My Bloody Valentine 3D

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Di Patrick Lussier. Ogni circostanza ci dice che il 2009 sarà ricordato come l’anno di un’importante rivoluzione cinematografica, quella dell’introduzione del 3D. Siamo passati da Bolt (Disney) a Viaggio al Centro della Terra (01 Distribution), per poi finire un mese fa con Mostri contro Alieni (Dreamworks); tutte prove che testimoniano l’innovazione del prodotto, ma scarse sotto il profilo qualitativo (solo la storia del cane super eroe della Disney si salva, detto tutto).
 Storie banali, con personaggi un po’ triti nell’immaginario cinematografico, per nulla divertenti, talmente prevedibili che ti trovi a sbroccare fuori dalla sala perché hai pagato un supplemento al biglietto base per avere in dotazione gli occhialini space, ma vorresti farti ridare i 7 euro del biglietto base perché gli occhiali li hai usati, ma il vero film (regia, sceneggiatura, montaggio) non l’hai visto. Insomma, uno stile innovativo e futuristico che deve ancora farsi le ossa lavorando sul passato, sulla storia del cinema, dando importanza alle reali componenti di un prodotto filmico. Il regista Patrick Lussier in questo senso è stato molto scaltro: ha preso l’omonimo film del 1981, un cult del genere horror, e lo ha trasformato. La pellicola racconta la storia di Tom Hanniger, un uomo che durante un incidente in miniera, uccide cinque uomini e ne fa finire uno in coma. A un anno di distanza dal fatto, quest’ultimo però si sveglierà deciso a cercare vendetta. Che sia ben chiaro che ne sto parlando, non perché lo ritengo un filmone da vedere a tutti i costi, ma perché devo stare al passo con i tempi e, parlando di 3D, l’unica cosa che stavo aspettando era proprio un horror con tanto di fiammata trash sul pubblico e asce che volano. A Maggio ho deciso che mi divertirò con poco…




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