Pop Corn – week 12
Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino Wow wow woooooow! Tarantino non ci sono storie, è un maestro. Pagherei il biglietto per tornare a vedere anche solo la prima scena di questo film, in cui nel giro di qualche minuto gioca con una regola base del cinema… e che classe signori miei!
Come Kill Bill, anche se in formato ridotto, Inglourious Basterds viene diviso in capitoli che scandiscono il procedere della narrazione (non vi sto a raccontare la trama, tanto di questo film se n’è sentito parlare talmente tanto che non credo occorrano presentazioni). Tarantino sprigiona il suo ego da cinefilo a ogni passo che compie e con ogni genere che porta sullo schermo. Il suo marchio di fabbrica però è sciolto ovunque: dalla sceneggiatura incalzante e con battute da manuale al ritmo, alla violenza (qui meno gratuita del solito) con cui il regista propone allo spettatore la sua particolare filosofia di giustizia che in questo caso si concretizza con un’idea ancora più forte: nella vita la vera giustizia non esiste (qui accentuata dal fatto che si parli di uno degli episodi- il nazismo – più truci che l’umanità abbia vissuto) e quindi solo il cinema ci può regalare quello che la storia non ha visto accadere. Ma non solo, è proprio in un cinema che il tutto si compie, in tutta la sua spettacolarità. P.S. Christoph Waltz nei panni del Colonnello Landa è superlativo, il secondo motivo per cui tornerei a vedere questo film, ma anche Brad Pitt è fantastico, anche Diane Kruger, Eli Roth… Insomma, stasera cosa avete da fare? Braviiiiii….
L’artista di Gaston Duprat e Mariano Cohn Il film “pseudointelletualindipendente” della settimana. La storia è molto carina: un infermiere di un istituto geriatrico ha in cura un vecchio artista autistico a cui sottrae le opere, che recapita in una galleria spacciandole per proprie. Inaspettatamente ha molto seguito e la sua vita ha una svolta, anche perché il suo silenzio da “incompetenza” viene in realtà preso come un atteggiamento e annoverato come un nuovo scenario dell’arte contemporanea, da cui il protagonista però non riesce a cavarne nulla di buono per dare una svolta al proprio essere interiore. Opera low budget, una sorta di dark comedy che esplora-mette in discussione il vastissimo mondo dell’arte, usando una tecnica registica carina: parla d’arte, ma non si fanno mai vedere le opere, costruendo invece la narrazione come un vasto affresco a quadri. Interessante.
Whiteout – Incubo bianco di Dominic Sena Il film della settimana che “se proprio lo volete vedere procacciatevelo in dvd”. Action-thriller movie che ti lascia il cervello nello stesso stato di torpore da quando si spengono le luci in sala a quando si esce perché fondamentalmente di roba del genere, tra tv e cinema, se n’è vista talmente tanta che a ripetersi (in certi casi la critica ha più buon senso della produzione) si farebbe sbadigliare.
Un amore all’improvviso di Robert Aschwentke Da lesa quale sono, l’avevo recensito per settimana scorsa. D’altronde l’avevo appena visto e non stavo più nelle mutande per la voglia di recensirlo… come no!?! Quindi, se proprio volete andare a vederlo, recuperate la recensione qui.
Biancaneve e gli 007 nani + Trilli e il tesoro perduto Non li ho visti e non li vado a vedere. Il trailer del primo decanta “con le voci di Antonella Clerici e Jerry Calà” a cui risponderei con un sonoro “sti cazzi” e ha dei disegni davvero di cattivo gusto. Per quanto riguarda il secondo, mi dispiace, ma la fatina Trilli mi è sempre stata sui maroni, quindi… Ma poi… perché mi piace imbrattare queste pagine con le mie parole di poco senso, perché tanto lo so che questi due film non ci va nessuno a vederli, tranne povere mamme con bambini urlanti che disperate la domenica in un centro commerciale si lanciano nella prima sala con un cartone animato.














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