Charles Anastase, Intervista
Intervista di Ilaria Norsa. Foto di Roberta Ridolfi.
Gli piacciono i topolini e non riesce a fare a meno di pensare che indossino buffi vestitini, minuscoli occhialetti e che nascondano sempre una tazza di thé dentro un albero… Questo, oltre a farvi sorridere, dovrebbe dirvi molto del suo mondo incantato, fatto di case col giardino e colazioni cucinate e consumate in famiglia, tra amici, parenti veri e acquisiti, cani, gatti, muse e inseparabili assistenti. Un universo estetico un po’ naive ed etereo, in cui la sensualità è latente ma ingombrante, l’innocenza incontra l’esperienza e gli estremi si rincorrono incessantemente e nervosamente. Un mondo – fatto di scarpe da bambola con zeppe da zoccola, cardigan minuscoli e maxi gonnelloni, crinoline e giacche di pelle – in cui prospera una visione “incantevolmente disincantata”, nostalgica ma pungente, a tratti quasi cinica e sottilmente inquietante. Un mondo in cui ci si ubriaca fino a perdere i sensi, i vestiti sono scarabocchiati e gli anfibi hanno le punte. Ma i topini hanno gli occhiali.
http://charlesanastase1979.com/
Buongiorno Charles, come stai?
Tutto bene grazie!
Che fai?
Sono nel mio studio di Shoreditch e sto preparando la colazione.
Cos’hai in programma per oggi?
Credo che lavorerò a un ritratto del mio amico Frank Carter dei Gallows…
Ah, è quello tutto tatuato coi capelli rossi, vero?!
Sì sì lui, e poi devo scegliere alcuni tessuti per la mia prossima collezione.
Raccontami la tua storia Charles…
Vengo da Parigi, dove ho trascorso gran parte della mia vita, però sono nato a Londra nel 1978 e ho anche vissuto per qualche anno in Belgio, dove ho studiato moda.
Com’è andata?
Male. Ho studiato moda presso La Cambre a Bruxelles per un anno, ma non mi è piaciuto. A quel punto ho preferito tornare a Parigi e diventare un assistente. Quindi ho passato due anni lavorando come assistente per diversi stylist, fotografi e costumisti: ho appreso molte delle mie capacità nell’atelier di un’opera a Bruxelles.
Non lo sapevo! Quale è stato il tuo primo approccio alla moda, il momento che ti fece capire che volevi diventare uno stilista?
La prima volta che vidi Vivienne Westwood in onda sulla tv francese, nei primi anni ‘90.
E come sei arrivato a creare il tuo brand personale?
Nei primi anni 2000 ho preso parte ad alcuni concorsi di moda e grazie a questi ho vinto dei soldi che mi sono stati d’aiuto per creare il mio marchio: ”Charles Anastase 1979”. Inizialmente cominciai creando dieci T-shirt con materiali a caso, le dipinsi e customizzai a modo mio, e poi ci ricamai sopra con del cristallo. Usavo come motivi i ritratti della mia famiglia e dei miei parenti ed ero ispirato dai vasi greci. Mi ricordo che al tempo Bless, gli As Four, e Jeremy Scott indossavano queste T-shirts e la cosa era piuttosto divertente! Le T-shirt erano pezzi unici, costavano una fortuna, ma avevo già dei collezionisti. Per la collezione successiva applicai lo stesso procedimento ai cuscini e alla porcellana.
Realizzai anche un’intera collezione astratta di trucchi e capelli per mia madre e per il mio amore, che venne esposta al Purple Institute di Parigi. Più tardi ricevetti il premio ANDAM da Nathalie Dfour e con i miei amici misi in piedi la mia prima sfilata a Parigi nel 2004. Mi sono ri-trasferito a Londra nel 2005, dove attualmente vivo e lavoro.
Oggi quante persone lavorano con te?
Sette
Sei un artista riconosciuto sia per il tuo talento come stilista, sia per il tuo lavoro di illustratore, passione che hai sempre coltivato nel corso della tua vita…
Mi sono sempre dedicato all’illustrazione, realizzando ritratti di amici e familiari che negli ultimi anni sono stati pubblicati su riviste come Dazed & Confused e Purple. Questi disegni sono stati raccolti in un libro pubblicato da APC e hanno fatto il giro del mondo in una serie di mostre. In realtà non ho mai studiato belle arti e mi fa sempre strano quando la gente chiama i miei disegni “illustrazioni” perché non illustrano proprio niente; tuttavia so che è facile confondersi, visto che i miei lavori sono stati pubblicati per lo più nelle riviste di moda, e in effetti è proprio lì che volevo che la gente li vedesse. Direi che disegno da quando ero bambino, e non so veramente perché.
E oggi che ruolo ha questa passione nella tua vita?
E’ da molto tempo che non disegno. Londra mi ha obbligato a rimettermi in gioco. Quando sono arrivato sono rimasto decisamente molto deluso: avevo tante aspettative, forse troppe, e dopo due o tre anni mi sono semplicemente trovato a chiedermi: ”è tutto qui?”. Credo che gli ultimi anni di questo decennio siano uno dei momenti più noiosi di tutti i tempi e che tutta l’energia e il divertimento che mi aspettavo da Londra si siano semplicemente esauriti, oppure se così non fosse e fosse realmente tutto qui… è semplicemente molto cheap.
A costo di sembrare snob, ti dirò che sono d’accordo con te per quanto riguarda Londra…
Io sono sempre stato una persona dalla visione modesta riguardo alla mia città d’origine, Parigi, perché pensavo che non fossimo un granchè, ma ora rimpiango completamente di averla lasciata. Ma naturalmente ci sono i pro e i contro: ora vivo in una vera casa con giardino qui a Londra, e la vita di famiglia, con cani e gatti, è molto più bella per molti versi. E poi ho anche i miei migliori amici qua, persone che adoro completamente e di cui non posso fare a meno, e ho anche conosciuto un sacco di altri individui interessanti, come Alexa Chung, Beth Ditto, Frank Carter, Jethro Cave e molti altri. Quindi non so… proprio ora sto cominciando a disegnare di nuovo, e credo che la mia ultima sfilata mi abbia ispirato molto in questo senso…
Infatti ho visto che Jethro e Frank hanno sfilato per te a Londra… e Beth Ditto dev’essere davvero favolosa! A parte loro quali sono i tuoi 5 must di Londra?
Scott’s in Mount Street; St John a Spitafield; il George and Dragon; Ralph Lauren in Bond Street e Harrod’s.
E la Top 5 di Parigi?
Il Louvre; il bookshop del Jeu De Paume; il Cafe de Flore; La brasserie Lipp e Avenue Montaigne in generale
Descriviti in tre parole:
Felice, difficile, violento.
Descrivi una tua tipica giornata di lavoro:
Trascorro molto tempo a cucinare e a fare la spesa, di verdure soprattutto: quest’attività occupa gran parte della mia giornata. Mi sveglio alle 7 con i miei assistenti, mia sorella e il mio cane. Facciamo del nostro meglio per essere in studio per le 9:00, e lì troviamo Valentine (sua musa e migliore amica N.d.R.). Mentre sono tutti estremamente occupati a controllare le e-mail sui loro computer, io inizio a gironzolare in cerca di idee. Il rumore dell’aspirapolvere e quello della lavatrice di solito aiuta. Dopodiché passo a fare degli schizzi e quando ho finito chiedo alla mia assistente personale, Asia, di iniziare a realizzare il vestito che ho disegnato con del tessuto su un manichino. Poi arriva il momento in cui cucino il pranzo insieme ad Andreas, che é il responsabile della collezione: è un’occasione per tirare fuori idee e concept piuttosto generici che lui dovrà poi sviluppare nel corso del pomeriggio.
Dopo pranzo, decidiamo insieme a Valentine un progetto preciso da sviluppare, scegliendo un’idea da concretizzare: di solito riguarda una giacca o un cappotto; a quel punto Andreas può iniziare a lavorare sul tessuto per poi fare una prima prova sul manichino. In pratica lavoriamo su questi prototipi tutto il giorno, sperando di aver creato e tagliato i tessuti entro la fine della giornata
Il procedimento è più o meno lo stesso ogni giorno… una specie di routine.
Che musica ascolti?
Al momento?
Sì!
Francoise Hardy Comment te dire adieu.
Wow… Cos’é sexy secondo te?
Sexy? Mmm….Direi Louise Gray. Lei é abastanza sexy.
Cosa non lo é?
Non sexy? Sicuramente i ragazzi giovani e bellocci. Arbercrombie mi fa addormentare istantaneamente.
E la persona più sexy del mondo?
Senza dubbio Robert De Niro.
Chi ti piace tra i giovani della moda?
Credo che Henry Holland sia un individuo fantastico. Possiede l’energia e il talento. E Gareth (Pugh) é uno dei miei preferiti.
E tra i nomi più affermati di chi ammiri il lavoro?
Quelli più “vecchi” sono più difficili… E personalmente non mi piaciono poi così tanto. Ma apprezzo veramente Jean Toitou di APC e provo un’ammirazione totale per Agnes B.
Sì in parte sono d’accordo, ma non mi aspettavo questa risposta! Non c’è nessuno tra le grandi maison e gli stilisti più noti che desti in te un po’ di ammirazione? O invidia!?
Devo ammettere che Prada ha qualcosa di affascinante, non Miuccia Prada in sé, ma piuttosto qualcosa dell’energia particolare che esiste dietro questa struttura molto forte e bella. Ho notato che questo marchio ha un impatto molto forte sulla cultura oggigiorno e stanno lavorando alla creazione della bellezza in un modo davvero forte.
C’é qualcuno là fuori con cui vorresti davvero lavorare?
Al momento mi piacerebbe lavorare con Pete Doherty
Sarebbe fantastico, dovresti provarci! Qual é il tuo capo d’abbigliamento preferito?
Qualsiasi cosa dalla mia collezione di vestiti Ralph Lauren. Credo di avere qualcosa come 6000 cose di Ralph Lauren. E ho appena comprato un loro bellissimo paio di jeans stampati con il tema della classica catena di Hermes… sono assolutamente favolosi.
Mi fa piacere che tu ne sia un fan, anch’io amo follemente Ralph Lauren e i loro negozi per me sono come paesi dei balocchi. Da quando hanno aperto anche a Milano trascorro delle ore vaneggiando nel piano dedicato all’arredamento e appena posso ci porto qualcuno per fare due chiacchiere passando da un salottino all’altro… Tornando alla moda, secondo te qual é il trend migliore di tutti I tempi?
Il trend migliore? Non amo il concetto di trend.
Uh, lo sapevo… trend forse è una parola antipatica, in effetti un concetto odioso.
Appena qualcosa diventa trendy deve essere sradicato.
E il peggiore faux-pas della storia della moda?
Qualsiasi cosa vista indossare da Sienna Miller é un faux-pas della moda.
Ahhahhah Ti amo! E’ una cheapettona qualunque, detesto tutto il mito che le hanno creato intorno, non si merita assolutamente tutta questa attenzione!
Dimmi qualcosa che avresti voluto aver disegnato tu:
Il tailleur di Chanel ovviamente.
Naturalmente. Che domande. Chi sono i tuoi “eroi”?
Ammiro molto Yoko Ono e Louise Bourgeois.
E le tue icone di stile?
Cambiano ogni giorno, ma ho la mia migliore amica Valentine Fillol Cordier come musa e icona per le mie collezioni e credo che questo mi renda un uomo molto fortunato (Valentine è la ragazza fotografata con lui in apertura del servizio e poi nella foto di gruppo col capello da pirata, N.d.R.)
Valentine è davvero bellissima. Che cosa saresti se non fossi diventato un designer?
Sono sempre stato un artista. Il design é solo un hobby. Io sono un outsider!
Cos’é la prima cosa che fai al mattino quando ti alzi?
Preparo la colazione per la mia famiglia.
Ok, ho capito che ti piace cucinare per le persone che ami… che cos’altro ti piace fare nel tempo libero?
Bere fino a quando non svengo
Anche a me! Adesso per un po’ me lo hanno vietato…motivi di salute. Non riesco a farmene una ragione. Quando é stata l’ultima volta che ti sei ubriacato fradicio?
Ieri notte a Parigi.
Ti invidio. Invidio anche i postumi (fanno parte del divertimento). Non potresti mai vivere senza…
I miei assistenti, che adoro
Dicci qualcosa di cui ti vergogni veramente tanto
Non vivo con alcun rimorso o alcuna sensazione di vergogna. Forse é per questo che nella mia vita mi diverto così tanto
Cosa ti fa arrabbiare?
La scortesia
Cosa ti rende felice?
Il successo della mia sorellina.
Dimmi qualcosa che conosci a proposito dell’Italia
Il miglior cibo al mondo e anche la mia città preferita al mondo: Roma
Se sapessi cucinare ti darei una ricetta italiana per uno dei tuoi pranzi. Invece non so fare nemmeno due uova sode, quindi niente. Confessami tu un tuo segreto.
Ho un’ammirazione totale per i topi. Penso sempre che possano avere una tazza di té nascosta all’interno di un albero, che possano indossare minuscoli vestitini e che indossino degli occhialetti piccolissimi.
Che bello! Anch’io! L’estate scorsa nella casa in campagna di mia sorella ho fatto amicizia con un bellissimo e simpatico topolino che mi faceva visita tutte le notti… non ti dico le conversazioni, potrei scriverci un libro, era delizioso… Grazie Charles, mi lasci col sorriso!
Grazie a te!

































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