Photographer of the month: Jessica Haye & Clark Hsiao

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A cura di Sean Michael Beolchini.

www.thecollaborationist.com

Come ormai avrete capito, ogni mese ci piace girovagare alla ricerca di fotografi. Ci perdiamo tra librerie, nelle infinite comunità online e nei fotoblog con temi affascinanti. Dopo ore di belle figliole, paesaggi mozzafiato e tanti maghi di photoshop, ci imbattiamo spesso in piccole gemme
di fotografia amatoriale, che non dovreste lasciarvi sfuggire.

Come vi chiamate?
Jessica Haye e Clark Hsiao.

Di dove siete?
Jessica è nata nella California del nord. Clark è nato a Taiwan.

Dove vivete?
A Los Angeles, CA.

Che lavoro fate?
Lavoro sporco.

Ci campate con la fotografia?
Diciamo che con la fotografia riusciamo a pagare alcune delle nostre bollette.

Quanti anni avete?
Jessica 35. Clark 30.

Quanti anni vi sentite?
Jessica cerca di non pensarci. Clark si sente quindicenne.

Come vi siete incontrati?
Ci siamo incontrati quando studiavamo all’ Art Center College of Design a Pasadena, in California.

Amanti? Amici? O ex amanti?
Tutto questo e di più – um, eccetto la parte “ex”…

Jessica cosa ti piace di più di Clark?
E’ disposto a mettere tutto in discussione – niente è dato per scontato. Mi piace questo e apprezzo il suo modo di vedere le cose diverso dal mio.

Clark cosa ti piace di più di Jessica?
Lei è più intelligente di me.

Lavorate sempre in squadra?
Si, da due anni. Allo stesso tempo scattiamo ed esploriamo anche indipendentemente.

Quali sono i pro e i contro di lavorare insieme?
Il pro è che c’è sempre qualcuno con cui discutere sul lavoro (non solo dei nostri lavori personali, ma anche della fotografia in generale). Spesso, le conversazioni si spostano dallo specifico della fotografia che stiamo facendo a temi più ampi ed eventi mondiali che sono oltre il nostro controllo. Lo scopo delle nostre discussioni ci fa tenere conto di passato e futuro- alcune ci informano su quello che faremo, ed altre sono puri disaccordi. Le conseguenze delle discussioni sono a volte i contro, ci troviamo ad avere opinioni divergenti che portano a scontrarci. Pensiamo che forse è il prezzo da pagare per avere qualcuno con cui potere essere così onesto…

Come descrivereste le foto che fate?
Le nostro foto sembrano parte della nostra quotidianità. Siamo partecipanti attivi della vita e dei mondi che fotografiamo e creiamo. Indipendentemente dallo scenario, cerchiamo la sincerità.

Qual è la vostra “big picture”?
Speriamo di essere capaci di espandere la nostra rete di straordinari collaboratori con i quali abbiamo avuto il piacere di lavorare e fare un lavoro che conta (magari solo per noi e per i nostri amici e famigliari, ma c’è la possibilità che ci siano molte persone come noi e come il nostro clan là fuori, giusto?!).

Cosa altera le vostre percezioni?
Incontrare nuove persone, imparare cose nuove. C’è sempre qualcuno o qualche evento che salta dentro e soffia sulle nostre menti – il mondo è pazzo quanto la gente dice.

Qual è il vostro fotografo preferito?
Non riusciamo a scegliere un preferito – ci sono tante persone là fuori che hanno fatto e continuano a fare lavori che ammiriamo. Ci piace Araki, Wolfgang Tillmans, Stephen Shore, William Eggleston, Ari Marcopoulos, Torbjorn Rodland, Joel Sternfeld, Wallace Berman, Robert Frank, August Sander e molti altri ancora – ci sono così tante persone incredibili passate e presenti che ci entusiasmano e da cui cerchiamo ispirazione.

Che tipo di macchine fotografiche usate?
Usiamo tutti i tipi e formati, dal digitale al 110, 35mm in tutti i modi fino al 4×5.

Che macchina vorreste utilizzare?
Tutto dipende da cosa stiamo fotografando. Ogni macchina la sentiamo in modo diverso in base al tipo di foto. Dipende molto dal nostro stato d’animo.

Quale sarà il vostro prossimo progetto?
Non ne siamo certi. Forse faremo uno shooting per un brand di scarpe interessanti – la loro politica è che se compri un paio di scarpe il ricavato viene devoluto ai bambini dei paesi sottosviluppati – sono un buon esempio d’azienda socialmente attiva – siamo ispirati e onorati di far parte di progetti come questi.

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