Sonar 2009: Little Boots

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Intervista di Marco Lombardo. Foto di Samantha Casolari.
Special thanks: Depolique

La Bbc, lo scorso gennaio, l’ha indicata come il fenomeno musicale dell’anno e la stampa internazionale, a ruota, ne ha fatto uno dei casi della stagione. Victoria Christina Hesketh, in arte Little Boots, non ha deluso le attese e con il suo album d’esordio “Hands” ha conquistato le classifiche inglesi con un elettro pop non proprio originalissimo, ma sicuramente orecchiabile e coinvolgente. PIG, ovviamente, non si è fatto sfuggire l’opportunità di fare quattro chiacchiere con una delle reginette pop del 2009.

Il tuo nome all’anagrafe?
Victoria Christina Hesketh

So che non dovrei chiederlo ad una fanciulla ma quanti anni hai?
Venticinque

Cosa sai di Caligola, l’imperatore Romano di cui porti il nome (Little Boots in inglese è il nickname con il quale viene identificato Caligola)?
So che è stato assassinato e che era un imperatore bizzarro, fuori di testa. So che fece ammattire i membri del suo governo e che non era particolarmente amato dai suoi contemporanei.

Perché hai scelto questo nome?
In realtà non l’ho scelto io. Un mio amico ha iniziato a chiamarmi così dopo aver visto un film su di lui… Con il passare del tempo è diventato un soprannome che mi è rimasto appiccicato addosso…

Hai solo 25 anni ma hai già avuto esperienze musicali molto diverse tra loro: hai partecipato a Pop Idol, hai fatto parte di un trio jazz e di una band di relativo successo nell’ambiente indie, i Dead Disco. Cosa puoi raccontarci di ognuna di queste esperienze?
Ho partecipato a Pop Idol a sedici anni anche se il tutto in realtà si è limitato alla fase preliminare della trasmissione, non sono arrivata alle selezioni finali, non sono mai apparsa in televisione, sono stata eliminata prima. Evidentemente non ero adatta per quel tipo di programma… Il periodo con il trio jazz invece è stato formativo dal punto di vista “tecnico”, mi sono confrontata con stili molto diversi tra loro ed è stato davvero educativo… L’esperienza con i Dead Disco è stata divertente anche se alla fine ho deciso di perseguire la carriera solista… Sentivo che era la strada più adatta al mio carattere… Ed infatti eccomi qui…

Non ti manca mai fare parte di una band?
In realtà no, perché dal vivo sono sempre accompagnata dai miei musicisti, quindi, in un certo senso, è come se ancora facessi parte di un gruppo anche se, allo stesso tempo, il controllo della direzione artistica spetta solo a me… A volte può essere un pò stressante… La cosa può farti sentire sotto pressione ma è il giusto prezzo da pagare quando si rincorre la propria visione musicale… Farlo da solista è sicuramente più facile, senza doversi confrontare continuamente con altre persone…

Visto un background musicale così ampio, quali sono gli artisti che ti senti di citare come i tuoi punti di riferimento del presente e del passato?
Sicuramente sono stata maggiormente influenzata da artisti del passato come Kate Bush, David Bowie, gli Human League, i Depeche Mode, Gary Numan, New Order, Cindy Lauper, Giorgio Moroder, più che del presente…

La stampa internazionale ti considera parte di una sorta di new wave di giovani artiste electro pop come ad esempio La Roux e Ladyhawke… Tu cosa ne pensi? Credi di aver qualcosa in comune con loro?
Siamo tre artiste molto diverse tra loro, sia musicalmente che come attitudine… Credo che le differenze siano evidenti…
Ognuna di noi ha la sua personalità, la sua visione… E’ eccitante comunque essere considerata parte di un gruppo di nuove artiste femminili che stanno rivoluzionando la scena pop contemporanea… E’ un ottimo periodo per le donne nel music business, davvero molto creativo… Credo che il pubblico comunque si renda conto di trovarsi di fronte a realtà profondamente diverse l’una dall’altra…

Ti piace Lily Allen?
Sì, mi piace molto.

L’hai mai incontrata?
No, non ancora…

Avendo una formazione classica da musicista non ti dà fastidio essere accomunata a una scena electro pop un po’ facilona? Non ti dà fastidio essere accostata a ragazzine meteore, mezze nude, che cantano canzoni scritte da altri?
Direi di no… Ogni artista ha la sua identità, la sua storia. E alla fine è la qualità delle canzoni la cosa più importante…

Quando hai scoperto e iniziato a suonare il Tenorion?
L’ho scoperto circa un anno fa in uno studio durante una delle prime session di registrazione dell’album… Sono rimasta subito affascinata da quella strana lavagnetta luminosa… Ho iniziato a giocarci un pò, come una bambina, e me ne sono invaghita… Dopo qualche giorno sono andata a comprarlo…

Lo usi anche in fase di composizione?
No, più che altro lo uso dal vivo, durante i concerti.
Per scrivere mi metto al pianoforte… Quello è sempre il primo passo…

E’ vero che Alexander Robotnick è uno dei tuoi eroi?
Si è vero, sono una sua grande fan, ha scritto brani straordinari che mi hanno ispirato e fatto venire voglia di comporre canzoni altrettanto buone…

Tra l’altro ha remixato la tua Stuck On Repeat. Com’è andata la faccenda?
Se ne è occupato il mio manager. Lo ha incontrato e gli ha chiesto se era interessato a una collaborazione.
Il brano gli è piaciuto moltissimo e ne ha fatto questa versione dancefloor di cui sono davvero orgogliosa…

Cosa mi dici dei remix e dei remixer dei tuoi brani? Come vengono scelti?
E’ un processo che può cambiare di volta in volta, a seconda delle situazioni.
A volte sono io a proporre un produttore, altre è il mio manager a sottopormi tutta una serie di possibili opzioni, altre ancora sono miei amici a consigliarmi dei nomi che non conoscevo…

Che cosa ti ispira quando scrivi musica?
La vita in generale, le persone che mi circondano, i libri che leggo, i posti dove vado, le sensazioni che provo durante una giornata qualunque…

Com’è nata questa passione per le cover?
Suonare brani di altri artisti è una cosa che mi è sempre piaciuta fare sin dagli esordi ma è stato anche un modo per imparare a scrivere canzoni studiando il songwriting di altri autori, comprendendone la struttura e il processo di composizione… E’ stato molto istruttivo… Di recente ho iniziato registrarne un paio per conto mio e ho ricevuto ottimi responsi così ho pensato che fosse divertente continuare a farlo… Trovo le cover un’ottima fonte d’ispirazione…

Puoi dirmi qualche pezzo del passato che ti piacerebbe interpretare ma non hai ancora affrontato?
Sarebbe interessante rifare qualche pezzo dei Duran Duran o dei Fleetwood Mac…

Cosa ti piace fare quando non sei impegnata in uno studio di registrazione o in giro per il mondo a promuovere la tua musica e a suonare dal vivo?
In realtà in questi ultimi mesi ho avuto pochissimo tempo libero… E sia chiaro non me ne lamento affatto…
Nei pochi momenti di riposo mi piace concedermi cose normalissime: uscire a cena con gli amici, andare a ballare, stare a casa a guardare un film…
Nulla di particolarmente stravagante…

Vivi a Londra giusto? Come ti trovi?
Benissimo, è una città che adoro, che mi rende creativa e mi stimola continuamente…

Cosa ti manca di più della capitale britannica quando sei all’estero?
Le cose più scontate ma allo stesso tempo più importanti: il mio fidanzato e i miei amici…

Hai costruito parte del tuo successo sfruttando nel modo migliore i nuovi media come youtube, twitter e in generale il mondo dei blog. E’ stata una scelta strategica? O si trattava della cosa più naturale da fare?
E’ semplicemente il mondo in cui viviamo oggi, non ho fatto nulla di strategico… Mi sono limitata ad usare i canali che frequento regolarmente ogni giorno, nella mia vita privata, per promuovere il mio lavoro, la musica che faccio.
Sono cresciuta con internet quindi usare la rete e le sue opportunità è stata una scelta spontanea… Sarebbe assurdo e innaturale non sfruttare la sue immense possibilità, non capisco perché un’artista dovrebbe ignorarle… Ho sempre tenuto dei blog prima di diventare popolare e ho semplicemente continuato a farlo… In questo modo sono in contatto diretto con i fan ed è una cosa che mi piace molto, senza troppi ragionamenti alle spalle…

Come vanno le tue serate da DJ? Che musica ti piace suonare?
Direi bene, lo spero. Almeno per la gente che viene a sentirmi… Mi piace spaziare il più possibile quando sono dietro ad una console… Disco music, electro, musica dagli anni ottanta, dai novanta…

Cosa stai ascoltando in questo periodo? Qual è il tuo gruppo dell’estate?
Gli Empire Of The Sun

Come vedi la tua carriera, ti senti soddisfatta, sei contenta, sei sicura di te stessa?
Sono molto contenta di come stanno andando le cose. Adoro suonare dal vivo e viaggiare in giro per il mondo. In futuro vorrei poter continuare su questi livelli, migliorando di album in album…

Che progetti hai per il futuro?
Nei prossimi mesi sarò impegnata in tour, festival e promozione varia e poi mi piacerebbe fermarmi un attimo per iniziare a scrivere i brani del nuovo album…

http://www.myspace.com/littleboots




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