Rourke è davvero credibile nella parte del wrestler ritiratosi dalla scena. Ti tiene inchiodato allo schermo e questo ormai è davvero raro per un film.
Avete già iniziato a pensare a un vostro possibile lungometraggio? Su quale genere vi piacerebbe buttarvi?
Non abbiamo ancora letto nessuno script. Se ne avete qualcuno voi di PIG… perché no!?!
Eh, magari… Secondo voi qual è l’artista o la band più sorprendente d’oggi?
Kanye West. Ci piace il suo approccio creativo, il modo con cui riesce a rinnovare ed offrire cose diverse senza però andare ad intaccare il “West touch”. E’ folle, uno dei più grandi talenti d’oggi crediamo.
E con quale invece desiderereste collaborare?
J: Porta sfiga parlarne… troppo “enigmatico” come argomento su cui riflettere…
F: Non lo so proprio, speriamo che sia qualcuno che ci porti fortuna…
Anche se in realtà io credo che la vera sorpresa sia nell’artista, in uno qualsiasi che un giorno diventa popolare e ti chiede di fargli un video.
Voi invece avete mai suonato qualcosa o fatto parte di qualche band?
F: Ci ho provato con violino e chitarra… ma è morta sul nascere!
J: Quando ero bambino studiavo pianoforte e suonavo l’organo in chiesa, ma ora non credo sarei in grado di suonare un solo pezzo di quelli che facevo a quel tempo.
Siete felici?
J: In qualche modo posso davvero dire di esserlo.
F: Mi manca la mia ragazza, ma sono abbastanza felice.
Ok… E’ arrivato il momento in cui mi faccio i fatti vostri… Siete fidanzati? Come riuscite a coordinare la vostra vita sentimentale con il vostro lavoro?
F: La mia fidanzata vive a L.A. Ci siamo conosciuti al Cinespace (un locale di L.A.) durante lo shooting di Kanye West. Siamo insieme da due anni e non è molto facile vedersi, ma entrambi capiamo che lo facciamo per la passione che abbiamo in comune.
J: Ho conosciuto la mia ragazza quattro anni e mezzo fa e viviamo insieme. E’ tutto sempre abbastanza tranquillo, abbiamo entrambi un lavoro che ci piace un sacco e trascorriamo bene il nostro tempo insieme.
Se non faceste questo lavoro, cos’altro vi sarebbe piaciuto fare?
Non ce lo siamo mai chiesti, non ne abbiamo idea e vorremmo continuare a non pensarci. Per scaramanzia.
Ma avete mai avuto qualche rimpianto?
Sì, uno solo, ma non ti possiamo dire il soggetto in questione. Il nostro rimpianto più grande è di aver rifiutato un video per un artista che poi ha fatto davvero il botto. Quello sarebbe stato un momento davvero importante nella sua carriera per lavorarci insieme.
La cosa migliore che avete sentito dire su di voi? E la peggiore?
Molte persone ammirano il vostro lavoro, alcune no, altre lo odiano perché sono gelose… questa è una cosa troppo forte da sentire.
Cosa ammirate più uno dell’altro, e cosa proprio non sopportate?
J: Francois è una persona saggia, ha questa particolare abilità di farsi rimbalzare le cose quando vuole. Ma odio come mangia.
F: Lui mangia troppo piano e mette il ketchup ovunque. D’altronde, amo la sua mente, mi sa sempre dare buoni consigli.
Ma uscite insieme anche fuori dal lavoro?
A volte ci piace ammazzarci di porcherie come i donuts al Buttes Chaumont (parco di Parigi), soprattutto se è lunedì pomeriggio. No… stiamo scherzando. Ma usciamo spesso a bere vino e mangiare formaggio.
Avete qualche abitudine che riuscirete mai a levarvi?
J: Mi tocco i capelli quando incominciano ad essere un po’ lunghi.
F: Mi spavento per ogni cosa e ovunque, anche quando sono sotto la doccia la mattina. E’ stupido, lo so.
Una domanda che non vi ho fatto, ma a cui vi sarebbe piaciuto rispondere?
F: Trovi che le ragazze abbiano un sapore?
J: Quali sono i fiumi della Spagna?
Prego… rispondete…
F: Qualche volta, un sapore metallico.
J: Guadalquivir, Guadiana, Tage e Douro.
Vi lascio… cosa farete dopo questa intervista?
J: Torno alla lettura de Il Giro del Mondo in Ottanta giorni di Jules Verne (1873)
F: Bevo un bicchiere di vino e mi metto a letto. Sono le tre di mattina passate.
















Loading... 

Lascia un commento: