Heartbreak

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Intervista di Marco Lombardo. Foto di Nacho Alegre.

Un attore sud americano e un tecnico di produzione anglo-francese s’ incontrano per caso in Argentina, sul set di una soap-opera controversa. Sebastian Muravchix, il primo, e Ali Renault, il secondo, condividono una passione viscerale per la musica disco degli anni ottanta, in particolare per la deriva nata nel bel paese, passata alla storia come Italo-Disco. Stanchi dell’ambiente televisivo abbandonano Buenos Aires e si trasferiscono a Londra, dove danno vita agli Heartbreak, una sensuale synth-band accolta con clamore dalla stampa d’oltremanica. Nel giro di pochi mesi attirano l’attenzione delle riviste patinate e di illustri colleghi, da Richard X a Little Boots, passando per la splendida Annie, rendendosi protagonisti di un’ascesa fulminante. Li abbiamo intervistati per voi.

Cosa vi ha spinto a dare vita agli Heartbreak?
Ali: La curiosità di assistere al risultato della fusione di due personalità molto diverse tra loro, accomunate da una passione viscerale per i sintetizzatori e la disco-music. Volevamo infiltrare la scena mainstream del pop con la nostra formula magica.

Come e dove vi siete incontrati?
Ali: Ci siamo incontrati in Argentina lavorando sul set di una soap-opera.

Ali, ti ricordi cosa hai pensato la prima volta che hai incontrato Sebastian?
Ali: L’ho conosciuto subito dopo averlo visto recitare. Impersonava uno degli attori principali di quella soap-opera. Ricordo che rimasi piacevolmente sorpreso di scoprire che era molto diverso dal personaggio sullo schermo. Il suo alter-ego televisivo era insopportabile.

Il vostro album d’esordio è uscito circa un anno e mezzo fa. Cosa ne pensate di Lies dopo tutto questo tempo?
Ali: E’ un’ottima rappresentazione di ciò che eravamo, artisticamente e umanamente, nel momento in cui l’abbiamo registrato. E’ un disco crudo, essenziale. Ci siamo evoluti parecchio in questi mesi, rifinendo il suono degli Heartbreak in maniera nuova.

Qual è la vostra canzone preferita del disco? Perché?
Ali: Regret. E’ il brano che ci ha fatto capire quanto potevamo essere epici. E’ stata la prima traccia in cui abbiamo raggiunto la completa fusione tra le nostre personalità. Con quel pezzo è nato un nuovo equilibrio.

Come vi guadagnavate da vivere prima degli Heartbreak?
Ali: Io lavoravo in televisione come tecnico di registrazione.
Sebastian: Io facevo l’attore e per un breve periodo sono stato nell’industria del vino.

Perché avete scelto il nome Heartbreak?
Sebastian: E’ una parola che esprime bene la dualità e il mood del nostro progetto.

Raccontatemi del vostro modo di lavorare. E’ complicato essere un duo?
Sebastian: Non è sempre facilissimo… Ma questa è la natura di tutte le collaborazioni creative. Ci deve essere della tensione ad un certo punto. E’ un segno di vitalità. Riguardo al processo di scrittura, di solito ci sediamo di fronte alle macchine insieme e iniziamo a improvvisare, lasciando che l’ispirazione ci travolga e ci porti da qualche parte. A volte completiamo una canzone in un paio di ore, altre ci vogliono dei mesi. In entrambi i casi la soddisfazione che proviamo è totalizzante.

Quante copie di Lies avete venduto sinora?
Sebastian: Domanda misteriosa, dovresti farla alla Lex Records, la nostra etichetta.

Siete già impegnati nella scrittura del nuovo disco? Cosa dobbiamo aspettarci?
Ali: Abbiamo raccolto numerose bozze ma allo stato attuale non esiste ancora nulla di definitivo. Il prossimo album non suonerà come Lies. Sarà molto diverso. Questo è certo. Non abbiamo un’idea precisa di quando verrà pubblicato. Siamo ancora in una fase embrionale.

Qual è stato sinora il momento più importante della vostra carriera?
Ali: Suonare al Sonar. Per un appassionato di musica elettronica è sicuramente il festival più importante. Parteciparvi da protagonisti è stato un sogno diventato realtà.

Perché avete chiamato il vostro esordio Lies?
Sebastian: E’ il migliore antidoto contro tutte le verità che conosciamo.

Cosa significa per voi un genere come la Italo-Disco?
Ali: Fantasia, dramma, ipnosi.

Qual è stato il primo brano Italo-Disco che avete ascoltato?
Ali: Self Control di Raf.
Sebastian: Visitors di Koto.

Vi sentite revivalisti?
Ali: Assolutamente no.

Avete citato la musica metal come una delle vostre influenze principali. In che modo questo genere è entrato a fare parte delle vostre canzoni?
Sebastian: Credo che la nostra passione giovanile per il metal sia riscontrabile nella qualità abrasiva del suono dei sintetizzatori e negli assoli di tastiera che spesso senti nei brani di Lies. L’attitudine dal vivo degli Heartbreak deve molto agli show delle band metal, soprattutto in termini di teatralità.

Sebastian tu sei argentino. Perché ti sei trasferito a Londra?
Sebastian: Speravo di trovare me stesso. Non ci sono ancora riuscito.

Raccontami della tua vita in Argentina.
Sebastian: Ero molto sotto i riflettori da quelle parti. Mi hanno incolpato di aver scritto la sceneggiatura di una controversa serie televisiva della quale in realtà ero solo un attore…

Eri famoso?
Sebastian: Si.

Come è stato lavorare in una soap-opera?
Sebastian: All’inizio interessante. Per un po’ mi sono sentito un eroe minore. Poi la pressione è cresciuta e ho avuto paura. Ero invincibile solo nella finzione. Ho abbandonato tutto. Temevo quel genere di celebrità.

Che tipo di soap-opera era?
Sebastian: Facevo sesso con una suora e la sua diabolica sorella. Non allo stesso tempo. La storia ha dato fastidio alla comunità cattolica, che in Argentina è particolarmente potente.

Continui a lavorare come attore?
Sebastian: In un certo senso sì. In modo meno evidente: suono in una band. Mi limito a recitare la mia parte nel mondo dell’industria discografica.

Ali, tu invece sei anglo-francese. Da quanto tempo vivi a Londra?
Ali: Ho vissuto a Londra da bambino, tra i cinque e gli otto anni. Mi sono trasferito di nuovo qua da adulto, circa nove anni fa.

E’ vero che hai vissuto anche in Italia nel corso della tua infanzia?
Ali: Verissimo. Dopo Londra la mia famiglia si è spostata a Torino, per via di mio padre. Lavorava per la Olivetti ad Ivrea. Io e mio fratello abbiamo frequentato la scuola americana di Moncalieri per quattro anni.

Cosa ricordi di quei giorni?
Ali: Ho degli ottimi ricordi di quel periodo. Ero un bambino molto felice, avevo tanti amici. Con il passare del tempo però ho perso ogni contatto.

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E’ stato in quegli anni che hai sentito parlare per la prima volta di Italo-Disco?
Ali: Si ma non avevo idea di cosa fosse. All’epoca pensavo si trattasse semplicemente di pop music e che ogni bambino del mondo stesse ascoltando quelle melodie alla radio, proprio come me. Sempre in quel periodo mi sono avvicinato al metal, che ben presto è diventato la priorità dei miei ascolti. L’Italo-Disco intanto continuava a sedimentarsi nel mio inconscio, per poi emergere parecchi anni più tardi. Ho il vivido ricordo di me e mia madre cantare il ritornello di Visitors di Koto mentre andavamo in piscina. E’ forse l’immagine più chiara che ho della mia infanzia.

Per descrivere la musica degli Heartbreak una testata internazionale si è espressa nel seguente modo: “come suonerebbero gli anni ottanta se non ci fossero stati i novanta di mezzo”. E qualcun altro ha coniato l’etichetta “metallo”. Cosa ne pensate di queste definizioni?
Ali: L’etichetta “metallo” è stata concepita da Casionova, un esegeta visionario del mondo Italo, un caro amico, che ha colto prima di chiunque altro il profondo legame emozionale tra l’Italo-Disco e il Metal. E’ un gioco di parole che ben delinea le diverse anime della band.

Come descrivereste la vostra musica a chi non l’ha mai ascoltata?
Sebastian: Powerpop.

Come avete incontrato Little Boots?
Sebastian: L’abbiamo conosciuta perché ci ha chiesto di produrre una traccia sul suo disco d’esordio e in seguito siamo andati in tour con lei in Inghilterra. Ci siamo divertiti parecchio.

Cosa ne pensate della cover che ha realizzato per Youtube del vostro singolo We’re back? Siete stati coinvolti nell’idea?
Sebastian: Ha fatto tutto a nostra insaputa. Ovviamente la cosa ci ha fatto molto piacere. E’ stata davvero una gran bella sorpresa.

Di recente siete stati in studio con Annie. Cosa avete in cantiere?
Sebastian: Niente di legato agli Heartbreak. In realtà in studio c’ero soltanto io come cantante. E’ stata un’idea di Richard X, il produttore. Un grandissimo professionista. E’ stato un onore lavorare con lui. Ho incontrato Annie un paio di volte fuori dalla sala di registrazione. Lei è molto affascinante e simpatica, ma non siamo mai stati in studio nello stesso momento. Tutto è avvenuto attraverso Richard.

Sebastian, hai scritto un brano intitolato Annie sotto il moniker Anthonio che, a sua volta, è il titolo di una canzone del nuovo album della cantante norvegese. Uno dei brani più controversi del disco, dove lei parla del padre di suo figlio. Perché questa sorta di botta e risposta?
Sebastian: Sai, sebbene fossi già in prigione, sentivo il bisogno di fare ammenda per il mio comportamento scorretto. Così ho deciso di cantare questa canzone per chiedere scusa pubblicamente (????? Non ho idea di cosa stia parlando. Parole sibilline che infittiscono il mistero. Cosa ci sarà sotto?).

Si dice in giro che tu stia lavorando ad un album con il nome Anthonio. Ci sono novità? Quando pubblicherai qualcosa? Cosa dobbiamo aspettarci? Annie sarà coinvolta?
Sebastian: Non credo uscirà con il moniker Anthonio. Ho cambiato idea dopo essere stato rincorso da un fan di Annie in Kingsland Road, che mi ha aggredito e accusato di essere un uomo marcio. Probabilmente aveva ragione ma essere inseguito per Kingsland Road non è esattamente nelle mie corde. Così ho deciso di lavorare ad un nuovo progetto chiamato “Sensation” (Onestamente non penso di aver afferrato appieno tutta la faccenda…)

Ali, anche tu stai lavorando a qualche progetto parallelo?
Ali: Si, ho due progetti solisti al momento. Li ho messo in piedi già da parecchi anni. Di recente ho pubblicato un Ep come “Ali Renault” su Moustache Records chiamato Running on Vapours e sono in procinto di realizzare il mio primo album, all’inizio del 2010. In quel disco ci sarà un brano con le splendide vocals di Fred Ventura.
Al momento sono parecchio impegnato nel portare in giro il mio nuovo live set come dj e nel gestire le mie due etichette discografiche, la Cyber Dance e la Human Shield, entrambe con due uscite imminenti e uno showcase al Bloc Party Festival di quest’anno. Poi c’è il mio secondo progetto, quello più oscuro, “Cestrian”. Sto pianificando numerose pubblicazioni nel corso del 2010, possibilmente anche un vero e proprio Lp. Staremo a vedere.

Le vostre tre tracce Italo-Disco preferite?
Heartbreak: Time Out di Florio Time Dj, Runaway di Gary’s Gang e Dancing In The Dark di Mike Mareen.

Tre canzoni metal?
Heartbreak: Sweet Leaf dei Black Sabbath, Masters of Puppets dei Metallica e Hell Waits degli Slayer.

Cosa ne pensate del nostro paese?
Ali: Adoriamo l’Italia.

Qual è stata la prima canzone che avete scritto insieme ?
Heartbreak:
Si chiamava Antartica, ma non eravamo ancora una band vera e propria. Poi come Heartbreak abbiamo registrato Soul Transplant, che è diventata la prima traccia ufficiale del nuovo progetto.

Da dove vengono le vostre canzoni? Qual è lo stato d’animo dal quale traete maggiore ispirazione?
Ali: C’è un preciso momento in cui stai finendo le energie ma non hai ancora gettato del tutto la spugna. Una sorta di zona d’ombra emozionale tra la resa e la lotta. La maggior parte delle nostre tracce vengono fuori da quel mood. A volte credo si avverta nel disco questo senso di disperazione.

Cosa vi spaventa di più come band?
Sebastian: Essere mal etichettati o mal interpretati.

E come persone?
Sebastian: Le vespe!

Se non foste dei musicisti cosa vorreste essere?
Heartbreak: Non vogliamo neanche pensarci.

Quali sono gli artisti che vi hanno influenzato maggiormente?
Ali: I maestri Italo degli anni ottanta. La musica proveniente da città come La Hague, Rotterdam, Detroit, Chicago. L’electro classica di New York, LA e Miami.

Cosa vi manca di più di Londra quando siete in viaggio?
Ali: I nostri amici.

Cosa vi piace di meno di una città come Londra?
Sebastian: I trasporti pubblici e il clima.

Qual è il vostro posto preferito nel mondo?
Sebastian:
Jard Sur Mer!

Avete mai avuto un “Italian Affair”?
Heartbreak: Purtroppo no!

L’ultimo disco che avete comprato?
Ali: Dj Overdose – 2012 Ep
Sebastian: Stranger Station- Echoes of Infinity

Il vostro album hip-hop preferito?
Ali: Non mi sono mai appassionato al genere.
Sebastian: Questa domanda mi ha fatto tornare in mente License to Ill dei Beastie Boys. E’ da un sacco di tempo che non lo ascolto.

Il vostro album metal preferito di tutti i tempi?
Heartbreak: Sabbath Bloody Sabbath dei Black Sabbath.

Siete religiosi?
Heartbreak: No.

Ali, ti ricordi ancora la tua prima fidanzata?
Ali: Davvero mi vuoi portare in questi territori? Ok, se è così… Il suo nome è Janet. Ci vediamo occasionalmente a Natale quando torniamo a casa per le feste.

Il vostro film preferito?
Heartbreak: Forse e’ una scelta scontata ma diciamo The Thing di Carpenter.

Con che musica siete cresciuti? C’è qualche artista in particolare che vi ha cambiato la vita?
Ali: Sono cresciuto ascoltando metal. Non so se hanno cambiato la mia vita ma di sicuro gli Iron Maiden hanno aperto una nuova fase nel modo in cui percepivo la musica.
Sono loro che mi hanno trasformato per la prima volta in un fan.

Che musica state ascoltando in questo momento?
Ali: Disco.
Sebastian: Alcuni vecchi album dei Beastie Boys e in genere robe synthwave o minimal synth.

L’ultimo film che avete visto. Al cinema, in Dvd o l’avete scaricato?
Ali: Requiem for a dream di Aronofsky, scaricato.
Sebastian: Stone’s Wall Street di Oliver Stone. In Dvd. E’ un film che è invecchiato molto bene.

Video musicale preferito di tutti i tempi?
Heartbreak: Losing you di Jan Terri.

Avete una macchina? Quale?
Heartbreak: A Londra non ce n’è bisogno.

In quale film vi piacerebbe recitare?
Ali: Perish The Thought.
Sebastian: Erice’s El Espiritu de la comena (Spirit of the Beehive). Mi piacerebbe avere il ruolo di Ana.

Se poteste rinascere qualcun altro, chi vorreste essere?
Heartbreak: Salvatore Cusato (Casco).

Avete una serie tv preferita?
Ali: Prima era The Wire adesso sono presissimo da Generation Kill.
Sebastian: In questo momento The Treatment.

Cosa fate di solito prima di andare a dormire?
Ali: Leggo.

Qual è stata la prima cosa che avete pensato questa mattina una volta svegli?
Ali: “Devo cambiare la sabbia del gatto”.
Sebastian: “Cosa diavolo ho fatto della mia vita negli ultimi dieci anni? Ah, no, è tutto a posto. Era solo un brutto sogno… Torno a dormire.”Qualche minuto dopo mi sono alzato e sono andato a fare una passeggiata.

Consigliatemi tre nuove band.
Heartbreak: Gold Blood, Azari&III, i The Hasbeens.

Tre band del passato?
Heartbreak: Wolf, The Future e Ich.

Ali, quanto è grande il tuo appartamento? La tua stanza preferita? Quanto paghi d’affitto?
Ali: E’ abbastanza piccolo. Due stanze, una cucina, un bagno.
La stanza che prediligo è la seconda camera da letto che ho trasformato nel mio studio. L’affitto è troppo caro.

Cosa farete questa notte?
Heartbreak: Scriveremo qualche brano nuovo…




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