Pop Corn
Questa settimana le cose sembrano andare un po’ meglio, anche se siamo ancora lontani da una soddisfazione vera e propria. Va beh… accontentiamoci per ora.
Ghost Town di David Koepp E’ il film da andare a vedere questa settimana, anche solo perché c’è Ricky Gervais. Il regista David Koepp è astuto e, per evitare di cadere nella solita commedia a sfondo matrimoniale, ha preferito virare su tematiche con un più alto coinvolgimento emotivo. Non vi sto a raccontare la trama altrimenti rischiereste erroneamente di evitarlo. Punto forte di Ghost Town non è la storia in sé, ma la resa, soprattutto per le dinamiche tra personaggi e ambientazioni, che dipingono con pieni e vuoti di stanze e strade newyorkesi, lo stato d’animo dei personaggi. Una volta che esce una bella commedia, bisogna andare a vederla.
Harry Potter e il Principe Mezzosangue di David Yates Uscito mercoledì 15 c.m. in sala, vi giuro che ci ho provato ad andarlo a vedere, ma sono stata travolta da una mandria di adolescenti infuriati che si volevano accaparrare i posti migliori manco fosse il concerto dei Tokyo Hotel. Prepotenti, avete avuto la meglio! Poco male, lo aspetterò come al solito in dvd (tra festival, dvd, ecc… ci sono talmente tanti film, che stai a vedere che spreco altre due ore… Non sono fan, mi dispiace, non capisco). Sta di fatto che questo episodio di Harry, nonostante il ritardo dovuto a motivi di post produzione, si sospetta che non sia un granché, soprattutto per come viene sviluppato il problema dell’adolescenza-ormonella nei ragazzi. Beh… se si tiene conto che prima di finire nelle mani di Yates (autore già del quinto episodio), la sceneggiatura è stata prima proposta a tutti i vecchi registi della saga (Columbus, Cuaron, Newell, provandoci pure con il “toccati le palle se fa un film con te” Terry Gilliam) che però hanno rifiutato, un po’ ci viene da pensare. Ma non voglio essere troppo prevenuta…
Notorious di George Tillman Jr. Con uno stile a metà tra videoclip e un buon prodotto d’intrattenimento, più che un biopic fedele, un omaggio ben ricostruito della vita di Christopher Wallace, noto ai più come Notorious B.I.G., uno dei re indiscussi dell’hip hop mondiale. Non ci si poteva aspettare molto di diverso da un film voluto e prodotto da amici e parenti di Notorious (tra cui Sean Combs – P. Diddy, produttore esecutivo e la madre di Wallace, Voletta, nel film interpretata da Angela Bassett), ma che ha il pregio di avere una struttura solida che viene scandita dai brani editi dell’artista, che sono stati selezionati dal genio visionario di Danny Elfman (il compositore di pressoché tutte le colonne sonore di Tim Burton per intenderci). E’ la musica che racconta la sua vita, ma anche il contesto in cui nascevano i suoi testi: le violente periferie di Brooklyn, in cui milioni di ragazzi vedevano in Christopher la voce di protesta in cui rispecchiarsi.
Niente Velo per Jasira di Alan Ball Questa piccola pellicola ben realizzata e che ai più passerà inosservata, segna l’esordio alla regia dello sceneggiatore premio Oscar per American Beauty, Alan Ball (che è anche il creatore delle serie tv Six Feet Under e True Blood). Tratto dal celebre romanzo di Alicia Erian Beduina, il film racconta la storia della tredicenne Jasira che, mandata dalla madre americana a stare con il padre in Libano, dopo essersi accorta delle attenzioni inopportune che il nuovo compagno iniziava ad avere per la figlia, si scontra con le vedute ristrette del nuovo paese in cui vive proprio quando è in piena fioritura ormonale. Se il libro è più focalizzato su una satira-critica del rapporto-consumo che la società americana ha con il sesso, Ball preferisce approfondire l’aspetto più legato al tentativo di abnegazione sessuale riscontrabile in alcune culture, con i suoi controsensi, perbenismi e scontri su diversi livelli: da quello culturale a quello razziale, da quello generazionale a quello sessuale. In linea con le tematiche che hanno reso celebre il film di Mendes, Niente Velo per Jasira propone un punto di vista diverso e toccante, ma che non manca d’ironia.
Obsessed di Steve Shill Shill è uno che arriva dalla serialità made in U.S.A. e non è che ha fatto delle cazzatuncole, ma roba come Dexter e I Tudors. Probabilmente, dopo il meritato successo in tv si è detto: “Ma perché non ci provo anche con il grande schermo?” e così partorisce sta boiatella in cui una delle protagoniste è Beyoncé, che però forse offre uno degli unici aspetti per cui andare a vedere sto film… e detto questo, so già che so che avete capito… dai…
Anche per questa settimana è tutto…
Settimana prossima Pop Corn se ne verrà in vacanza con me… Peccato… Avrei potuto sputare sangue su Jonas Brothers: The 3D Concert Experience…
Ci si vede il 31 Luglio!
Prima di partire vi lascio un omaggio cinematografico a cosa più manca agli italiani quando sono in vacanza all’estero… e non è la pasta!















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