Inglourious Basterds
Bastardi Senza Gloria (ITA), di Quentin Tarantino. Una delle pellicole più attese dell’anno, oltre che una delle più chiacchierate, arriva finalmente in sala promettendo di fare il botto. Tarantino, che non ha mai nascosto la sua passione per il cinema italiano (tra i suoi preferiti Pontecorvo, Fulci e tutto lo scenario B-Movie anni ‘60-’70), prende – per poi rielaborarlo con il suo celebre marchio di fabbrica – il titolo da un film del 1977 di Castellari, Quel maledetto treno blindato (in americano diventato Inglourious Bastards). I “Bastardi” sono una squadra speciale di soldati americani ebrei capitanati dal tenente Aldo Raine (Brad Pitt) che ha come obiettivo l’eliminazione nazista. Nel frattempo una giovane di nome Shosanna, la cui famiglia è stata sterminata il primo anno dell’occupazione tedesca in Francia durante una spedizione nelle campagne, diventa proprietaria di una sala cinematografica dove avverranno più tentativi d’eliminazione delle maggiori cariche della dittatura, compreso lo stesso Hitler. Quando le due forze confluiranno, daranno vita a un piano ancora più complesso. Tarantino è unico: riesce ad unire l’impeccabilità di un buon film, con l’originalità e il divertimento. Da buon cinefilo, prende le pellicole di genere che più lo divertono e le rielabora, arricchendole, ma lo fa dandoci sempre l’impressione che sia il gioco più bello del mondo. Anche quando racconta la storia, la rilegge con una chiave che svela la sua firma in ogni dettaglio: la giustizia dell’uomo che non essendoci stata nella vita vera viene fatta dal cinema. E proprio in un cinema si compie.














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