Robot Koch – Death Star Droid

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Producer di bassi e glitch per Jahcoozi e The Tape vs. RQM, Robot Koch non dorme mai. FlyLo gli ha chiesto un podcast, lui ha risposto con un mix di afro folk e jazz sghembo. DSD, che segue il mini Aftershocks, è il punto d’unione tra dubstep e wonky hop. Seguendo la tradizione dei mixtape, senza impastare suoni trendy, Robot colleziona un album esplosivo ma al contempo godibile e melodico, grazie all’uso di vocalist e strumenti acustici che toccano le corde emotive. Gli echi al velluto di Away From dopo lo schiaffo dubstep iniziale sono come una carezza nineties in chiave jazz al sapor di trip hop. Il cuore si stringe nell’emblematica Hard To Find: al filtraggio e trattamento hypersoul della voce si uniscono in stop-and-go note di chitarra, archi, fiati e tastiere analogiche. Una cover digidub di People Are Strange dei Doors precede While, ballata elettronica con il timbro struggente di Manya, mentre i bassi di Groom Sen rotolano fino alla chiusura, distensione elettroacustica per riappacificarsi col mondo. (Robots Don’t Sleep)
http://www.myspace.com/robotkoch




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