Feature on Designer:Komakino

KOMAKINO-2-bw

Ciao! presentatevi. (età, città, origini…)
Federico:
Federico, italiano, 27 anni e Jin, Coreana. Ci siamo conosciuti a Firenze nel 2004, io ero lì a studiare Lettere, Jin lavorava in un Ufficio Stile; l’anno successivo abbiamo deciso di spostarci insieme a Londra.

Quando avete deciso di intraprendere la strada del fashion design?
F: Siamo fortemente influenzati da altre forme di espressione: cinema, musica, letteratura… Personalmente non ho mai programmato una carriera come fashion designer, il design é arrivato in maniera naturale come espressione nella quale far convergere diverse e svariate influenze.
 
Come e quando è nato il brand KOMAKINO?
F: Da quando ci siamo incontrati avevamo l’idea di lavorare assieme. Una volta in Inghilterra Jin ha iniziato a lavorare come garment graphic designer per diverse Case ed io, in attesa di dare l’avvio al nostro progetto, ho studiato Menswear alla Central Saint Martins. Abbiamo iniziato da subito a cucire i primi pezzi per noi ed i nostri amici, nel Settembre 2007 abbiamo presentato la nostra prima collezione.

Il nome del brand ha forti echi musicali, giusto?
F: Si, è ispirato al pezzo dei Joy Division.

Quante persone lavorano con voi?
A ridosso della fashion week ci avvaliamo dell’aiuto di un assistente e di un paio di macchinisti; siamo forse un po’ ossessivi con il nostro lavoro, produciamo a Londra in maniera da riuscire a seguire tutto anche in fase di produzione.
Cercate di spiegare il concept centrale della vostra collezione ss09. Si basa su un concetto di liberazione ed allo stesso tempo di perdita e disillusione; personale quanto, più in generale, universale e di conseguenza anche politica (ovviamente vista come espressione sociale, non come dichiarazione di parte). Abbiamo così cercato di tradurre questo concetto in simboli e simbolismi, come spesso facciamo nelle nostre collezioni, ma questa volta anche in una maniera più palesemente grafica. La SS09 è un soldato, un qualsiasi soldato, che perde una guerra, una qualsiasi guerra: what ends when the symbols shatter? Come mai il menswear? E’ semplicemente sempre stato più vicino allo stile di design di entrambi.

Raccontateci della vostra esperienza al Vauxhall Fashion Scout.
Quando ci hanno chiamati da Blow per proporci uno show durante la scorsa Fashion Week eravamo praticamente pronti per fotografare il Look book. Nel giro di dieci giorni abbiamo dovuto reimpostare alcuni outfits e pensare la collezione per la passerella. Ancora più rapidamente i team di Blow e del VFS sono riusciti ad organizzare uno show per tre designers. Come brand siamo totalmente indipendenti, perciò siamo rimasti contenti non soltanto del risultato ma anche del fatto di avere il supporto di un gruppo così professionale ed organizzato.

Pensate che Londra vi offra tutte le opportunità che desiderate per la vostra carriera o vi piacerebbe trasferirvi da qualche altra parte?
Vorremmo evitare di ricalcare luoghi comuni e spenderci nell’elogio di una Londra unica, ricca, avanguardista… sono soltanto alcuni degli aspetti di una città – e di un ambiente – ovviamente piena di contraddizioni. E’ tutto l’insieme della città ad affascinarci e farci sentire a nostro agio. D’altro canto, da un punto di vista professionale, sarebbe stato forse più difficoltoso avviare il nostro progetto in un’altra capitale: Londra offre molto anche in termini di visibilità (siamo stati i primi a rimanere sorpresi quando, dopo una sola collezione, siamo stati invitati ad esporre in Giappone) e sicuramente sarebbe sciocco da parte nostra tentare di spostarci altrove in questo momento.

Progetti futuri per voi e il marchio?
Al momento stiamo disegnando alcuni gioielli che ci piacerebbe includere nella prossima collezione SS10.

www.komakinodesign.com




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