
Foto Andrea Spotorno.
La Macedonia, mi ha raccontato Risto che ci è nato trentacinque anni fa, è un paese bellissimo, ma un po’ matto. I paesaggi sono mozzafiato, il temperamento meridionale e la politica corrotta. E’ una società matriarcale, dalle tradizioni radicate, in cui le donne imparano a lavorare a maglia fin dalla più tenera età e in cui “ti puoi sentire bizantino, ottomano, Tito, Nasser & Nehru”. Mi ha raccontato anche del “burek I yogurt”, dell’influenza turbofolk proveniente dai Balcani, dell’affascinante mix etnico, del social-comunismo progressista con cui è cresciuto e dei costumi tradizionali, caratterizzati da un mix d’influenze tra Est e Ovest. E proprio dell’incontro-scontro tra questi due mondi si nutrono le creazioni metropolitane di Risto, espressioni tangibili di un universo estetico consacrato a tale peculiare equilibrio: in esse l’artigianalità e le tecniche più tradizionali della lavorazione a maglia macedone sono combinate al design ultra moderno e sofisticato di stampo occidentale. Oggi Risto vive a Parigi, lavora da Louis Vuitton e dirige la sua label personale: un family business nato qualche anno fa come piccolo laboratorio artigianale e la cui produzione è tutt’ora mandata avanti da mamma Bimbiloski in Macedonia..
Ciao Risto, come stai?
Tutto bene. In realtà mi sento molto “da venerdì” anche se è mercoledì.
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