The Young Victoria
di Jean-Marc Vallée. Visto che l’uscita di Cheri di S. Frears è ormai prossima (28 agosto) ho deciso di tediarvi prima del tempo recensendo The Young Victoria. Perché? Ok, l’ormonella per Rupert Friend è un trait d’union lampante, ma non l’unico motivo “valido” per cui procacciarsi questo film – anche perché è pervenuto nella mia piccola cineteca domestica per altre ragioni (sì anche perché mi piacciono i film in costume, soprattutto se parlano di regine con le palle visto il mio velato femminismo…).
The Young Victoria mi ha incuriosito soprattutto perché il regista di questa bomboniera barocca – ma di classe – è il signor Jean-Marc Vallée, uno che pochi anni or sono al Festival di Venezia ci aveva catturato con il trip melodico C.R.A.Z.Y. Tra i nomi del cast tecnico figura inoltre un certo Martin Scorsese nelle vesti di Produttore, accompagnato dalla meno convincente, ma pur sempre in tema con il soggetto, Sarah Ferguson.
La pellicola racconta la giovinezza della sovrana, l’ultima di casa Hannover nel Regno Unito: ha solo 11 anni quando arriva il suo turno di ascesa al trono. La legge inglese non aveva particolari restrizioni d’età per la presa al potere, ma il Parlamento, al fine di evitare il peggio, promulgò il Regency Act (1831), che affidava alla madre – la Duchessa di Kent – la reggenza temporanea. E’ in quegli anni che Vittoria incontra anche colui che sposerà ancora adolescente (16 anni), il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, con cui vivrà felice. Il regno della sovrana è tuttora uno dei più lunghi che la monarchia britannica abbia mai visto alternarsi (più di sessantatré anni) nella sua storia.
Inutile sottolineare che il tutto è condito con una buone dose di romance per trasformare le vicende della regina non tanto in una biografia quanto in una storia d’amore in costume che muove le fila da un personaggio storico noto. Proprio per questo non ci stupisce scoprire che, quella che le pagine di storia dipingono come un’unione felice, ma comunque di comodo (il principe Alberto avrebbe sposato Vittoria solo per la sua eredità di sangue), venga qui raffigurata come un idillio amoroso alla Via col Vento. Oltre a questo, sono solamente i fatti più drammatici della vita privata della giovane Vittoria a trovare spazio nel film: dal tormentato rapporto con la madre e il patrigno che vogliono impossessarsi del suo potere, alle difficoltà d’affrontare un incarico troppo alto per la sua giovane età (con tanto di tentato omicidio, scampato grazie all’eroico Alberto che si sacrifica per l’amata – ma dove sta scritto storicamente?).
The Young Victoria ci ammalia. Se da un lato, terminata la visione, si ha la sensazione di aver assistito a un grandioso spettacolo, una bella storia, dall’altro bisogna subito fare mente locale di ciò che si è davvero visto, non restare solo in superficie. Sberluccichii, costumi da favola, passione e Rupert Friend ci possono distrarre dal fatto che non ci sia un accurato lavoro di regia e sceneggiatura. Nessun estro particolare, nessuna intenzione di staccarsi dai classici confetti di genere. E allora? The Young Victoria rimane solo una buona pellicola d’intrattenimento. Attenzione, con questo non sto dicendo che è un male, anzi… ma deve essere un campanello d’allarme per chi pensa di vedere una biografia fedele e un film cosiddetto d’autore. Non è nulla di tutto ciò.
Emily Blunt è perfetta nel suo ruolo, donando alla figura di Vittoria un candore e un’eleganza ben lungi dagli isterismi di casa Tudor o la solitudine temeraria di Elisabetta.
100′ di pura storia d’amore, di classica fiaba principesca, da apprezzare e godere in totale leggerezza, senza ulteriori pretese. Onore al merito alla costumista Sandy Powell, che dona alla pellicola una veste davvero spettacolare.














Loading... 

Lascia un commento: