Gosha Rubchinskiy
Intervista di Ilaria Norsa. Foto di Ivan Kaydash e Gosha Rubchinskiy.
Gosha Rubchinskiy, ha venticinque anni ed è nato a Mosca. Un anno fa ha esordito con la sua prima collezione, “Evil Empire”, debutto stilistico dedicato ai figli degli anni Novanta, quelli nati in Russia dopo il collasso dell’Unione Sovietica e cresciuti in una società corrotta dal consumismo ma avida di rinnovamento. Con la sua seconda e più recente fatica, “Growing and Expanding”, ha realizzato un vero e proprio panegirico di quegli stessi teenager e della loro personalissima visione spirituale e religiosa. Per Gosha essi sono giovani uomini affascinati dall’ortodossia, dal satanismo e dallo sciamanismo; ragazzi appassionati di numerologia che alternano le letture della Bibbia a quelle delle novelle di Pelevin. Un’estetica severa ed essenziale quella di Rubchinskiy, che strizza l’occhio alle sottoculture giovanili (punk russi, skinheads e hooligans) e palesa una predilezione per lo sportswear che ricorda vagamente gli esordi di Raf Simons. Non dev’essere stato un caso che per presentare la sua collezione nel corso di “Cycles and Season” (l’alternativa cool alla più commerciale settimana della moda di Mosca) Gosha abbia scelto di trasformare una chiesa sconsacrata in palestra nella quale far “sfilare”, o meglio allenare, i suoi modelli. Con un casting tutto di locals – tra skaters tatuati, giocatori di hockey, graffiti artists e street kids – qualche occhio nero e una compilation di cicatrici, il risultato era assicurato.
Ciao Gosha, come stai oggi?
Ciao Ilaria! Oggi sono felice.
Che bello! Dove ti trovi?
Sono le dieci di sera e sono sulla terrazza di uno dei grattacieli staliniani di Mosca, simbolo “dell’impero del male”.
Sto rispondendo alle tue domande e intanto ammiro questo bellissimo skyline.
Com’è l’atmosfera lì a Mosca?
È estate, in giro si respira molta allegria e gioventù.
Cosa stai facendo in questi giorni?
Mi sto preparando per girare il video della nostra nuova collezione.
E’ la prima volta che intervisto un designer russo. Parlami un po’ di te e delle tue origini:
Ho venticinque anni e sono nato a Mosca. Mia madre è una dottoressa, mio padre è un ufficiale militare.
Cosa fai nella vita?
Sono un artista, disegno vestiti e faccio fotografie.
Dove hai studiato?
Ho fatto la scuola d’arte e poi design all’università. Per un po’ ho anche lavorato come stylist.
Cosa hai imparato dalla tua esperienza di stylist?
Lavorare con altri designer mi ha aiutato a capire l’attività dall’interno, come funzionano le cose.
So che lo hai anche fatto per il cinema, come costumista… Anch’io lavoro come stylist, ma non l’ho mai fatto per il cinema e mi chiedo come sia…
È totalmente differente.
Le riviste hanno a che fare solo con l’immagine mentre quando fai da stylist per il cinema lavori con la personalità dei personaggi.
Questa esperienza mi ha aiutato a capire meglio la psicologia delle persone.
Lavori ancora come stylist?
Raramente.
Disegnare vestiti quindi adesso è il tuo lavoro principale?
Sì. Diciamo che è parte di qualcosa di più grande che aspiro a fare…
Quando hai cominciato?
Più o meno dall’età adolescenziale.
Perché?
Per mostrare alle persone la mia visione personale.
Descrivi te stesso con tre parole:
giovane uomo russo.
Descrivi il tuo brand in tre parole:
giovane uomo russo.
La tua label ha sede in Russia?
Sì, in Russia
Quante persone lavorano con te?
Nove persone.
Come descriveresti l’estetica del tuo brand?
Direi “Soviet skater chic” come l’ha apostrofata Emma Reeves nel suo articolo per la rivista Interview.
Da dove viene l’ispirazione?
Dalla strada, dalla gioventù e dall’ortodossia.
Quanto importanti sono le tue radici in quello che fai?
Le tradizioni del tuo paese t’influenzano nella concezione estetica del tuo brand?
Sì, assolutamente. Al cento per cento!
Come definiresti il costume e la tradizione russa?
Un mix di tradizioni occidentali e orientali.
Quale è il tema principale della tua collezione?
La collezione si chiama “In crescita ed espansione”.
Ha a che fare con l’ interconnessione tra la bellezza fisica e quella interiore.
Il tuo lavoro è anche vagamente orientato verso il mondo dello sportswear ed è per questo stato paragonato a quello di Raf Simons. Cosa ne pensi? La cosa ti lusinga?
Il paragone non mi dispiace.
Stai avendo una buona risposta alla tua collezione?
Sì, direi di sì!
Come ti dicevo, tu sei il primo giovane designer di nazionalità russa che intervisto, il primo ed unico ad avere attirato la mia attenzione ultimamente.
Mi chiedevo: è difficile per un designer emergente uscire con uno nuovo brand in Russia?
Molto difficile.
Non esiste industria di moda e non ci sono quasi schemi produttivi qui.
Quindi non sapresti consigliarci altri giovani stilisti tuoi connazionali?
No
E tra quelli più affermati, c’è qualcuno di cui ammiri il lavoro?
Valentin Yudashkin.
Sì, lui lo conosco. La settimana della moda di Mosca per me è una realtà tanto sconosciuta quanto affascinante… Cosa puoi dirmi a riguardo?
Non molto veramente…
Ah. Però tu hai presentato la tua collezione all’interno di “Cycles and Seasons”, di questa iniziativa cosa mi dici?
Che non ne farei parte se non ci avessi creduto.
Immagino. La tua partecipazione ti ha garantito un ritorno d’immagine internazionale e meritato; d’altra parte per la tua presentazione hai avuto l’idea di trasformare una chiesa sconsacrata in una palestra…
Era un posto ideale dove presentare la collezione.
Direi che il posto ha trovato noi e non il contrario.
Hai mai pensato di spostarti per presentare la tua collezione da qualche altra parte?
Sto pensando di presentarla a Sestroretsk, una città vicina a San Pietroburgo.
Tu viaggi molto?
No, non molto.
C’è una città o un paese che ami particolarmente?
Amo la Russia con tutto il mio cuore.
E cosa ami di più del tuo paese?
Mi piacciono la natura, la storia e la cultura.
C’è qualcuno là fuori con cui vorresti davvero lavorare?
Gus Van Sant.
Sei coinvolto in qualche progetto al di là del mondo della moda?
Sì.
Sto lavorando ad un libro di fotografie…
E poi a una fanzine, e mi piace moltissimo.
Cos’altro ti appassiona in questo periodo?
L’architettura Russa antica.
Che musica stai ascoltando?
Musica rock Russa – Boris Grebenshikov.
Qual è stata l’ultima cosa che hai visto ad averti davvero ispirato?
Il pacchetto delle sigarette russe “Bogatyri”.
Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero quando sei a casa?
Dormire.
La tua top 5 di Mosca:
Solyanka Club, Hodynskoe Field, Poklonnaya Mountain, Victory Park.
E qual è la tua più recente scoperta in città?
Fare un’escursione in barca sul fiume d’estate.
Qual è il tuo negozio preferito?
“Mir Kino” un negozio di libri e cinema.
Dove viene venduta la tua collezione a Mosca e in giro per il mondo?
Per ora solo a Mosca da “Magazine Store” (Kuznetsky Most, 20) e “Twins Shop Store” (Solyanka, 11).
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Voglio realizzare un libro fotografico sulla gioventù sovietica.
Devo anche lavorare al filmato sulla nuova collezione.
Dimmi qualcosa che non ti ho chiesto e pensi che dobbiamo sapere:
L’alba non è dietro le montagne.
Grazie, buono a sapersi.
Gosha’s Photo Stream: http://www.flickr.com/photos/26500491@N07/



























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